L’analisi tecnica del percorso della Cervino Matterhorn Ultra Race 70K, numeri alla mano: 67,0 km per 4.917 metri di dislivello positivo, con quota che spazia dai 1.864 ai 3.553 metri e un indice di verticalità di 73 m/km. Ecco come è fatto il tracciato, settore per settore, e cosa richiede a chi lo corre.
Dati generali
- Distanza: 67,0 km
- Dislivello positivo: +4.917 m
- Dislivello negativo: −4.917 m
- Quota minima / massima: 1.864 m / 3.553 m
- Indice di verticalità (D+/km): 73 m/km — molto alto, da skyrace verticale
- Indice di difficoltà (km + D+/100): 116
- Salite significative: 7
- Corribilità stimata: ~31% (hiking ~29%)
Percorso e struttura
Il profilo è di tipo front-loaded — le difficoltà maggiori si concentrano nella prima metà: il grosso del dislivello va affrontato quando si è ancora freschi, ma attenzione a non pagarlo nel finale. Con un indice di verticalità di 73 m/km, ogni chilometro “costa” in media oltre 73 metri di salita: siamo nel territorio delle vere skyrace. Si contano 7 salite rilevanti, di cui 3 sopra i 500 metri di dislivello.
Salite principali
Le ascese che pesano di più sul bilancio della gara, con chilometraggio di inizio e fine, sviluppo e pendenza media:
- Salita 1 (km 1,9–4,1): 2,2 km, +307 m, 14% di pendenza media (picco ~34%).
- Salita 2 (km 7,1–10,5): 3,4 km, +374 m, 11% di pendenza media (picco ~31%).
- Salita 3 (km 11,2–15,4): 4,3 km, +768 m, 18% di pendenza media (picco ~57%).
- Salita 4 (km 21,2–31,7): 10,5 km, +1.615 m, 15% di pendenza media (picco ~72%) — la più lunga.
- Salita 5 (km 48,1–57,9): 9,8 km, +1.448 m, 15% di pendenza media (picco ~33%).
Distribuzione del dislivello e discese
Profilo front-loaded. La discesa più lunga sviluppa 10,5 km per −893 m; la più ripida tocca pendenze fino al 44% (−1.022 m in 5,0 km). Con 4.917 metri di dislivello negativo complessivo, le discese pesano quasi quanto le salite: la tenuta dei quadricipiti nella seconda metà è un fattore da non sottovalutare.
Richieste prestative
- Forza resistente in salita: con un’ascesa fino a +1.615 m (10,5 km al 15%), saper spingere in salita per decine di minuti è decisivo.
- Hiking power: con circa il 29% del percorso non corribile, camminare veloci in salita ripida (anche con bastoncini) rende più che correre forte in piano.
- Tenuta in discesa: 4.917 m di D− con tratti molto ripidi mettono alla prova quadricipiti e articolazioni nella parte finale.
- Gestione della quota: punte oltre i 3.553 m richiedono un ritmo prudente in alto, dove l’aria più rarefatta amplifica la fatica.
- Resistenza specifica: 67,0 km con 4.917 m di D+ impongono una strategia di alimentazione e idratazione solida fin dalle prime ore.
Strategia di gara
La tentazione è spingere subito sulle prime grandi salite, ma proprio perché il dislivello è concentrato all’inizio conviene gestirle a ritmo controllato: arrivare a metà gara con le gambe intere fa la differenza nel finale. Sulle discese tecniche conviene risparmiare i quadricipiti nelle prime, per averli reattivi quando contano. Bastoncini e tecnica di hiking efficiente sono alleati preziosi sulle rampe più severe.
Implicazioni per l’allenamento
Per arrivare pronti servono blocchi specifici: ripetute in salita ripida per la forza resistente, sessioni di hiking con bastoncini a intensità controllata, lavori di discesa per la resistenza eccentrica dei quadricipiti e lunghissimi con dislivello cumulato vicino ai valori di gara. Utile simulare la fatica accumulata per testare alimentazione e gestione mentale nelle ore centrali.
Perché correrla
È una gara che premia chi sa salire e chi sa soffrire con metodo: un tracciato onesto dove il risultato è lo specchio della preparazione. Se cerchi una prova di endurance verticale nel cuore della montagna, i 67,0 km e gli 4.917 metri di dislivello di questo percorso sono un banco di prova di alto livello.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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