Cos’e’ il fartlek strutturato
Il termine svedese “fartlek” significa letteralmente “gioco di velocita’”. Nella sua forma classica, e’ un allenamento libero in cui l’atleta inserisce variazioni di intensita’ su una base di fondo lento o medio, decidendo sul momento durata e intensita’ di ogni ripetizione e del relativo recupero. Nasce come allenamento collinare su sterrato, ma puo’ essere eseguito anche in piano. E’ un ottimo allenamento di sintesi, capace di spezzare la monotonia dei lunghi aerobici e sviluppare la sensibilita’ propriocettiva dell’atleta nel leggere il proprio sforzo.
Il limite del fartlek classico e’ la mancanza di riproducibilita’: senza parametri definiti, e’ difficile misurare il carico, monitorare i progressi e inserirlo in una programmazione progressiva. Qui entra in gioco il fartlek strutturato.
Fartlek classico vs fartlek strutturato
Il fartlek strutturato mantiene la filosofia delle variazioni di intensita’ su base aerobica, ma introduce parametri precisi:
- Numero di ripetizioni definito
- Durata di ogni variazione (tempo o distanza)
- Intensita’ target per ogni blocco (Z3, Z4, Z5)
- Durata e intensita’ del recupero tra le variazioni
- Warm-up e cool-down strutturati
Questo permette di trasformare il “gioco” in uno stimolo allenante preciso, misurabile e progressivo, pur mantenendo la fluidita’ del cambio di ritmo che distingue il fartlek dall’interval training classico.
Esempi pratici per il trail running
Ecco alcune sessioni tipo di fartlek strutturato applicabili al trail running:
- Soglia (Z4): 20′ warm-up Z1 + 8 x (2′ a velocita’ di soglia + 2′ recovery Z1) + 10′ cool-down. Totale: circa 60′.
- VO2max (Z5): 15′ warm-up Z1 + 10 x (1′ a Z5 + 2′ Z1) + 10′ cool-down. Totale: circa 55′.
- Misto salita (trail specifico): 20′ warm-up Z1 + 6 x (2′ salita a Z4 + 3′ recupero in discesa/pianura Z1) + 10′ cool-down.
- Progressivo: 15′ warm-up Z1 + 5′ Z2 + 4′ Z3 + 3′ Z4 + 2′ Z5 + 10′ cool-down Z1 (struttura a piramide rovesciata).
Vantaggi rispetto all’interval training classico
L’interval training classico e’ ottimo per massimizzare il volume ad alta intensita’, ma il fartlek strutturato offre vantaggi specifici per il trail runner:
- Allena le transizioni metaboliche: passare da Z1 a Z4 e viceversa simula le continue variazioni di ritmo che caratterizzano una gara trail (cambi di pendenza, tratti tecnici, ristori).
- Sviluppa la percezione dello sforzo: il recupero attivo tra le variazioni allena l’atleta a “sentire” le diverse zone di intensita’ senza dipendere esclusivamente dal cardiofrequenzimetro.
- Riduce lo stress mentale: la varieta’ di stimoli mantiene alta la concentrazione senza il peso psicologico di ripetute tutte uguali.
- Adattabilita’ al terreno: puoi usare il profilo altimetrico del percorso per dettare le variazioni, rendendo la seduta specifica per la gara target.
Quando inserirlo nella programmazione
Il fartlek strutturato trova il suo posto ideale nella fase di costruzione, quando l’atleta ha gia’ consolidato una solida base aerobica. Si inserisce 1 volta a settimana come seduta di qualita’, in alternativa o complemento alle classiche ripetute.
Da evitare in fase di scarico e nella settimana che precede una gara A, dove la priorita’ e’ il recupero e il mantenimento della freschezza neuromuscolare. Nelle fasi di base, un fartlek non strutturato puo’ invece essere utile come seduta di “svago” per spezzare la monotonia dei lunghi aerobici senza introdurre carichi eccessivi.
Ricorda: la pausa di recupero non e’ tempo perso. E’ la componente che determina il reale effetto dell’allenamento, perche’ consente di eseguire tutte le variazioni nella zona allenante stabilita. Un recupero troppo breve pregiudica l’intensita’ delle ripetizioni successive e vanifica lo stimolo.
Takeaway per il coach
Il fartlek strutturato non e’ un “allenamento minore” da inserire quando mancano idee. E’ uno strumento metodologico preciso che allena la capacita’ di cambiare passo — la stessa che nei tratti tecnici, nelle salite improvvise e nei finali di gara fa la differenza tra chi subisce e chi decide. Struttura il gioco, misura il carico, e avrai un atleta piu’ completo.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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