Analisi Percorso: Trans d’Havet 80K

Trail runner with a headlamp on a rocky mountain ridge above a sea of clouds and jagged peaks at dawn/dusk.

La Trans d’Havet 80K, nella sua versione Ultra, è una delle prove di endurance più severe dell’arco prealpino: 80,4 km con circa 5.310 metri di dislivello positivo, partenza a mezzanotte e un tracciato che concentra lo sforzo maggiore nella prima metà. Questa analisi si basa sui dati ufficiali della gara (distanza e dislivello da ITRA) e sulla struttura altimetrica ricavata dalla traccia GPX.

Dati generali

  • Distanza: 80,4 km (dato ufficiale)
  • Dislivello positivo: +5.310 m (fonte ufficiale ITRA)
  • Dislivello negativo: circa 5.320 m
  • Quota massima: circa 2.210 m
  • Indice di verticalità: circa 66 m/km — profilo ad alta densità di dislivello
  • Partenza: notturna, a mezzanotte

Nota di metodo: le tracce GPX amatoriali tendono a sovrastimare il dislivello per via del rumore altimetrico. Il valore grezzo superava i 7.000 m; dopo filtraggio la traccia converge verso il dato ufficiale ITRA di 5.310 m, che resta il riferimento autorevole usato in questa analisi.

Ambiente e carattere della gara

La Ultra 80K si sviluppa tra le Piccole Dolomiti e il gruppo del Carega, cuore delle Prealpi Vicentine. Il percorso collega Piovene Rocchette a Valdagno attraversando ambienti che cambiano rapidamente: boschi nella parte bassa, pascoli d’alta quota, tratti di cresta e ghiaioni verso i punti più elevati, dove si raggiungono e superano i 2.000 metri nell’area del Carega. La partenza a mezzanotte aggiunge la variabile notturna: molte ore si corrono al buio, con il freddo e la gestione delle luci frontali che diventano parte integrante della prestazione. È un percorso di montagna vera, con passaggi tecnici e un’esposizione che richiede lucidità.

Percorso e struttura

Il profilo è nettamente front-loaded: la maggior parte del dislivello si accumula nella prima metà. L’analisi della traccia individua dieci salite significative, di cui tre molto lunghe (oltre 800 metri di dislivello ciascuna) tutte collocate entro i primi 35 km. Dopo questo blocco iniziale il percorso diventa più ondulato, alternando strappi brevi ma ripidi a lunghe discese tecniche. La corribilità stimata è intorno al 35%: gran parte della gara si affronta in progressione di potenza in salita e in controllo nelle discese, con una quota rilevante di cammino veloce (hiking) sui tratti più pendenti.

Salite principali

Le salite sono indicate con la loro posizione chilometrica e i dati tecnici, senza riferimenti a toponimi:

  • Salita 1 (km 0–8,2): 8,2 km, +1.028 m, 12,6% medio — apertura lunga e continua
  • Salita 2 (km 12–20,9): 8,8 km, +854 m, 9,7% — corribile ma impegnativa
  • Salita 4 (km 28,2–34,3): 6,0 km, +1.028 m, 17,0% — hiking dominante, la più esigente
  • Salita 5 (km 40,6–42,7): 2,1 km, +420 m, 20,4% — vero muro di forza resistente
  • Salita 7 (km 45,4–51,6): 6,2 km, +846 m, 13,7% — lunga, a metà gara
  • Salita 10 (km 65,3–66,0): 0,7 km, +122 m, 18,5% — strappo secco in fase avanzata

La salita più lunga misura 8,8 km; la più ripida presenta pendenze medie superiori al 20%, con punte ben oltre il 30%.

Distribuzione del dislivello

Concentrare quasi 2.900 metri di ascesa nei primi 34 km ha conseguenze precise: chi parte troppo forte paga a caro prezzo nella seconda metà. La discesa più lunga supera i 12 km per oltre 1.400 metri di perdita, con pendenze medie oltre l’11% e tratti molto più ripidi: un carico eccentrico notevole per le gambe, per giunta affrontato dopo molte ore di gara e nel passaggio dalla notte al giorno.

Richieste prestative

  • Forza resistente in salita: estrema, per via delle tre grandi ascese ravvicinate
  • Hiking efficiente: decisivo sui tratti oltre il 17-20%
  • Tecnica e tenuta in discesa: molto alta, per le lunghe discese tecniche
  • Tolleranza eccentrica: elevata, dato il dislivello negativo concentrato
  • Gestione notturna e autonomia: orientamento, illuminazione, alimentazione e termoregolazione al buio

Strategia di gara

La chiave è la gestione della prima metà: affrontare le grandi salite iniziali con un margine, evitando di andare in debito prima del km 35. Sui muri più ripidi conviene passare a un cammino veloce ed economico piuttosto che forzare la corsa. Nelle lunghe discese serve controllo, appoggi puliti e cadenza alta per limitare il danno muscolare. Sul piano energetico, la partenza notturna impone di non trascurare l’alimentazione fin dalle prime ore, quando lo stimolo della fame è spesso attenuato.

Implicazioni per l’allenamento

Prepararsi a questa prova significa allenare salite lunghe da 800-1.000 metri di dislivello, includere sedute specifiche di hiking ripido con i bastoncini, e soprattutto costruire tenuta in discesa con lavoro eccentrico progressivo. Utile inserire lunghi notturni per abituarsi al ritmo circadiano e alla gestione delle luci, oltre a simulazioni di alimentazione in condizioni di scarso appetito.

Perché correrla

La Trans d’Havet 80K premia la solidità più della brillantezza: è una gara per chi ha costruito forza, pazienza e testa. Il dislivello estremo, la componente notturna e la bellezza selvaggia del Carega ne fanno un banco di prova completo per l’ultra-trailer alpino che cerca una sfida vera nelle Prealpi Venete.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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