Allenarsi da Atleta Time-Limited: Struttura Settimanale per Chi Ha Poco Tempo
Esiste una differenza fondamentale, e spesso ignorata, tra due tipi di atleti amatori: quelli che sono limitati dallo stress e quelli che sono limitati dal tempo. I primi — gli “stress-limited” — hanno disponibilità di ore ma non possono spingere oltre una certa soglia senza rompersi. I secondi — i “time-limited” — potrebbero assorbire più carico, ma non hanno le ore per farlo. Capire in quale categoria cadi è il primo passo per smettere di allenarti male.
Will, atleta in preparazione per il Tor des Géants, rientra nettamente nella seconda categoria: un atleta time-limited. Con lavoro, famiglia e gli impegni della vita quotidiana, il suo volume settimanale si attesta sulle 12–15 ore, per un totale di 95–110 km e 4.000–6.000 metri di dislivello positivo. Non sono numeri da élite, ma sono numeri che — se distribuiti con intelligenza — bastano per preparare una 320 km. Il segreto non è nella quantità. È nell’architettura della settimana.
La Diagnosi: Perché Will È Time-Limited e Non Stress-Limited
La classificazione non è una curiosità tassonomica: detta ogni scelta di programmazione. Un atleta stress-limited deve dosare l’intensità con il contagocce, perché il suo sistema nervoso, ormonale e muscolo-scheletrico ha un tetto di carico assorbibile piuttosto basso. Un atleta time-limited, invece, ha margine fisiologico: potrebbe spingere di più, ma l’orologio non glielo permette.
Come si fa la diagnosi? Jack Kuenzle, il coach, ha osservato diversi indicatori convergenti:
- Test di soglia aerobica: Will ha eseguito un heart rate drift test di 1 ora a FC costante di 159 bpm. Il suo passo è degradato solo dell’1% — contro il 3,5–5% atteso se fosse realmente alla sua soglia aerobica. Questo significa che la vera soglia aerobica è probabilmente molto più alta di 159 bpm. Il sistema aerobico ha margine.
- Frequenza cardiaca nelle corse facili: Will resta nei 140 bpm senza difficoltà. Jack ha fissato un limite prudenziale di 165 bpm per il lavoro di base, ma Will non si è mai neanche avvicinato a quel valore — segno che il corpo tollera il carico attuale senza accumulare stress significativo.
- Durabilità muscolare: Will ha dimostrato di poter sostenere 760 m/h di salita per periodi indefiniti. La resistenza alla fatica periferica è un suo punto di forza, non un limite.
- Assenza di segnali di sovrallenamento: Nonostante volumi consistenti nei weekend, non mostra cali di performance, disturbi del sonno o variazioni anomale della FC a riposo.
In sintesi: Will potrebbe spingere le corse facili più vicino alla soglia aerobica, aumentare la densità degli stimoli, o aggiungere un’altra sessione di qualità. Ma il tempo — non la capacità di assorbire carico — è il collo di bottiglia. E questo cambia tutto.
L’Architettura della Settimana: I Due Pilastri Infrasettimanali
Con soli 60–90 minuti al giorno dal lunedì al venerdì, ogni sessione deve avere uno scopo preciso. Non c’è spazio per il “junk mileage” — quei chilometri fatti tanto per fare, che non sono abbastanza facili da essere recupero né abbastanza intensi da essere stimolo. La settimana tipo di Will, durante la fase di costruzione per il TdG, ruota attorno a due sessioni chiave:
1. Martedì: Velocità su Piatto + SkiErg
Obiettivo primario: migliorare l’economia di corsa. Su un percorso come il TdG, dove ci sono lunghe discese corribili non tecniche, la capacità di correre a (5:00–6:15/km) con il minor costo energetico possibile è un differenziale competitivo enorme. Will stesso ammette: “Sono diventato molto bravo ad andare a un passo lento per sempre e ho trascurato qualsiasi tipo di intensità.”
La progressione è stata disegnata per introdurre lo stimolo gradualmente, minimizzando il rischio infortuni in un atleta senza background di corsa veloce (nessuna esperienza di cross-country o atletica leggera):
- Fase introduttiva (settimane 1–3): Fartlek non strutturato su pista. “Speed play” — giochi di velocità senza target precisi, per abituare il sistema neuromuscolare a ritmi più elevati senza lo stress di ripetute cronometrate.
- Fase intermedia (settimane 4–6): Ripetute da 200 metri su pista. Il principio guida: non esplodere mai. I ritmi devono restare costanti o in leggera progressione durante la sessione. Se l’ultima ripetuta è più lenta della prima, hai sbagliato.
- Fase avanzata (settimane 7–12): Trasferimento su treadmill. 5–7 ripetute da 5 minuti con 1 minuto di recupero. Il treadmill permette di controllare ogni variabile — pendenza, velocità, condizioni ambientali — e di isolare il lavoro di economia di corsa dalla fatica termica estiva.
La regola d’oro di ogni sessione: finire sentendo di poter fare almeno altre 2 ripetute allo stesso ritmo. L’obiettivo non è distruggersi — è mandare un segnale chiaro al sistema neuromuscolare: “questo ritmo diventa il tuo nuovo normale”. I risultati sono stati misurabili: i ritmi sul treadmill sono migliorati costantemente, e Will ha riportato che le corse facili sono diventate più facili e la capacità di “girare le gambe” (turnover) è migliorata sensibilmente.
SkiErg post-sessione: 3×5 minuti a intensità moderata. Non è un caso: prepara spalle e tricipiti all’uso prolungato dei bastoncini, un dettaglio che in una gara di 5–7 giorni con 23.800 m di D+ non è affatto marginale. Ispirato ai metodi di Scott Johnston con Kilian Jornet (che utilizza lo SkiErg montato sopra il treadmill).
2. Giovedì: Stairmaster con Zaino Pesante
Obiettivo primario: resistenza muscolare specifica per la salita. Il TdG ha circa 15 salite maggiori — non 48 come una gara nelle White Mountains, ma salite molto più lunghe e continue. La capacità di camminare in salita con zaino per ore, senza che i muscoli specifici (polpacci, quadricipiti, erettori spinali) cedano progressivamente, è un fattore limitante più importante della capacità aerobica.
Will riconosce che la sua forza non è mai stata “salire 1.200–1.500 metri in un’ora”, ma “salire 760 metri all’ora per sempre”. Il lavoro sullo Stairmaster mira proprio ad alzare quel tetto massimale — passare da 760 m/h sostenibili a 850+ m/h per periodi prolungati.
La progressione è lineare ma inesorabile:
- Fase 1: 2×20 minuti con 19 kg (42 lb) di zaino.
- Fase 2: 1×60 minuti con 22–26 kg (48–58 lb).
- Ritmo costante: 66–72 passi/minuto dall’inizio alla fine del blocco, nonostante l’aumento del peso — questo è il vero indicatore di adattamento. Se il carico aumenta ma il ritmo non cala, stai diventando più forte.
Il Weekend: Dove Si Accumula il Volume
Il sabato è dedicato al volume specifico su sentiero: escursione con zaino pesante (15–20 kg) per 4–6 ore. Nessun target di intensità — solo tempo in movimento su terreno simile alla gara. Il corpo impara a gestire lo zaino, il terreno sconnesso, l’esposizione, senza la pressione di un ritmo da mantenere.
La domenica è il giorno del lungo e del GI training: 3–5 ore senza peso, con un obiettivo nutrizionale preciso — 90–120 g di carboidrati all’ora durante la sessione più lunga della settimana. Non è un dettaglio: è l’allenamento più trascurato e più importante per un ultra-trailer con una storia di nausea in gara. Il tratto gastrointestinale si adatta come qualsiasi altro sistema — esponilo ripetutamente a volumi elevati di carboidrati, e imparerà a processarli.
La Struttura Completa
| Giorno | Sessione | Dettaglio |
|---|---|---|
| Lunedì | Riposo o 60′ leggero | Attivo solo se recuperato |
| Martedì | Velocità su piatto + SkiErg | Fartlek → 200m repeats → treadmill 5′ repeats |
| Mercoledì | 60–90′ facile + strides | FC sotto 145–150 bpm |
| Giovedì | Stairmaster con zaino | 2×20′ → 1×60′ con 19–26 kg |
| Venerdì | 60′ facile o riposo | Riposo flessibile |
| Sabato | Hike pesante o lungo collinare | Zaino 15–20 kg, 4–6 ore |
| Domenica | Lungo + GI training | 3–5 ore, fueling 90–120 g/h |
Perché 90 Minuti al Giorno Bastano — Se Sono i Minuti Giusti
La distribuzione non è casuale, e ogni scelta ha una ragione fisiologica precisa:
- Le sessioni di qualità sono infrasettimanali, quando il corpo è fresco. Martedì e giovedì sono i giorni a più alta densità di stimolo, distanziati di 48 ore l’uno dall’altro per permettere un recupero sufficiente. Se avessi solo 90 minuti al giorno, non li useresti per correre 12 km a ritmo medio — li useresti per uno stimolo mirato che non puoi riprodurre in nessun altro momento della settimana.
- Il volume è concentrato nel weekend perché è lì che ci sono le ore. Sabato 4–6 ore + domenica 3–5 ore = 7–11 ore solo nel weekend. Sommando i 5 giorni infrasettimanali (5×1,5 ore = 7,5 ore), il totale arriva a 14–18 ore teoriche, di cui 12–15 effettive considerando i giorni di riposo flessibili.
- I giorni di riposo non sono fissi. Lunedì e venerdì sono i candidati naturali, ma la regola è: riposo quando serve, non quando lo dice il calendario. Se mercoledì ti senti cotto, sposti la sessione del giovedì a venerdì e prendi giovedì di riposo. Per un atleta time-limited, la flessibilità è un lusso ma anche una necessità: gli impegni della vita non seguono il tuo programma di allenamento.
- Gli strides sono il minimo sforzo per il massimo rendimento. 4–6 allunghi da 100 metri, 2–3 volte a settimana, in coda alle corse facili. Aggiungono forse 5 minuti alla sessione, ma mantengono attivo il reclutamento neuromuscolare e migliorano l’economia di corsa senza costo di recupero. Jack e Dan Curts hanno insistito su questo punto — ed è forse l’unica cosa che tutti gli atleti time-limited dovrebbero fare, a prescindere dalla gara.
Il Paradosso dell’Atleta Time-Limited
C’è un paradosso affascinante nell’essere time-limited: hai margine fisiologico che non puoi usare. Potresti spingere di più, ma non hai le ore. La frustrazione è reale, perché l’istinto dice: “se il corpo regge, perché non fare di più?”
La risposta è che non tutto il volume è uguale. Un atleta time-limited non può competere sul volume totale con un atleta che si allena 25 ore a settimana. Ma può competere sulla densità di stimolo — su quanto ogni ora di allenamento è specifica, mirata e recuperabile. La settimana di Will non ha una singola sessione “tanto per”. Ogni minuto ha uno scopo, ogni stimolo è giustificato dal punto debole che va a colmare.
Per chi ha un lavoro, una famiglia e una 320 km nel mirino, questa è l’unica strada percorribile. Non è la strada con più volume. È la strada con più intenzione.
Fonte: Intervista a Scott Johnston di Evoke Training

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
Vuoi raggiungere un obiettivo agonistico che sia FINISHER o il PODIO, o più semplicemente iniziare a correre? Guarda i miei programmi di Preparazione Atletica e contattami per un colloquio preliminare.
