VAM: La Velocità Ascensionale Media nel Trail Running

Male trail runner climbing rocky mountain terrain with trekking poles at sunset, rugged alpine peaks in the background

Cos’è la VAM

La VAM, Velocità Ascensionale Media, è la metrica che esprime quanti metri di dislivello positivo un atleta riesce a coprire in un’ora (m/h) o al minuto (m/min). Nel trail running, dove il passo al chilometro perde significato sulle salite ripide, la VAM diventa il riferimento più affidabile per misurare l’efficienza in salita.

La Formula

Il calcolo è immediato: VAM (m/min) = Dislivello Positivo (m) / Tempo (min). Per ottenere i m/h basta moltiplicare per 60. Ad esempio, 500 metri di dislivello coperti in 25 minuti danno una VAM di 20 m/min, ovvero 1200 m/h.

Pendenza e VAM: Una Relazione Cruciale

La VAM non è un numero assoluto: varia in funzione della pendenza della salita. Su un segmento al 20% si possono raggiungere valori elevati (fino a 1500 m/h in soglia) perché il dislivello si accumula in poco tempo. La stessa salita con il 10% di pendenza, a parità di dislivello, produrrà una VAM molto inferiore perché la distanza orizzontale è maggiore e il tempo di percorrenza più lungo.

Questo significa che confrontare VAM su pendenze diverse è inutile. Ogni salita ha la sua VAM caratteristica, ed è proprio per questo che la metrica diventa preziosa se usata su salite di riferimento ripetute nel tempo.

Perché la VAM è utile nel Trail

Nel trail running il terreno alterna tratti corribili, hiking e salite tecniche. La VAM isola la componente verticale, fotografando la tua potenza specifica senza l’interferenza della distanza orizzontale, del fondo o delle transizioni. Per gare con indici di verticalità (IV) elevati, come la UTMB Monterosa 120K con IV 66, la capacità di sostenere una VAM stabile sulle lunghe salite è molto più predittiva del passo al km.

Come utilizzarla in allenamento

Il metodo più efficace è scegliere 2-3 salite di riferimento con pendenze note (es. 10%, 15%, 20%) e ripeterle ogni 2-3 settimane a intensità controllata. Registrare la VAM media di ogni test permette di avere un benchmark oggettivo del miglioramento.

Un caso concreto: un atleta in preparazione per una ultra trail ha monitorato una salita di 500 m D+ passando da 20 m/min a 25 m/min in circa due mesi. Un progresso del 25% che nessun passo al km avrebbe mostrato con chiarezza.

Puoi anche strutturare ripetute specifiche con target di VAM: ad esempio 8×300 m D+ cercando di mantenere 22 m/min su una pendenza del 12%. La VAM diventa così un parametro di intensità, simile alla potenza nel ciclismo.

Errori comuni

  • Confrontare VAM su salite diverse senza considerare la pendenza: ogni percentuale modifica la relazione tempo/dislivello.
  • Non ripetere le stesse salite: senza un riferimento costante è difficile valutare i progressi reali.
  • Fidarsi di GPS inaffidabili: i dispositivi moderni offrono una velocità verticale sempre più precisa, ma è bene verificarla su segmenti noti.

Conclusione

La VAM è uno strumento semplice ma potente per gli atleti trail. Ti permette di quantificare la forza in salita, monitorare i progressi e pianificare allenamenti specifici. Non sostituisce le altre metriche, ma quando il sentiero punta verso l’alto, è la sola che ti dice esattamente quanto vali.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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