Test di valutazione: non solo numeri, ma strumenti per costruire l’atleta

Male trail runner ascending a rocky alpine trail at sunrise, wearing a hydration vest and using trekking poles.

Oltre il numero: perché ti serve una mappa

I sensori da polso vendono stime, non verità. La valutazione vera serve a orientare l’allenamento, non a gonfiare l’ego. Un buon test deve rispondere a quattro criteri: validità, ripetibilità, riproducibilità e oggettività. Non ti interessa se l’algoritmo dice che sei “élite”: ti interessa sapere se la tua soglia sale, se corri più economico, se resisti di più alla fatica.

Misura la soglia: Billat e FTP

Il test di Billat è un classico: 6 minuti a tutta, su un percorso piatto e misurato. La distanza percorsa divisa per 100 ti dà la Velocità Aerobica Massima (VAM) in km/h. Moltiplica per 3.5 e ottieni una stima affidabile del VO2max. Da qui costruisci le zone: fondo lento al 60-70% della VAM, fondo medio, e così via. Se preferisci il ciclismo, il test FTP da 30 minuti è il tuo riferimento: pedala alla massima potenza sostenibile, prendi la media e moltiplica per 0.95. Hai la soglia funzionale in watt, base per tutte le zone di potenza.

Economia e durability: i test che nessuno fa

La soglia da sola non basta, soprattutto per gare di endurance. L’economia di corsa – quanta energia sprechi – è predittiva quanto il VO2max. In laboratorio si misura in mlO2/kg/km, ma puoi stimarla con l’Efficiency Factor (EF): in un allenamento di 2 ore a FC costante (Z2), dividi il passo in sec/km per la FC media. Se l’EF migliora, stai spendendo meno a parità di ritmo. Ripeti lo stesso percorso ogni 4-6 settimane, stesso peso corporeo, stessa idratazione.

Poi c’è il decoupling aerobico: controlla quanto la FC deraglia dopo 60-90 minuti senza che tu aumenti l’intensità. Se superi il 5% di scostamento, la fatigue resistance è il tuo tallone d’Achille: serve più volume in Z2.

Test che completano il quadro

  • Corsa 1200 m: massimale, stima rapida della soglia anaerobica e della VAM.
  • Test di Cooper: 12 minuti, copri più distanza possibile, calcola il VO2max stimato con (distanza in metri – 504.9) / 44.73.
  • Pliometria: counter-movement jump e squat jump per valutare la reattività neuromuscolare, utile per la forza esplosiva su salite tecniche.
  • Valutazione tecnica video: analisi della cadenza, lunghezza falcata, tempo di contatto per ottimizzare l’economia meccanica.

Fare il test non basta: ripetere è la chiave

Il vero errore è fare un test e archiviarlo. I numeri diventano utili solo se li confronti. Ripeti lo stesso test ogni 2-3 mesi, in condizioni il più possibile identiche: stesso percorso, stesso orario, carico di allenamento fresco (non dopo un blocco di fatica). Annota anche temperatura, umidità, sensazioni. Così vedi se l’allenamento sta producendo adattamenti o se serve cambiare rotta.

I test non sono esami da passare. Sono bussole.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

Vuoi raggiungere un obiettivo agonistico che sia FINISHER o il PODIO, o più semplicemente iniziare a correre? Guarda i miei programmi di Preparazione Atletica e contattami per un colloquio preliminare.