Perché in gara calda lo stomaco si ribella
Quando corri sopra i 28-30°C il corpo combatte su due fronti: deve mantenere la prestazione muscolare e smaltire il calore in eccesso. La termoregolazione ha la priorità. Il sangue viene dirottato in periferia, lasciando l’intestino con una perfusione ridotta. È ischemia splancnica transitoria: le cellule della mucosa intestinale vanno in crisi, le giunzioni serrate si allentano, la barriera diventa permeabile.
In questa condizione, un gel concentrato può fare danni. Lo ha misurato Sessions (2016): 7 soggetti attivi hanno corso 60 minuti al 70% del VO₂max a 30°C, assumendo al 20° minuto un gel da 27g di carboidrati o un placebo. Con il gel, i livelli di I-FABP (marcatore di danno enterocitario) sono aumentati del 140% rispetto al pre-esercizio, mentre con il placebo non si sono mossi. Anche le endotossine plasmatiche sono salite in modo significativo solo con il gel (p=0.03).
Attenzione al paradosso: i carboidrati durante lo sforzo caldo restano indispensabili. Nello stesso studio, la risposta infiammatoria si risolveva più rapidamente nel gruppo che aveva assunto il gel. Il glucosio ha sostenuto il recupero cellulare. Non è il carboidrato il nemico, ma lo shock osmotico localizzato quando arriva in un intestino ipoperfuso.
Gut training: la strategia che evita il disastro
Il lavoro di Gaskell (2021) chiarisce che nella maggior parte degli atleti di endurance con sintomi gastrointestinali non c’è un “leaky gut” sistemico. I marcatori di infiammazione e le endotossine non aumentano in modo generalizzato. Il problema è funzionale: rallentamento dello svuotamento gastrico e motilità intestinale compromessa dall’attivazione simpatica e dal cortisolo. L’intestino trattiene il cibo, fermenta, si gonfia. Nausea e vomito sono il risultato di una tolleranza alimentare insufficiente, non di una patologia strutturale.
La soluzione si chiama gut training progressivo. Inizia con 30-40 g di carboidrati all’ora in allenamenti a intensità moderata (Z2), sempre con abbondante acqua (almeno 200 ml ogni 20-30g di CHO). Aumenta gradualmente di 10 g/h ogni due settimane, monitorando sintomi come gonfiore, pesantezza, dolori addominali. Solo quando tolleri senza problemi 60 g/h nelle tue sessioni più lunghe, puoi avvicinarti ai 70-90 g/h che servono in gara.
La distribuzione conta più della dose totale. Meglio 15-20 g di carboidrati ogni 15 minuti (una piccola bevuta o un terzo di gel) che un bolo unico da 30-40 g. La soluzione nel lume gastrico resta più diluita e lo stress osmotico è minore.
Acclimatazione al calore: il primo passo per proteggere l’intestino
Se la gara è prevista sopra i 25°C, l’adattamento al calore è la prima forma di integrazione. Costa (2012) ha dimostrato che bastano due sessioni di corsa di 2 ore al 60% VO₂max a 30°C per espandere il volume plasmatico del 7.9%. Dopo la terza seduta la frequenza cardiaca media scende di 8 bpm e la temperatura rettale di 0.2°C. Con un’ulteriore progressione a 35°C, il comfort termico migliora ancora.
Un volume plasmatico più grande significa più sangue disponibile sia per i muscoli che per l’intestino. Lo stress cardiovascolare si riduce, l’ischemia splancnica durante lo sforzo diventa meno marcata. L’intestino lavora meglio, e con lui la capacità di assorbire i carboidrati senza scatenare la cascata infiammatoria misurata da Sessions.
Protocollo operativo per la gara calda
Ecco i numeri da portare a casa:
- Carboidrati: inizia con 40-60 g/h se non hai completato un gut training specifico al caldo. Dopo adattamento progressivo, alza a 60-90 g/h. Usa mix glucosio-fruttosio 2:1 per sfruttare trasportatori multipli.
- Acqua: minimo 200 ml ogni 20-25 g di CHO in gel; se usi bevande isotoniche, punta a 500-750 ml/h totali.
- Sodio: 300-500 mg per litro di liquido, fino a 1-1.5 g/h se l’acclimatazione è scarsa e la sudorazione è elevata (tasso di sudorazione va misurato).
- Caffeina: dose pre-gara 3 mg/kg 60 minuti prima, eventuale seconda dose frazionata in gara (1-2 mg/kg) se tollerata e testata.
- Timing: ogni 15-20 minuti una piccola assunzione. Mai più di 30 g di CHO in un colpo solo.
Il gel non è il nemico, ma va usato con testa. Diluito e distribuito. La scienza è chiara: l’intestino si allena esattamente come i polmoni e i muscoli.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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