Cos’è l’economia di corsa
L’economia di corsa (running economy, RE) è il consumo di ossigeno necessario per mantenere una velocità submassimale costante. In pratica, è il tuo “costo energetico” per correre a un dato ritmo. Si esprime in millilitri di ossigeno per chilogrammo di peso corporeo per chilometro (ml·kg⁻¹·km⁻¹). Più basso è il valore, più efficiente sei: consumi meno ossigeno per andare alla stessa velocità.
Insieme a VO2max e soglia, l’economia di corsa è uno dei tre pilastri della performance endurance (Joyner & Coyle, 2008). Tra atleti con VO2max simile, la differenza in economia può arrivare al 30% (Saunders et al., 2004). È il margine che fa vincere le gare.
Come si misura
La misura standard avviene in laboratorio, con un analizzatore di gas, su tapis roulant a velocità costante. Il dato grezzo è il VO2 (ml/kg/min), che diviso per la velocità (km/min) dà il costo per km. Per esempio, un VO2 di 50 ml/kg/min a 12 km/h (5:00 min/km) corrisponde a 50 / (12/60) = 250 ml·kg⁻¹·km⁻¹. Valori tipici per un corridore amatore allenato sono 200-220 ml·kg⁻¹·km⁻¹; per un élite, sotto 190.
Attenzione: il protocollo deve essere sempre lo stesso (stessa velocità, stesso tapis, stessa calzatura), altrimenti la variabilità metodologica supera l’effetto dell’allenamento (Barnes & Kilding, 2015).
I determinanti: perché sei efficiente (o no)
L’economia di corsa è multifattoriale. I fattori principali:
- Metabolici: densità mitocondriale, tipo di fibre muscolari, capacità di utilizzare i grassi a ritmo medio-alti. Più mitocondri e più fibre lente di tipo I, minore è il costo di ossigeno per produrre ATP.
- Cardiorespiratori: lavoro dei muscoli respiratori e costo della funzione cardiaca. Un diaframma efficiente consuma meno ossigeno.
- Biomeccanici: oscillazione verticale, tempo di contatto al suolo, stiffness (rigidezza) dell’arto inferiore. Meno oscillazione e un contatto più breve ed elastico riducono il costo metabolico.
- Neuromuscolari: capacità di immagazzinare e restituire energia elastica nei tendini, in particolare il tendine d’Achille. Un tendine rigido e reattivo funziona come una molla che restituisce energia gratuita a ogni appoggio.
La buona notizia è che quasi tutti questi fattori sono allenabili.
Perché l’economia peggiora in gara
L’economia misurata da freschi è un’istantanea. Durante una gara lunga, con l’accumulo di fatica, il costo energetico sale. L’organismo passa progressivamente all’ossidazione dei grassi (meno efficiente), e le unità motorie di tipo II, meno economiche, vengono reclutate per compensare l’affaticamento delle fibre lente. Inoltre, la stiffness diminuisce e la meccanica si degrada. Ecco perché il ritmo maratona tenuto da freschi è ingannevole: in gara, quel ritmo costerà più ossigeno e consumerai glicogeno più in fretta.
Come allenare l’economia di corsa
Non basta correre tanto. Servono stimoli specifici:
- Forza e pliometria: squat, affondi, balzi e balzi pliometrici aumentano la stiffness tendinea e il ritorno elastico, riducendo il costo metabolico. Bastano 1-2 sedute a settimana.
- Corse in salita: salite brevi (30-60 secondi) al 90-95% dello sforzo massimo migliorano il reclutamento muscolare e riducono l’oscillazione verticale.
- Ritmo specifico sotto fatica: inserire blocchi a ritmo maratona nella seconda metà del lungo (fast finish) allena il corpo a mantenere l’efficienza quando la fatica è già presente. È il contesto più simile alla gara.
- Variazioni di ritmo: fartlek e sedute con cambi di velocità insegnano al sistema neuromuscolare a passare da un’andatura all’altra senza sprechi.
Errori comuni
L’errore più diffuso è pensare che più volume lento migliori automaticamente l’economia. Il volume costruisce la base aerobica, ma senza stimoli di forza e velocità l’efficienza ristagna. Allo stesso modo, cambiare continuamente calzatura alla ricerca del modello “più economico” è una scorciatoia: il guadagno è marginale rispetto all’allenamento.
Misura i tuoi progressi con un test sul campo: corri 3-5 km a velocità costante su un percorso piatto, registrando frequenza cardiaca e percezione dello sforzo. Ripeti il test ogni 4-6 settimane. Se a parità di ritmo la frequenza cardiaca scende, la tua economia sta migliorando.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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