La quota non è un semplice aumento di fatica: è un cambio di regolatore. In ipossia la stessa velocità produce una percezione di sforzo (RPE) più alta, e il cervello regola il ritmo in modo anticipatorio sulla base della RPE attesa e dell’endpoint noto. Questa settimana allena l’acclimatazione e la capacità di distribuire lo sforzo senza usare il passo al chilometro come verità.
Obiettivo
Avviare l’adattamento all’ipossia e costruire un pacing basato su RPE e frequenza cardiaca, non sul ritmo. Il principio di riferimento è il live high–train low: vivere in quota stimola gli adattamenti ematici, ma la qualità va preservata a bassa quota o con intensità ridotta. L’acclimatazione richiede esposizione progressiva: i primi giorni si assorbono, non si forza.
Sessioni
Lunedì — Riposo o Z1 30-40 min
Scopo: assorbire l’arrivo in quota e favorire il recupero. Intensità molto bassa, sotto il 70% FCmax, RPE 2-3/10. Se arrivi da bassa quota, meglio riposo totale.
Martedì — Fondo lento Z2 60-75 min
Scopo: stimolare capillarizzazione e adattamento aerobico di base in ipossia. Ritmo 15-20 sec/km più lento del tuo Z2 a livello del mare, RPE 4/10, conversazione possibile. Non guardare il passo: guarda RPE e FC.
Mercoledì — Qualità train low o Z3 ridotto
Scopo: mantenere la potenza aerobica senza accumulare lattato in ipossia. Se puoi scendere a bassa quota: 3×10 min in soglia (Z4) con recupero 3 min Z1. Se resti in quota: 4×6 min in fondo medio (Z3) a RPE 6/10 con recupero 2 min Z1. In quota riduci la FC di 5-8 bpm rispetto alla soglia al mare.
Giovedì — Recupero Z1 40 min
Scopo: smaltire il lavoro di qualità e favorire l’adattamento. RPE 2-3/10, FC sotto il 70% FCmax.
Venerdì — Fondo lungo Z2 90-120 min
Scopo: adattamento lipidico e resistenza all’uso prolungato in quota. Ritmo 20-30 sec/km più lento del fondo lungo al mare, RPE 4-5/10. Chiudi con 15 min in Z1.
Sabato — Salita a passo costante 60-75 min
Scopo: durability e gestione dello sforzo su pendenze in ipossia. Alterna cammino in salita Z2 e corsa in piano/discesa Z1-Z2. In salita non superare RPE 5/10.
Domenica — Riposo o Z1 30 min
Scopo: chiudere la settimana senza accumulare fatica. RPE 2-3/10.
Come eseguirle
- Usa la RPE come regolatore primario. In quota il passo è ingannevole: a parità di ritmo la RPE sale prima. Imposta l’intensità su RPE 4-5/10 per Z2, 6/10 per Z3, 7-8/10 per soglia ridotta.
- Conosci sempre distanza e dislivello. La regolazione anticipatoria (teleoanticipazione) funziona solo se il cervello conosce l’endpoint. Prima di ogni sessione e gara, definisci durata e profilo.
- Parti più piano del tuo ritmo al mare. Nei primi 15-20 min resta a RPE 3-4/10, poi aumenta solo se la RPE resta sotto controllo.
- Fai qualità solo a bassa quota o ridotta. Il live high–train low preserva l’intensità: se non puoi scendere, riduci durata e FC delle ripetute.
Errori comuni
- Usare il passo del mare come riferimento. In ipossia lo stesso ritmo corrisponde a una RPE più alta: il cronometro mente.
- Forzare la qualità nei primi 2-3 giorni. L’acclimatazione richiede esposizione progressiva; il corpo non è pronto per accumulare lattato.
- Ignorare la RPE in salita. In quota le pendenze fanno esplodere la percezione di sforzo: superare RPE 5/10 in salita compromette il resto della sessione.
- Non definire l’endpoint. Senza distanza e dislivello noti, il cervello non regola in modo anticipatorio e il pacing diventa reattivo, quindi tardivo.
Adattamenti
Con esposizione cronica di 2-4 settimane, il live high–train low aumenta la massa eritrocitaria e il trasporto di ossigeno, migliorando la performance al mare. Sul breve periodo impari a distribuire lo sforzo su RPE, a proteggere le prime fasi e a usare la salita come gestione, non come attacco. La capillarizzazione da Z2 e la potenza lipidica da fondo lungo si costruiscono con costanza: questa settimana è il primo mattone, non il traguardo.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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