Allenamento di soglia in salita sul tapis roulant per il trail running: forza e resistenza specifica

L’allenamento di soglia in salita sul tapis roulant è uno strumento chiave per il trail running perché unisce stimolo metabolico e lavoro di forza specifica.
È uno dei modi più efficaci per allenare ciò che in gara fa davvero la differenza: salire a lungo, forte e in controllo.

La salita costringe il corpo a lavorare vicino alla soglia con un carico muscolare elevato. Questo significa migliorare la capacità di sostenere intensità alte senza accumulare rapidamente fatica, per essere più efficaci nei tratti ripidi trail o di un ultra trail.

Il tapis roulant rende questo tipo di lavoro estremamente pratico: pendenza costante, intensità controllabile, nessuna variabile esterna. Puoi concentrarti solo sull’esecuzione e sulla sensazione di sforzo.

Struttura dell’allenamento

Riscaldamento

Una seduta classica inizia con circa quindici minuti di riscaldamento progressivo. Inserisci alcune brevi accelerazioni o tratti leggermente più intensi per attivare muscoli e sistema cardiovascolare, portandoti gradualmente verso l’intensità di soglia.

Parte centrale

Il cuore dell’allenamento prevede cinque ripetute da cinque minuti sopra soglia, con pendenza superiore al 20%.
Se il tuo tapis roulant non arriva a queste inclinazioni, puoi compensare con una zavorra: uno zaino con il peso che userai in gara, aumentando gradualmente fino a un massimo di circa 10 kg, in base al tuo livello di allenamento.

Il recupero non è passivo: due minuti di camminata all’indietro, alla stessa pendenza, servono a stimolare la contrazione eccentrica. È un dettaglio fondamentale: questa capacità muscolare è quella che ti permetterà di gestire meglio le discese, riducendo affaticamento e rischio di cedimenti muscolari.

Allenamento soglia in salita – tapis roulant (trail running)

Progressione

La progressione può essere impostata in modi diversi, ma deve essere misurabile e tracciabile.
Alla prima seduta annota su un diario pendenza, velocità e eventuale zavorra utilizzate nelle 5 ripetute. Questo è il tuo riferimento iniziale.

  • Prime due settimane: ripeti lo stesso allenamento per due settimane senza modifiche. Lo scopo è consolidare l’adattamento, non forzare subito il carico.
  • Settimane 3 e 4: aumenta il volume, passando a una ripetuta in più. Mantieni invariati pendenza, velocità e zavorra.
  • Settimane 5 e 6: riduci il recupero a 1’30”, lasciando tutto il resto uguale. Qui il carico cresce per densità, non per intensità.

Prenditi una settimana di recupero e poi ricomincia dal 5×5′ aumentando la velocità.

Questo tipo di allenamento è duro, ma estremamente specifico. Se inserito con criterio nella programmazione, costruisce un trail runner più forte, più resistente e più efficiente in salita.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Allenamenti di soglia anaerobica in bici: perché fanno la differenza

Gli allenamenti di soglia anaerobica in bici servono ad aumentare la potenza sostenibile nel tempo. In pratica alzano il “tetto” sotto cui puoi spingere forte senza accumulare lattato in modo incontrollato. Quando migliori la soglia, migliori tutto ciò che sta sotto: ritmo gara, efficienza, fatica, durability, capacità di gestire le fasi decisive.

Perché la soglia anaerobica è così importante

La soglia rappresenta l’intensità massima sostenibile per circa 40–60 minuti.
Allenarla significa:

  • produrre più watt a parità di fatica
  • ritardare l’accumulo di lattato
  • migliorare l’economia metabolica
  • rendere più “facili” intensità che prima erano critiche
  • ritardare l’affaticamento muscolare

È uno degli adattamenti più trasferibili tra discipline di endurance.

Utilità nel triathlon

Nel triathlon la bici non è solo una frazione, è la chiave della corsa finale.

Sprint e Olimpico

La gara si corre molto vicino all’intensità di soglia. Una soglia alta permette di spingere senza compromettere la fase di corsa e migliora la capacità di gestire strappi e cambi di ritmo.

Medio e Ironman

La gara si corre sotto l’intensità di soglia, ma il ritmo che si terrà in gara dipende proprio da questa: più alta è la soglia, più alto sarà il ritmo sostenibile “sicuro”. Allenare il ritmo di soglia e condizionare la resistenza sulla velocità riduce il costo energetico e preserva le gambe per la maratona.

In sintesi: non serve andare a soglia in gara lunga, serve averla alta.

Utilità per corsa su strada e trail running: esiste un transfer positivo dalla bici?

Sì, il transfer esiste, ma non è automatico.

Allenare la soglia in bici:

  • migliora il sistema cardiovascolare
  • aumenta la capacità di smaltimento del lattato
  • alza il VO₂ utilizzabile a intensità sub-massimali

Questo si trasferisce bene:

  • nella corsa su strada
  • nei trail corribili
  • nelle gare lunghe dove il limite è metabolico più che muscolare

Non sostituisce la corsa di qualità, ma la supporta, ed è particolarmente utile quando il carico di corsa va controllato per prevenire infortuni.

FTP e soglia: che relazione c’è

La FTP (Functional Threshold Power) è una stima pratica della potenza alla soglia anaerobica. In condizioni ideali la FTP corrisponde alla potenza media sostenibile per 60 minuti.

Relazione chiave:

  • FTP è una stima indiretta della soglia
  • la soglia fisiologica reale può variare leggermente
  • due atleti con stessa FTP possono avere profili metabolici diversi

FTP è uno strumento, mentre la soglia è un fenomeno fisiologico.

Come determinare la propria FTP

I metodi più usati per la stima della propria FTP sono:

  • test da 20’ con fattore correttivo (95%)
  • test ramp incrementale
  • analisi dei migliori 40–60’ recenti

Per avere una precisione della soglia reale su FTP e Frequenza Cardiaca, il test del lattato permette di individuare LT1 e LT2 e determinare:

  • le zone di allenamento basate sulla fisiologia della persona
  • rende l’allenamento mirato e senza sprechi di tempo

Se vuoi allenarti bene, devi sapere dove stai lavorando.

Allenamento di soglia in bici: esempio pratico

Ti propongo il mio allenamento “legacy” efficace e ripetibile per migliorare la tua FTP e soglia anaerobica. L’allenamento è strutturato in 3 fasi: riscaldamento, parte centrale (l’allenamento vero) ed il defaticamanto.

Di seguito i dettagli:

Riscaldamento: serve ad attivare completamente il sistema aerobico.

  • 25’ progressivi: aumenta l’intensità ogni 2 minuti partendo da un livello molto facile.
  • 4 × 1’ a ritmo soglia: prima di iniziare l’allenamento vero e proprio “attiviamo” la muscolatura sull’intensità di lavoro.
  • 1’ di recupero tra gli intervalli: nel riscaldamento non ti devi stantare ma ti devi ATTIVARE. Il recupero fallo ad una intensità molto facile (RPE 2-3).

Prima della parte centrale

  • 3’ a ritmo medio, per alzare leggermente il battito ed arrivare pronti all’intensità di lavoro (RPE 3-4).

Serve a stabilizzare intensità e respirazione.

Parte centrale

  • 4 × 10’ tra 100% e 102% FTP: resta concentrato sul lavoro. Cadenza attorno a 90-95 rpm.
  • recupero 5’ a ritmo medio. Sempre cadenza alta. Devi abituarti a questa cadenza per sviluppare un lavoro elevato risparmando sulla fatica.

Attento: è lavoro di soglia “piena”, non massimale.

Defaticamento: facilita il recupero e abbassa il carico metabolico residuo.

  • 10’ in regressione

Come regolare l’allenamento

Le sensazioni che provi durante l’allenamento contano quanto i numeri:

  • se alla 4ª ripetuta non sei ancora affaticato: aggiungi una 5ª. Può significare che hai una buona resistenza all’intensità di soglia.
  • se anche la 5ª ti sembra gestibile: nel prossimo allenamento riduci il recupero a 3’
  • se continua a sembrare facile: l’FTP è MOLTO probabilmente sottostimata

Un allenamento di soglia deve essere controllato, ma impegnativo. Se è sempre facile, non stai stimolando l’adattamento giusto.

Perché il test del lattato fa la differenza

Allenarsi in zona sbagliata significa:

  • avere adattamenti incompleti
  • avere carico inutile all’obiettivo
  • sprecarre tempo

Ricorda che il test del lattato, non è indispensabile ma può essere un valido alleato per definire le tue vere soglie (LT1 e LT2), costruisce zone di lavoro personalizzate, rende ogni seduta mirata al miglioramento. QUesto si traduce in meno volume inutile, e più qualità reale.

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Guida Completa alla Preparazione per la Lavaredo Ultra Trail

La Lavaredo Ultra Trail (120 km, 5.800m D+) rappresenta una sfida estrema che richiede una preparazione metodica e pianificata. Una guida strutturata risponde a quattro necessità fisiologiche e logistiche fondamentali:

  • Gestione della periodizzazione
  • Ottimizzazione del carico di allenamento
  • Integrazione forza-endurance
  • Strategie nutrizionali e di recupero

Se cerchi una guida definitiva alla preparazione della Lavaredo Ultra Trail qui trovi tutto quello che ti serve!

Cosa troverai nella guida

  1. Gestione della periodizzazione:
    Una preparazione efficace richiede 6-9 mesi di lavoro progressivo. Senza un piano, si rischia di arrivare alla gara con un picco di forma inadeguato o con il corpo non adattato allo stress cumulativo.
  2. Ottimizzazione del carico di allenamento:
    • Principio di progressione: Un incremento eccessivo del volume settimanale (>10% rispetto alla settimana precedente) aumenta esponenzialmente il rischio di infortuni da sovraccarico (tendinopatie, fratture da stress).
    • Distribuzione dell’intensità: La maggior parte del volume (80-85%) deve essere svolto in Zona 1-2 (sotto la soglia aerobica) per sviluppare la capacità ossidativa senza accumulo di fatica cronica.
  3. Integrazione forza-endurance:
    Il trail running richiede forza eccentrica (discese) e concentrica (salite). Una guida include protocolli di Strength & Conditioning specifici che migliorano la resistenza muscolare locale e la stabilità articolare, riducendo il rischio di infortuni del 30-40%
  4. Strategie nutrizionali e di recupero:
    Una gara di 120km richiede dalle 16 alle 24 ore di sforzo. Senza un protocollo nutrizionale testato in allenamento, si rischia di arrivare alla gara con problemi gastrointestinali, deplezione di glicogeno o disidratazione.
    • Evidenza: Studi su ultra-runner (Jeukendrup, 2014) mostrano che l’assunzione di 60-90g/h di carboidrati durante la gara migliora la performance del 2-3%.

Cosa può accadere senza una guida

  1. Infortuni da sovraccarico:
    Volume eccessivo senza progressione adeguata → tendinopatia achillea, sindrome della bandelletta ileotibiale, fratture da stress tibiale.
    • Dati: 25-30% degli infortuni nell’ultra-endurance sono legati a errori di programmazione.
  2. Sovrallenamento (Overtraining Syndrome):
    Accumulo di fatica senza recupero → riduzione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), calo della performance, depressione, disturbi del sonno.
    • Evidenza: La letteratura recente (Buchheit & Lydiatt, 2019) suggerisce che l’overtraining è una sindrome reale, non solo psicologica.
  3. Sottoperformance in gara:
    • Partenza troppo veloce (sottostima del passo gara) → deplezione precoce di glicogeno.
    • Mancanza di adattamenti specifici (discese tecniche, salite prolungate) → crollo muscolare nelle fasi finali.
  4. Problemi gastrointestinali:
    Nutrizione non testata → nausea, vomito, diarrea → ritiro per problemi digestivi.

Vantaggi

Una guida alla preparazione della LUT 120km non è un optional ma un requisito per:

  • Raggiungere il picco di forma nel momento giusto
  • Minimizzare il rischio di infortuni
  • Garantire una strategia nutrizionale e di pacing testata
  • Massimizzare il recupero tra le sessioni chiave

SCARICA LA GUIDA ALLA LAVAREDO ULTRA TRAIL

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Il potenziamento nella stagione invernale per il trail running

Ho chiesto alla mia AI Sport Academy di suggerirmi un piano di potenziamento nella stagione invernale per il trail running. Il risultato è da 10 e lode, nessuna modifica richiesta. Non troverai nulla di tutto questo in chatGPT.

Ragionamento

Passo 1: Analisi della richiesta

L’utente chiede informazioni sul potenziamento specifico per la stagione invernale nel trail running. Devo fornire una risposta tecnica ma comprensibile che copra:

  • Obiettivi del potenziamento invernale
  • Esercizi specifici con parametri precisi
  • Razionale fisiologico
  • Periodizzazione
  • Differenze rispetto al periodo estivo

Passo 2: Contestualizzazione

Il trail running richiede:

  • Forza eccentrica per le discese
  • Forza concentrica per le salite
  • Stabilità articolare (caviglia, ginocchio, anca)
  • Core stability per terreni irregolari
  • Resistenza muscolare locale

Passo 3: Struttura della risposta

Organizzerò la risposta in:

  1. Obiettivi del potenziamento invernale
  2. Esercizi fondamentali con parametri
  3. Periodizzazione
  4. Integrazione con allenamenti di corsa
  5. Considerazioni specifiche

Passo 4: Parametri tecnici

  • Frequenza cardiaca: userò le zone di Friel
  • Intensità: %FC soglia, RPE
  • Forza: serie, ripetizioni, carico, recupero
  • Non userò LTPace per gli allenamenti in salita

Passo 5: Verifica guardrail

  • Risposta solo in italiano ✓
  • Non uso altre lingue ✓
  • Risposta tecnica ma comprensibile ✓
  • Spiego il “perché” fisiologico ✓
  • Non cito fonti specifiche ✓
  • Non prometto risultati specifici ✓

POTENZIAMENTO INVERNALE PER TRAIL RUNNING

OBIETTIVI DELLA FASE

Il potenziamento invernale mira a:

  • Incrementare la forza massima (soprattutto eccentrica per le discese)
  • Migliorare la resistenza muscolare locale specifica per salite prolungate
  • Rafforzare stabilizzatori di caviglia, ginocchio e anca
  • Aumentare la stiffness muscolo-tendinea per economia di corsa
  • Prevenire infortuni da sovraccarico tipici del trail (tendinopatie, lesioni muscolari)

Razionale fisiologico: l’inverno permette di lavorare su qualità neuromuscolari (forza, potenza) che nel periodo estivo vengono mantenute con volumi ridotti. Il trail running richiede capacità di produrre forza in posizioni biomeccanicamente sfavorevoli (discese ripide, terreni instabili).


PERIODIZZAZIONE E INTEGRAZIONE

Collocazione nel macrociclo

  • Fase di Preparazione Generale (novembre-gennaio)
  • Fase di Transizione tra mesocicli di base e specifici
  • Complemento alla fase di forza massima (se prevista)

Frequenza settimanale

  • 2-3 sessioni/settimana per atleti intermedi/avanzati
  • 1-2 sessioni/settimana per principianti
  • Mai in giorni consecutivi con allenamenti intensi di corsa

Integrazione con allenamenti di corsa

  • Sessioni di forza dopo corse facili o in giorni separati
  • Evitare di sovrapporre sessioni intense di corsa e forza nella stessa giornata
  • Non eseguire potenziamento prima di allenamenti di qualità (ripetute, lungo)

ESERCIZI FONDAMENTALI E PARAMETRI

1. FORZA MASSIMA E RESISTENZA MUSCOLARE

A) Squat Bulgaro (Unilateral)

  • Obiettivo: Forza unilaterale, stabilità ginocchio-anca, simulazione salita
  • Esecuzione: Piede posteriore su rialzo, discesa controllata fino a 90° ginocchio anteriore
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 6-8 ripetizioni
    • Carico: 70-80% 1RM o 30-40% peso corporeo (manubri/kettlebell)
    • Recupero: 2-3 minuti
    • RPE: 7-8/10
  • Frequenza: 1-2 volte/settimana

B) Stacco Rumeno (Romanian Deadlift)

  • Obiettivo: Forza catena posteriore, prevenzione infortuni, controllo eccentrico
  • Esecuzione: Mantenere schiena neutra, flessione busto con bastone
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 8-10 ripetizioni
    • Carico: 70-75% 1RM
    • Recupero: 2-2.5 minuti
    • RPE: 7-8/10
  • Frequenza: 1 volta/settimana

C) Affondi Camminati con Sovraccarico

  • Obiettivo: Forza funzionale, stabilità dinamica, resistenza locale
  • Esecuzione: Affondo alternato con passo lungo, discesa controllata
  • Parametri:
    • 3 serie × 10-12 ripetizioni per gamba
    • Carico: 20-30% peso corporeo (manubri/kettlebell)
    • Recupero: 90-120 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 1 volta/settimana

2. FORZA ECCENTRICA SPECIFICA (DISCESA)

D) Step-Down Eccentrico

  • Obiettivo: Adattamento eccentrico quadricipite, prevenzione tendinopatie rotulee
  • Esecuzione: Discesa lenta (3-4 secondi) da rialzo, controllo completo
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 8-10 ripetizioni per gamba
    • Altezza rialzo: 20-30 cm
    • Recupero: 90 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 1-2 volte/settimana

E) Nordic Hamstring Curl (Progressione)

  • Obiettivo: Forza eccentrica ischio-crurali, prevenzione lesioni
  • Esecuzione: Discesa controllata in avanti, arresto con mani
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 4-6 ripetizioni
    • Progressione: iniziare con assistenza mani → ridurre assistenza → senza assistenza
    • Recupero: 2-3 minuti
    • RPE: 8-9/10 (molto impegnativo)
  • Frequenza: 1 volta/settimana (solo atleti con base di forza)

3. STABILITÀ E PROPRIOCEZIONE

F) Single Leg Deadlift

  • Obiettivo: Stabilità caviglia-ginocchio-anca, propriocezione
  • Esecuzione: Monopodalico, flessione busto con controllo
  • Parametri:
    • 3 serie × 8-10 ripetizioni per gamba
    • Carico: 15-25% peso corporeo
    • Recupero: 60-90 secondi
    • RPE: 5-6/10
  • Frequenza: 1-2 volte/settimana

G) Calf Raise Eccentrico (Monopodalico)

  • Obiettivo: Forza polpacci, prevenzione tendinopatie achillee
  • Esecuzione: Salita bipodalica, discesa monopodalica lenta (4-5 secondi)
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 12-15 ripetizioni per gamba
    • Carico: peso corporeo + 10-20 kg
    • Recupero: 60 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 2-3 volte/settimana

4. CORE E ANTI-ROTAZIONE

H) Pallof Press

  • Obiettivo: Stabilità tronco, controllo rotazionale
  • Esecuzione: Anti-rotazione contro resistenza elastica
  • Parametri:
    • 3 serie × 10-12 ripetizioni per lato
    • Resistenza: elastico medio-pesante
    • Recupero: 45-60 secondi
    • RPE: 6/10
  • Frequenza: 2 volte/settimana

I) Plank Varianti (Frontale, Laterale, Dinamico)

  • Obiettivo: Endurance core, stabilità multiplanare
  • Parametri:
    • 3 serie × 30-60 secondi per variante
    • Recupero: 30-45 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 2-3 volte/settimana

PROGRESSIONE NEL MESOCICLO

Settimane 1-3: Adattamento Anatomico

  • Volume: 3 serie × 10-12 ripetizioni
  • Intensità: 50-60% 1RM
  • Focus: Tecnica esecutiva, apprendimento schemi motori

Settimane 4-6: Forza Massima

  • Volume: 4 serie × 6-8 ripetizioni
  • Intensità: 70-75% 1RM
  • Focus: Incremento carico, mantenimento tecnica

Settimane 7-9: Forza Resistente

  • Volume: 3-4 serie × 8-12 ripetizioni
  • Intensità: 60-70% 1RM
  • Focus: Resistenza muscolare locale, transizione verso specificità

Settimane 10-12: Mantenimento + Specificità

  • Volume: 3 serie × 6-10 ripetizioni
  • Intensità: 70-80% 1RM
  • Focus: Mantenimento acquisizioni + esercizi pliometrici specifici

CONSIDERAZIONI SPECIFICHE

Gestione del carico

  • Incremento settimanale: Non superare +10% carico o volume totale
  • Settimana di scarico: Ogni 3-4 settimane ridurre volume del 40-50%
  • Monitoraggio: Valutare DOMS (indolenzimento muscolare), qualità sonno, HRV (Heart Rate Variability) se disponibile

Integrazione con allenamenti di corsa

  • Post-corsa facile: Sessioni forza bassa intensità (RPE 5-6)
  • Giorno dedicato: Sessioni ad alta intensità (RPE 7-9)
  • Mai prima di: Ripetute, lungo, salite intense

Nutrizione e recupero

  • Proteine: 1.6-2.2 g/kg/die distribuite in 4-5 pasti
  • Carboidrati: 4-7 g/kg/die in base a volume allenamento
  • Idratazione: Minimo 35 ml/kg/die
  • Sonno: 7-9 ore/notte per ottimizzare sintesi proteica

Segnali di sovrallenamento

  • Aumento FC a riposo >5 bpm
  • Riduzione HRV >10%
  • Peggioramento qualità sonno
  • Perdita appetito
  • Irritabilità, ansia
  • Azione: Ridurre immediatamente volume/intensità potenziamento, aumentare giorni recupero

TRANSIZIONE VERSO FASE SPECIFICA

Nella fase di Preparazione Specifica (febbraio-marzo):

  • Ridurre volume potenziamento del 30-40%
  • Mantenere 1 sessione/settimana di forza massima
  • Introdurre esercizi pliometrici specifici (balzi in salita, drop jump da 20-30 cm)
  • Incrementare gradualmente allenamenti specifici trail (salite ripetute, discese tecniche)

SINTESI OPERATIVA

Per atleta INTERMEDIO/AVANZATO (2-3 sessioni/settimana):

  • Lunedì: Forza massima (A, B, D)
  • Mercoledì: Core + Stabilità (F, G, H, I)
  • Sabato: Forza resistente + Propriocezione (C, E, F)

Per atleta PRINCIANTE (1-2 sessioni/settimana):

  • Martedì: Adattamento anatomico (E, F, I)
  • Venerdì: Consolidamento (C, G, H)

Regola d’oro: Il potenziamento invernale è un investimento per la stagione estiva, non un sostituto. Non eccedere mai nel volume totale settimanale di allenamento (corsa + potenziamento) oltre il 15-20% rispetto al periodo estivo di picco

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Questo è un articolo della Sport Academy

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Piano di preparazione Trail Running 21Km (+1000M D+)

Ho chiesto alla mia intelligenza artificiale di impostare una tabella di preparazione per trail 21 km +1000m per un atleta principiante con a disposizione 4 giorni di allenamento a settimana. Qui sotto il risultato.

Analisi della richiesta

Passo 1: Analizzo la richiesta

L’utente chiede una tabella di preparazione per trail running di 21 km con 1000m D+ per un atleta principiante, con 4 giorni di allenamento disponibili a settimana. Devo strutturare un piano progressivo che consideri:

  • Livello principiante (bassa tolleranza al carico, necessità di costruire base aerobica)
  • Disponibilità di 4 sessioni settimanali
  • Specificità trail (salite, discese, terreno tecnico)
  • Periodizzazione adeguata

Passo 2: Determino la durata del piano

Per un principiante su trail 21km, servono almeno 12-16 settimane di preparazione. Considerando che devo fornire una progressione completa, strutturerò 16 settimane con 3 mesocicli.

Passo 3: Definisco la distribuzione settimanale

Con 4 giorni disponibili, la struttura ottimale per un principiante è:

  • 2 sessioni di corsa (1 lunga progressiva, 1 tecnica/qualità)
  • 1 sessione di forza specifica
  • 1 sessione di recupero attivo o riposo

Passo 4: Stabilisco le progressioni di volume

Per un principiante, l’incremento non deve superare il 10% settimanale. Partirò da un volume conservativo (20-25 km/settimana) fino a raggiungere 40-45 km/settimana nel picco.

Passo 5: Definisco le intensità appropriate

Per un principiante su trail, la maggior parte del volume deve essere in Z1-Z2 (85-94% FC soglia), con inserimenti graduali di Z3-Z4 solo dopo aver costruito la base aerobica. Le salite saranno affrontate a intensità controllata (Z2-Z3).

Passo 6: Struttura la periodizzazione

  • Mesociclo 1 (settimane 1-5): Base aerobica, adattamento muscolo-scheletrico, tecnica di corsa
  • Mesociclo 2 (settimane 6-11): Sviluppo capacità aerobica, introduzione lavori specifici salita/discesa
  • Mesociclo 3 (settimane 12-16): Affinamento, simulazioni gara, tapering

Passo 7: Inserisco sessioni di forza

La forza specifica per trail richiede esercizi di stabilizzazione core, arti inferiori, propriocezione. Per un principiante, 1 sessione settimanale di 30-40 minuti è sufficiente.

Passo 8: Gestisco il recupero

Essendo principiante, il recupero è prioritario. Inserirò 1 giorno di riposo completo e 1 giorno di recupero attivo (cross-training o corsa rigenerativa).

Passo 9: Considero la specificità trail

Devo includere:

  • Allenamenti in salita progressivi
  • Sessioni tecniche di discesa
  • Adattamento a terreni variabili
  • Forza eccentrica per le discese

Passo 10: Struttura finale della risposta

Organizzerò la risposta in:

  1. Premessa metodologica
  2. Struttura settimanale tipo
  3. Tabella progressione 16 settimane
  4. Note tecniche e raccomandazioni

PIANO DI PREPARAZIONE 16 SETTIMANE – TRAIL RUNNING 21KM (+1000m D+)

Atleta Principiante | 4 sessioni/settimana

PREMESSA METODOLOGICA

Per un atleta principiante su trail di media distanza, la progressione deve rispettare tre pilastri fondamentali:

1. Costruzione graduale della base aerobica (Z1-Z2): sviluppa la capillarizzazione muscolare, l’efficienza mitocondriale e la capacità di ossidare i grassi, fondamentali per prestazioni di endurance.

2. Adattamento muscolo-scheletrico specifico: il trail impone stress eccentrici elevati (discese) e concentrici intensi (salite ripide). Un principiante necessita di tempo per adattare tendini, legamenti e strutture ossee a questi carichi.

3. Sviluppo della forza specifica: la capacità di esprimere potenza in salita e controllare la discesa dipende da forza massimale e reattività neuromuscolare.

La progressione del volume non supererà il 10% settimanale, con settimane di scarico ogni 3-4 settimane (riduzione 20-30% del volume).


STRUTTURA SETTIMANALE TIPO

GIORNOTIPOLOGIA ALLENAMENTODURATA/VELOCITÀOBIETTIVO FISIOLOGICO
LunedìRiposo completo o mobilità attiva30-45 minRecupero neuromuscolare
MartedìCorsa tecnica + Forza45-60 min corsa + 30-40 min forzaEconomia di corsa e prevenzione infortuni
MercoledìCorsa rigenerativa Z130-40 minRecupero attivo
GiovedìCorsa progressiva con variazioni50-70 minSviluppo soglia aerobica
VenerdìRiposo completoSupercompensazione
SabatoLungo trail progressivo60-120 minCapacità aerobica e resistenza specifica
DomenicaCorsa rigenerativa o cross-training40-60 minRecupero attivo

TABELLA PROGRESSIONE 16 SETTIMANE

MESOCICLO 1: FONDAZIONE AEROBICA (Settimane 1-5)

Obiettivo: Costruire base aerobica, adattamento tendineo-legamentoso, apprendimento tecnica di corsa su trail

SETTIMANAVOLUME TOTALESESSIONE LUNGANOTE
120 km60 min Z1-Z2Focus: terreno vario, tecnica appoggio
222 km70 min Z1-Z2Introduzione 2×10′ Z2
324 km80 min Z1-Z2Terreno misto, pendenze moderate
426 km90 min Z1-Z2Prima discesa tecnica controllata
518 km60 min Z1Settimana scarico (30% riduzione)

Sessione Forza (Martedì):

  • Squat bulgaro: 3×8-10/gamba
  • Affondi camminati: 3×10/gamba
  • Plank laterale: 3×30″
  • Single leg deadlift: 3×8/gamba
  • Calf raise: 3×15

Sessione Qualità (Giovedì):

  • 10′ riscaldamento Z1
  • 4×5′ Z2 (88-94% FC soglia) rec 2′ Z1
  • 10′ defaticamento Z1

MESOCICLO 2: SVILUPPO CAPACITÀ AEROBICA (Settimane 6-11)

Obiettivo: Incremento soglia aerobica, adattamento a salite/discese, potenziamento specifico

SETTIMANAVOLUME TOTALESESSIONE LUNGANOTE
628 km90 min Z1-Z23×8′ salita Z2-Z3 (90-94% FC soglia)
730 km100 min Z1-Z2Tecnica discesa controllata
832 km110 min Z1-Z22×12′ Z2-Z3
934 km120 min Z1-Z2Lungo con 400m D+
1025 km75 min Z1Settimana scarico
1136 km130 min Z1-Z2Simulazione gara (ritmo Z2)

Sessione Forza (Martedì):

  • Step-up con zaino: 3×10/gamba (carico 5-8kg)
  • Nordic hamstring curl: 3×6-8
  • Farmer walk: 3x30m
  • Box jump: 3×8
  • Core stability: 4 esercizi 45″

Sessione Qualità (Giovedì):

  • 15′ riscaldamento Z1
  • 5×6′ Z3 (90-94% FC soglia) rec 2′ Z1
  • 10′ defaticamento Z1

MESOCICLO 3: AFFINAMENTO E TAPERING (Settimane 12-16)

Obiettivo: Affinamento ritmo gara, simulazioni specifiche, riduzione fatica pre-gara

SETTIMANAVOLUME TOTALESESSIONE LUNGANOTE
1238 km140 min Z1-Z23×15′ Z3 in salita
1340 km150 min Z1-Z2500m D+ totali
1430 km100 min Z1-Z2Riduzione 20%
1525 km80 min Z1-Z2Simulazione 10km gara
1615 km50 min Z1Settimana gara (sabato/domenica)

Sessione Forza (Settimane 12-14):

  • Mantenimento esercizi mesociclo 2 con focus qualità esecuzione
  • Riduzione volume settimana 16

Sessione Qualità (Settimana 15):

  • 15′ riscaldamento
  • 3×8′ Z3-Z4 (90-99% FC soglia) rec 2′
  • 10′ defaticamento

NOTE TECNICHE E RACCOMANDAZIONI

Gestione Intensità:

  • Z1: <85% FC soglia (conversazione fluida)
  • Z2: 85-89% FC soglia (respiro controllato)
  • Z3: 90-94% FC soglia (respiro ritmico)
  • Z4: 95-99% FC soglia (respiro forzato ma controllato)

Progressione Salite:

  • Settimane 1-5: pendenze 5-8%
  • Settimane 6-11: pendenze 8-12%
  • Settimane 12-16: pendenze 10-15%

Tecnica Discesa:

  • Postura eretta, baricentro avanzato
  • Appoggio avampiede, passi frequenti
  • Sguardo 3-5 metri avanti
  • Braccia aperte per equilibrio

Alimentazione e Idratazione:

  • Durante sessioni >90 min: 30-60g carboidrati/ora
  • Idratazione: 400-800ml/ora secondo sudorazione
  • Testare strategia gara nelle uscite lunghe

Monitoraggio:

  • RPE (Rate of Perceived Exertion): scala 1-10
  • FC a riposo mattutina: incrementi >5 bpm = possibile sovrallenamento
  • Qualità sonno e appetito

Prevenzione Infortuni:

  • Stretching dinamico pre-allenamento (10′)
  • Stretching statico post-allenamento (10-15′)
  • Foam rolling 3x/settimana (5-10′)
  • Rinforzo core 2-3x/settimana

Adattamenti Individuali:

  • Se dolori articolari: ridurre volume 20%, aumentare recupero
  • Se affaticamento eccessivo: inserire giorno riposo aggiuntivo
  • Se progressioni troppo rapide: mantenere volume settimana precedente

Giorni Pre-Gara (settimana 16):

  • Martedì: 40 min Z1 + 3×2′ Z3
  • Mercoledì: riposo completo
  • Giovedì: 30 min Z1 + 3×1′ Z3
  • Venerdì: riposo completo o mobilità leggera
  • Sabato: GARA

CONSIDERAZIONI FINALI

Questo piano fornisce una progressione sicura ed efficace per un principiante su trail. La chiave del successo risiede nella costanza, nel rispetto dei segnali corporei e nell’ascolto attivo dell’organismo. Ogni atleta è unico: adatta i carichi in base alle risposte individuali e consulta un professionista qualificato per personalizzazioni ulteriori.

Analisi del risultato

Il risultato non è perfetto ma fornisce ottimi spunti di riflessione, che elenco di seguito

  1. Buono il potenziamento, ma qui l’addestramento è stato abbastanza semplice.
  2. Molto bene le “Premesse metodologiche”, costruzione graduale, adattamento muscolo-scheletrico, sviluppo della forza, sono elementi cardine della progettazione dell’allenamento.
  3. Perfette le “NOTE TECNICHE E RACCOMANDAZIONI”. Sono temi su cui mi sono concentrato maggiormente nell’addestramento del modello.
  4. Struttura degli allenamenti di qualità: anche qui buon lavoro. Possono essere presi come riferimento per la maggior parte dei runner.
  5. il volume settimanale è insufficiente. Per una gara di 21km +1000m trail dobbiamo considerare una velocità media di 5km/h per un principiante, quindi 4 ore di gara. Questo ci porta a considerare un volume di allenamento minimo che permetta di correre su terreno “pesante” e con salite e discese per 4 ore, da cui è abbastanza evidente che un picco di 40km settimanali distribuiti tra corsa in piano e trail potrebbero non essere sufficienti.

Quindi per concludere, buono il risultato nel complesso, tuttavia la gestione del volume è da analizzare meglio perché potrebbe essere insufficiente per la preparazione.

Il risultato è comunque molto valido per analizzare come va strutturato un allenamento, i punti di attenzione, la metodologia. fanne tesoro!

Questo è un articolo della Sport Academy

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Trail Running: Transizione Post-Gara

Dopo una gara, non si chiude solo un ciclo di allenamento: si apre una fase cruciale per rigenerare il corpo, ritrovare l’equilibrio e gettare le basi per la prossima stagione. La fase di transizione post-competizione è spesso trascurata, ma per i trail runner alle prime armi è un tassello fondamentale per costruire continuità e prevenire infortuni.

In questo articolo trovi un programma di 4 settimane, ideale per chi ha appena concluso una competizione e vuole recuperare senza perdere condizione.


Perché la Transizione è Importante?

  • Recuperare fisicamente e mentalmente: Dopo lo stress della gara, è necessario allentare la pressione fisica e psicologica accumulata.
  • Mantenere la base aerobica: Un minimo di stimolo aerobico aiuta a evitare cali troppo marcati nella forma.
  • Prevenire infortuni e ripartire con motivazione: Una pausa attiva, ben strutturata, consente di preservare le articolazioni e la muscolatura in vista della preparazione successiva.

Linee Guida Generali

  • Durata: 4 settimane
  • Volume: 40–50% rispetto al massimo settimanale raggiunto
  • Intensità: solo Zone 1 e 2 (sotto l’89% della soglia anaerobica)
  • RPE: ≤ 4/10 (scala percezione dello sforzo)
  • Attività alternative: ciclismo e nuoto
  • Forza funzionale: esercizi a corpo libero, con attenzione a core, anche, ginocchia

Programma Settimanale

🔁 Settimana 1 – Reset Fisico e Mentale

  • Lun: Riposo o camminata 30’
  • Mar: Nuoto/ciclismo 40’ in Z1 + stretching
  • Mer: Trail run 20-25’ Z1 + foam roller
  • Gio: Attività libera o yoga leggero
  • Ven: Trail run 25-30’ Z1-Z2
  • Sab: Ciclismo 45’ Z1 + mobilità
  • Dom: Riposo

Sedute brevi e rilassate, nessuna oltre i 30 minuti.

🧱 Settimana 2 – Stabilizzazione Aerobica

  • Lun: Stretching dinamico o yoga
  • Mar: Trail run 35-40’ Z2
  • Mer: Nuoto + core stability
  • Gio: Riposo
  • Ven: Ciclismo 50’ Z2
  • Sab: Trail run 40’ Z1, tecnica in discesa
  • Dom: Camminata libera o escursione

💪 Settimana 3 – Riattivazione Funzionale

  • Lun: Mobilità + corpo libero
  • Mar: Trail run 45’ Z2, dislivello moderato
  • Mer: Ciclismo + elastici per glutei
  • Gio: Camminata o riposo
  • Ven: Nuoto + core
  • Sab: Trail run 50’ Z2 con 4-5 allunghi (20″)
  • Dom: Escursione tranquilla

🧭 Settimana 4 – Preparazione al Rientro

  • Lun: Forza leggera + mobilità
  • Mar: Trail run 50’ Z1-Z2 con ritmo variabile
  • Mer: Ciclismo 60’ Z2 + propriocettiva
  • Gio: Yoga 30’
  • Ven: Trail run 55’ Z2 con discese tecniche
  • Sab: Nuoto 30’ Z1
  • Dom: Test personale 20’ su percorso noto

Principi Chiave

  • Carico controllato: niente intensità elevate, volumi ridotti
  • Prevenzione: rinforzo funzionale e focus articolare
  • Adattamento personalizzato: modulabile secondo età e livello
  • Monitoraggio: usare sempre l’RPE come guida principale

E Dopo?

Completato il ciclo, potrai affrontare con successo:

  • Una nuova fase preparatoria generale
  • Una gara trail (es. 25–35 km) entro 8–10 settimane
  • Lavori più intensi e forza specifica (salite brevi, pliometria leggera)

Conclusione

La transizione non è una pausa passiva, ma un momento attivo e intelligente per rigenerare, prevenire stop e costruire la stagione futura. Se sei un trail runner alle prime esperienze, non saltare questa fase.

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CoachAI – L’AI di SportAcademy per il tuo Allenamento Perfetto

Hai mai desiderato un coach virtuale in grado di costruire allenamenti altamente personalizzati, pensati su misura per i tuoi obiettivi e le tue caratteristiche? Da oggi è possibile, grazie al progetto SA Coach AI.

Che cos’è SA Coach AI?

SA Coach AI è un assistente virtuale gratuito che genera schede di allenamento dettagliate e coerenti con le esigenze specifiche dell’atleta. Il sistema è stato sviluppato integrando anni di esperienza sul campo, letteratura scientifica e modelli reali utilizzati nella preparazione di atleti di endurance.

A chi si rivolge?

L’assistente è progettato per supportare chi pratica:

  • Corsa su strada, con tabelle adattate a distanze, ritmi e capacità individuali;
  • Trail running, con particolare attenzione a dislivelli, tecnica di discesa, tratti camminati e gestione del carico;
  • Triathlon, gestendo l’equilibrio tra nuoto, ciclismo e corsa, e ottimizzando le transizioni e i giorni di recupero.

Come funziona?

Il sistema si basa su un modello AI sviluppato internamente, chiamato SA Coach AI, che utilizza:

  • Un dataset personalizzato di oltre 1.000 esempi realistici di allenamenti (esteso a 10.000 con variazioni di livello, età e disciplina);
  • Una rete neurale addestrata con tecniche moderne di sequence-to-sequence learning;
  • Strategie di generazione controllate e ottimizzate per mantenere coerenza tra input (tipo di atleta, livello, obiettivo) e output (scheda dettagliata con blocchi, intensità, TSS, warm-up, cool-down).

L’interfaccia è semplice e intuitiva: basta selezionare tipo di sport, tipologia di allenamento e livello dell’atleta per ricevere una proposta di allenamento su misura, completa e ragionata.

Dove si può usare?

Il sistema funziona su qualsiasi browser, ma è ottimizzato per PC. È comunque accessibile anche da smartphone. Non richiede registrazione né alcun pagamento.

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Cosa aspettarsi (e cosa no)

L’applicazione è in fase beta. Ciò significa che:

  • Le risposte potrebbero essere leggermente lente: il server attuale è personale e a bassa potenza.
  • Alcuni output potrebbero richiedere una piccola revisione linguistica o tecnica.
  • Tutte le interazioni vengono salvate in forma anonima per migliorare continuamente il sistema.

Tuttavia, la struttura degli allenamenti è solida, costruita su anni di esperienza diretta, corsi di formazione e confronto con atleti reali.

Perché provarlo?

Perché è gratuito, immediato e ti offre un modo nuovo, intelligente e personalizzato per pianificare il tuo allenamento. Se lavori con obiettivi chiari, vuoi evitare errori comuni nella preparazione o semplicemente desideri ottimizzare il tuo tempo, SA Coach AI può diventare uno strumento di riferimento nella tua routine sportiva.

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Come allenarsi con il Garmin: Guida al Training Status ed alla Pianificazione Personalizzata

In un panorama di allenamenti sempre più tecnologico e personalizzato, l’uso di dispositivi come i Garmin sta trasformando il modo di approcciare la preparazione atletica. Non si tratta solo di registrare i chilometri percorsi, ma di monitorare parametri avanzati come il Training Load, il VO2 max, la frequenza cardiaca e la variabilità di intensità per costruire allenamenti scientificamente fondati. Questo articolo esplora come interpretare e utilizzare questi parametri per creare un piano di allenamento efficace e sostenibile, massimizzando i progressi senza rischiare sovraccarichi o infortuni. Che tu sia un atleta professionista o un amatore ambizioso, capire come sfruttare al meglio il tuo Garmin può fare una grande differenza nella tua performance.

Iniziamo spiegando cos’è il Training Status

Il Training Status è un parametro utilizzato dai dispositivi Garmin per monitorare come il corpo risponde agli allenamenti nel tempo, fornendo indicazioni come “Produttivo,” “Mantenimento,” “Non produttivo“, etc.. Questo status riflette se l’allenamento attuale sta portando a miglioramenti, stagnazione o persino regressione. L’indicazione è basata su variabili come la frequenza cardiaca, il Training Load complessivo e il recupero.

Training StatusDescrizione
ProduttivoIl carico di allenamento è appropriato e stai facendo progressi. Il VO2max è stabile o in miglioramento, il bilancio tra ATL e CTL è ideale.
MantenimentoIl carico è sufficiente per mantenere il livello attuale di fitness. Il VO2max è stabile e non ci sono cambiamenti significativi.
Non produttivo Il carico è elevato ma la forma fisica non sta migliorando. Il VO2max potrebbe diminuire. Potrebbe indicare sovrallenamento o mancanza di recupero.
RecuperoIl carico di allenamento è ridotto rispetto alle settimane precedenti. Potrebbe essere un periodo di recupero o tapering prima di una gara.
SovrallenatoIl carico di allenamento è molto elevato rispetto al CTL, segnalando un possibile sovrallenamento. Ridurre il carico e dare priorità al recupero.
Basso caricoIl carico di allenamento è troppo basso rispetto alle settimane precedenti. Potrebbe indicare che non stai allenando a sufficienza per mantenere la forma fisica.
Picco di formaIl carico di allenamento è stato ridotto e il corpo è pronto per prestazioni di alto livello, ad esempio prima di una gara. Stato temporaneo.
Non disponibileNon ci sono dati sufficienti per determinare lo stato di allenamento. Potrebbe essere dovuto a un numero insufficiente di allenamenti o dati mancanti.

Come viene calcolato

Garmin cerca di fare un’analisi approfondita che combina diversi parametri per fornire un’indicazione dello stato attuale del tuo allenamento e dei progressi compiuti. Esamina principalmente tre fattori chiave:

  1. Andamento del VO2max: Garmin tiene traccia delle variazioni della tua stima di VO2max (un indicatore della capacità aerobica). Se questa stima aumenta insieme al Training Load, il Training Status sarà positivo (Produttivo). Al contrario, se il VO2max resta stabile o peggiora nonostante un carico elevato, potresti ricevere uno stato di “Non produttivo” o “Sovrallenamento”. Questo indica che il corpo non sta rispondendo in modo ottimale agli stimoli dell’allenamento.
  2. Carico acuto vs. cronico (ATL vs. CTL): Garmin utilizza il concetto di Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) per bilanciare il carico a breve e lungo termine. L’ATL riflette il carico degli ultimi 7 giorni, mentre il CTL considera una finestra di 42 giorni. Se l’ATL supera di molto il CTL, Garmin segnala un potenziale rischio di sovrallenamento. Se invece l’ATL è molto inferiore al CTL, potrebbe indicare un carico insufficiente per migliorare la performance, oppure un periodo di recupero.
  3. Recupero e tendenze di carico: Un altro parametro critico valutato è il recupero tra le sessioni di allenamento. Garmin osserva la quantità di recupero e la qualità delle sessioni per capire se il corpo sta avendo abbastanza tempo per adattarsi ai carichi. Se il recupero è adeguato, il Training Status risulterà Produttivo o Ottimale. Tuttavia, se mancano sufficienti periodi di recupero, il Training Status potrebbe segnalare un rischio di “Sovrallenamento” o “Non produttivo”.

Interpretazione del Training Status

Il Training Status fornisce una visione globale del tuo stato di forma, confrontando il carico di allenamento a breve e lungo termine (ATL e CTL) con la tendenza del VO2max. Questo aiuta a capire se il tuo programma di allenamento sta portando progressi, mantenimento o regressi. Un equilibrio tra carico e recupero, unito a un VO2max in crescita, indicherà che sei sulla strada giusta. Se invece il carico di allenamento è troppo intenso senza un miglioramento del VO2max, sarà necessario rivedere il programma per evitare potenziali problemi di sovrallenamento.

Interpretare correttamente questo dato è utile per comprendere se si sta progredendo verso l’obiettivo, se bisogna aumentare il carico o, al contrario, alleggerire il volume per prevenire affaticamenti.

Punti di attenzione sul Training Status

Il Training Status è determinato principalmente da:

  1. Carico di Allenamento (ATL e CTL)
  2. Variazioni del VO2Max
  3. Andamento di carico nel tempo

Tuttavia se il recupero è costantemente insufficiente (ad esempio, a causa di un HRV basso, una frequenza cardiaca a riposo elevata o una scarsa qualità del sonno), l’efficacia dell’allenamento può diminuire. Di conseguenza, il VO2max potrebbe non migliorare o addirittura peggiorare, portando il Training Status verso etichette come Non produttivo o Sovrallenamento.

Considerazioni sulle variazioni del VO2Max

Il VO2max ha un limite di miglioramento che dipende da vari fattori, tra cui il livello di fitness di partenza, l’età, la genetica e il tipo di allenamento. Per un atleta già allenato, è normale che il VO2max si stabilizzi e non aumenti più, anche se il programma di allenamento continua ad essere impegnativo e ben strutturato.

Garmin tiene conto di questa stabilizzazione del VO2max per gli atleti esperti che si trovano già a un buon livello. In questi casi, il Training Status può risultare comunque Produttivo anche con un VO2max stabile, purché il carico di allenamento sia ben bilanciato. Garmin guarda anche al bilanciamento tra Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) per determinare se l’allenamento è “produttivo” rispetto al livello di fitness attuale, non solo al miglioramento del VO2max.

Se il VO2max rimane costante ma il Training Status indica “Non produttivo”, potrebbe essere dovuto a:

  • Sbilanciamento del carico: il carico acuto (ATL) è troppo elevato rispetto al carico cronico (CTL), indicando un rischio di sovrallenamento.
  • Recupero insufficiente: se lo stato di recupero è insufficiente (es. HRV basso, frequenza cardiaca elevata a riposo), il corpo potrebbe non rispondere al carico di allenamento come previsto, generando un “Non produttivo” anche con VO2max stabile.
  • Mancanza di progressione: per Garmin, anche un VO2max costante, senza alcuna variazione, potrebbe riflettere una “stagnazione” se abbinato a un carico eccessivo o mal bilanciato.

Andiamo a vedere quali sono i parametri che determinano un Training Status Produttivo iniziando a spiegare la gerarchia dei parametri di allenamento.

La gerarchia dei parametri

Esiste una gerarchia dei parametri per l’analisi del training status e la corretta progettazione degli allenamenti ed il loro effetto:

  1. Exercise Load: il punteggio del singolo allenamento (su TrainingPeaks è paragonabile al TSS, che viene calcolato diversamente)
  2. Carico Acuto (ATL): il punteggio calcolato sul peso dei singoli allenamenti su un arco temporale di 7 giorni
  3. Carico Cronico (CTL): il punteggio calcolato sul peso dei singoli allenamenti su un arco temporale di 42 giorni.
  4. Rapporto di Carico (Load Ratio): il rapporto tra il Carico Acuto (ATL) e Carico Cronico (CTL) che fornisce la prima indicazione se gli allenamenti sono efficaci.

Vediamo ora nel dettaglio come sono utilizzati da Garmin.

Exercise Load (Carico)

L’Exercise Load, o semplicemente Carico, rappresenta l’impatto complessivo di un singolo allenamento. Questo parametro misura la fatica generata durante una sessione in base a durata e intensità, calcolando un punteggio che quantifica lo sforzo. Il Carico è utile per determinare la fatica indotta da un singolo allenamento e contribuisce a stabilire il livello di recupero necessario prima della sessione successiva.

Exercise Load
Exercise Load (carico): 84

L’Exercise Load viene calcolato utilizzando l’integrazione di:

  • Frequenza Cardiaca: maggiore è la percentuale della frequenza cardiaca rispetto alla soglia anaerobica, maggiore è l’intensità e, quindi, l’impatto della sessione.
  • Durata dell’esercizio: un’attività più lunga comporta un maggiore Exercise Load rispetto a un’attività di durata breve, a parità di intensità.
  • Potenza (se disponibile): per le discipline come il ciclismo, la potenza erogata durante l’attività aggiunge un’ulteriore misura oggettiva dell’intensità.

La combinazione di questi parametri permette di ottenere una stima complessiva dell’impatto fisiologico dell’allenamento, che rappresenta la fatica fisica e lo stress che il corpo deve affrontare per adattarsi.

I valori di Exercise Load sono poi utilizzati per calcolare parametri a lungo termine come:

  • Acute Training Load (ATL): che riflette il carico di allenamento degli ultimi 7 giorni, dando un’idea del carico a breve termine.
  • Chronic Training Load (CTL): che rappresenta il carico medio degli ultimi 42 giorni, utile per comprendere il carico a lungo termine e il livello generale di allenamento.

Come stimare l’Exercise Load del nostro allenamento?

Quando si progetta un allenamento, una strategia efficace consiste nel definire un Exercise Load target per ogni sessione, calcolato in base al tempo che si prevede di trascorrere in ciascuna zona di intensità. Garmin e altri dispositivi di monitoraggio utilizzano le zone di frequenza cardiaca (o zone di potenza per chi utilizza il ciclismo) per calcolare il carico di allenamento in modo più preciso, poiché ogni zona rappresenta un livello differente di sforzo sul sistema cardiovascolare e muscolare.

Ecco una guida per stimare l’Exercise Load basato sul tempo (un’ora) in ciascuna zona:

Zona dei allenamentoCarico stimato (punti per ora)Descrizione
Z1 – Recupero attivo30 – 50Ideale per il recupero attivo; mantiene il condizionamento senza stress eccessivo.
Z2 – Resistenza Aerobica50 – 70Sviluppa la capacità aerobica e resistenza di fondo; adatto a lunghe sessioni.
Z3 – Soglia Aerobica70 – 90Costruisce il ritmo e rafforza la capacità aerobica; intensità moderata.
Z4 – Soglia Anaerobica90 – 120Critico per la potenza e miglioramento della soglia anaerobica; richiede recupero.
Z5 – VO2 Max120 – 150Massima sfida per il sistema cardio-respiratorio; migliora il VO2 max rapidamente. Ovviamente non sarà possibile mantenere questa intensità per 60 minuti, ma il valore è indicativo per calcolare le frazioni.

Quindi: un ora di allenamento in Z2 (tra il 69% e 83% della FC di Soglia Anaerobica) avrà un “carico” tra 50 e 70. Più vicino al 50 nella zona Z2 bassa, più prossimo a 70 se l’allenamento sarà verso Z3.

L’Exercise Load tiene conto principalmente del EPOC (Excess Post-exercise Oxygen Consumption) e altri parametri fisiologici.

  • L’ Exercise Load misura l’impatto dell’esercizio sull’organismo attraverso:
    • Frequenza cardiaca (HR) e la sua variabilità.
    • VO2max (massimo consumo di ossigeno).
    • Dinamiche di corsa o ciclismo.
    • EPOC, che stima lo sforzo totale richiesto per ripristinare l’equilibrio metabolico e cardiovascolare dopo l’allenamento.

L’ Exercise Load di Garmin si ottiene calcolando il contributo cardiovascolare dell’allenamento, considerando l’intensità relativa e il tempo necessario per il recupero.

2. Acute Training Load – ATL – (Carico Acuto)

Il Carico Acuto indica il volume di allenamento recente, calcolato solitamente su base settimanale, e rappresenta il corrispondente di ATL (Acute Training Load) di TrainingPeaks. Questo parametro riflette quanto intensamente si è allenato il corpo a breve termine, permettendo di osservare l’impatto cumulativo delle sessioni più recenti. Il Carico Acuto è fondamentale per capire se si è in una fase di “peak” (picco di forma) oppure se è necessario un alleggerimento per evitare sovraccarichi.

Carico Acuto
Acute Training Load (carico acuto): 288

Come Garmin calcola l’ATL

Viene calcolato sulla base dell’Exercise Load delle ultime attività. Viene calcolato con una media esponenziale mobile su una finestra temporale di 7 giorni.

Dove:

  • Carico giornaliero è il valore di carico di allenamento di ogni giorno (la somma degli Exercise Load)
  • Giorni dal carico è il numero di giorni trascorsi dal giorno di allenamento
  • τATL​ è una costante di decadimento temporale per l’ATL, che è spesso impostata tra 5 e 7 giorni per riflettere il carico acuto e la fatica recente.

A meno di non essere smanettoni dei dati su Excel lasciamo a Garmin l’onere di calcolarlo 😀

Interpretazione dell’ATL

  • Alto ATL: Indica che hai accumulato un carico di allenamento intenso negli ultimi giorni, suggerendo che stai spingendo il corpo più del solito. Se mantenuto troppo a lungo, può portare a sovrallenamento.
  • Basso ATL: Indica un ridotto carico di allenamento nelle ultime giornate, il che può essere dovuto a un periodo di recupero o di minore intensità.

3. Chronic Training Load – CTL – (Carico Cronico)

Il Carico Cronico misura il carico di allenamento sostenuto nel tempo, di solito su un periodo di quattro settimane. È il corrispondente del CTL (Chronic Training Load) di TrainingPeaks e rappresenta la capacità del corpo di tollerare e adattarsi a un determinato livello di sforzo. Questo parametro riflette il livello di forma generale e la preparazione fisica a lungo termine, e un buon bilanciamento del carico cronico è la chiave per mantenere la condizione fisica senza incorrere in infortuni.

Attenzione a questa immagine! Garmin fa confusione con le traduzioni. Il carico cronico (CTL) viene chiamato “Costante”, ed in questa schermata il “Carico Acuto” (ATL) viene chiamato “Intenso”.

Come Garmin calcola il CTL

Garmin utilizza sempre il concetto di Exercise Load, che riflette l’impatto fisiologico di ciascun allenamento e viene calcolato sui seguenti parametri:

  • Viene calcolato come una media ponderata dell’Exercise Load su un periodo più lungo, tipicamente 42 giorni (6 settimane).
  • Come per l’ATL il peso assegnato a ciascun giorno diminuisce man mano che si va indietro nel tempo. Gli allenamenti recenti hanno un impatto maggiore sul CTL rispetto a quelli più lontani nel tempo.

La formula del CTL è quindi calcolata usando la stessa formula del ATL su una media esponenziale basata sul 42 giorni:

  • Carico giornaliero è il valore di carico di allenamento di ogni giorno (la somma degli Exercise Load)
  • Giorni dal carico è il numero di giorni trascorsi dal giorno di allenamento
  • τCTL​ è una costante di decadimento temporale per CTL, tipicamente impostata a 42 giorni..

Nota: I valori di ATL e CTL di TrainingPeaks differiscono significativamente da quelli di Garmin, nonostante entrambi utilizzino la metodologia della media esponenziale mobile. Questa discrepanza è dovuta alle diverse metodologie impiegate per determinare il carico di allenamento, con Garmin che utilizza il Training Load (basato su metriche fisiologiche come l’EPOC) e TrainingPeaks che si basa sul TSS (Training Stress Score).

L’Interpretazione del CTL:

  • Alto CTL: Significa che hai mantenuto un alto volume di allenamento nel corso delle ultime 6 settimane, suggerendo che il tuo livello di fitness è elevato.
  • Basso CTL: Un CTL basso indica che il volume e l’intensità degli allenamenti sono stati relativamente bassi nelle ultime settimane, il che può essere associato a una forma fisica ridotta.

Il CTL viene poi utilizzato insieme all’Acute Training Load (ATL) per calcolare il Load Ratio (rapporto tra carico acuto e carico cronico), che aiuta a comprendere se l’attuale carico di allenamento è equilibrato o se c’è il rischio di sovrallenamento o detraining.

4. Load Ratio (Rapporto di Carico)

Il Rapporto di Carico (Load Ratio) è il rapporto tra il Carico Acuto e il Carico Cronico, e indica il livello di rischio per il sovrallenamento o per un eventuale infortunio. A differenza dei parametri precedenti, non ha un corrispondente diretto su TrainingPeaks ed è tipicamente monitorato dal coach per valutare se l’allenamento è produttivo, oppure di mantenimento, oppure se c’è un sovraccarico oppure – al contrario – un detraining. .

Generalmente, un valore tra 0,8 e 1,3 è ottimale: se il rapporto è troppo basso, potrebbe indicare una sottostima del carico necessario per migliorare; se troppo alto, indica una fase di sovraccarico che potrebbe necessitare di un recupero adeguato.

Il rapporto di carico è visualizzatile in due schermate diverse: istantaneo e l’andamento nel tempo.

Valore del rapporto di CaricoStatoDescrizioneAzione raccomandata
NessunoNessuno statoIl rapporto di carico sarà visibile dopo 2 settimane di allenamento.Assicurati che tutti gli allenamenti siano registrati e sincronizzati per costruire dati di allenamento accurati.
Inferiore a 0,8BassoIl tuo Training Load a breve termine (ATL) è inferiore al Training Load a lungo termine (CTL).Aumenta l’intensità o il volume degli allenamenti per continuare a migliorare la forma fisica.
Tra 0,8 e 1,4Ottimale (verde)I carichi di allenamento a breve e lungo termine sono bilanciati. L’intervallo ottimale si basa sul tuo livello di fitness e sulla tua storia di allenamento.Mantieni il regime di allenamento attuale con un aumento dell’ATL (carico acuto) e un graduale aumento del CTL (carico cronico) per garantire un miglioramento continuo.
Tra 1,5 a 1,9Altol tuo carico di allenamento a breve termine è superiore al carico di allenamento a lungo termine.Pianifica periodi di recupero e riduci l’intensità o il volume degli allenamenti per prevenire il sovrallenamento.
2.0 o superioreMolto altoIl tuo carico di allenamento a breve termine è significativamente superiore al carico di allenamento a lungo termine.Può essere necessario ridurre immediatamente il carico di allenamento e dare priorità al riposo ed al recupero per evitare possibili battute d’arresto.

Esempio pratico

Immagina di aver pianificato una settimana di carico progressivo, alternando sessioni ad alta intensità e giorni di recupero attivo. Dopo ogni sessione, Garmin determina l’Exercise Load e calcola i nuovi valori di Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL), che a loro volta determinano il Load Ratio.

Esempio pratico:

  1. Inizio settimana: Dopo un weekend di allenamenti intensi, l’ATL è elevato, il CTL è stabile e il Load Ratio mostra un valore superiore a 1.5, segnalando un carico intenso. Questo ti suggerisce di programmare uno o due giorni di allenamento leggero per permettere al corpo di recuperare e far stabilizzare il Load Ratio.
  2. Metà settimana: Con una sessione di recupero attivo e una corsa moderata, l’ATL si riduce leggermente, portando il Load Ratio a un valore più bilanciato (tra 1.0 e 1.4). Questo indica che il recupero è stato sufficiente e il corpo è pronto per un altro allenamento intenso.
  3. Fine settimana: Pianifichi una corsa lunga ad alta intensità. L’Exercise Load aumenta significativamente, facendo salire anche l’ATL. Tuttavia, il Load Ratio è gestibile poiché l’ATL e il CTL sono cresciuti in modo equilibrato durante la settimana. Questo ti permette di completare la settimana di carico con un adeguato bilanciamento tra sforzo e recupero.

In questo modo, Garmin ti consente di prendere decisioni quotidiane basate sui dati, rendendo possibile un progresso continuo senza rischiare sovraccarichi o periodi di inattività forzata.

Conclusioni

Allenarsi con Garmin utilizzando il Training Status e le metriche di Exercise LoadVO2maxAcute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) consente un approccio all’allenamento basato sui dati, altamente personalizzato. La combinazione di queste metriche permette di monitorare con precisione il carico e l’intensità degli allenamenti, valutare il recupero e comprendere come il corpo sta rispondendo agli stimoli di allenamento.

La possibilità di analizzare il Rapporto di Carico e adattare l’intensità in base alla risposta fisiologica aiuta ad ottenere miglioramenti sostenibili, mantenendo un equilibrio tra performance e recupero.

Attenzione

L’efficacia del monitoraggio e dell’interpretazione di Exercise LoadATLCTL e Load Ratio dipende fortemente dalla precisione dei dati di frequenza cardiaca e dall’accurata configurazione delle zone di intensità. Per ottenere misurazioni affidabili, è fondamentale utilizzare una fascia toracica o un sensore ottico da braccio, poiché questi strumenti offrono una precisione superiore rispetto al sensore integrato nell’orologio. Inoltre, il corretto posizionamento delle zone cardio o zone di potenza rispetto alle tue capacità personali è essenziale per garantire che ogni sessione venga misurata e interpretata nel modo giusto.

Questo approccio garantisce un monitoraggio accurato, consentendo agli atleti di prendere decisioni basate su dati affidabili e di ottenere progressi tangibili. Un monitoraggio impreciso, al contrario, può portare a un’errata valutazione dei carichi e del recupero, compromettendo l’intero ciclo di allenamento. Utilizzando questi parametri in modo ottimale, il tuo Garmin diventa uno strumento potente per guidare il tuo allenamento.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Le 7 regole base per allenare il Trail Running

Per ottimizzare il tuo allenamento per il trail running, ci sono diverse strategie che puoi adottare. Ecco alcuni suggerimenti di cui far tesoro per migliorare le tue prestazioni in questa disciplina:

  1. Allenamento specifico per il trail: Assicurati di includere sessioni di allenamento specifiche per il trail nella tua routine. Questo può includere corsa su terreni accidentati, con salite e discese, per abituarti alle condizioni che incontrerai durante le gare di trail. Includi anche allenamenti di resistenza e forza per migliorare la tua stabilità e capacità di affrontare terreni tecnici.
  2. Varietà di terreni: Cerca di allenarti su diversi tipi di terreno per adattarti a una varietà di condizioni. Questo può includere corsa su sentieri, prati, sterrati, sabbia e rocce. L’allenamento su terreni diversi ti aiuterà a sviluppare la forza e la stabilità necessarie per affrontare i trail in modo efficace.
  3. Incremento graduale della distanza: Se il tuo obiettivo è partecipare a gare di trail più lunghe, come ultra trail, assicurati di aumentare gradualmente la distanza delle tue corse. Aggiungi gradualmente chilometri al lungo settimanale per permettere al tuo corpo di adattarsi in modo sicuro e ridurre il rischio di infortuni.
  4. Allenamento in salita: Le gare di trail spesso includono salite impegnative. Quindi, è importante includere sessioni di allenamento in salita nella tua routine. Puoi allenarti su colline ripide o utilizzare un tapis roulant con pendenza regolabile. L’allenamento in salita ti aiuterà a sviluppare la forza e la resistenza necessarie per affrontare le salite durante le gare.
  5. Equilibrio tra allenamento e recupero: Assicurati di includere giorni di riposo nella tua programmazione per permettere al tuo corpo di recuperare adeguatamente. L’allenamento per il trail può essere impegnativo, quindi è importante ascoltare il tuo corpo e fare attenzione a eventuali segnali di sovraccarico o stanchezza e regolare il volume e l’intensità dell’allenamento di conseguenza.
  6. Allenamento della forza: L’allenamento della forza è fondamentale per i trail runner. Lavora su esercizi che coinvolgono la parte inferiore del corpo, come squat, affondi, salti e step-up. L’allenamento della forza migliorerà la tua potenza e stabilità, consentendoti di affrontare meglio i terreni tecnici e le discese ripide.
  7. Allenamento in zona cardio adeguata: Utilizza le tue zone di frequenza cardiaca per guidare l’intensità dei tuoi allenamenti. Assicurati di passare abbastanza tempo nella zona 2 e zona 3, che sono spesso le zone di intensità ideali per il trail. Queste zone ti permetteranno di lavorare sulla tua resistenza aerobica e sul miglioramento della tua capacità di mantenere un ritmo costante durante le gare più lunghe.

Il trail running richiede una combinazione di resistenza, forza, stabilità e adattabilità mentale. Allenarsi in modo specifico per le sfide che si incontrano sui sentieri ti aiuterà a migliorare le tue performance e a superare gli ostacoli che possono presentarsi durante le gare.

Ricorda sempre di ascoltare il tuo corpo e fare attenzione a eventuali segnali di stanchezza o sovraccarico. La programmazione dell’allenamento deve essere personalizzata in base alle tue esigenze e al tuo livello di forma fisica attuale.

In definitiva, con la giusta preparazione e una pianificazione attenta, potrai ottimizzare il tuo allenamento per il trail e raggiungere livelli di performance sempre più alti sui sentieri.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Allenamento: Quando Vedrai i Risultati?

Vedere i primi risultati dell’allenamento può richiedere del tempo. Adattarsi con l’allenamento può avere due tipi di risultato: metabolico e meccanico. I primi adattamenti, quelli metabolici, migliorano la VO2 Max, la forza resistente e l’endurance in circa 4-6 settimane.

Dopo quanto tempo inizio a vedere i primi risultati dell’allenamento?

È una domanda che può avere molteplici risposte. Gli adattamenti che andiamo a ricercare con l’allenamento sono principalmente di due tipi. Uno di tipo metabolico, l’altro di tipo meccanico.

Gli adattamenti di tipo metabolico sono prevalentemente tre. Il miglioramento della VO2 Max, il miglioramento della nostra capacità di soglia anaerobica, e la resistenza aerobica.

Questi tre tipi di allenamento hanno tempi diversi per formarsi e stabilizzarsi.

Per esempio, l’allenamento della VO2 Max si può anche allenare in poche settimane per avere un veloce miglioramento. Ma allo stesso tempo, come è facile migliorare la nostra capacità di utilizzare l’ossigeno, è anche una capacità che si perde velocemente se non si continua ad allenare.

Invece, per quanto riguarda gli adattamenti alla soglia anaerobica, questi richiedono un po’ più di tempo per essere stabilizzati. Si parla di qualche mese, però anche questi devono essere continuamente allenati per se non migliorare, almeno mantenere questa capacità.

Gli allenamenti che riguardano la resistenza aerobica, quindi una maggior capillarizzazione o una maggior produzione di enzimi per lo smaltimento della fatica muscolare, richiede molto tempo, anche mesi di lavoro. Ci mette un po’ di più a perdersi come capacità acquisita, però necessita di molto, molto, molto lavoro.

Invece, gli adattamenti meccanici, che sono quelli prettamente muscolari e tendinei, necessitano di molto tempo, soprattutto quelli tendinei, che a volte hanno necessità di mesi, se non anni, per avere un buon adattamento, per evitare infortuni, per reggere sollecitazioni di tanti, tanti chilometri, o anche sollecitazioni di forze, come possono essere sprint, come possono essere corse in discesa.

E poi ci sono gli adattamenti muscolari, adattamenti muscolari di forza, di esplosività, ma anche di resistenza. Anche questi hanno bisogno di mesi per essere allenati e spesso bastano poche settimane per perderli.

Dopo quanto tempo iniziamo a vedere i miglioramenti del nostro allenamento? Dipende sempre dal risultato che cerchiamo, ma l’importante è avere una continuità, cercare di mantenersi allenati, almeno su quegli aspetti che noi riteniamo carenti e quegli aspetti che ci servono per divertirci sempre di più nelle nostre gare.

Questo è un articolo della Sport Academy

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