Prevenire gli infortuni nella corsa con l’allenamento di Forza

Gli allenamenti di endurance non sottopongono gli atleti a stimoli sufficienti per una preparazione atletica completa ed efficace. L’allenamento contro resistenza (di forza) è essenziale, ed in questo articolo ti riporto gli studi più recenti ed i suggerimenti che ti aiuteranno a migliorare la forza, la potenza e la resistenza muscolare ed a proteggere ossa, legamenti e tendini dagli infortuni.

Il dolori che caratterizzano il runner come l’infiammazione del rotuleo, fascite plantare, infiammazione “della bandelletta”, tendiniti, sono spesso attribuiti ad un carico di lavoro troppo elevato. Invece tutti i recenti studi hanno individuato che se le ossa, muscoli e i tessuti connettivi non vengono allenati con carichi elevati abbastanza spesso, saranno più suscettibili a lesioni acute e croniche. In poche parole, la sola corsa non fornisce gli stimoli sufficienti per rinforzare la struttura muscolare del runner per proteggerlo da usura ed infortuni.

Costruire ossa più forti e più dense

Si potrebbe pensare che i muscoli siano le uniche cose che si sviluppano attraverso l’allenamento con i pesi, ma decenni di ricerche scientifiche dimostrano altro. L’esposizione agli elevati carichi acuti, tipici dell’allenamento della forza, della pliometria e di altri tipi di lavoro che richiedono lo spostamento del carico e del peso corporeo, modifica anche la struttura dei tessuti connettivi (che esamineremo tra breve) e delle ossa.

Alla fine del 1800, l’anatomista e chirurgo tedesco Julius Wolff sperimentò l’ipotesi che l’applicazione di un carico meccanico sulle ossa ne cambiasse la funzione, la struttura e la densità. Nel 1892 concluse che era davvero così, creando quella che da allora è stata conosciuta come la legge di Wolff. Oxford Reference lo ha riassunto in questo modo : “Wolff (1836-1902) ha proposto che i cambiamenti nella forma e nella funzione delle ossa o della sola funzione siano seguiti da cambiamenti nella struttura interna e nella forma dell’osso in conformità con le leggi matematiche”. Ciò indica che quando un osso è esposto a un carico esterno sufficiente, inizia a funzionare meglio e ha un aspetto diverso esternamente, quindi anche la sua composizione interna inizia a cambiare. Confronti successivi hanno dimostrato che puoi guardare due ossa che inizialmente sembrano identiche all’esterno, ma quando vengono tagliate, la sezione trasversale di quella sana esposta a carichi maggiori è molto più densa e, quindi, più resistente.

In un articolo pubblicato su Joint Replacement Technology , un duo di ricercatori ha scritto: “L’osso è in uno stato di cambiamento costante. Questo processo di rimodellamento consente all’osso di reagire al suo ambiente e ai fattori di stress. Secondo la legge di Wolff, l’osso si forma e si rafforza lungo le linee dello stress meccanico. L’osso privo di stress porta atrofia all’atrofia (come la maggior parte dei tessuti del corpo).” La seconda parte di questa affermazione spiega perché alcuni atleti potrebbero avere a che fare con fratture da stress. 

La corsa e molti altri lavori di endurance forniscono uno stress che promuove particolari adattamenti delle ossa, ma il carico in acuto non è abbastanza alto da provocare la maggior parte dei cambiamenti positivi nella struttura ossea osservati da Wolff. Quindi, quando il carico cronico di un atleta (ovvero la combinazione di volume, intensità, densità e frequenza) su ossa mal preparate è sufficientemente alto, il sistema scheletrico si rompe. 

La prevenzione al problema è l’allenamento frequente con sovraccarichi.

Migliorare la durata dei tessuti connettivi

Il carico meccanico fornito dal normale allenamento con i pesi non solo aumenta la resilienza, la qualità e la densità delle ossa, ma provoca anche cambiamenti positivi nei legamenti, tendini, fascia, cartilagine e altri tessuti connettivi. 

Quando gli atleti pensano ai benefici delle loro sessioni in palestra, di solito pensano che i loro muscoli diventino più magri o più grandi e che diventino più forti e più veloci. Questi sono punti validi, ma quello che non riescono a vedere è il beneficio che ottengono le strutture che sostengono ogni parte del corpo.

I legamenti sono un buon esempio. Una revisione completa pubblicata dalla National Strength and Conditioning Association tramite NSCA Coach ha affermato che, “Sebbene l’eradicazione completa degli infortuni sportivi sia impossibile, la ricerca esistente mostra chiaramente che il rischio di lesioni LCA (Legamento Crociato Anteriore) può essere ridotto quando gli atleti sono esposti e si impegnano in , programmi di allenamento neuromuscolare”.  Questo perché, come le ossa, i legamenti come l’LCA e, come vedremo più avanti in questo articolo, i tendini rispondono al carico meccanico fornito dall’allenamento di resistenza diventando più spessi, più forti e più robusti. Questa forza applicata rende meno probabile che un atleta si infortuni.

Vale la pena notare che tendini, legamenti e altri tessuti connettivi impiegano più tempo per cambiare e adattarsi agli stimoli forniti dall’allenamento con i pesi rispetto alle alterazioni più visibili che si verificano nei muscoli. Lo stesso vale per gli aumenti della densità ossea e della forza che risultano dal carico meccanico, secondo la legge di Wolff. Tuttavia, l’utilizzo di un piano di preparazione costante e coerente, creerà un sistema muscolo-scheletrico più duraturo che consentirà di trascorrere meno tempo fermi con lesioni acute e croniche.

Gestire e prevenire tendiniti e il ginocchio del corridore

Nella sezione precedente, abbiamo visto come l’allenamento di con i pesi costruisce tendini più forti. 

Due dei problemi cronici più comuni tra gli atleti sono probabilmente le tendiniti (al tendine d’Achille) e la tendinopatia rotulea (ovvero il ginocchio del corridore), che sii presentino come un costante fastidio oppure una condizione debilitante che tiene l’atleta fermo dall’allenamento e lontano dalle gare.

Mentre il riposo ed il ghiaccio possono fornire un sollievo temporaneo, e gli esercizi di mobilità possano aiutare ad allentare i tessuti eccessivamente tesi che circondano il complesso caviglia/piede e il ginocchio, è probabile che nessuno dei due problemi si risolva a meno che i tendini non siano rafforzati e non aumentino la loro capacità di carico.

Un team di ricercatori del dipartimento di salute e scienze mediche dell’Università di Copenaghen ha confrontato due gruppi di partecipanti che soffrivano di tendinite da almeno tre mesi. Il primo gruppo ha eseguito movimenti di allenamento eccentrico (abbreviato in ECC). Allo stesso tempo, il secondo ha eseguito sollevamenti a resistenza lenta e pesante (HSR) che presentavano componenti sia concentrici che eccentrici (cioè, contrazione e allungamento dei muscoli sotto carico). “I risultati di questo studio mostrano che sia l’ECC tradizionale che l’HSR producono risultati clinici positivi, ugualmente buoni e duraturi nei pazienti con tendinopatia di Achille”, hanno scritto i coautori , notando miglioramenti nel dolore tendineo durante l’attività, crescita e neovascolarizzazione del tendine, soddisfazione del trattamento. 

Alcuni scienziati dello stesso esercizio hanno esaminato l’impatto di un allenamento di potenziamento con i pesi su soggetti affetti da tendinopatia rotulea. Pubblicando i loro risultati sull’American Journal of Sports Medicine , hanno concluso che dopo 12 settimane, “un allenamento pesante e lento di forza ha migliorato l’esito clinico della tendinopatia rotulea e questi miglioramenti erano associati alla normalizzazione della morfologia delle fibrille, molto probabilmente a causa di una produzione di nuove fibrille”.  In altre parole, i partecipanti hanno avuto meno dolore e una funzione più significativa dopo l’intervento perché l’allenamento con i pesi ha spinto i loro tendini rotulei a diventare più spessi e più durevoli.

Inserire l’allenamento di forza nella preparazione

Quindi, ora che abbiamo individuato in che modo l’allenamento di forza protegge da lesioni acute alle ossa, ai legamenti ed ai tendini e può aiutare a superare problemi cronici come la tendinite e il ginocchio del corridore, quali esercizi e modalità dovrebbero essere usate? 

I risultati del team di ricerca danese mostrano che le variazioni eccentriche degli esercizi di allenamento della forza, (in cui gli atleti abbassano lentamente il peso), sono molto efficaci. Questi dovrebbero in genere essere eseguiti con carichi più leggeri rispetto agli esercizi che richiedono fasi di contrazione concentrica ed eccentrica a ritmo uniforme, poiché il tempo prolungato sotto tensione potrebbe essere troppo pesante . Quindi, per esempio, un goblet squat con una discesa di 5 o più secondi dovrebbe essere eseguito con un carico che sia inferiore del 50% rispetto al carico che si utilizzerebbe in una ripetizione con tempo normale.

Nel NSCA Coach paper, gli autori raccomandano di “sviluppare modelli di movimento in semplici compiti atletici come saltare e atterrare, accovacciarsi e affondi”. I movimenti incentrati sulla potenza come la pliometria vengono eseguiti all’inizio di un allenamento, poiché il rendimento diminuirà se eseguiti dopo esercizi basati sulla forza o sulla resistenza. In alternativa, possono essere accoppiati un movimento  lento (come uno squat o uno stacco da terra) con uno più veloce, come i box jump. L’aggiunta di due o tre sessioni di allenamento di resistenza nella routine settimanale aiuterà a migliorare la forza, la potenza e la resistenza muscolare ed a proteggere ossa, legamenti e tendini dagli infortuni.

RIFERIMENTI

[1] Oxford Reference, “Wolff’s Law”,
Estratto da https://www.oxfordreference.com/view/10.1093/oi/authority.20110803124341929.

[2] M Burke e S Goodman, “Failure Mechanisms in Joint Replacement”, Joint Replacement Technology, 2008,
Estratto da https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/B9781845692452500123.

[3] Rhodri Lloyd et al, “Reducing the Risk of ACL Injuries in American Football Players— Early Investment for Long-Term Gains”, NSCA Coach , marzo 2019,
Estratto da https://www.researchgate.net/publication/338717717_REDUCING_THE_RISK_OF_ACL_INJURIES_IN_AMERICAN_FOOTBALL_PLAYERS -_EARLY_INVESTMENT_FOR_LONG-TERM_GAINS. 

[4] Rikke Beyer et al, “Heavy Slow Resistance Versus Eccentric Training as Treatment for Achilles Tendinopathy: A Randomized Controlled Trial”, The American Journal of Sports Medicine, luglio 2015,
Estratto da https://pubmed.ncbi.nlm.nih .gov/26018970.

[5] Mads Kongsgaard et al, “Fibril Morphology and Tendon Mechanical Properties in Patellar Tendinopathy: Effects of Heavy Slow Resistance Training”, The American Journal of Sports Medicine, 12 febbraio 2010,
Estratto da https://journals.sagepub.com /doi/10.1177/0363546509350915.

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Integrazione di creatina nel trail running ed endurance

La creatina è un composto sintetizzato nel fegato, nei reni e nel pancreas, dall’unione di Glicina (contenuta, ad esempio, nella soia), Metionina (cereali integrali) e Arginina (riso, avena, mais, arachidi, etc), e stoccata nei muscoli dove viene utilizzata per la contrazione muscolare, in particolare per attività di forza (metabolismo anaerobico).

Si è dimostrata utile anche nell’endurace per quanto riguarda la potenza ed il recupero muscolare. Tuttavia, l’assunzione di creatina porta ad un accumulo di acqua nel muscolo (ipertrofia sarcoplasmatica) che influisce negativamente sul peso (aumento di peso dovuto all’aumento della massa muscolare). 

È utile integrare creatina?

Certamente in cronico (3-5g al giorno distribuita fino a 4 assunzioni) nella fase off-season di potenziamento muscolare, per poi ridurla alla sola fase di recupero dopo allenamenti molto intensi o di elevato volume e post-gara (3g circa insieme a carboidrati) nel periodo agonistico.

Può essere utile la sua integrazione per chi segue una dieta vegana o vegetariana.

Quale acquistare?

Ci sono decine di marche, ma prendete come riferimento la Creatina Monoidrato Creapure©, indipendentemente dalla marca. Il mio consiglio: link amazon.

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Potenziamento nella corsa

Il potenziamento può essere fatto sia con allenamenti di corsa (ripetute esplosive in piano ed in salita) sia con i pesi.

Nel periodo di preparazione generale, possiamo diversificare i nostri allenamenti inserendo il potenziamento con i pesi.

Questo può essere diviso in 3 fasi:

  1. Adattamento anatomico: esercizi fondamentali come SQUAT, STACCO DA TERRA, ed esercizi di SPINTA e TIRATA per la parte superiore del corpo. Questa fase dura 6-8 settimane.
  2. Forza massima: sempre sugli esercizi fondamentali, dura 5-6 settimane.
  3. Forza specifica: si lavora su esercizi funzionali alla corsa, anche a ROM parziali, con serie da 15′-20′ al 30/40% del 1RM.

Più si lavora bene sulla forza massimale e più si otterranno risultati nella conversione a forza specifica per ottenere il transfert sulla corsa.

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BASTA CON IL VO2MAX del GARMIN!!!

Lancio questa provocazione perché non se ne può più dell’ accanimento a quel numerino da parte dei tanti amatori possessori di uno sportwatch.

Il VO2Max è sport specifico ed è la massima quantità di ossigeno utilizzabile dalle fibre muscolari coinvolte in un determinato esercizio aerobico. Un runner avrà una maggiore efficienza a livello degli arti inferiori, mentre un canottiere avrà una efficienza più distribuita su tutti i gruppi muscolari.

Il VO2MAX da solo non fornisce informazioni utili, ma deve essere relazionato alla potenza/velocità esprimibile a quel valore: due atleti con pari VO2MAX possono avere prestazioni molto differenti, a causa dell’efficienza del gesto atletico, della specializzazione delle fibre muscolari, dai gruppi muscolari utilizzati.

Se volete sapere la vostra massima potenza aerobica non potete prescindere da un test di laboratorio, nello sport che volete misurare, con l’ausilio di ECG e metabolimetro (per la misura della CO2 prodotta dall’organismo come sottoprodotto del consumo di O2). Oppure, se siete podisti, un test massimale (Cooper 12’) è 100 volte meglio del numerino del garmin.

Allenatevi!

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Iniziare la preparazione atletica: la FASE PREPARATORIA

La fase preparatoria nella preparazione atletica, detta anche adattamento anatomico, è quella che per un principiante richiede più tempo ed impegno. In questa fase ci si concentra sull’allenamento generale cercando di coinvolgere più muscoli possibile per costruire la base atletica su cui si svilupperà la preparazione con carichi crescenti nei successivi cicli di allenamento.

Nel corpo umano abbiamo ben 656 muscoli che lavorano in sinergia per produrre lavoro, che chiamiamo comunemente “movimento”. Un atleta che vuole migliorare la tecnica e la prestazione deve concentrarsi sull’allenamento dei muscoli che eseguono la sua azione sportiva.

Attenzione: per la prestazione sportiva non dobbiamo considerare l’aumento della forza come un obiettivo, ma un’abilità da perfezionare per sviluppare la nostra forza specifica.

Per capire perché è importante il potenziamento devo introdurre il concetto di transfer.

Transfer: di cosa si tratta?

Il transfer è il processo di trasposizione degli effetti dell’allenamento sulla prestazione sportiva. Un recente studio eseguito su corridori e ciclisti ha trovato un miglioramento sia nell’economia di corsa, sia nell’economia della pedalata, nonché nell’espressione di potenza, attraverso la combinazione dell’allenamento di resistenza con l’allenamento di forza con sovraccarichi elevati (Ronnestad e Mujika 2013).  L’utilizzo combinato dell’allenamento della forza e della resistenza con parametri di carico sport-specifici riesce a produrre un transfer positivo che migliora sia la potenza aerobica sia forza muscolare.

Ovviamente il metodo d’allenamento deve essere adeguato per permettere la conversione della forza massima in resistenza muscolare ed ottenere il transfer positivo. Ad esempio, una metodologia tipica del bodybuilding dove 3×8 ripetizioni sono considerate ottimali, non aiuterà il trail runner che fa 100 mila passi in una gara di ultra trail. Tuttavia non deve nemmeno essere preso come riferimento assoluto il carico in gara per strutturare l’allenamento, in quanto il carico sarà distribuito ed ottimizzato nella programmazione.

Strutturare l’allenamento

Come descritto nel paragrafo precedente, in questa fase l’allenamento ha come obiettivo la costruzione muscolare di base. Si lavora con tutte le strutture muscolari con particolare attenzione all’esecuzione corretta dei movimenti utilizzando un basso carico.

Vediamo come strutturare il periodo :

DurataPrincipiante 8-10 settimaneAtleta esperto 2-4 settimane
CaricoPrincipiante: 1 – 2 ripetizioni prima del cedimento tecnicoAtleta esperto: 1 ripetizioni prima del cedimento tecnico
Numero di eserciziPrincipiante: 10-15 Atleta esperto: 6-9
Numero di serie per sessionePrincipiante: 2-3Atleta esperto: 3-4
Durata della seriePrincipiante: da 20 a 8 ripetizioni a scendere (in funzione del carico)
Tempo di recuperoPrincipiante: 30-90” tra gli esercizi / 2-3’ tra le serieAtleta esperto: 30-120” tra gli esercizi / 1-2’ tra le serie
Frequenza settimanalePrincipiante: 2-3Atleta esperto: 3-4
Durata della sessione di allenamento (escluso riscaldamento e defaticamentio)Principiante: 30-90’Atleta esperto: 90-120’

Una lista di esempio (non completa) degli esercizi che posso fatti in questa fase:

Esercizi di potenzaEsercizi di baseEsercizi per il coreVariazioni
KB SwingSquatLeg riseFront squat
KB SnatchPanca pianaRenegade plank Spinte con manubri
Box jumpStacco da terraPlank lateraleStacco a una gamba
Box jump lateralePull upCross crunchTrazioni verticali 
Squat in divaricataSpiderman plankAffondi all’indietro 
RematoreRoll on con la ruotaRematore inverso al TRX
Stacco a gambe teseReverse crunch Leg curl su fit ball 
Spinte verso l’altoReverse crunch al TRXSpinte verso l’alto con manubri
Squat sumoSquat bulgaro
Dip paralleleSpinte orizzontali con manubri alternate

Oltre agli esercizi “facili” bilaterali che possono essere fatti nelle prime settimane, è consigliabile passare agli esercizi unilaterali a range completo non appena si ha preso confidenza con i movimenti corporei.

Esempio di programmazione settimanale.

Giorno 1Giorno 2Giorno 3
Preparazione Foam rollerFoam rollerFoam roller
AttivazioneMobilità articolare completaMobilità articolare completaMobilità articolare completa
RiscaldamentoEsercizi di riscaldamento propedeutici agli esercizi della giornataEsercizi di riscaldamento propedeutici agli esercizi della giornataEsercizi di riscaldamento propedeutici agli esercizi della giornata
Esercizio di potenzaKB SwingKB SnatchBox jump
Tri set x3SquatStacco da terraFront squat
Panca pianaPull upPush up
Leg riseCrunch inversoCrunch
Tri set x3Stacco a gambe teseSquat sumoSquat bulgaro
Dip paralleleSpinte verso l’alto con manubriSpinte orizzontali con manubri alternate
Renegade rowPlank laterale dinamicoBending laterale con manubrio
Tri set x2Squat in divaricataAffondo all’indietroOverhead squat
RematoreRow con manubrioRow inverso al TRX
Plank lateraleLancio laterale della palla medicaL-sit a terra
DefaticamantoFoam roller – stretchingFoam roller – stretchingFoam roller – stretching

Se potete allenarvi solo 2 volte a settimana alternate il giorno 1 ed il giorno 2 ad ogni settimana.

Ma quante ripetizioni?

Una delle domande più comuni è “ma quante ripetizioni devo fare”? Le ripetizioni dipendono dall’obiettivo che si vuole raggiungere. In questa fase l’obiettivo è il condizionamento generale. Non serve alzare carichi disumani e nemmeno fare centinaia di ripetizioni. L’obiettivo primario è insegnare al proprio corpo a muoversi, attivando il sistema neuromuscolare. Subito dopo l’obiettivo diventa imparare l’esercizio alla perfezione: padroneggiare l’esercizio, eliminare i compensi, migliorare la mobilità. Infine, la costruzione muscolare con il rinforzo di tendini ed articolazioni.

Il peso da utilizzare deve essere tale da permetterti di fare 15-20 ripetizioni per ogni serie. Se non arrivi al numero di ripetizioni diminuisci il peso oppure esegui le progressioni.

Una volta che arrivi a fare 20 ripetizioni corrette, senza cedimento tecnico, aumenta il peso (non avere vergogna di aumentare di 2,5kg alla volta nello squat o nella panca piana).

La riserva di forza

La riserva di forza è la differenza tra la forza massima e la forza richiesta per eseguire un gesto motorio in condizioni di gara. Per esempio, uno studio ha misurato la forza media per colpo di remo dei canottieri durante una gara, che è risultata essere di 56 kg (Bompa, Hebbelinck e Van Gheluwe 1978). Gli stessi soggetti avevano una forza assoluta nella girata di 90 kg. Sottraendo la forza media nella gara (56 kg) da quella assoluta (90 kg), si arriva a una riserva di forza pari a 34 kg. Il rapporto tra forza media e forza assoluta è 1/1,6. Utilizzando tecniche di misura simili, si è scoperto che altri atleti disponevano di una riserva di forza maggiore, espressa dal rapporto 1/1,85. Ovviamente questi ultimi ottenevano prestazioni migliori nelle gare di canottaggio. Ne deriva che l’aumento della riserva di forza comporta un miglioramento della prestazione sportiva. Un preparatore atletico, dunque, deve puntare a far raggiungere ai propri atleti il più alto livello possibile di forza massimale, considerando il tempo a disposizione per settimana, in un rapporto razionale con le sessioni sport-specifiche, in modo da prevenire un transfer negativo.

Tudor Bompa. Periodizzazione dell’allenamento sportivo

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L’importanza dell’allenamento accessibile per la prestazione sportiva e per il fitness

L’importanza dell’allenamento accessibile per la prestazione sportiva e per il fitness non è mai stata così evidente come in questo 2021. Con la chiusura delle palestre, l’impossibilità di uscire, attrezzi introvabili online, la voglia da parte di chiunque di fare attività fisica a casa o nel parchetto con pochi ed economici attrezzi, ha spinto tutti alla ricerca di esercizi semplici (non FACILI ma SEMPLICI) da poter svolgere in autonomia.

Esercizi a corpo libero, con elastici, con il TRX, con manubri, con i kettlebell, senza l’utilizzo di macchine, con movimenti non particolarmente tecnici, sono diventati di tendenza su tutti i social media e ricercatissimi dagli amanti del fitness e da chi è rimasto incuriosito da questa nuova (e sana) tendenza.

Noi coach e preparatori atletici abbiamo fatto un enorme sforzo nel mettere a disposizione tantissimo materiale gratuito online, a disposizione del grande pubblico, anche solo riportando le nostre schede personali nelle storie Instagram oppure pubblicando video su YouTube con routine complete di allenamento.

In ambito professionale è diventato fondamentale l’utilizzo di strumenti avanzati per seguire i clienti in modo più efficace, per dare la sensazione di “prossimità”, la sicurezza di non sentirsi abbandonati alla propria scheda.

Quindi, oltre ai consueti WhatsApp, social media, piattaforme di formazione online, sono entrate prepotentemente nell’uso comune App dedicate alla preparazione atletica, per avere il proprio coach in tasca, in ogni momento, con tutto il materiale necessario per l’allenamento e per gli approfondimenti tecnici.

La Sport Academy ASD Trail Running Sport Academy in questi mesi ha lavorato tantissimo per realizzare una vero e proprio campus virtuale riservato agli iscritti con decine di articoli suddivisi per argomenti utilizzando la piattaforma Google Classroom, video didattici su YouTube, programmazioni dedicate per i mesi di lockdown, migliorato il software dedicato alla schede di running e trail running (sviluppato apposta per le mie preparazioni), perfezionato i protocolli di allenamento ed il modello di coaching.

E per non farci mancare niente, ho attivato una nuova piattaforma per migliorare la fruizione degli allenamenti tramite una fantastica App sempre disponibile sullo smartphone.

Sono veramente orgoglioso di questo strumento, che ho scelto dopo mesi di scouting, test ed investimenti. Ti mostro un breve video delle funzionalità disponibili:

L’applicazione include le funzionalità di:

  • visualizzare gli esercizi con immagini in grafica 3D, completi di immagine inizio-fine esecuzione, istruzioni, mappa muscolare e Video 3D
  • consegna in tempo reale i programmi di allenamento della preparazione atletica
  • traccia il tuo diario di allenamento
  • traccia il piano alimentare ed obiettivi nutrizionali
  • ricevere messaggi, notifiche, promemoria e avvisi su eventi e novità

L’app è solo uno degli strumenti utilizzati nel mio servizio di coaching. Se ti interessa approfondire l’argomento, se tu vuoi allenare in modo efficace come atleta agonista o per tenerti in forma, dai un’occhiata ai miei servizi e contattami per un colloquio telefonico senza impegno.

Approfitto dell’articolo per regalarti una scheda di allenamento che puoi scaricare ed inserire nella tua routine settimanale:

Scarica il file PDF con la scheda di allenamento
Scarica il PDF della scheda di allenamento
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Pane istantaneo curcuma e pepe

Altra ricetta al “quasi niente” da preparare in pochi minuti al posto della pasta.

Ingredienti:

  • 400g di farina (200g farro + 200g integrale)
  • 130g di acqua
  • 20g olio
  • 20g curcuma
  • Pepe
  • Sale

Impastare bene e mettere a riposare in frigo per 30’ (se non volete aspettare fa lo stesso, ma più riposa meglio è).

Fate delle pallette e schiacciatele a mano a formare dei dischi non troppo sottili e mettere a cuocere sul padella calda.

Cuocere per qualche minuto per lato finché il pane non sarà cotto. Se non l’avete fatto troppo alto sarà pronto in una decina di minuti.

Buon appetito!

Potenziamento: AMRAP 20

In questo articolo ti propongo un nuovo circuito di allenamento funzionale per il potenziamento.

Nel video ho utilizzato la sandbag ma puoi usare anche altri attrezzi come kettlebell/manubri/bilanciere/elastici.

AMRAP significa “As Many Rounds (o Repetitions) As Possible” cioè “fai tante volte il circuito per quanto ti è possibile” in un periodo di tempo specifico.

L’allenamento consiste nell’eseguire gli esercizi senza riposo, uno dopo l’altro, per 20 minuti. Allo scadere dei 20′ ti riposi per 2 minuti e ricominci!

Attrezzi:

  • Plyo box (cubo)/sedia/gradone
  • Kettlebel/manubri/elastici
  • corda

Circuito:

  • 10 Step up JUMP
  • 10 Sit-up
  • 10 Push-up
  • 10 Leg Rise
  • 10 Clean & Jerk
  • 10 Side plank dinamico DX
  • 10 Side plank dinamico SX
  • 10 Arm curl
  • 10 Row single leg DX
  • 10 Row single leg SX
  • 5 scatti (spinte verso il muro) da 5 secondi
  • 5 Thruster

Il circuito lavora su forza, esplosività e resistenza.

Va a impegnare:

  • i muscoli della parte inferiore del corpo con movimenti funzionali al running
  • i muscoli stabilizzatori del CORE
  • i muscoli complementari del tronco

Consiglio questo allenamento a tutti i trail runners che vogliono equilibrare il proprio sistema propulsivo.

Obesità e sistema immunitario

In questo articolo spiegherò brevemente perché l’obesità ha una diretta incidenza sull’efficenza del sistema immunitario e quindi sulla sensibilità a malattie e virus.

Chi è obeso?

Ingrassiamo quando gli adipociti (le cellule specializzate nell’accumulo di grasso) aumentano le loro dimensioni a causa della gocciola di grasso che vanno ad immagazzinare.

Intendiamo sovrappeso il soggetto che abbia un BMI > 25 se maschio e > 30 se donna, definiamo obeso un soggetto se il BMI >30 nell’uomo e 35 nella donna.

Tramite l’analisi della composizione corporea (tramite BIA da dietologo, dietista o nutrizionista), la percentuale di grasso corporeo di riferimento per il maschio è dal 12% al 18%, nella donna (con differenze tra i vari autori) tra il 17% ed il 23%. Oltre queste percentuali si entra nell’obesità.

Vi rimando al sito del ministero della salute per gli approfondimenti sull’indice di massa corporea e “livelli di obesità”.

Obesità ed effetti sul sistema immunitario

Nel soggetto obeso le cellule che si occupano di immagazzinare i grassi (gli adipociti) sono molto grandi (ipertrofici) e questo compromette la loro capacità di “respirare”. Di base il tessuto adiposo è scarsamente vascolarizzato e l’ipertrofia delle cellule adipose causa una conseguente ipossia e morte “per soffocamento” .

Questo meccanismo contribuisce ad innescare una serie di risposte infiammatorie per conseguente secrezione di citochine (adipochine) che comunicano al corpo uno stato stato di alterazione. 

Le citochine sono proteine che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario.

Da questa alterazione viene attivata una risposta immunitaria, con il richiamo di macrofagi che hanno la funzione di “mangiare” (fagocitare) cellule morte o corpi estranei per “ripulire” il nostro organismo.

Ma cosa succede con gli adipociti “ipertrofici”? Succede che i macrofagi non sono in grado di inglobare queste cellule troppo grandi e richiamano altri macrofagi in aiuto rilasciando altre citochine (aumentando l’infiammazione). 

Il risultato è che attorno all’adipocita di formerà una corona di macrofagi che, non riuscendo a svolgere la loro funzione, produrranno continuamente citochine pro-infiammatorie che andranno in circolo nell’organismo.

Tessuto adiposo ed infiammazione sistemica
Tessuto adiposo ed infiammazione sistemica

L’infiammazione diventa quindi sistemica, cronica, e prende il nome di “infiammazione latente” anche chiamata “ di basso grado” (Low-grade Chronic Inflammation).

Questa infiammazione è molto subdola subdola, poiché è presente ma non segnalata da sintomi, e progredisce lentamente causando problematiche di varia natura.

Costantemente impegnato su altri fronti il sistema immunitario perde la capacità di reagire efficacemente dove è richiesta un’azione di maggiore forza, come per la protezione da virus o batteri.

Effetto a cascata

Il soggetto obeso, per colpa di questa quantità costante di sostanze infiammatorie in circolo, crea un effetto a cascata che compromette l’equilibrio dell’organismo.

Viene compromessa la capacità delle cellule muscolari di rispondere all’insulina impedendo l’entrata del glucosio nella cellula muscolare. Questo perché l’organismo riserva il glucosio ai linfociti che devono combattere l’infezione che causa l’infiammazione. 
Tuttavia il sistema immunitario non sarà mai in grado di consumare da solo tutto il glucosio in circolo, di conseguenza, il pancreas continuerà a riversare insulina nel sangue al fine di abbassare la glicemia attivando un processo molto dannoso: la resistenza insulinica.

Resistenza insulinica

L’insulina non ha il solo effetto di stimolare il tessuto muscolare a incamerare glucosio, ma va anche ad inibire l’utilizzo degli acidi grassi a livello energetico (la beta ossidazione degli acidi grassi) favorendo l’accumulo nell’adipocita innescando un processo ricorsivo:

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La resistenza all’insulina, inoltre, può portare all’insorgenza del diabete mellito di tipo II.

Conclusioni

Tutta la comunità scientifica è concorde che sia necessario trattare l’obesità come malattia, in quanto è stato dimostrato in innumerevoli casi la correlazione diretta con l’insorgenza di malattie croniche, da quelle cardiovascolari a quelle metaboliche, oltre a creare le condizioni per malattie causate dall’indebolimento del sistema immunitario.

L’obesità si combatte con una corretta alimentazione unita all’esercizio fisico costante, e questa è l’unica ricetta utile e dimostrata. Non esistono rimedi magici o “diete miracolose”.

Se pensi di avere problemi di obesità consulta il tuo medico oppure uno specialista, affinché possano orientarti verso un percorso efficace di ricomposizione corporea.

Fonti

  • Adipocyte death defines macrophage localization and function in adipose tissue of obese mice and humans. https://www.jlr.org/content/46/11/2347.long
  • Tsai, S. et al. (2018). Insulin Receptor-Mediated Stimulation Boosts T Cell Immunity during Inflammation and Infection. Cell metabolism.

Allenamento isometrico – teoria ed esempi pratici

Nell’allenamento isometrico il corpo viene mantenuto in una posizione statica mantenendo i gruppi muscolari interessati in contrazione per un determinato periodo di tempo.

Questo metodo non produce una contrazione o un allungamento visibile come nell’allenamento dinamico, ma crea un’elevata tensione a livello muscolare che porta eviedenti benefici sul guadagno di forza. Tuttavia gli effetti negativi sull’elasticità, i benefici nulli sugli aspetti cardio-circolatori e sulla mobilità, rendono questo tipo di lavori poco funzionali all’allenamento dinamico per la corsa, ma molto interessanti per l’attivazione muscolare.

L’allenamento isometrico, nelle sue varie forme, non deve quindi essere utilizzato in modo isolato per il miglioramento della forza massima, della forza rapida o della resistenza alla forza, Però se è collegato con un successivo allenamento pliometrico, o concentrico, o eccentrico, o dinamico, può raggiungere un livello elevato di efficacia, in quanto permette di andare a lavorare su un muscolo completamente attivato e, quindi, può essere completamente sfruttata la capacità nervosa del soggetto che esegue.

Nell’allenamento che segue viene utilizzata una routine di lavori isometrici, funzionali all’attivazione dei gruppi muscolari che verranno utilizzati negli esercizi dinamici di coordinazione motoria.

Allenamento isometrico (attivazione) e dinamico (coordinazione motoria)

Riscaldamento

Isometrico

  • Plank
  • Hollow
  • Plank laterale
  • V-Sit
  • Hip bridge 
  • Curl bridge
  • Push up plank
  • Biceps plank
  • Calf
  • Squat
  • Lunge
  • Sumo squat
  • Plank hollow
  • Plank single arm
  • Yoga side plank
  • Superman
  • Back plank

Dinamico

  • Lunge con torsione
  • Switch (propedeutici e completo)
  • Switch hip bridge (propedeutici e completo)

Stretching