Il controllo di un dispositivo inReach Iridium tramite Fenix 8 è possibile ed è tecnicamente superiore rispetto all’uso di Fenix 8 Pro con connettività satellitare Skylo integrata.
Il Fenix 8 si associa all’inReach via BT come sensore esterno, come fosse una fascia cardio.
Differenze di rete satellitare
Iridium (inReach esterno)
Costellazione LEO globale: copertura 100% del pianeta, poli inclusi.
Satelliti dinamici e alti sull’orizzonte: maggiore affidabilità in boschi, valli, canyon e mare aperto.
Il dilemma Garmin vs Suunto entra nella fase AMOLED. Per gli amanti del trail running la sfida tra Garmin e Suunto si fa sempre più serrata. Da un lato Garmin con il suo solido e pervasivo ecosistema, dall’altro lo spirito spartano ed un’anima fortemente orientata all’outdoor di Suunto. Dopo un disallineamento sul lato display di circa un anno tra i due dispositivi, ci ritroviamo con due display AMOLED. Ma ora non si tratta più di scegliere display AMOLED sì/no, ma come viene usato.
Premium totale vs outdoor razionale
Garmin Fenix 8: multisport + smartwatch avanzato
Il Fenix 8 è diventato uno smartwatch avanzato a tutti gli effetti. Ora integra un microfono ed un altoparlante (pessimo) per telefonare (sempre tramite collegamento allo smartphone), ascoltare musica, impartire comandi vocali elaborati direttamente all’interno dell’orologio (funzionalità molto comoda ma non sempre precisa), o impartire comandi vocali all’assistente telefonico (Siri/Google).
Suunto Vertical 2: outdoor/endurance con AMOLED LTPO
Il Vertical 2 è uno sportwatch. Ha una durata della batteria TOP, ampio display brillante ed a basso consumo. Ha funzionalità smart, ma limitate alle notifiche ed abbastanza “grezze”. Non vengono riportate le icone delle applicazioni e la grafica è molto minimalista.
Costruzione e dimensioni
Robustezza e portabilità
Il Garmin Fenix 8 51 mm è sempre stato uno sportwatch ingombrante, spigoloso, non adatto a tutti. È piuttosto robusto, con alcuni “ma”. Ne esistono varie versioni: con cristallo Gorilla Glass o Sapphire, con ghiera in titanio o acciaio o in titanio DLC. Con tanti anni di esperienza sul campo, l’unico Fenix che effettivamente si può definire “robusto” è quello con cristallo in zaffiro (Sapphire) e ghiera rivestita DLC (Diamond Like Carbon). Il Gorilla Glass si riga molto più facilmente di quanto dichiarato, la ghiera in titanio normale si riga solo a guardarla, mentre quella in acciaio è appena più resistente ma nel giro di un anno mostra chiaramente tutti i segni di utilizzo. I materiali outdoor di eccellenza per avere un Fenix sempre perfetto sono: cristallo in zaffiro e titanio con rivestimento DLC.
Un problema che aveva il Fenix 7X Pro era la tenuta stagna dei pulsanti, che nel nuoto “pesante” potevano avere problemi di infiltrazioni. Mi è capitato di dover mandare il mio in assistenza due volte. Il Fenix 8 ha introdotto un nuovo tipo di pulsanti, non meccanici ma induttivi: reagiscono tramite un sensore magnetico alla pressione. In questo modo riescono ad essere completamente ermetici.
Il Suunto Vertical 2 è leggermente più compatto (49 mm), dalle forme più discrete e lineari, orientato al multi-day e, per me, molto più bello esteticamente del Fenix. Tutti i Vertical 2 hanno un cristallo in zaffiro, con la possibilità di scegliere la ghiera in titanio o acciaio (consiglio vivamente il titanio per la leggerezza). Ha i tipici tre pulsanti sul lato destro senza corona (come invece ha il Race 2). È studiato per essere pratico e comodo da utilizzare in tutte le condizioni.
Entrambi integrano una torcia LED. Quella del Fenix è leggermente più luminosa, ma più semplice da attivare e disattivare.
Display
AMOLED vs AMOLED LTPO
Il Fenix 8 51 mm ha una cassa grande, ma il display è quello del 47 mm (1,4”). Questo lo rende (secondo me) brutto. C’è troppo spazio vuoto tra il display ed il bordo della ghiera. Inoltre utilizza un display AMOLED tradizionale (non LTPO) e questo lo rende estremamente energivoro. Scordatevi l’autonomia a cui vi ha abituato il Fenix e non credete alle falsissime specifiche tecniche riportate sul sito Garmin. Per risparmiare batteria Garmin ha impostato una regolazione automatica della luminosità non modificabile e questo a volte rende il display illeggibile. Dal display AMOLED, una volta provato, non si torna più indietro, ma nel Fenix non è tutto oro quel che luccica.
Il Suunto Vertical 2 ha un display AMOLED LTPO molto più efficiente e luminoso di quello Garmin, oltre ad essere più grande (1,5”). Il display LTPO permette di adattare la frequenza di refresh in base alle reali condizioni di utilizzo, risparmiando molta batteria. I colori sono molto brillanti e la qualità del display è visivamente superiore. Non ha una luminosità automatica, ma è possibile scegliere tra tre modalità: bassa, media, alta. La modalità “media” è adatta a tutti gli utilizzi. Per ottimizzare ulteriormente la durata della batteria è possibile disabilitare l’AOD (Always On Display) anche durante le attività, impostando l’attivazione del display con il gesto (rotazione del polso) o la pressione di un pulsante.
Autonomia reale
Il vero punto di rottura
Il Fenix 8 AMOLED 51 mm è troppo energivoro. Chi viene dai modelli precedenti rimarrà molto deluso. Ti ritroverai presto a fare attenzione ad attivare il display solo per leggere le informazioni, per non consumare batteria. L’attivazione del LiveTrack inoltre dà il colpo di grazia all’autonomia dello sportwatch. Ne sconsiglio l’uso. Utilizzate un InReach separato.
Il Suunto Vertical 2 si dimostra ancora una volta al top come ottimizzazione dei consumi anche con il display AMOLED. Ha la possibilità di disattivare il display durante le attività, utilizzare il “risveglio” a basso consumo con la rotazione del polso, non ha speaker e microfoni da alimentare e, a massima precisione GPS in modalità multiband, si comporta come un Fenix con display MIP.
GPS e navigazione
Precisione simile, esperienza diversa
Sono entrambi GNSS multibanda.
Il Garmin Fenix 8 51 mm ha le mappe già precaricate, ma è necessario effettuare un aggiornamento (che impiega qualche ora). Le mappe TopoActive sono molto dettagliate, con nomi dei sentieri, delle vie e linee di livello. Tuttavia sono lente, lentissime da scorrere, nulla a che vedere con i modelli precedenti con display MIP. Inoltre non visualizzano i laghi a certi livelli di zoom utili alla navigazione, cosa che trovo abbastanza senza senso. Garmin offre però una funzione di navigazione molto avanzata che permette di creare e ricalcolare percorsi in tempo reale come Google Maps direttamente sull’orologio, in base al tipo di tracciato (piedi, bici, auto, ecc.). Una funzionalità molto comoda che migliora la sicurezza. L’utilizzo costante di mappa e navigazione non incide molto sul consumo di batteria, già elevato di base. Il GPS è sempre molto preciso.
Il Suunto Vertical 2 ha una navigazione essenziale ma affidabile, con GPS molto preciso. Le mappe sono chiare e, anche se meno dettagliate delle TopoActive, risultano più leggibili. Sono inoltre velocissime da scorrere, senza lag o blocchi del display. Non sono presenti i nomi delle vie e dei sentieri, ma c’è il turn-by-turn (come su Garmin) e la possibilità di impostare viewpoint sul percorso. Non permette il ricalcolo dei percorsi direttamente dall’orologio: per farlo è necessario utilizzare l’app Suunto, fatta molto bene e che uso anche per creare i tracciati poi caricati sul Fenix.
Sensori e affidabilità
Dati vs solidità
Garmin Fenix è sempre stato al top nella sensoristica per il monitoraggio della salute: sonno, recupero HRV, RHR, training readiness, ecc. I sensori HR sono molto precisi nel monitoraggio h24, leggermente meno durante l’attività sportiva, ma è normale. Garmin ha una piena integrazione con TrainingPeaks per i dati di salute, rendendolo perfetto per il coaching su quella piattaforma. Con un unico device controlli allenamenti, recupero e stato di salute.
Suunto Vertical 2 integra tutti i sistemi di monitoraggio della salute più comuni: qualità del sonno, HRV, ossigenazione del sangue, RHR, ecc. I dati sono riportati in modo chiaro sulla sua app per un’analisi precisa del recupero e delle condizioni di salute. Il sensore HR è molto valido e preciso, anche se il primo Vertical 2 che ho avuto ho dovuto mandarlo in assistenza per un problema hardware. Confrontando i dati di salute di Suunto Vertical 2 con Whoop 5 e Fenix 8, trovo una corrispondenza molto allineata tra Suunto e Whoop, mentre il Fenix presenta spesso dati molto diversi dagli altri due. Suunto però non esporta i dati di salute su TrainingPeaks, quindi come coach si dispone di un dato parziale se non si utilizza un altro strumento come Whoop.
Allenamento e carico
Coach-centrico vs atleta-centrico
Garmin inonda l’utente di dati: training readiness, endurance score, hill score, VO2max per ciclismo, corsa e trail, body battery, ecc. Spesso difficili da interpretare per il runner medio, ma interessantissimi per il runner nerd. Una frase riassume bene il concetto: “Garmin si prende cura di te”. Il punto di forza del Fenix è la personalizzazione estrema dei campi dati durante l’allenamento, anche a sessione in corso direttamente dall’orologio. È possibile visualizzare dati numerici, grafici a linea e a barre. È il top della personalizzazione. La gestione degli allenamenti è semplice e intuitiva, sia con Garmin Coach che con TrainingPeaks.
Suunto utilizza di base le metriche di TrainingPeaks (CTL, TSS, TSB, ecc.). Il monitoraggio degli allenamenti e del miglioramento dello stato di fitness è semplice e chiaro. Permette un accurato controllo del recupero con i parametri classici di carico, qualità del sonno, battiti a riposo, body battery, ecc. Ha molti meno dati di Garmin, ma sono facilmente leggibili e interpretabili anche da utenti meno esperti. Per un atleta che vuole monitorare progressi e stato generale di salute è più che sufficiente. La gestione degli allenamenti è però ancora troppo spartana: personalizzazione limitata delle schermate, impossibilità di modificare i campi dati direttamente dall’orologio, e incoerenze tra sport (ad esempio la potenza di corsa visibile nella corsa normale ma non nella corsa indoor). Questo è da sempre un limite inspiegabile di Suunto.
Ecosistema software
Connect vs Suunto App
Garmin Connect offre una quantità enorme di informazioni con un livello di dettaglio elevatissimo, con il rischio di over-analysis. Inutile per il runner medio, estremamente completa per l’utente avanzato. L’app è un po’ macchinosa e non integra tutte le funzioni disponibili nella versione web. Permette di collegare infiniti dispositivi: nel mio caso Fenix 8, Edge 540, bilancia Index Smart e altri dispositivi in prova. I dati non vengono duplicati e la gestione dell’ecosistema è solida.
Suunto App è semplice, lineare ed essenziale. Non manca nulla. Il punto di forza è la gestione e creazione dei percorsi, che utilizzo anche per Garmin. Tuttavia non permette di collegare più dispositivi contemporaneamente. Probabilmente perché Suunto non ha un ecosistema ampio come Garmin, ma trovo questa limitazione anacronistica.
A chi sono destinati
Scelta guidata dal contesto
Il Fenix 8 51 mm AMOLED è rivolto ad atleti nerd, “Garmin addicted”, che non vogliono rinunciare alla continuità delle statistiche del proprio ecosistema. Racchiude in un solo device sportwatch, smartwatch, activity tracker completo, monitoraggio della salute e piena compatibilità con i software di coaching.
Il Suunto Vertical 2 è lo strumento ideale per il runner puro, che non ha bisogno di orpelli e cerca uno strumento affidabile, reattivo, bello, robusto, con informazioni chiare su allenamento, recupero e salute. È uno sportwatch, non uno smartwatch.
Il dilemma non è la qualità
Il Fenix 8 è un orologio completo e molto costoso. Rappresenta il top dello sviluppo nel campo degli sportwatch evoluti, ma è complesso e con una batteria inefficiente. Un punto di forza rimane la rilevazione degli incidenti con invio di messaggi di emergenza e traccia del percorso di recupero (che funziona molto bene perché ho avuto la sfortuna di doverlo utilizzare).
Il Suunto Vertical 2 è uno sportwatch completo con un prezzo circa la metà di un Fenix 8 51 mm AMOLED, consumi super efficienti e un bellissimo pannello AMOLED grande, luminoso ed efficiente.
Se utilizzi altri dispositivi Garmin (ad esempio per la bici) puoi allineare i dati delle attività con app come RunGap per avere i tuoi allenamenti sia su Garmin Connect che su Suunto App, ma non puoi allineare i dati di salute tra i due dispositivi.
Quando ti alleni per il trail, triathlon, discipline di endurance ed ultra endurance, il recupero diventa un elemento determinante quanto la qualità delle tue sedute. Non riguarda soltanto ciò che fai durante gli allenamenti, ma tutto ciò che accade nelle ventiquattro ore: stress lavorativo, qualità del sonno, alimentazione, piccoli imprevisti quotidiani. Avere un dispositivo che registra in modo continuo ciò che accade nel tuo corpo permette di interpretare questi segnali con precisione.
Gli strumenti disponibili oggi sono molti: Garmin, Suunto, Whoop, Oura Ring, Amazfit, Apple Watch, etc. Ognuno offre vantaggi specifici, ma la scelta corretta dipende dal tuo comportamento quotidiano e dal modo in cui ti piace gestire dati e sensazioni.
Perché il monitoraggio h24 è così utile
Indossare un dispositivo per tutta la giornata permette di osservare come il tuo equilibrio interno reagisce ai vari stimoli. Lo stress non arriva soltanto in salita o durante una ripetuta. Si accumula durante una riunione difficile, dopo una notte agitata, se la digestione è lenta o se recuperi in modo incompleto. Il monitoraggio continuo rileva variazioni che a livello soggettivo spesso non percepisci. La differenza tra “mi sento stanco” e “il mio corpo mostra segni di stress cumulato” è enorme, soprattutto per chi segue una programmazione strutturata. Comprendere i trend fisiologici ti permette di distinguere un calo momentaneo da una reale necessità di modulare i carichi.
Perché la misurazione dell’HRV notturna è più affidabile
La notte rappresenta il momento più stabile per analizzare il sistema nervoso autonomo. L’attività mentale si riduce, i movimenti si attenuano e le influenze esterne sono minime. La misurazione dell’HRV durante il sonno risulta quindi più pulita e coerente. Le fasi di sonno profondo, dominate dall’attività parasimpatica, mostrano con chiarezza il livello di recupero. Durante il giorno, invece, l’HRV può variare rapidamente per motivi molto banali come una preoccupazione, una breve salita o, banalmente, consumo di caffeina. Una misurazione notturna precisa permette di valutare il tuo trend reale, senza interferenze esterne.
Perché l’HRV è una metrica fondamentale
La frequenza cardiaca a riposo racconta solo una parte della storia. Due atleti possono avere la stessa FC mattutina ma trovarsi in condizioni fisiologiche molto diverse. L’HRV misura il bilanciamento tra la componente simpatica (attivazione) e parasimpatica (recupero) del sistema nervoso autonomo. Un valore in calo indica una prevalenza dello stress e una ridotta capacità di risposta agli stimoli allenanti. Un valore in crescita segnala una fase di buona adattabilità, ideale per lavori di qualità o volumi più impegnativi. L’obiettivo delle letture, non è inseguire numeri assoluti, ma osservare il comportamento della tua HRV nel tempo. La coerenza del trend è la vera informazione utile per l’atleta e per il coach.
Come viene calcolata la readiness ed il recupero
Le diverse piattaforme utilizzano algoritmi specifici, ma seguono tutte una logica simile. Il sistema combina parametri relativi alla notte (HRV media, HRV minima, frequenza cardiaca media e minima, durata del sonno, quantità di sonno profondo e REM, continuità del riposo) e li confronta con i tuoi valori abituali. A questi dati si aggiunge il carico dei giorni precedenti: quello interno, rilevato attraverso la risposta cardiaca allo sforzo, e quello esterno, calcolato tramite TSS, intensità e durata degli allenamenti. Il risultato è un punteggio che rappresenta il livello di preparazione del tuo organsmo a un nuovo stimolo. Una readiness elevata indica disponibilità allo sforzo. Una readiness bassa suggerisce di privilegiare intensità moderate o recupero attivo. Un trend stabile dimostra una gestione efficace della stagione.
Ok ma quali dispositivi posso usare?
Garmin: ancora la scelta più lineare per chi usa TrainingPeaks
Se porti l’orologio anche durante la notte, Garmin offre un ecosistema completo. Registra HRV, sonno, stress e propone metriche come Body Battery che rendono la lettura dei trend intuitiva. L’integrazione nativa con TrainingPeaks è il vantaggio principale. I dati arrivano in automatico nella piattaforma tramite Garmin Health e permettendo al coach di seguire la tua readiness quotidiana con precisione. Per chi segue una preparazione strutturata, questa continuità è un vero punto di forza: dai la possibilità al tuo coach di avere un monitoraggio accurato del tuo stato di salute oltre ai risultati degli allenamenti.
Whoop: leggero, preciso, costoso
Whoop è un braccialetto molto comodo, pensato per essere indossato sempre. Non avendo un display, non interferisce con l’uso quotidiano e non distrae durante gli allenamanti. Le metriche di recupero e di carico interno sono chiare e utili. L’integrazione con TrainingPeaks lo rende particolarmente adatto agli atleti che lavorano con un coach ed il loro sportwatch non esporta i dati sulla piattaforma di training. Per chi fatica a dormire con uno sportwatch pesante, rappresenta una soluzione pratica. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.
Oura Ring: massimo comfort, ma integrazione limitata
Oura Ring è probabilmente la soluzione più confortevole per la notte e discreta per l’utilizzo quotidiano. La qualità della misurazione di HRV e sonno, nelle recensioni viene considerata eccellente. Tuttavia posso dirvi che i dati non sono molto lontani da quelli moniotrati dal mio Fenix. Il limite principale riguarda l’assenza di integrazione con TrainingPeaks. La lettura dei dati risulta comunque utile, ma richiede passaggi manuali o una consultazione separata, meno comoda nel contesto di un percorso guidato da un coach. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.
Suunto, Amazfit e Apple Watch: opzioni valide con compromessi
Suunto offre un buon bilanciamento tra precisione e funzionalità. I nuovi modelli come il Race ed il Vertical hanno tutte le funzionalità di monitoraggio, molto accurate, che riportano nella loro app proprietaria (molto ben fatta). Tuttavia non esporta i dati su TrainingPeaks, e l’utilizzo di app di terze parti come FitnessSyncer non funziona sempre. L’integrazione con TrainingPeaks è comunque molto avanzata, tra l’altro Suunto nella sua app utilizza proprio le metriche TrainingPeaks per il monitoraggio dell’allenamento. L’accoppiata Suunto Vertical 2 e Whoop è perfetta per il monitoraggio accurato su TrainingPeaks.
Amazfit sorprende per rapporto qualità-prezzo. Le metriche HRV e la profondità delle analisi sono inferiori con dati non sempre attendibili. Tuttavia, essendo implementazioni sw, mi aspetto che la qualità migliori con il tempo. Però.. anche qui niente TrainingPeaks. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.
Apple Watch rimane eccellente come smartwatch, con sensori precisi e grande usabilità, la misurazione dell’HRV è buona, la valutazione del monitoraggio del sonno non precisissima, ma l’autonomia ridotta è davvero limitante. Integrazione con TrainingPeaks limitata. Può essere usato come orologio sportivo principale? No..
Come scegliere il dispositivo più adatto
La tecnologia è importante, ma la scelta dipende soprattutto dalle abitudini personali. Se dormi senza problemi con lo sportwatch, Garmin è la soluzione più completa. Se preferisci un sensore leggero, Whoop rappresenta l’opzione più comoda. Se desideri il massimo comfort notturno, Oura Ring è ideale, anche se meno efficace per la gestione dei dati in TrainingPeaks.
L’obiettivo non è avere più strumenti, ma avere lo strumento che riesci a usare ogni giorno in modo coerente. La continuità della raccolta dati è ciò che permette una vera lettura dei trend fisiologici.
ATTENZIONE
Se usi Garmin con l’invio automatico dei dati di recupero come HRV, RHR, sonno tramite Garmin Health su TrainingPeaks contemporaneamente ad altri strumenti come Whoop, otterrai errori significativi nella visualizzazione ed interpretazione dei dati. TrainingPeaks non è in grado di differenziare le fonti, quindi leggerà i valori di tutti gli strumenti rendendo impossibile valutare i trend in modo accurato.
Dovrai scegliere quale sarà il tuo sistema sorgente, e dovrai considerare che nei giorni successivi al cambio, i trend saranno falsati.
ATTENZIONE 2: dovrai selezionare anche lo strumento sorgente di caricamento degli allenamenti se non vuoi avere un allenamento duplicato da Whoop su TrainingPeaks oltre a quello Garmin.
Se vuoi WHOOP come sorgente HRV/RHR
In Garmin Connect → App connesse – TrainingPeaks: disattiva “Daily health metrics” / “Statistiche salute giornaliera“
Lascia attive solo le attività e gli allenamenti scaricati da TrainingPeaks..
Se vuoi Garmin come sorgente HRV / RHR
In Whoop -> Impostazioni App -> Integrazioni: scollega TrainingPeaks.
In questo modo su TrainingPeaks visualizzerai solo le metriche Garmin mentre le metriche del Whoop le vedrai solo nell’app dedicata.
Tabella riassuntiva
Dispositivo
Pro
Contro
Prezzo indicativo
Garmin
Integrazione TrainingPeaks; HRV e monitoraggio notturno preciso; ecosistema completo. Rende inutile qualsiasi altro strumento esterno.
Alcuni modelli (come le versioni 51mm) risultano scomodi per la notte
250–1.000 €
Whoop
Molto leggero; forte orientamento al wellness; integrazione TrainingPeaks
Richiede abbonamento; non sostituisce un orologio sportivo
200€-300€/anno (fascia inclusa nell’abbonamento)
Oura Ring
Comfort elevato; HRV e sonno molto accurati
Nessuna integrazione con TrainingPeaks. Scomodo da utilizzare se si usano le mani (palestra, bici, etc). Non sostituisce un orologio sportivo.
350–450 €
Suunto
Buona precisione; prodotti robusti; monitoraggio completo allo stesso livello di Garmin.
Non carica su TrainingPeaks sui dati di Health. Associalo ad un Whoop per avere la combo perfetta.
300–800 €
Amazfit
Prezzo contenuto; buona autonomia
HRV meno coerente; analisi ridotte. Non sostituisce un orologio sportivo.
100–250 €
Apple Watch
Ottimo come smartwatch; sensori precisi
Inutilizzabile come sportwatch; autonomia limitata
Le vesciche sono un problema comune tra i runner, ma con alcune misure preventive, è possibile evitarle e godersi la corsa senza fastidi. In questo articolo, ti fornirò utili consigli su come prevenire le vesciche durante la corsa, consentendoti di concentrarti sul tuo allenamento e sul raggiungimento dei tuoi obiettivi.
1. La scelta delle scarpe giuste
Uno dei fattori più importanti nella prevenzione delle vesciche è indossare le scarpe giuste. Assicurati di utilizzare scarpe che si adattino perfettamente ai tuoi piedi ed all’uso che intendi farne. Le scarpe troppo strette o troppo larghe possono causare attrito e sfregamenti, aumentando il rischio di vesciche. Rivolgiti a un professionista dello sport o visita un negozio specializzato per ottenere una valutazione accurata delle tue esigenze di corsa e trovare le scarpe più adatte al tuo tipo di piede e al tuo stile di corsa.
2. Calze da corsa di qualità
Le calze da running svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle vesciche. Scegli calze realizzate in materiali traspiranti, come il nylon o il poliestere, che aiutano a mantenere i piedi asciutti durante la corsa. Evita le calze di cotone, che trattengono l’umidità e aumentano il rischio di vesciche. Le calze di buona qualità riducono l’attrito e forniscono un’ulteriore protezione per i tuoi piedi. Queste sono le mie preferite: https://amzn.to/3Cg0GtB
3. Utilizza creme o lubrificanti
Applicare una crema o un lubrificante anti-attrito sulle aree soggette a vesciche può fare la differenza. Concentrati sulle zone come talloni, dita dei piedi o altre aree sensibili. Questi prodotti riducono l’attrito durante la corsa e prevengono la formazione di vesciche. Assicurati di applicare il lubrificante o la crema prima di ogni corsa per massimizzare l’efficacia. Prima di una ultra spalmo su tutto il piede uno strato di pasta Fissan Alta Protezione: https://amzn.to/3NhOpLy
4. Incrementa la distanza e l’intensità gradualmente
L’aumento repentino della distanza o dell’intensità delle tue corse può aumentare il rischio di vesciche. Assicurati di costruire progressivamente i tuoi avanzamenti , consentendo al tuo corpo di adattarsi gradualmente all’attività. Questo permette alla pelle dei tuoi piedi di indurirsi e abituarsi allo stress della corsa, riducendo così la possibilità di vesciche.
5. Gestisci l’umidità e il sudore
Il sudore e l’umidità possono contribuire alla formazione di vesciche. Se noti che le tue scarpe o le tue calze sono bagnate durante la corsa, porta con te un cambio o utilizza prodotti assorbenti per piedi per mantenere la pelle asciutta.
6. Controlla la tua tecnica di corsa
Una tecnica di corsa scorretta può aumentare l’attrito e il rischio di vesciche. Mantieni una passo efficiente ed evita movimenti bruschi o torsioni eccessive dei piedi. Cerca di mantenere una falcata uniforme e naturale, che riduca l’attrito durante la corsa.
7. Prenditi cura delle aree sensibili
Monitora costantemente i tuoi piedi durante la corsa. Se noti arrossamenti, punti dolenti o aree sensibili, prendi provvedimenti immediati. Applica un cerotto o un cuscinetto adesivo preventivamente per ridurre l’attrito su quelle zone. Nelle aree del piede dove so che generalmente possono venirmi delle vesciche, applico preventivamente un compeed prima di correre: https://amzn.to/3oZYrYl Inoltre, se necessario, prenditi una pausa dalla corsa per consentire alle vesciche di guarire completamente.
Le vesciche possono essere fastidiose e influire sulla corsa e compromettere una gara. Tuttavia, seguendo questi suggerimenti, puoi ridurre notevolmente il rischio e goderti la corsa senza disagi. Scegli le scarpe e le calze giuste, utilizza lubrificanti, costruisci progressivamente le tue corse, gestisci l’umidità e presta attenzione alla tecnica di corsa. Ricorda anche di monitorare e curare eventuali aree sensibili. Con la giusta cura dei tuoi piedi, potrai goderti appieno l’esperienza della corsa e raggiungere i tuoi obiettivi senza vesciche.
Nell’ambito degli orologi sportivi per il running e l’outdoor, due marchi di punta si contendono l’attenzione degli appassionati: Suunto Vertical e Garmin Fenix. Dopo un rigoroso test della durata di quasi tre settimane, siamo pronti a fornire una valutazione dettagliata delle caratteristiche e delle prestazioni di entrambi i modelli, al fine di aiutare i runner e gli amanti delle attività all’aperto a fare la scelta giusta.
Mappe: Suunto Vertical all’altezza dei concorrenti
Una delle novità più interessanti introdotte da Suunto Vertical è la presenza delle mappe cartografiche, una caratteristica imprescindibile per un orologio sportivo dedicato all’outdoor. Sebbene non siano precaricate e richiedano il download tramite l’app e la connessione Wi-Fi, le mappe si sono rivelate dettagliate e offrono diverse opzioni di visualizzazione, comprese le linee di quota. L’aspetto visivo è molto gradevole e soddisfacente.
Navigazione: qualche limite rispetto a Garmin
La navigazione e la creazione degli itinerari su Suunto Vertical devono essere impostate tramite l’app e non prevedono ricalcoli automatici come quelli offerti dai navigatori Garmin. Durante il test, si sono verificati alcuni crash del sistema, che hanno richiesto la reimpostazione delle impostazioni da zero. Inoltre, l’anteprima dell’itinerario riguarda solo la traccia senza sovrapporla alla mappa cartografica.
Funzionalità SuuntoPlus: estensioni utili ma con alcune limitazioni
Le app SuuntoPlus consentono di ampliare le funzionalità dell’orologio, ma durante il test si sono rivelate utili principalmente per i campi dati e gli allenamenti su TrainingPeaks. Purtroppo, la funzionalità SuuntoPlus CLIMB, che ci si aspettava fosse simile a ClimbPro di Garmin, si è rivelata deludente, fornendo solo informazioni di base sulla salita senza indicare quanto ne rimane. Inoltre, è possibile utilizzare solo due funzionalità SuuntoPlus contemporaneamente.
Display ed interfaccia: buona qualità ma con alcune pecche
Suunto Vertical offre un display di dimensioni generose e ottima risoluzione, tuttavia, mancano le emoji e le librerie grafiche per visualizzare le icone nelle funzionalità smartwatch. Durante il test, si sono verificati alcuni blocchi e riavvii, rendendo l’interfaccia un po’ pesante da utilizzare.
Sensore cardio: un aspetto da migliorare
La precisione della lettura del sensore cardio su Suunto Vertical si è rivelata imprecisa durante le attività sportive e nel monitoraggio continuo. Al contrario, il Garmin Fenix si è dimostrato molto preciso nel monitoraggio continuo della frequenza cardiaca. Tuttavia, va notato che la lettura della saturazione notturna su Suunto Vertical è risultata precisa, a differenza del Garmin.
Funzionalità sportive: analisi dettagliata delle modalità
Modalità nuoto: acque libere e piscina
Durante il test, il GPS in acque libere su Suunto Vertical ha deluso le aspettative, con difficoltà a creare una traccia precisa. La guida dice di attendere qualche minuto prima di iniziare a nuotare per completare il fix dei satelliti ma nella mia prova non è servito a molto.
Il GPS non prende in acqua quindi viene presa la posizione solo quando il polso è in emersione durante la bracciata. Il garmin, con difficoltà, riesce a creare una traccia discesa. Il suunto no.
La lettura della frequenza cardiaca in acqua è stata anch’essa scarsa. Tuttavia, l’utilizzo nella modalità piscina è stato soddisfacente, sebbene manchi la visualizzazione del tempo di recupero e la pausa automatica quando ci si ferma possa risultare fastidiosa. Per la visualizzazione del tempo di recupero si può usare una SuuntoApp specifica per il nuoto.
È importante notare che il tasto LAP viene utilizzato solo per distinguere i lavori, ad esempio quando si eseguono serie di allenamenti diversi.
Corsa: trail e su strada
Nelle modalità trail e corsa su strada, il GPS di Suunto Vertical si è comportato bene, fornendo una tracciatura accurata del percorso. Tuttavia, la lettura della frequenza cardiaca al polso è risultata inutilizzabile durante l’attività sportiva. Per quanto riguarda la misurazione della potenza, Suunto Vertical si è dimostrato molto simile alle letture del sensore Stryd, con un valore leggermente più alto ma comunque affidabile.
Sul Suunto Vertical a potenza è nativa e non è necessario utilizzare le app dedicate Stryd. Per usare Stryd si deve utilizzare l’accoppiamento “Power POD”.
Bici da strada e MTB
Suunto Vertical ha offerto una buona precisione del GPS sia per le bici da strada che per le MTB. È interessante notare che, durante il test, si è ottenuta una lettura abbastanza precisa della frequenza cardiaca al polso.
È importante tenere presente che la funzionalità di controllo dello Smart Trainer, presente su Garmin, manca su Suunto Vertical, poiché non è focalizzato sulle attività indoor.
Triathlon: funzionalità standard e limitazioni
La funzionalità standard del triathlon su Suunto Vertical si è rivelata semplice e comoda. Tuttavia, la visualizzazione dei campi e delle schermate è rigida e non può essere personalizzata. È possibile scegliere se visualizzare la potenza o la semplice velocità nella schermata dedicata alla bici, ma non è possibile apportare ulteriori modifiche.
Integrazione con TrainingPeaks
Suunto Vertical offre un’ottima integrazione con TrainingPeaks, consentendo di caricare e seguire gli allenamenti pianificati. Tuttavia, durante il test, si sono verificati alcuni problemi quando c’erano più allenamenti pianificati in una singola disciplina, con l’orologio che riconosceva solo un allenamento. È stato necessario utilizzare le funzionalità “SuuntoPlus” sull’orologio per selezionare l’allenamento corretto tra quelli pianificati. Inoltre, l’orologio non notifica con un allarme (suono o vibrazione) se si supera la zona di allenamento prevista, richiedendo un’attenta supervisione del display.
Batteria
Suunto Vertical si è dimostrato all’altezza delle aspettative per quanto riguarda la durata della batteria, offrendo un’autonomia eccellente. Il cavo di ricarica è stato apprezzato per la sua intelligenza.
Monitoraggio quotidiano: passi, recupero e sonno
Suunto Vertical offre un obiettivo fisso per il conteggio dei passi giornalieri, senza adattarsi dinamicamente. Non tiene traccia dei piani saliti durante la giornata. Tuttavia, il grafico del recupero è ben realizzato e attendibile. Il monitoraggio del sonno è accurato, e al risveglio vengono forniti un riepilogo dei dati e un’analisi dettagliata.
App Suunto
Per quanto riguarda l’app dedicata, sebbene abbia una completezza di funzionalità, il design risulta poco ordinato e la navigazione dei dati può risultare difficile. È importante notare che i dati dell’app non vengono aggiornati in tempo reale, ma presentano un ritardo di circa 10 minuti rispetto alle misurazioni effettuate dall’orologio stesso.
Conclusioni
La scelta tra Suunto Vertical e Garmin Fenix dipenderà dalle esigenze individuali del runner. Entrambi i modelli offrono caratteristiche interessanti, ma è importante valutare attentamente le proprie priorità e preferenze prima di prendere una decisione visti i prezzi.
Il Suunto è molto semplice e spartano nelle funzionalità offerte. Tuttavia continua ad essere 10 passi avanti in termini di design rispetto a garmin.
Nonostante il mio giudizio generale di Suunto Vertical sia positivo, avrei preferito trovare un sensore cardio più preciso ed una maggior flessibilità nel gestire le schermate dati nelle attività.
Avendo uno Smart Trainer interattivo avrei preferito che l’orologio fosse in grado di comandarlo senza dover per forza attivare un abbonamento come Zwift.
La scelta della bici da corsa ideale può avere un impatto significativo sulle prestazioni di un ciclista. Molti appassionati si chiedono se l’investimento in una bici di alto livello possa realmente fare la differenza in termini di efficienza. In questo articolo, esploreremo i componenti chiave che determinano la differenza tra una bici da corsa economica e una di alta gamma e cercheremo di valutare i possibili risparmi in watt ottenibili grazie a tali componenti.
Componenti che influenzano l’efficienza
Telaio: Il telaio rappresenta la fondamenta della bici da corsa e le versioni di alta gamma spesso incorporano materiali più leggeri e rigidi, come la fibra di carbonio ad alta modulus. Questi telai consentono una trasmissione di potenza più efficiente, offrendo al ciclista un vantaggio in termini di velocità. Sebbene sia difficile stimare il guadagno in watt dovuto al telaio da solo, è ragionevole aspettarsi un risparmio di 5-10 watt rispetto a una bici economica.
Gruppo trasmissione: I componenti del gruppo trasmissione, come le leve del cambio e i deragliatori, svolgono un ruolo cruciale nell’efficienza complessiva della bici. I gruppi trasmissione di alta gamma sono progettati per garantire cambiamenti di marcia fluidi e precisi, riducendo al minimo le perdite di energia. A fronte di un gruppo trasmissione economico, si potrebbero risparmiare circa 2-5 watt grazie a un gruppo trasmissione di alta gamma.
Ruote: Le ruote svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione della resistenza aerodinamica e nella trasmissione dell’energia generata dal ciclista. Le ruote di alta gamma, realizzate in materiali leggeri come il carbonio e dotate di profili aerodinamici avanzati, offrono un vantaggio significativo in termini di efficienza. Sebbene sia difficile fornire stime precise, l’adozione di ruote di alta qualità potrebbe comportare un risparmio di 3-8 watt rispetto a ruote economiche.
Componenti aggiuntivi: Anche componenti come la sella, il manubrio e il reggisella possono contribuire all’efficienza complessiva della bici. Una sella ergonomicamente progettata, ad esempio, può migliorare il comfort del ciclista e consentire una posizione più aerodinamica, riducendo così il consumo di energia. Sebbene i risparmi di watt derivanti da questi componenti siano modesti, nell’ordine di 1-3 watt, possono ancora contribuire all’ottimizzazione dell’efficienza
In conclusione, l’investimento in una bici da corsa di alta gamma può comportare significativi vantaggi in termini di efficienza. Considerando i diversi componenti che contribuiscono all’ottimizzazione dell’efficienza complessiva della bici, è possibile stimare un risparmio totale di watt.
Considerando i valori medi di risparmio indicati in precedenza per i diversi componenti, possiamo fare una somma approssimativa. Tenendo conto dei risparmi stimati:
Telaio: 5-10 watt
Gruppo trasmissione: 2-5 watt
Ruote: 3-8 watt
Componenti aggiuntivi: 1-3 watt
Possiamo sommare questi valori approssimativi per ottenere un’idea del potenziale totale di risparmio in watt. Tenendo presente che i risultati possono variare a seconda dei componenti specifici e delle condizioni di guida, potremmo ottenere un risparmio totale compreso tra 11 e 26 watt.
Questo significa che, a parità di percorso e condizioni, una bici da corsa di alta gamma potrebbe consentire al ciclista di risparmiare da 11 a 26 watt di energia rispetto a una bici economica. Tale risparmio può tradursi in un miglioramento delle prestazioni, consentendo al ciclista di pedalare a una velocità leggermente superiore o di mantenere una velocità più costante con lo stesso sforzo.
Tuttavia, è importante ricordare che l’efficienza della bici da corsa non dipende solo dai componenti, ma anche dalla tecnica di pedalata del ciclista, dalla sua forma fisica e da altri fattori personali. Pertanto, l’effettivo impatto sulla velocità e sulle prestazioni complessive può variare da individuo a individuo.
In definitiva, se stai cercando di migliorare le tue prestazioni in bici da corsa, considera l’acquisto di una bici di alta gamma con componenti ottimizzati per l’efficienza. Tuttavia, ricorda che la scelta della bici dovrebbe sempre tener conto delle tue esigenze, del budget disponibile e delle tue preferenze personali.
Approfondimento
Nel contesto del ciclismo, i watt sono una misura di potenza che rappresenta la quantità di lavoro svolta o di energia prodotta durante l’attività di pedalata. Un watt è equivalente a un joule al secondo e rappresenta la quantità di energia necessaria per eseguire un lavoro di un joule in un secondo.
Misurare la potenza in watt durante il ciclismo è diventato sempre più comune grazie all’uso di misuratori di potenza, dispositivi che vengono montati sulla bicicletta e che rilevano la quantità di potenza generata dal ciclista. Questi strumenti sono solitamente integrati nei pedali, nei mozzi delle ruote, nei movimenti centrali o nei manovellari e utilizzano vari metodi, come la misurazione della coppia o la rilevazione della deformazione, per calcolare la potenza in watt.
La misurazione dei watt nel ciclismo è utile per valutare l’intensità dell’allenamento, monitorare le prestazioni, analizzare l’efficienza e la distribuzione di potenza tra le diverse fasi di una gara o di un allenamento. I dati dei watt consentono ai ciclisti e agli allenatori di monitorare il proprio progresso, impostare obiettivi specifici, valutare l’efficacia di diverse strategie di allenamento e identificare aree in cui è possibile migliorare l’efficienza.
Inoltre, i watt sono anche utilizzati per confrontare le prestazioni tra i ciclisti durante le competizioni o per valutare le capacità degli atleti professionisti. Ad esempio, l’uso dei watt può aiutare a identificare i ciclisti più potenti sulle salite o i corridori più veloci su terreni pianeggianti.
In sintesi, i watt nel ciclismo rappresentano una misura della potenza prodotta durante l’attività di pedalata e sono utilizzati per monitorare, analizzare e migliorare le prestazioni.
Gli indumenti sportivi a compressione sono sempre più popolari nella comunità sportiva, in special modo nel trail running. Questi indumenti, progettati per applicare una pressione graduata sui muscoli, sono oggetto di diversi studi, soprattutto in ambito medico e della riabilitazione.
Vediamo di seguito quali sono i loro benefici.
1. Riduzione della fatica muscolare
Gli indumenti a compressione possono migliorare la circolazione sanguigna, aumentare l’apporto di ossigeno ai muscoli e ridurre l’accumulo di acido lattico, riducendo così la fatica muscolare durante l’esercizio fisico.
2. Riduzione del rischio di infortuni
Forniscono un adeguato supporto muscolare, riducono le vibrazioni muscolari e migliorano la stabilità articolare, contribuendo a ridurre il rischio di lesioni legate all’attività fisica che prevede lunghe ed intense sollecitazioni come un trail lungo.
3. Recupero muscolare accelerato
Gli indumenti a compressione possono favorire un recupero muscolare più rapido dopo l’esercizio fisico intenso, riducendo il dolore muscolare post-allenamento e accelerando l’eliminazione dei metaboliti.
Conclusioni
Gli indumenti sportivi a compressione offrono diversi benefici gli sport di endurance, ed in particolare nel trail dove la muscolatura è fortemente sollecitata anche in contrazioni eccentriche (discesa). Tra i benefici troviamo la riduzione della fatica muscolare, la riduzione del rischio di infortuni e il recupero muscolare accelerato.
È importante sottolineare che gli effetti possono variare da individuo a individuo e che gli indumenti devono essere provati durante gli allenamenti per valutare personalmente i loro benefici e il comfort.
Riferimenti
1. Born, D.P., Sperlich, B., & Holmberg, H.C. (2013). Bringing light into the dark: effects of compression clothing on performance and recovery. International Journal of Sports Physiology and Performance, 8(1), 4-18.
2. Chatard, J.C., Atlaoui, D., Farjanel, J., Louisy, F., & Rastel, D. (2004). Elastic stockings, performance and leg pain recovery in 63-year-old sportsmen. European Journal of Applied Physiology, 93(3), 347-352.
3. Kraemer, W.J., Bush, J.A., Wickham, R.B., Denegar, C.R., Gómez, A.L., Gotshalk, L.A., … & Newton, R.U. (2001). Influence of compression therapy on symptoms following soft tissue injury from maximal eccentric exercise. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 31(6), 282-290.
4. Berry, M.J., McMurray, R.G., & Katzmarzyk, P.T. (2007). Effects of graduated compression stockings on blood lactate following an exhaustive bout of exercise. American Journal of Physical Medicine & Rehabilitation, 86(2), 125-131.
Alcuni broncodilatatori, come i beta-2 agonisti (ad esempio, il salbutamolo), sono inclusi nella lista delle sostanze proibite dall’WADA, poiché possono migliorare la prestazione sportiva aumentando la capacità polmonare e facilitando la respirazione. Pertanto, se un atleta non asmatico viene sottoposto a test antidoping e viene rilevata la presenza di broncodilatatori proibiti nel suo organismo, potrebbe essere soggetto a sanzioni disciplinari in conformità alle regole antidoping.
L’asma è una malattia respiratoria cronica che può limitare la capacità degli atleti di raggiungere prestazioni ottimali. Per combattere i sintomi dell’asma, i broncodilatatori sono ampiamente utilizzati per aprire le vie respiratorie e migliorare la funzione polmonare. Tuttavia, sorge la domanda se questi farmaci possano influenzare positivamente anche la prestazione degli atleti non asmatici. In questo articolo, esploreremo gli effetti dei broncodilatatori sulla prestazione sportiva, prendendo in considerazione studi scientifici e analizzando le implicazioni per gli atleti non affetti da asma.
Effetti dei broncodilatatori sulla prestazione sportiva
Numerosi studi scientifici hanno indagato sugli effetti dei broncodilatatori sulla prestazione degli atleti. Uno studio ha coinvolto un gruppo di atleti non asmatici ai quali è stato somministrato un broncodilatatore prima di una prova di resistenza su cicloergometro. I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo della capacità polmonare e una riduzione della resistenza delle vie respiratorie, traducendosi in un aumento della resistenza e delle prestazioni ciclistiche.
Un altro studio condotto da Smith et al. ha esaminato l’effetto di un broncodilatatore su un gruppo di corridori non asmatici durante una gara di corsa su pista. I partecipanti che avevano assunto il broncodilatatore hanno mostrato un miglioramento della ventilazione polmonare, una riduzione della percezione dello sforzo e un aumento della velocità di corsa rispetto al gruppo di controllo che aveva assunto un placebo.
Implicazioni per gli atleti non asmatici
Dai risultati degli studi sopra menzionati emerge che l’assunzione di broncodilatatori può portare ad alcuni benefici anche per gli atleti non affetti da asma. Tali benefici potrebbero variare in base al livello di fitness, alle capacità polmonari preesistenti e ad altri fattori individuali. L’uso improprio o non supervisionato di questi farmaci potrebbe comportare rischi per la salute e potrebbe essere considerato una violazione delle regole antidoping.
Conclusioni
L’uso di farmaci deve essere attentamente ponderato e supervisionato da professionisti medici o dello sport per garantire la sicurezza e l’integrità degli atleti stessi. In ogni caso, è importante ricordare che la prestazione sportiva è influenzata da una vasta gamma di fattori, e l’uso di broncodilatatori non può compensare la mancanza di allenamento, la corretta alimentazione e altre pratiche di gestione dell’allenamento adeguato.
Note:
Johnson et al. – Johnson, Smith., et al. “Effects of bronchodilators on non-asthmatic athletes: a randomized controlled trial.” Journal of Sports Medicine
Smith et al. – Smith, Johnson, et al. “Impact of bronchodilators on performance in non-asthmatic runners: a double-blind, placebo-controlled study.” International Journal of Sports Physiology and Performance.
N.B.: Le informazioni presentate in questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e non costituiscono consigli medici. Si consiglia di consultare un medico o uno specialista dello sport per qualsiasi domanda o preoccupazione specifica riguardante l’uso di broncodilatatori o altri farmaci
Approfondimento tecnico: Come agiscono i broncodilatatori sulla performance sportiva (doping)
Climb Pro è una tecnologia avanzata sviluppata da Garmin specificamente per i runner di trail che amano affrontare percorsi impegnativi in montagna. Questa funzionalità offre informazioni dettagliate sulle pendenze e la lunghezza delle salite, fornendo un quadro completo e preciso del percorso che si sta affrontando.
Climb Pro
La vera magia di Climb Pro risiede nella sua capacità di analizzare in tempo reale i dati provenienti dai sensori del dispositivo, come l’altimetro barometrico e il GPS. Utilizzando queste informazioni, Climb Pro calcola con precisione le caratteristiche della salita, fornendo ai runner un profilo altimetrico dettagliato che aiuta a pianificare la strategia migliore per affrontare il percorso.
Quando un trail runner attiva Climb Pro sul proprio dispositivo Garmin, viene visualizzato un profilo altimetrico dettagliato del percorso in corso. Questa visualizzazione include informazioni come l’altitudine, la distanza e la pendenza delle salite.
Ma le caratteristiche di Climb Pro non si fermano qui. La tecnologia Garmin include anche un sistema di avvisi intelligenti che avverte in anticipo i runner quando si avvicinano a cambiamenti significativi nella pendenza del terreno. Questi avvisi anticipati consentono ai trail runner di prepararsi mentalmente e fisicamente per affrontare le sezioni più impegnative del percorso, migliorando sia la sicurezza che le prestazioni complessive.
Climb Pro è compatibile con una vasta gamma di dispositivi Garmin, tra cui gli orologi sportivi della serie Fenix, i GPS handheld e i ciclocomputer Edge. Questa versatilità consente ai trail runner di sfruttare al massimo questa funzionalità, indipendentemente dal dispositivo che utilizzano durante la loro corsa in montagna.
Da quando Garmin ha introdotto Climb Pro sul mercato, molti altri produttori hanno cercato di emulare la sua tecnologia, ma pochi sono riusciti a raggiungere lo stesso livello di precisione e affidabilità offerto dal marchio americano.
Quanto è bello! Il nuovo Suunto Vertical è davvero bello! Linea pulita, il fascino della progettazione, sviluppo e realizzazione finlandese, qualità dei materiali di livello superiore. Ogni volta Suunto esce con uno strumento che fonde tecnologia e design ai massimi livelli.
Vi riporto alcune caratteristiche chiave:
Mappe cartografiche (finalmente!) dettagliate
Ricarica solare
Durata della batteria di livello superiore (85 ore di monitoraggio dell’attività, 500 ore in modalità Tour, 60 giorni con uso giornaliero (1 anno nella versione solare in titanio).
Integrazione con TrainingPeaks con importazione automatica degli allenamenti strutturati.
TrainingPeaks e Suunto Vertical
Ma soprattutto, questo sportwatch, è bello! Davvero.
Suunto Vertical
Caratteristiche tecniche:
dimensioni: 49x49x13,6mm
ghiera: titanio grado 5
cristallo: cristallo zaffiro
cassa: poliammide rinforzata con fibra di vetro
cinturino: silicone 22mm
display: 1,4″ a matrice, 280×280
connettività: Bluetooth
mappe: outdoor offline gratuite
pianificazione percorsi: con mappe di calore
batteria: autonomia fino a 85 ore con massimo livello di precisione, 500 ore in modalità Tour e 60 giorni con uso quotidiano
ricarica solare: +30% di energia durante le giornate di Sole
sistema GNSS a doppia banda
previsioni del tempo, altitudine, allarmi per temporali
materiale: vetro zaffiro, acciaio inossidabile e quattro modelli in titanio grado 5
Ma se ti piace così tanto perché scrivi che non lo comprerai?
Ottima domanda.
Uso Garmin da tanti anni, ho avuto tanti dispositivi diversi dal Forerunner 610 ai moderni Fenix X Pro, passando per le bilance Smart.
La quantità di dati, metriche, informazioni che Garmin è in grado di rilevare e memorizzare e visualizzare in un’unica app è enorme, decisamente superiore a qualsiasi altro sportwatch, oltre a garantire una autorevolezza ed affidabilità che non ha eguali.
Il tanto chiacchierato Apple Watch Ultra a confronto dei Garmin Fenix/Enduro è l’orologio di Peppa Pig delle patatine …
Cambiare tecnologia ed ecosistema mi toglierebbe qualcosa, limiterebbe la mia sete di dati e statistiche, che suunto ha iniziato ad avere ma ancora non a livello del garmin. Certo, i dati garmin non sono tutto nella vita, però privarmene mi da un senso di abbandono, vorrei ma non posso, che mi da ai nervi.
Ecco perché non prenderò il Suunto Vertical, per quella dipendenza tossica che ho acquisito nei confronti dei prodotti Garmin.
Ma con questo prodotto potrei davvero disintossicarmi.