Garmin InReach: Iridium vs Skylo. Differenze tecniche, operative e di abbonamento

Il controllo di un dispositivo inReach Iridium tramite Fenix 8 è possibile ed è tecnicamente superiore rispetto all’uso di Fenix 8 Pro con connettività satellitare Skylo integrata.

Il Fenix 8 si associa all’inReach via BT come sensore esterno, come fosse una fascia cardio.

Differenze di rete satellitare

Iridium (inReach esterno)

  • Costellazione LEO globale: copertura 100% del pianeta, poli inclusi.
  • Satelliti dinamici e alti sull’orizzonte: maggiore affidabilità in boschi, valli, canyon e mare aperto.
  • Comunicazione bidirezionale stabile: SOS, messaggi, tracking continuo.
  • Nessuna dipendenza dall’orientamento verso sud o sud-ovest.

Skylo (integrato in Fenix 8 Pro)

  • Satelliti geostazionari: copertura regionale (USA continentali, parte del Canada, gran parte dell’Europa).
  • Satellite basso sull’orizzonte alle alte latitudini: segnale facilmente schermato da ostacoli.
  • Richiede visuale libera verso il satellite per funzionare correttamente.
  • Copertura fino a 50 miglia dalla costa nei paesi supportati.

Differenze di affidabilità operativa

  • Ambienti complessi (montagna, foresta, spedizioni, ultra endurance): Iridium nettamente superiore.
  • Aree aperte e pianeggianti: Skylo utilizzabile, con limiti geografici.
  • Sicurezza/SOS critico: Iridium resta lo standard di riferimento.

Differenze di abbonamento (punto chiave)

Iridium e Skylo richiedono abbonamenti distinti e non intercambiabili.

Abbonamento inReach Iridium

  • Piano Garmin inReach dedicato.
  • Validità globale.
  • Costi generalmente più elevati, giustificati da copertura e affidabilità.
  • Necessario anche se il Fenix è già associato all’inReach.

Abbonamento Skylo

  • Piano separato, specifico per la connettività satellitare integrata nel Fenix 8 Pro.
  • Valido solo nelle aree coperte Skylo.
  • Costi inferiori, con limitazioni operative e geografiche.

Un abbonamento Skylo non abilita Iridium e viceversa.

Implicazioni pratiche di scelta

  • Atleti endurance, guide, spedizioni, sicurezza personale: Fenix 8 + inReach Iridium.
  • Uso occasionale in aree coperte: Fenix 8 Pro con Skylo può essere sufficiente.
  • Affidabilità > costo: Iridium.

Sintesi tecnica

  • Iridium = copertura globale, affidabilità, abbonamento dedicato.
  • Skylo = copertura regionale, maggiore dipendenza dal contesto, abbonamento separato.
  • L’integrazione non elimina la necessità di scegliere rete + piano in base allo scenario reale d’uso.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Garmin Fenix 8 vs Suunto Vertical 2: Quale Sportwatch Scegliere?

Il dilemma Garmin vs Suunto entra nella fase AMOLED. Per gli amanti del trail running la sfida tra Garmin e Suunto si fa sempre più serrata. Da un lato Garmin con il suo solido e pervasivo ecosistema, dall’altro lo spirito spartano ed un’anima fortemente orientata all’outdoor di Suunto.
Dopo un disallineamento sul lato display di circa un anno tra i due dispositivi, ci ritroviamo con due display AMOLED. Ma ora non si tratta più di scegliere display AMOLED sì/no, ma come viene usato.

Premium totale vs outdoor razionale

Garmin Fenix 8: multisport + smartwatch avanzato

Il Fenix 8 è diventato uno smartwatch avanzato a tutti gli effetti. Ora integra un microfono ed un altoparlante (pessimo) per telefonare (sempre tramite collegamento allo smartphone), ascoltare musica, impartire comandi vocali elaborati direttamente all’interno dell’orologio (funzionalità molto comoda ma non sempre precisa), o impartire comandi vocali all’assistente telefonico (Siri/Google).

Suunto Vertical 2: outdoor/endurance con AMOLED LTPO

Il Vertical 2 è uno sportwatch. Ha una durata della batteria TOP, ampio display brillante ed a basso consumo. Ha funzionalità smart, ma limitate alle notifiche ed abbastanza “grezze”. Non vengono riportate le icone delle applicazioni e la grafica è molto minimalista.

Costruzione e dimensioni

Robustezza e portabilità

Il Garmin Fenix 8 51 mm è sempre stato uno sportwatch ingombrante, spigoloso, non adatto a tutti. È piuttosto robusto, con alcuni “ma”. Ne esistono varie versioni: con cristallo Gorilla Glass o Sapphire, con ghiera in titanio o acciaio o in titanio DLC.
Con tanti anni di esperienza sul campo, l’unico Fenix che effettivamente si può definire “robusto” è quello con cristallo in zaffiro (Sapphire) e ghiera rivestita DLC (Diamond Like Carbon). Il Gorilla Glass si riga molto più facilmente di quanto dichiarato, la ghiera in titanio normale si riga solo a guardarla, mentre quella in acciaio è appena più resistente ma nel giro di un anno mostra chiaramente tutti i segni di utilizzo.
I materiali outdoor di eccellenza per avere un Fenix sempre perfetto sono: cristallo in zaffiro e titanio con rivestimento DLC.

Un problema che aveva il Fenix 7X Pro era la tenuta stagna dei pulsanti, che nel nuoto “pesante” potevano avere problemi di infiltrazioni. Mi è capitato di dover mandare il mio in assistenza due volte. Il Fenix 8 ha introdotto un nuovo tipo di pulsanti, non meccanici ma induttivi: reagiscono tramite un sensore magnetico alla pressione. In questo modo riescono ad essere completamente ermetici.

Il Suunto Vertical 2 è leggermente più compatto (49 mm), dalle forme più discrete e lineari, orientato al multi-day e, per me, molto più bello esteticamente del Fenix. Tutti i Vertical 2 hanno un cristallo in zaffiro, con la possibilità di scegliere la ghiera in titanio o acciaio (consiglio vivamente il titanio per la leggerezza). Ha i tipici tre pulsanti sul lato destro senza corona (come invece ha il Race 2). È studiato per essere pratico e comodo da utilizzare in tutte le condizioni.

Entrambi integrano una torcia LED. Quella del Fenix è leggermente più luminosa, ma più semplice da attivare e disattivare.

Display

AMOLED vs AMOLED LTPO

Il Fenix 8 51 mm ha una cassa grande, ma il display è quello del 47 mm (1,4”). Questo lo rende (secondo me) brutto. C’è troppo spazio vuoto tra il display ed il bordo della ghiera. Inoltre utilizza un display AMOLED tradizionale (non LTPO) e questo lo rende estremamente energivoro. Scordatevi l’autonomia a cui vi ha abituato il Fenix e non credete alle falsissime specifiche tecniche riportate sul sito Garmin.
Per risparmiare batteria Garmin ha impostato una regolazione automatica della luminosità non modificabile e questo a volte rende il display illeggibile.
Dal display AMOLED, una volta provato, non si torna più indietro, ma nel Fenix non è tutto oro quel che luccica.

Il Suunto Vertical 2 ha un display AMOLED LTPO molto più efficiente e luminoso di quello Garmin, oltre ad essere più grande (1,5”). Il display LTPO permette di adattare la frequenza di refresh in base alle reali condizioni di utilizzo, risparmiando molta batteria. I colori sono molto brillanti e la qualità del display è visivamente superiore.
Non ha una luminosità automatica, ma è possibile scegliere tra tre modalità: bassa, media, alta. La modalità “media” è adatta a tutti gli utilizzi. Per ottimizzare ulteriormente la durata della batteria è possibile disabilitare l’AOD (Always On Display) anche durante le attività, impostando l’attivazione del display con il gesto (rotazione del polso) o la pressione di un pulsante.

Autonomia reale

Il vero punto di rottura

Il Fenix 8 AMOLED 51 mm è troppo energivoro. Chi viene dai modelli precedenti rimarrà molto deluso. Ti ritroverai presto a fare attenzione ad attivare il display solo per leggere le informazioni, per non consumare batteria.
L’attivazione del LiveTrack inoltre dà il colpo di grazia all’autonomia dello sportwatch. Ne sconsiglio l’uso. Utilizzate un InReach separato.

Il Suunto Vertical 2 si dimostra ancora una volta al top come ottimizzazione dei consumi anche con il display AMOLED. Ha la possibilità di disattivare il display durante le attività, utilizzare il “risveglio” a basso consumo con la rotazione del polso, non ha speaker e microfoni da alimentare e, a massima precisione GPS in modalità multiband, si comporta come un Fenix con display MIP.

GPS e navigazione

Precisione simile, esperienza diversa

Sono entrambi GNSS multibanda.

Il Garmin Fenix 8 51 mm ha le mappe già precaricate, ma è necessario effettuare un aggiornamento (che impiega qualche ora). Le mappe TopoActive sono molto dettagliate, con nomi dei sentieri, delle vie e linee di livello. Tuttavia sono lente, lentissime da scorrere, nulla a che vedere con i modelli precedenti con display MIP. Inoltre non visualizzano i laghi a certi livelli di zoom utili alla navigazione, cosa che trovo abbastanza senza senso.
Garmin offre però una funzione di navigazione molto avanzata che permette di creare e ricalcolare percorsi in tempo reale come Google Maps direttamente sull’orologio, in base al tipo di tracciato (piedi, bici, auto, ecc.). Una funzionalità molto comoda che migliora la sicurezza.
L’utilizzo costante di mappa e navigazione non incide molto sul consumo di batteria, già elevato di base. Il GPS è sempre molto preciso.

Il Suunto Vertical 2 ha una navigazione essenziale ma affidabile, con GPS molto preciso. Le mappe sono chiare e, anche se meno dettagliate delle TopoActive, risultano più leggibili. Sono inoltre velocissime da scorrere, senza lag o blocchi del display.
Non sono presenti i nomi delle vie e dei sentieri, ma c’è il turn-by-turn (come su Garmin) e la possibilità di impostare viewpoint sul percorso.
Non permette il ricalcolo dei percorsi direttamente dall’orologio: per farlo è necessario utilizzare l’app Suunto, fatta molto bene e che uso anche per creare i tracciati poi caricati sul Fenix.

Sensori e affidabilità

Dati vs solidità

Garmin Fenix è sempre stato al top nella sensoristica per il monitoraggio della salute: sonno, recupero HRV, RHR, training readiness, ecc. I sensori HR sono molto precisi nel monitoraggio h24, leggermente meno durante l’attività sportiva, ma è normale.
Garmin ha una piena integrazione con TrainingPeaks per i dati di salute, rendendolo perfetto per il coaching su quella piattaforma. Con un unico device controlli allenamenti, recupero e stato di salute.

Suunto Vertical 2 integra tutti i sistemi di monitoraggio della salute più comuni: qualità del sonno, HRV, ossigenazione del sangue, RHR, ecc. I dati sono riportati in modo chiaro sulla sua app per un’analisi precisa del recupero e delle condizioni di salute.
Il sensore HR è molto valido e preciso, anche se il primo Vertical 2 che ho avuto ho dovuto mandarlo in assistenza per un problema hardware. Confrontando i dati di salute di Suunto Vertical 2 con Whoop 5 e Fenix 8, trovo una corrispondenza molto allineata tra Suunto e Whoop, mentre il Fenix presenta spesso dati molto diversi dagli altri due.
Suunto però non esporta i dati di salute su TrainingPeaks, quindi come coach si dispone di un dato parziale se non si utilizza un altro strumento come Whoop.

Allenamento e carico

Coach-centrico vs atleta-centrico

Garmin inonda l’utente di dati: training readiness, endurance score, hill score, VO2max per ciclismo, corsa e trail, body battery, ecc. Spesso difficili da interpretare per il runner medio, ma interessantissimi per il runner nerd. Una frase riassume bene il concetto: “Garmin si prende cura di te”.
Il punto di forza del Fenix è la personalizzazione estrema dei campi dati durante l’allenamento, anche a sessione in corso direttamente dall’orologio. È possibile visualizzare dati numerici, grafici a linea e a barre. È il top della personalizzazione.
La gestione degli allenamenti è semplice e intuitiva, sia con Garmin Coach che con TrainingPeaks.

Suunto utilizza di base le metriche di TrainingPeaks (CTL, TSS, TSB, ecc.). Il monitoraggio degli allenamenti e del miglioramento dello stato di fitness è semplice e chiaro. Permette un accurato controllo del recupero con i parametri classici di carico, qualità del sonno, battiti a riposo, body battery, ecc.
Ha molti meno dati di Garmin, ma sono facilmente leggibili e interpretabili anche da utenti meno esperti. Per un atleta che vuole monitorare progressi e stato generale di salute è più che sufficiente.
La gestione degli allenamenti è però ancora troppo spartana: personalizzazione limitata delle schermate, impossibilità di modificare i campi dati direttamente dall’orologio, e incoerenze tra sport (ad esempio la potenza di corsa visibile nella corsa normale ma non nella corsa indoor). Questo è da sempre un limite inspiegabile di Suunto.

Ecosistema software

Connect vs Suunto App

Garmin Connect offre una quantità enorme di informazioni con un livello di dettaglio elevatissimo, con il rischio di over-analysis. Inutile per il runner medio, estremamente completa per l’utente avanzato. L’app è un po’ macchinosa e non integra tutte le funzioni disponibili nella versione web.
Permette di collegare infiniti dispositivi: nel mio caso Fenix 8, Edge 540, bilancia Index Smart e altri dispositivi in prova. I dati non vengono duplicati e la gestione dell’ecosistema è solida.

Suunto App è semplice, lineare ed essenziale. Non manca nulla. Il punto di forza è la gestione e creazione dei percorsi, che utilizzo anche per Garmin. Tuttavia non permette di collegare più dispositivi contemporaneamente. Probabilmente perché Suunto non ha un ecosistema ampio come Garmin, ma trovo questa limitazione anacronistica.

A chi sono destinati

Scelta guidata dal contesto

Il Fenix 8 51 mm AMOLED è rivolto ad atleti nerd, “Garmin addicted”, che non vogliono rinunciare alla continuità delle statistiche del proprio ecosistema. Racchiude in un solo device sportwatch, smartwatch, activity tracker completo, monitoraggio della salute e piena compatibilità con i software di coaching.

Il Suunto Vertical 2 è lo strumento ideale per il runner puro, che non ha bisogno di orpelli e cerca uno strumento affidabile, reattivo, bello, robusto, con informazioni chiare su allenamento, recupero e salute. È uno sportwatch, non uno smartwatch.

Il dilemma non è la qualità

Il Fenix 8 è un orologio completo e molto costoso. Rappresenta il top dello sviluppo nel campo degli sportwatch evoluti, ma è complesso e con una batteria inefficiente. Un punto di forza rimane la rilevazione degli incidenti con invio di messaggi di emergenza e traccia del percorso di recupero (che funziona molto bene perché ho avuto la sfortuna di doverlo utilizzare).

Il Suunto Vertical 2 è uno sportwatch completo con un prezzo circa la metà di un Fenix 8 51 mm AMOLED, consumi super efficienti e un bellissimo pannello AMOLED grande, luminoso ed efficiente.

Se utilizzi altri dispositivi Garmin (ad esempio per la bici) puoi allineare i dati delle attività con app come RunGap per avere i tuoi allenamenti sia su Garmin Connect che su Suunto App, ma non puoi allineare i dati di salute tra i due dispositivi.

Link Amazon:

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Suunto Vertical vs Garmin Fenix: la sfida degli orologi sportivi per il running e outdoor

Nell’ambito degli orologi sportivi per il running e l’outdoor, due marchi di punta si contendono l’attenzione degli appassionati: Suunto Vertical e Garmin Fenix. Dopo un rigoroso test della durata di quasi tre settimane, siamo pronti a fornire una valutazione dettagliata delle caratteristiche e delle prestazioni di entrambi i modelli, al fine di aiutare i runner e gli amanti delle attività all’aperto a fare la scelta giusta.

Mappe: Suunto Vertical all’altezza dei concorrenti

Una delle novità più interessanti introdotte da Suunto Vertical è la presenza delle mappe cartografiche, una caratteristica imprescindibile per un orologio sportivo dedicato all’outdoor. Sebbene non siano precaricate e richiedano il download tramite l’app e la connessione Wi-Fi, le mappe si sono rivelate dettagliate e offrono diverse opzioni di visualizzazione, comprese le linee di quota. L’aspetto visivo è molto gradevole e soddisfacente.

Navigazione: qualche limite rispetto a Garmin

La navigazione e la creazione degli itinerari su Suunto Vertical devono essere impostate tramite l’app e non prevedono ricalcoli automatici come quelli offerti dai navigatori Garmin. Durante il test, si sono verificati alcuni crash del sistema, che hanno richiesto la reimpostazione delle impostazioni da zero. Inoltre, l’anteprima dell’itinerario riguarda solo la traccia senza sovrapporla alla mappa cartografica.

Funzionalità SuuntoPlus: estensioni utili ma con alcune limitazioni

Le app SuuntoPlus consentono di ampliare le funzionalità dell’orologio, ma durante il test si sono rivelate utili principalmente per i campi dati e gli allenamenti su TrainingPeaks. Purtroppo, la funzionalità SuuntoPlus CLIMB, che ci si aspettava fosse simile a ClimbPro di Garmin, si è rivelata deludente, fornendo solo informazioni di base sulla salita senza indicare quanto ne rimane. Inoltre, è possibile utilizzare solo due funzionalità SuuntoPlus contemporaneamente.

Display ed interfaccia: buona qualità ma con alcune pecche

Suunto Vertical offre un display di dimensioni generose e ottima risoluzione, tuttavia, mancano le emoji e le librerie grafiche per visualizzare le icone nelle funzionalità smartwatch. Durante il test, si sono verificati alcuni blocchi e riavvii, rendendo l’interfaccia un po’ pesante da utilizzare.

Sensore cardio: un aspetto da migliorare

La precisione della lettura del sensore cardio su Suunto Vertical si è rivelata imprecisa durante le attività sportive e nel monitoraggio continuo. Al contrario, il Garmin Fenix si è dimostrato molto preciso nel monitoraggio continuo della frequenza cardiaca. Tuttavia, va notato che la lettura della saturazione notturna su Suunto Vertical è risultata precisa, a differenza del Garmin.

Funzionalità sportive: analisi dettagliata delle modalità

Modalità nuoto: acque libere e piscina

Durante il test, il GPS in acque libere su Suunto Vertical ha deluso le aspettative, con difficoltà a creare una traccia precisa. La guida dice di attendere qualche minuto prima di iniziare a nuotare per completare il fix dei satelliti ma nella mia prova non è servito a molto.

Il GPS non prende in acqua quindi viene presa la posizione solo quando il polso è in emersione durante la bracciata. Il garmin, con difficoltà, riesce a creare una traccia discesa. Il suunto no.

La lettura della frequenza cardiaca in acqua è stata anch’essa scarsa. Tuttavia, l’utilizzo nella modalità piscina è stato soddisfacente, sebbene manchi la visualizzazione del tempo di recupero e la pausa automatica quando ci si ferma possa risultare fastidiosa. Per la visualizzazione del tempo di recupero si può usare una SuuntoApp specifica per il nuoto.

È importante notare che il tasto LAP viene utilizzato solo per distinguere i lavori, ad esempio quando si eseguono serie di allenamenti diversi.

Corsa: trail e su strada

Nelle modalità trail e corsa su strada, il GPS di Suunto Vertical si è comportato bene, fornendo una tracciatura accurata del percorso. Tuttavia, la lettura della frequenza cardiaca al polso è risultata inutilizzabile durante l’attività sportiva. Per quanto riguarda la misurazione della potenza, Suunto Vertical si è dimostrato molto simile alle letture del sensore Stryd, con un valore leggermente più alto ma comunque affidabile.

Sul Suunto Vertical a potenza è nativa e non è necessario utilizzare le app dedicate Stryd. Per usare Stryd si deve utilizzare l’accoppiamento “Power POD”.

Bici da strada e MTB

Suunto Vertical ha offerto una buona precisione del GPS sia per le bici da strada che per le MTB. È interessante notare che, durante il test, si è ottenuta una lettura abbastanza precisa della frequenza cardiaca al polso.

È importante tenere presente che la funzionalità di controllo dello Smart Trainer, presente su Garmin, manca su Suunto Vertical, poiché non è focalizzato sulle attività indoor.

Triathlon: funzionalità standard e limitazioni

La funzionalità standard del triathlon su Suunto Vertical si è rivelata semplice e comoda. Tuttavia, la visualizzazione dei campi e delle schermate è rigida e non può essere personalizzata. È possibile scegliere se visualizzare la potenza o la semplice velocità nella schermata dedicata alla bici, ma non è possibile apportare ulteriori modifiche.

Integrazione con TrainingPeaks

Suunto Vertical offre un’ottima integrazione con TrainingPeaks, consentendo di caricare e seguire gli allenamenti pianificati. Tuttavia, durante il test, si sono verificati alcuni problemi quando c’erano più allenamenti pianificati in una singola disciplina, con l’orologio che riconosceva solo un allenamento. È stato necessario utilizzare le funzionalità “SuuntoPlus” sull’orologio per selezionare l’allenamento corretto tra quelli pianificati. Inoltre, l’orologio non notifica con un allarme (suono o vibrazione) se si supera la zona di allenamento prevista, richiedendo un’attenta supervisione del display.

Batteria

Suunto Vertical si è dimostrato all’altezza delle aspettative per quanto riguarda la durata della batteria, offrendo un’autonomia eccellente. Il cavo di ricarica è stato apprezzato per la sua intelligenza.

Monitoraggio quotidiano: passi, recupero e sonno

Suunto Vertical offre un obiettivo fisso per il conteggio dei passi giornalieri, senza adattarsi dinamicamente. Non tiene traccia dei piani saliti durante la giornata. Tuttavia, il grafico del recupero è ben realizzato e attendibile. Il monitoraggio del sonno è accurato, e al risveglio vengono forniti un riepilogo dei dati e un’analisi dettagliata.

App Suunto

Per quanto riguarda l’app dedicata, sebbene abbia una completezza di funzionalità, il design risulta poco ordinato e la navigazione dei dati può risultare difficile. È importante notare che i dati dell’app non vengono aggiornati in tempo reale, ma presentano un ritardo di circa 10 minuti rispetto alle misurazioni effettuate dall’orologio stesso.

Conclusioni

La scelta tra Suunto Vertical e Garmin Fenix dipenderà dalle esigenze individuali del runner. Entrambi i modelli offrono caratteristiche interessanti, ma è importante valutare attentamente le proprie priorità e preferenze prima di prendere una decisione visti i prezzi.

Il Suunto è molto semplice e spartano nelle funzionalità offerte. Tuttavia continua ad essere 10 passi avanti in termini di design rispetto a garmin.

Nonostante il mio giudizio generale di Suunto Vertical sia positivo, avrei preferito trovare un sensore cardio più preciso ed una maggior flessibilità nel gestire le schermate dati nelle attività.

Avendo uno Smart Trainer interattivo avrei preferito che l’orologio fosse in grado di comandarlo senza dover per forza attivare un abbonamento come Zwift.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Come funziona un percorso di preparazione atletica con un allenatore?

Allenarsi con un allenatore? Vi descrivo il protocollo che utilizzo da anni ed acquisito da Trail Running Sport Academy.

Colloquio

Si parte da un colloquio generale dove viene chiesta la storia sportiva dell’atleta o aspirante atleta, come si allena di solito, quali sono i suoi impegni professionali e famigliari, la conformazione del territorio in cui vive, il tempo che ha a disposizione per gli allenamenti e gli obiettivi che vorrebbe raggiungere con la preparazione.

Questionari

Dopo il colloquio è richiesta la compilazione di alcuni questionari per delineare al meglio il profilo sportivo:

  • Un questionario generale, che comprende anche le abitudini alimentari ed extrasportive
  • questionario antropometrico per la traccia di altezza, perso, diametri e circoferenze corporee
  • questionario sullo stato di salute, infortuni presenti e passati
  • questionario sulle attrezzature a disposizione per il potenziamanto

Creazione del profilo atleta

Una volta raccolte tutte le informazioni e viene delineato il profilo dell’atleta, si procede con:

  • attivazione del profilo atleta su un’app dedicata alla preparazione atletica, con il monitoraggio dello stato generale, peso, misure, infortuni, e gli esercizi di potenziamento con calendario, descrizione e video per la corretta esecuzione
  • creazione del profilo TrainingPeaks
  • definizione del calendario generale degli obiettivi

Protocollo di TEST

Con il protocollo di test si entra nel vivo della preparazione atletica. In questa fase si analizza la tecnica di corsa dell’atleta e si individuano i parametri allenanti su potenza aerobica, velocità e frequenza cardiaca di soglia anaerobica, resistenza all’intensità, etc.

Avvio della preparazione

Alla fine delle attività di analisi e test viene definita la prima programmazione generale, sulla base degli obiettivi, con la periodizzazione personalizzata.
Viene definito il protocollo di potenziamento che può essere generale, specifico, e/o correttivo.
La personalizzazione tiene conto degli impegni famigliari, lavorativi, di studio, gli infortuni, l’età, i precedenti sportivi, le eventuali altre attività motorie, eventuali malattie metaboliche, eccetera.

Monitoraggio

Con l’avvio della preparazione inizia anche il monitoraggio degli allenamenti. Nella fase iniziale il monitoraggio è fondamentale per capire come risponde il fisico e come viene percepita l’intensità. Questo non viene fatto solo con TrainingPeaks ma anche grazie allo scambio puntuale dei feedback su WhatsApp.

Formazione

Non solo allenamento ma anche formazione sull’Academy relativamente a teoria e metodologia dell’allenamento per creare la necessaria consapevolezza sul perché vengono fatti particolari allenamenti come ripetute, corsa lenta, eccetera.
Oltre all’Academy è presente un’area riservata al TrainingCenter per le informazioni generali sugli allenamenti, video degli esercizi, ed informazioni sulle attività.

Come funziona il Coaching On-Line

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Garmin Fenix 6X: dislivello errato nei percorsi GPX

Quanti di voi hanno caricato un percorso da file GPX su Garmin Connect WEB per trasferirlo sul Fenix tramite l’app, trovandosi dislivelli completamente sbagliati e tracce piene di errori?

Mi è capitato diverse volte ma non ho badato più di tanto al problema, se non fosse che nell’ultima gara ho dovuto caricare la traccia al volo per ritrovare il percorso, con conseguente blocco del Garmin ed attesa di 15′ fermo nel nulla prima di riuscire a fare il reset.

Oggi, caricando la traccia della Lavaredo UItra Trail, mi sono trovato con lo stesso problema sul dislivello ma… utilizzando un Fenix diverso!

  1. Traccia da 100km +4600m: carico il file su Garmin Connect WEB che corregge il dislivello a 3300 (ok ci sta). Ma una volta trasferita la traccia sul Fenix 5X il dislivello diventa di 16000 metri.
  2. Traccia da 120km +5600: carico il file su Garmin Connect WEB che corregge il dislivello a 5200 (ci sta). Ma una volta caricata la traccia sul Fenix 6X Pro il dislivello diventa 17000 metri. Di conseguenza si sballano tutte le statistiche su salite, discese, forse anche pacepro.

Sembra che il problema sia dovuto alla conversione del file GPX tramite trasferimento bluetooth. Un BUG che Garmin si trascina da qualche anno, almeno leggendo sui vari forum.

Stanco di ritrovarmi tracce non affidabili, ho fatto un paio di test per capire come aggirare il problema.

Dopo vari test, ho visto che il problema è nel trasferimento OTA (On The Air, tramite il Bluetooth) del GPX dall’App Garmin Connect Mobile al Fenix. Non so cosa accade nella conversione del file ma un percorso con +5756m di dislivello diventa lo stesso percorso ma con +16659m.

Lo stesso file trasferito collegando il garmin al Mac viene convertito correttamente mantenendo il dislivello corretto (5639m probabilmente facendo alcune approssimazioni). 

I passaggi del TEST e soluzione

1. Download della traccia GPX ufficiale della Lavaredo Ultra Trail 120km

2. Caricamento della traccia su Strava per la verifica dei dati

Traccia GPX scaricata dal sito ufficiale e caricata su Strava

3. Download della traccia Strava e upload come nuovo percorso su Garmin Connect WEB

Percorso Caricato su Garmin Connect

4. Dall’App Garmin Connect su iPhone: invio del percorso su Fenix 6X e sincronizzazione

Invio del nuovo percorso sul Fenix tramite bluetooth

5: risultato:

Traccia GPX caricata dall’App Garmin Connect Mobile

7. La stessa traccia trasferita sul Fenix tramite cavetto USB (copiando il GPX nella cartella NewFile del Garmin):

ATTENZIONE: il Fenix 6x non viene più rilevato come drive USB come avveniva con il 5x, ma dovete utilizzare l’applicazione Android File Tranfer

Pannello solare portatile da backpacking e piccolo impianto da campobase o campeggio

Ecco finalmente la recensione del mio primo pannello solare portatile da backpacking.

Devo dire che sono molto soddisfatto dell’acquisto, utilissimo per ricaricare cellulari, GPS, GoPro, lampade, eccetera. Si perché nelle uscite di più giorni in natura ho sempre l’ansia di non avere abbastanza batterie per ricaricare i dispositivi elettronici e questo non mi fa stare tranquillo.

In fondo all’articolo (dopo la galleria immagini) trovate una mini guida per crearvi un mini impianto fotovoltaico da campo base e/o campeggio con tensione di uscita a 220v

Il pannello è un BigBlue da 28W (4 pannelli da 7W) modello HT-B401A.

Dimensioni:

  • lunghezza 79 cm (aperto) – 17 cm (chiuso)
  • larghezza 28 cm
  • spessore: 3,5 cm (da chiuso)
  • peso: 600g

Nella confezione trovate 4 comodi moschettoni d’alluminio per fissare il pannello allo zaino. 

Prestazioni

Attaccato allo zaino, ricarica completamente un battery bank da 20000mA in una giornata con una intensità di 2,2A (che dipende dalla capacità di carica della batteria). La corrente di picco “di targa” è di 4A.

Il pannello dispone di 2 prese USB e di un amperometro digitale con regolatore di tensione.

Scheda tecnica:

  • Uscita: 5v
  • Ampere (max): 4A
  • Watt: 28w

Conclusioni

E’ uno dei migliori acquisti che abbia mai fatto! E’ un po’ pesante (circa 600g) ma è di buona fattura, impermeabile, richiudibile e facilmente trasportabile e con buone prestazioni.

Di seguito trovate i link amazon:

E un impianto fotovoltaico da campo base o da campeggio?

Se avete bisogno di più energia per alimentare o ricaricare piccoli elettrodomestici o computer, router wifi, eccetera, vi propongo questa ricetta che sto realizzando a casa mia.

Cosa serve:

  • pannello solare
  • regolatore di tensione
  • batteria di accumulo (quella della moto/macchina)
  • inverter 12Vcc -> 220Vac 50Hz
  • un po’ di cavi
  • una ciabatta

Costo totale: 100 – 150 euro

Come funziona

  1. Il pannello solare produce energia elettrica
  2. il regolatore di tensione riceve l’elettricità dal pannello, la “regola”, e la rende disponibile per caricare la batteria di accumulo e per l’utilizzo diretto per dispositivi a 12V.
  3. la batteria di accumulo è quella che effettivamente fornisce l’energia ai dispositivi collegati perché mantiene la tensione costante.
  4. l’inverter trasfroma la corrente continua che arriva dal pannello/batteria in corrente alternata a 220v 50Hz (quella che abbiamo nelle prese in casa)
  5. la ciabatta la colleghi all’inverter per avere un po’ di prese elettriche da utilizzare.

Nota sugli inverter

Non tutti gli inverter sono uguali! Sul mercato trovate quelli ad onda quadra, ad onda modificata, ad onda sinusoidale pura. Non spaventatevi, vi spiego velocemente le differenza.

  • Onda quadra: sono i più economici. Vanno bene per l’illuminazione e ma non fanno per niente d’accordo con l’elettronica di telefoni, pc, motori elettrici.
  • Onda modificata: sono un po’ più versatili e costosi dei precedenti, ma anche questi potrebbero dare problemi a dispositivi elettronici avanzati (come iphone o pc portatili di alta fascia).
  • Onda sinusoidale pura: riproducono la stessa elettricità che abbiamo a casa e quindi sono perfettamente compatibili con PC, laptop, telefoni, televisori, radio, eccetera. Sono ovviamente un po’ più costosi ma sono quelli che mi porterei in un campeggio/campo base.

Un po’ di link

Questo è il KIT pannello solare + regolatore di tensione da 40A con pannello da 20W e regolatore di tensione compatibile SOLO con batterie al piombo.

Se volete un regolatore di tensione per batterie al litio io ho preso questo: Regolatore di carica solare intelligente PWM

Se vi interessa il pannello solare da 100W: ECO-WORTHY Pannello solare monocristallino da 100 watt 12 volt 

Nota: Il regolare di tensione è l’oggetto più importante insieme al pannello solare.

L’inverter è il dispositivo che trasforma la corrente continua da 12v a corrente alternata a 220v per essere utilizzata dai dispositivi elettrici domestici.

ATTENZIONE : questi componenti sono VERY CHEAP (molto economici) e possono andare benissimo per l’elettronica di casa o come autoproduzione di energia per il campeggio.

Per utilizzi più “importanti” si sale di prezzo, ma nemmeno più di tanto.

Test: tapis roulant Vs tappeto magnetico

Ieri ho fatto un piccolo test confrontando le sensazioni e la frequenza cardiaca correndo sul tappeto magnetico toorx (quello a banana) e poi sul classico tapis roulant (Technogym).

Il metodo di confronto

Tappeto magnetico

Ho impostato il livello di difficolta a zero ed ho corso per 20’ cercando di mantenere la velocità (circa 10km/h) a frequenza cardiaca costante, incorporando in questa fase il riscaldamento.
Dopo i primi 10’ la FC si è stabilizzata tra 143 e 145 bpm.

Tapis roulant

Ho impostato la velocità a 10km/h monitorando la frequenza cardiaca, aumentando l’inclinazione di 0,5% ogni 3 minuti finché non ho raggiunto i 143-145 bpm.

Risultato

Il test ha individuato una sorta di “sforzo equivalente” tra tappeto magnetico e tapis roulant utilizzando una inclinazione del 2% su quest’ultimo.

Note

Devo comunque sottolineare che sono strumenti molto diversi tra loro come coinvolgimento muscolare, tecnica, impatto articolare.

Il tappeto magnetico ha una “rotondità” di spinta dove non solo il quadricipite, ma anche ischiocrurali e glutei hanno parte molto attiva perché senza la spinta nell’ultima fase di corsa il tappeto si ferma. Il gesto della corsa quindi diventa tecnico, armonico, completo, e lo si ritrova poi nella corsa all’aperto.
Per quanto riguarda l’impatto articolare, devo dire che la prima cosa che ho notato è stata la rigidità del tapis roulant, che mi ha dato parecchio fastidio nei primi minuti. Il tappeto magnetico, con la sua forma a banana, accompagna il piede nella fase di appoggio, limitando molto il trauma dell’impatto.

Conclusioni

Sono due strumenti diversi tra loro, alternativi più che complementari.
Il tappeto magnetico permette una corsa naturale nella gestione velocità e questo da la possibilità di fare variazioni, ripetute, fartlek, ma non solo. Permette di simulare le spinte su slitta allenando la corsa/camminata in salita. Inoltre permette di fare i “running skills “ come skip, corsa calciata, balzi, allunghi, etc.
Non è uno strumento facile da approcciare per i principianti della corsa, ed ha bisogno di un breve periodo di apprendimento (per imparare a dosare la forza senza andare subito in affanno).
Il tapis roulant dalla sua invece permette di allenarsi a velocità costante lasciandoci “trasportare”, cosa molto utile per i lunghi allenamenti in salita e nelle sessioni che richiedono, appunto, una velocità costante.

Il test su strava: https://www.strava.com/activities/3017006410

Vuoi raggiungere un obiettivo agonistico che sia FINISHER o il PODIO, o più semplicemente iniziare a correre? Guarda i miei programmi di Preparazione Atletica e contattami per un colloquio preliminare.

Recensione bastoni N&WCurve

Vedere tanti atleti elite utilizzare questi attrezzi mi ha invogliato a provarli, così ho deciso di dirottare il mio “budget bastoni” dagli ottimi Leki Micro Trail Pro (visto che i miei attuali sono ormai a fine vita) a questi N&WCurve, nonostante gli ultimi costino quasi 30 euro in più (con le bretelle).

Quindi ad agosto ho acquistato un paio di N&WCurve in alluminio. Ho seguito scrupolosamente le istruzioni per la misura e mi sono attenuto ai consigli del libretto ricevuto con i bastoni. Ho fatto molte prove ed esercizi in diverse condizioni, su terreni e pendenze differenti per prepararmi al meglio ad utilizzarli al Tot Dret di settembre 2018:

  • 60km su terreno “facile” con pendenze tra il 10% ed il 20%
  • 80km su terreno montano con parecchia pietra e pendenze tra il 15% ed il 35%
  • 50km su terreno facile abbastanza pianeggiante

Infine 92 km di gara al Tot Dret, per un totale di 282km.

Ad ogni km ho cercato di trovare il giusto feeling che però non è mai arrivato. Poco scarico delle gambe e quasi ininfluente la spinta della parte superiore del corpo, che si concentra sui tricipiti delle braccia (un po’ troppo piccoli per compensare le gambe), non sfruttando i grandi dorsali che verrebbero invece sollecitati con un bastone più lungo migliorando l’efficienza della spinta.

I bastoni corti alla fine sfruttano solo la spinta delle braccia tralasciando tutto il resto della muscolatura della parte superiore del corpo che, in una gara di ultra trail, diventa uno spreco esagerato di energia potenziale.

Affaticano molto la schiena

Nei video tutorial https://youtu.be/7g3HD2g_xOk viene spiegato che l’utilizzo migliore in salita è quello con il bastone molto in avanti e la schiena piegata per migliorare la spinta, mentre l’utilizzo molto vicino al corpo (schiena dritta e spinta quasi perpendicolare al terreno) è scorretto. Ecco, vi sfido a stare per una decina (o decine) di ore con la schiena flessa in avanti. A fine gara vi buttano nell’umido. Diventa efficace, invece, utilizzare i bastoni molto vicini al corpo, con la schiena dritta. Efficace si, ma molto più faticoso rispetto ai bastoni normali.

Bretelle

Molto comode se molto magri e filiformi, un po’ meno se si è alti 1,85m con uno zaino (vest) sulle spalle. La misura standard è limitante perché non si possono allungare e rischiano di essere così strette da togliere il fiato. Per 15 euro di fascia elastica avrei preferito avere almeno 20 cm di tolleranza in più senza doverle modificare artigianalmente.

Lacciolo

Abituato ai guantini Leki è difficile trovare un feeling con un lacciolo che si allenta di continuo, che non tiene la regolazione e di arrotola di continuo.

Conclusioni

Probabilmente avrei dovuto prendere i bastoni regolabili e solo dopo aver trovato la giusta misura orientarmi verso i bastoni fissi, ma è anche vero che spendere 130 euro solo per misurarmi è un po’ una follia. Rispetto alle misure calcolate secondo il metodo riportato sul sito, ritengo che la misura adatta per me sia di almeno 4 cm in più per migliorare l’efficienza di spinta. Bella e comoda la forma, ma la lunghezza è tutta da rivedere.

Per questo ho contattato il produttore chiedendo se era possibile modificarli, ma a distanza di qualche settimana non ho ricevuto alcuna risposta.

Aspettiamo…

Le foto non sono per far vedere il mio bellissimo primo piano, ma per dimostrare che li ho usati in ogni situazione.

ASICS RoadHawk FF

Sto usando da qualche decina di chilometri le nuove Asics RoadHawk FF per gli allenamenti veloci. Vi riporto di seguito le mie sensazioni ed un po’ po’ di informazioni tecniche.

Si tratta di scarpe abbastanza leggere (245g) con drop di 8mm, suola in FlyteFoam, reattive e studiate per la corsa veloce (appoggio in mesopiede/avampiede).

E’ una calzatura spartana se confrontata con l’ammiraglia Nimbus (che pesa pure 60g in più), ma nella tradizione Asics si tratta di una scarpa di pari livello delle top di gamma di altre case. Il confronto mi viene naturale con le Altra Torin, che sono molto simili come ammortizzazione, peso e reattività, ma le RoadHawk le trovi a 60 euro mentre le Torin non sotto i 100. E comunque tra le due devo dire che preferisco le Asics.

La tomaia è in rete Jaquard elastica, molto morbida ed avvolgente. All’interno è rivestita da un tessuto senza cuciture simile ad una calza. Il piede risulta ben saldo senza spazi vuoti, tutt’uno con la scarpa. Le prime volte che si indossano risulteranno strette ed un po’ costrittive, ma è normale per scarpe nuove. Nel giro di una ventina di chilometri si saranno adattate perfettamente al piede.

La suola in FlyteFoam è interessante: non troppo secca, molto reattiva e leggera. Il battistrada, giustamente, solo dove serve e con un ottimo grip su bagnato e strisce pedonali 🙂

Visto il prezzo le consiglio vivamente per tutti gli allenamenti veloci su strada, compresi i medi e gare fino alla mezza maratona (probabilmente ci si può fare anche una maratona ma non le ho provate su quella distanza).

La valutazione generale è molto positiva, consigliatissime!

Abbigliamento tecnico: Odlo Evolution Warm Baselayer

Il cielo terso delle domeniche invernali, quando tira la gelida tramontana, offre dei panorami da togliere il fiato. Dai Castelli Romani è possibile vedere tutta Roma, i Monti Cimini, i Monti della Tolfa, fino all’Argentario e oltre. In alcune occasioni si riescono a scorgere i profili di Sardegna e Isola d’Elba.

Ma è proprio in queste giornate gelide, con la colonnina del termometro che va sotto lo zero, che bisogna fare attenzione al l’abbigliamento per non trasformare una bella corsa nell’anticamera di un bel raffreddore.

Ho avuto modo di provare, con grande soddisfazione, la maglia Evolution Warm Baselayer Shirt della Odlo.

SI tratta di un primo strato termico, in fibra molto aderente, studiata per temperature tra i -25° ed i 15° Celsius, a seconda che venga usata durante la corsa o da fermo. Per quanto mi riguarda, tra gli 0° ed gli 8°, aggiungendo un leggero antivento è l’ideale per correre i lunghi su percorsi trail, con ritmi che vanno dal lento al medio veloce.

La maglia usa la tecnologia “seamless”, senza cuciture evitando così possibili sfregamenti o fastidiose compressioni. E’ leggerissima, ultra aderente e riveste il corpo come una seconda pelle. Oltre alle caratteristiche di termoregolazione ha la capacità di mantenere il corpo asciutto portando il sudore in superficie, e tramite il trattamento antibatterico con fibre in argento tiene lontano i cattivi odori.

Giudizio: molto positivo, consigliata come maglia intima.

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