CTL e TSS: Strumenti Essenziali per la Pianificazione degli Allenamenti nel Running

Nella pianificazione degli allenamenti nel running, strumenti e metriche accurate sono diventati fondamentali per valutare e gestire il carico di allenamento. Tra questi, il CTL (Carico di Allenamento Cronico) e il TSS (Training Stress Score) svolgono un ruolo chiave.

CTL (Carico di Allenamento Cronico)

Il CTL rappresenta la somma del carico di allenamento sperimentato da un atleta nel tempo. Calcolato considerando la durata e l’intensità degli allenamenti, il CTL fornisce una stima dell’adattamento fisiologico generale dell’atleta. Un CTL più alto indica un carico di allenamento maggiore, mentre un valore inferiore indica un carico più ridotto. Il CTL permette di valutare l’efficacia del programma di allenamento nel tempo.

TSS (Training Stress Score)

Il TSS è una metrica che valuta il carico di allenamento di una singola sessione. Attraverso un punteggio numerico basato sulla durata e l’intensità dell’allenamento, il TSS permette di confrontare e valutare l’effetto dello stress fisiologico generato da diverse sessioni. Questo aiuta a bilanciare l’efforto e il recupero adeguatamente.

Utilizzo del CTL e del TSS nella pianificazione degli allenamenti

Il CTL e il TSS lavorano in sinergia per la pianificazione degli allenamenti nel running. Il CTL fornisce una visione d’insieme del carico di allenamento cronico, mentre il TSS offre una valutazione dettagliata delle singole sessioni. Entrambi sono essenziali per equilibrare lo stress e il recupero, evitando il sovrallenamento e massimizzando le prestazioni.

Durante la pianificazione, si consiglia una progressione graduale del CTL e del TSS. Aumentando gradualmente il carico di allenamento nel tempo, considerando la capacità individuale di adattamento e recupero, Un’importante strategia è l’inclusione di periodi di scarico o recupero regolari. Ad esempio, pianificare una settimana di scarico ogni 3 settimane consente al corpo di recuperare e adattarsi in modo ottimale.

Con l’utilizzo combinato di CTL e TSS, è possibile monitorare attentamente il carico di allenamento, adattando il programma alle risposte individuali. Questo riduce il rischio di sovrallenamento e infortuni, massimizzando il potenziale di miglioramento.

Conclusioni

In conclusione, il CTL e il TSS sono strumenti essenziali nella pianificazione degli allenamenti nel running. Mentre il CTL fornisce una visione d’insieme del carico di allenamento cronico nel tempo, il TSS valuta il carico di singole sessioni. Utilizzati in combinazione, consentono agli allenatori di ottimizzare l’adattamento fisiologico, prevenire il sovrallenamento e massimizzare le prestazioni. La progressione graduale del CTL e del TSS permette di gestire il carico di allenamento in modo controllato, tenendo conto delle capacità individuali di adattamento e recupero.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Muscoli principali coinvolti nella corsa: scopri il loro ruolo nella generazione della propulsione

La corsa è un’attività molto popolare e ampiamente praticata in tutto il mondo. Tuttavia, molti non sanno quali siano i muscoli principali coinvolti e quale sia il loro ruolo nella generazione della propulsione del corpo.

In questo articolo, esploreremo la ricerca scientifica sul ruolo dei muscoli di estensione dell’anca, del ginocchio e della caviglia, analizzando la percentuale di attivazione muscolare e il tempo di attivazione durante la fase di spinta., fornendo informazioni utili per comprendere il meccanismo della corsa stessa e migliorare la tecnica

La corsa è un’attività fisica che coinvolge una serie di muscoli del nostro corpo, ma i principali sono quelli che permettono l’avanzamento del corpo. In particolare: i muscoli di estensione dell’anca, del ginocchio e della caviglia.

I principali muscoli di estensione dell’anca sono il grande gluteo, il medio gluteo e il piccolo gluteo, ma anche i muscoli ischio-crurali e il tensore della fascia lata sono coinvolti. I principali muscoli di estensione del ginocchio sono il quadricipite femorale, mentre i principali muscoli di estensione della caviglia sono il muscolo gastrocnemio e il soleo. Questi muscoli sono fondamentali per la spinta e il movimento in avanti durante la corsa.

Secondo uno studio condotto da Novacheck et al. (1998), i muscoli di estensione dell’anca sono i più attivi durante la fase di spinta della corsa, con un’attivazione media del 62,5% del loro massimo potenziale di contrazione. Seguono i muscoli di estensione del ginocchio, con un’attivazione media del 51,3%, e infine i muscoli di estensione della caviglia, con un’attivazione media del 39,8%.

Un altro studio condotto da Schache et al. (2014) ha rilevato che durante la corsa su terreno pianeggiante, i muscoli di estensione dell’anca sono quelli che contribuiscono maggiormente alla propulsione del corpo, con una forza muscolare media del 80% del loro massimo potenziale di contrazione. I muscoli di estensione del ginocchio hanno contribuito alla propulsione del corpo con una forza muscolare media del 15%, mentre i muscoli di estensione della caviglia hanno contribuito solo per il 5%.

In termini di tempo di attivazione, uno studio condotto da Lai et al. (2018) ha rilevato che i muscoli di estensione dell’anca sono i primi a essere attivati durante la fase di spinta della corsa, seguiti dai muscoli di estensione del ginocchio e della caviglia. In particolare, l’attivazione dei muscoli di estensione dell’anca ha inizio circa 200 millisecondi prima dell’attivazione dei muscoli di estensione del ginocchio e circa 300 millisecondi prima dell’attivazione dei muscoli di estensione della caviglia.

In sintesi, i muscoli di estensione dell’anca sono i più attivi e quelli che contribuiscono maggiormente alla propulsione del corpo durante la corsa. I muscoli di estensione del ginocchio e della caviglia, sebbene meno attivi, sono comunque importanti per garantire la corretta spinta del corpo durante la corsa stessa.

Ci sono molti esercizi di potenziamento che possono aiutare a migliorare la forza dei muscoli coinvolto nella corsa. Qui di seguito ne elenco alcuni tra i più efficaci:

  1. Squat: Lo squat è un esercizio molto efficace per potenziare i muscoli delle gambe e dell’anca, in particolare il grande gluteo. Si può eseguire con il peso del corpo, con i pesi liberi o con la macchine.
  2. Affondi: Gli affondi sono un altro esercizio che coinvolge i muscoli delle gambe e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con sovraccarico .
  3. Ponte a una gamba: Il ponte a una gamba è un esercizio che si concentra specificamente sui muscoli dei glutei e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con l’aggiunta di pesi.
  4. Stacchi da terra: Gli stacchi da terra sono un esercizio che coinvolge principalmente i muscoli dell’anca e delle gambe. Si può eseguire con i pesi liberi o con le macchine.
  5. Good morning: Il good morning è un esercizio che coinvolge principalmente i muscoli dei glutei e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con i pesi liberi.

E’ importante sottolineare che gli esercizi di potenziamento dovrebbero essere eseguiti in modo corretto per evitare lesioni e per massimizzare i benefici.

Riferimenti:

  • Novacheck, T. F., Smith, L. K., & Trost, J. P. (1998). Biomechanical analysis of running gait. Physical Therapy, 78(2), 186-197.
  • Schache, A. G., Blanch, P. D., Rath, D. A., Wrigley, T. V., Starr, R., & Bennell, K. L. (2014). A comparison of overground and treadmill running for measuring the three-dimensional kinematics of the lumbo-pelvic-hip complex. Clinical Biomechanics, 29(3), 288-292.
  • Lai, A. K., Arnold, A. S., & Wakeling, J. M. (2018). Coordination of limb joints in running: the role of musculotendon length differences. Journal of Experimental Biology

Questo è un articolo della Sport Academy

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Home Workout per il Runner in tempi di COVID19

È sempre più difficile uscire per fare anche i 10km di corsa in notturna.

Quindi ci si deve ingegnare anche nel poco spazio casalingo!

Vi propongo questa routine da fare anche 3 volte la settimana per mantenere la condizione di base.
Potete aumentare i tempi anche fino a 15 minuti sul box e successivamente potete aumentare il carico con uno zaino o un giubbetto zavorrato.
Al posto del box potete usare una sedia STABILE e RESISTENTE.

I saltelli con la corda all’inizio sono 15’ totali:

  • 5’ salti a piedi uniti
  • 5’ di 5 salti sulla gamba destra e 5 sulla sinistra
  • 5’ saltelli a gambe alternate

Fatemi sapere come vi trovate!

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Potenziamento muscolare per la corsa

Ho già scritto di quanto il potenziamento muscolare consenta di migliorare le prestazioni, la qualità degli allenamenti e ridurre il rischio di infortuni. In questo articolo tratterò in modo più semplice e diretto l’argomento per mostrare quanto l’allenamento con i pesi sia collegato alla corsa.

Iniziamo nell’individuare i muscoli coinvolti dai due movimenti principali di spinta e richiamo:

  • Spinta: quadricipiti femorali, soleo e gastrocnemio
  • Richiamo: ischiocrurali, glutei

Diventa quindi semplice scegliere quali saranno gli esercizi di condizionamento da inserire in un piano di allenamento.

In realtà nel richiamo è presente anche la componente di spinta ma manterrò questa suddivisione per semplificare.

Scelta degli esercizi

Gli esercizi multiarticolari sono da preferire rispetto a quelli monoarticolari perché vanno a coinvolgere gruppi primari, secondari e stabilizzatori, praticamente tutta la catena cinetica  utilizzata per la corsa. Permettono di sviluppare molta forza ed utilizzare carichi importanti, tuttavia devono essere eseguiti con molta attenzione dai principianti perché richiedono precisione nell’assetto e nell’esecuzione per evitare infortuni.

I monoarticolari sono più specifici, permettono di utilizzare carichi allenanti più in sicurezza (in particolare quelli alle macchine), tuttavia hanno un’attivazione molto localizzata rispetto alla corsa.

Esercizi multiarticolari (quadricipiti e glutei)

  • Squat con bilanciere, manubri, multipower
  • Hack squat
  • Stacco da terra
  • Affondo con manubri o bilanciere
  • Step-up
  • Squat bulgaro
  • Hip trust e ponte
  • Pressa orizzontale o a 45°

Esercizi monoarticolari

Glutei ed esterno/interno coscia

  • Stacchi a gambe tese o hyperextension
  • Estensioni in quadrupedia
  • Gluteus machine
  • Adduzioni o abduzioni con cavigliera o al cavo
  • Adductor o abductor machine

Quadricipiti e ischiocrurali 

Oltre ad essere specifici per la parte superiore della gamba sono molto utili per rafforzare il ginocchio:

  • Leg extension
  • Leg curl seduto, sdraiato, in piedi

Polpacci (soleo e gastrocnemio) 

Utili anche per il rinforzare la caviglia:

  • calf con ginocchia rese alla pressa, al multipower o con manubrio
  • calf con ginocchia flesse da seduto

Piano di allenamento settimanale

Gli esercizi possono essere inseriti in due giorni differenti che saranno dedicati al potenziamento muscolare. Per chi ha la possibilità di fare due allenamenti nella giornata è preferibile programmare la sessione di forza al mattino ed un fondo lento nel pomeriggio/sera.

L’amatore di solito non ama molto la palestra oltre al fatto di non avere molto tempo a disposizione, quindi suggerisco di organizzare l’allenamento alternando gli esercizi tra parte inferiore e superiore del corpo, in questo modo (anche se sarà impegnativo dal punto di vista neuromuscolare) permetterà di recuperare in modo efficace nel ciclo settimanale.

Esempi

Giorno 1

  • Hack squat
  • Panca piana
  • Step-up
  • Alzate laterali
  • Leg curl in piedi

Giorno 2

  • Squat con bilanciere, manubri, multipower
  • Curl manubri
  • Affondo con manubri o bilanciere
  • Rematore con manubri o bilanciere 
  • Hip trust con bilanciere o manubrio

Importante
Consiglio di inserire esercizi per il core nella sessione di riscaldamento per avere stabilizzatori del tronco già bel attivati quando si avranno ad utilizzare carichi importanti.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio la lettura di:

  • Roncari, Andrea. – Project Exercise, biomeccanica applicata al fitness e al bodybuilding Vol. 2 – Project Invictus 2018
  • Blagrove, Richard – Strength and Conditioning for Endurance Running – Crowood.
  • Puleo, Joe; Milroy, Patrick. – Running Anatomy – Calzetti Mariucci 2011
  • Shepherd, John – Preparazione fisica per la corsa, evitare gli infortuni, migliorare le prestazioni – Red! 2015
  • Bompa, Tudor; Buzzichelli Carlo A. – Periodizzazione dell’allenamanto sportivo – Calzetti Mariucci 2017

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Come costruire l’allenamento settimanale

A meno di non essere atleti professionisti, il tempo da dedicare agli allenamenti è spesso rubato ad impegni di lavoro, familiari, e incastrato in millemila attività. 

Vediamo qualche suggerimento per costruire al meglio un ciclo settimanale.

Quanti allenamenti alla settimana?

Non c’è un limite massimo, ma esiste un limite minino: si può dire con certezza che meno di tre allenamenti non portano nessun beneficio

Gli atleti professionisti riescono a fare 14 sessioni la settimana inserendo due allenamenti al giorno, ma questo tipo di pianificazione è molto complesso e non sarà trattato in questo articolo. 

Che tipo di allenamento svolgere?

Il tipo di allenamento varia in funzione di QualitàVolume

Chi si allena 3 volte a settimana dovrà, per forza, lavorare con allenamenti di qualità tenendo l’intensità media attorno al 80% rispetto a quella del proprio PB sui 10km (se correte i 10km a 5’/km tarate l’allenamento più lento del fondo a 5’40”). 

Chi si allena 5 o più volte la settimana dovrà lavorare prevalentemente sul volume per ottimizzare i tempi di recupero. 

Negli allenamenti di qualità rientrano le ripetute (brevi/ medie/ lunghe), il corto veloce ed il medio. 
Mentre in quelli di volume rientreranno il fondo progressivo, il fondo lento, il lunghissimo. 

Chi si allena tutti i giorni dovrà inserite degli allenamenti detti “rigeneranti” con intensità molto leggera attorno al 70-75% della FCMax (ad esempio a 6’/km per chi corre i 10km in 50’). 

Tempi di recupero

Tra un allenamento e l’altro deve essere garantito un adeguato periodo di recupero evitando di dilatare troppo i tempi tra un allenamento e l’altro (soprattutto per chi si allena tre volte a settimana).

Dopo un allenamento di qualità, di elevata intensità, aspettare 36-48 ore prima di un altro allenamento impegnativo. Ad esempio può essere pianificato un allenamento di ripetute 4×2000 il giovedì ed un lungo di 25km e 1000m D+ la domenica.

Evitate di allenarvi il giorno prima della gara, vi farà consumare energia ed accumulare fatica. Nota: la corsetta blanda defaticante non è considerata allenamento. 

Considerazioni

Le indicazioni riportate nell’articolo sono generali per chi vuole iniziare a strutturare un allenamento con una base scientifica. E’ bene sottolineare sempre che condizionamenti sono specifici per ogni atleta in base a: l’obiettivo che si vuole ottenere; la risposta specifica agli adattamenti; la capacità di recupero post allenamento.

Se il vostro allenamento è sempre stato piatto come i classici 10km x 3 volte a settimana, troverete sicuramente beneficio nel mettere in pratica questi consigli.


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