Idratazione e Sodio nell’Ultra: Oltre il ‘Bevi Tanto’

Female trail runner in a black athletic outfit and hydration vest, sprinting along a rocky alpine path with a mountain range at sunset in the background

Idratazione e Sodio nell’Ultra Endurance: Oltre il «Bevi Tanto»

Il mantra «bevi tanto» ha prodotto più casi di iponatriemia da sforzo (EAH) di quanti ne abbia prevenuti. Nell’ultra endurance, l’idratazione non è una questione di volume: è una questione di bilancio. Tra acqua e sodio, tra intake e perdite, tra adattamento individuale e condizioni ambientali. Capire questo bilanciamento è la differenza tra una gara gestita con lucidità e un collasso evitabile.

Perché il Sodio è Centrale

Il sodio è il regolatore principale dell’equilibrio osmotico extracellulare. Ogni atleta perde sodio col sudore, ma le perdite sono estremamente variabili: da 200 a oltre 1000 mg per litro di sudore, in funzione di genetica, dieta abituale, acclimatazione al caldo e intensità dello sforzo. Parallelamente, il tasso di sudorazione oscilla tra 0.5 e 1.2 L/h.

Bere acqua pura in quantità elevate durante gare superiori alle 4 ore, senza reintegrare sodio, diluisce il sodio plasmatico. Quando la concentrazione scende sotto 135 mmol/L si parla di iponatriemia da sforzo (Exercise-Associated Hyponatremia). L’acqua si sposta per osmosi all’interno delle cellule, causando edema cellulare: i sintomi vanno dalla nausea e cefalea fino al collasso neurologico e, nei casi estremi, all’edema cerebrale.

La Disidratazione: L’Altro Lato della Medaglia

Sul fronte opposto, la disidratazione eccessiva è altrettanto dannosa. Una perdita superiore al 2% del peso corporeo compromette la funzione gastrointestinale e il comfort termico. Oltre il 3% la performance cardiorespiratoria inizia a deteriorarsi anche in atleti ben allenati, come documentato da Caterisano e colleghi già nel 1988. Tuttavia, atleti con un buon background aerobico mostrano una certa protezione parziale contro il decadimento della resistenza muscolare locale in condizioni di moderata disidratazione — il che non significa che si possa ignorare, ma che l’adattamento conta.

Il punto di equilibrio ottimale per la maggior parte degli atleti è sostituire circa il 60–70% delle perdite stimate, non il 100%. Bere ad libitum (secondo sete) è più sicuro che forzare volumi fissi, purché la bevanda contenga sodio.

Il Mito dei Crampi da Disidratazione

Un punto su cui la letteratura recente è chiara: i crampi muscolari associati all’esercizio (EAMC) nel trail ultra non sono primariamente causati da disidratazione o perdita di elettroliti. La review di Martínez-Navarro et al. (2026) conferma che il meccanismo dominante è il danno muscolare cumulativo e la fatica neuromuscolare, in linea con la teoria proposta da Schwellnus già negli anni ’90. Le pastiglie di sale non sono la panacea per i crampi — e assunte senza acqua sufficiente possono anzi causare iperconcentrazione gastrica e nausea.

Costruire una Strategia Individuale

1. Misura il tuo sweat rate. Pesati prima e dopo un’ora di corsa a intensità gara, sottraendo i liquidi assunti: la differenza netta è la tua perdita oraria. Ripeti in condizioni diverse (caldo, fresco, umido) per mappare la variabilità.

2. Definisci la concentrazione. L’obiettivo è 200–500 mg di sodio per litro di bevanda. Soluzioni con carboidrati al 6–8% favoriscono lo svuotamento gastrico; oltre l’8% diventano ipertoniche e rallentano l’assorbimento.

3. Fraziona l’assunzione. 100–200 ml ogni 10–15 minuti, non 500 ml in un colpo solo. L’intestino ha un limite di assorbimento: rispettarlo significa evitare accumulo gastrico e discomfort.

4. Non ignorare la sete. Il meccanismo della sete è un regolatore fisiologico efficace, non un nemico da combattere. Usalo come guida, integrato dalla strategia pianificata.

Errori da Evitare

  • Acqua pura in gare >4h: rischio EAH concreto.
  • Pastiglie di sale senza acqua: iperconcentrazione gastrica e nausea garantita.
  • Strategia fissa senza adattamento al caldo: in condizioni di heat stress il sweat rate può raddoppiare.
  • Testare la strategia solo in gara: l’intestino va allenato come qualsiasi altro sistema fisiologico.
  • Bere oltre la sete: l’iperidratazione forzata non migliora la performance e aumenta il rischio EAH.

Applicazione Pratica nel Trail

Nel trail running la gestione idrica è complicata da fattori aggiuntivi: dislivello, quota, variabilità termica, distanza tra i ristori. La strategia va adattata al profilo altimetrico: se il percorso è front-loaded, testa l’intake già nella prima metà; se è back-loaded, valida il risparmio iniziale più il fueling prima del blocco decisivo.

Per atleti con nausea ricorrente in salita (pattern “stomaco chiuso”), la regola pratica è: carica solido prima della salita (in discesa o falsopiano), sorseggia gel diluiti durante la salita, usa coca cola ai ristori per la distensione gastrica. La discesa è la finestra in cui lo stomaco si riapre e la digestione torna efficiente.

Testare la strategia idrica ed elettrolitica in ogni lungo specifico non è un optional: è un prerequisito per arrivare al via con un piano collaudato. L’improvvisazione in gara, su questo fronte, si paga cara.

Riferimenti: Caterisano et al. (1988) — Effetto della disidratazione sulla resistenza muscolare; Martínez-Navarro et al. (2026) — Crampi muscolari nell’ultra-trail: disidratazione e deplezione elettrolitica vs danno muscolare.

Come evitare le vesciche durante la corsa: consigli per evitare fastidi

Le vesciche sono un problema comune tra i runner, ma con alcune misure preventive, è possibile evitarle e godersi la corsa senza fastidi. In questo articolo, ti fornirò utili consigli su come prevenire le vesciche durante la corsa, consentendoti di concentrarti sul tuo allenamento e sul raggiungimento dei tuoi obiettivi.

1. La scelta delle scarpe giuste

Uno dei fattori più importanti nella prevenzione delle vesciche è indossare le scarpe giuste. Assicurati di utilizzare scarpe che si adattino perfettamente ai tuoi piedi ed all’uso che intendi farne. Le scarpe troppo strette o troppo larghe possono causare attrito e sfregamenti, aumentando il rischio di vesciche. Rivolgiti a un professionista dello sport o visita un negozio specializzato per ottenere una valutazione accurata delle tue esigenze di corsa e trovare le scarpe più adatte al tuo tipo di piede e al tuo stile di corsa.

2. Calze da corsa di qualità

Le calze da running svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle vesciche. Scegli calze realizzate in materiali traspiranti, come il nylon o il poliestere, che aiutano a mantenere i piedi asciutti durante la corsa. Evita le calze di cotone, che trattengono l’umidità e aumentano il rischio di vesciche. Le calze di buona qualità riducono l’attrito e forniscono un’ulteriore protezione per i tuoi piedi. Queste sono le mie preferite: https://amzn.to/3Cg0GtB

3. Utilizza creme o lubrificanti

Applicare una crema o un lubrificante anti-attrito sulle aree soggette a vesciche può fare la differenza. Concentrati sulle zone come talloni, dita dei piedi o altre aree sensibili. Questi prodotti riducono l’attrito durante la corsa e prevengono la formazione di vesciche. Assicurati di applicare il lubrificante o la crema prima di ogni corsa per massimizzare l’efficacia. Prima di una ultra spalmo su tutto il piede uno strato di pasta Fissan Alta Protezione: https://amzn.to/3NhOpLy

4. Incrementa la distanza e l’intensità gradualmente

L’aumento repentino della distanza o dell’intensità delle tue corse può aumentare il rischio di vesciche. Assicurati di costruire progressivamente i tuoi avanzamenti , consentendo al tuo corpo di adattarsi gradualmente all’attività. Questo permette alla pelle dei tuoi piedi di indurirsi e abituarsi allo stress della corsa, riducendo così la possibilità di vesciche.

5. Gestisci l’umidità e il sudore

Il sudore e l’umidità possono contribuire alla formazione di vesciche. Se noti che le tue scarpe o le tue calze sono bagnate durante la corsa, porta con te un cambio o utilizza prodotti assorbenti per piedi per mantenere la pelle asciutta.

6. Controlla la tua tecnica di corsa

Una tecnica di corsa scorretta può aumentare l’attrito e il rischio di vesciche. Mantieni una passo efficiente ed evita movimenti bruschi o torsioni eccessive dei piedi. Cerca di mantenere una falcata uniforme e naturale, che riduca l’attrito durante la corsa.

7. Prenditi cura delle aree sensibili

Monitora costantemente i tuoi piedi durante la corsa. Se noti arrossamenti, punti dolenti o aree sensibili, prendi provvedimenti immediati. Applica un cerotto o un cuscinetto adesivo preventivamente per ridurre l’attrito su quelle zone. Nelle aree del piede dove so che generalmente possono venirmi delle vesciche, applico preventivamente un compeed prima di correre: https://amzn.to/3oZYrYl Inoltre, se necessario, prenditi una pausa dalla corsa per consentire alle vesciche di guarire completamente.

Le vesciche possono essere fastidiose e influire sulla corsa e compromettere una gara. Tuttavia, seguendo questi suggerimenti, puoi ridurre notevolmente il rischio e goderti la corsa senza disagi. Scegli le scarpe e le calze giuste, utilizza lubrificanti, costruisci progressivamente le tue corse, gestisci l’umidità e presta attenzione alla tecnica di corsa. Ricorda anche di monitorare e curare eventuali aree sensibili. Con la giusta cura dei tuoi piedi, potrai goderti appieno l’esperienza della corsa e raggiungere i tuoi obiettivi senza vesciche.

Questo è un articolo della Sport Academy

Vuoi raggiungere un obiettivo agonistico che sia FINISHER o il PODIO, o più semplicemente iniziare a correre? Guarda i miei programmi di Preparazione Atletica e contattami per un colloquio preliminare.

Correre con Scarpa Zero Drop o Drop Alto: Qual è la Migliore?

C’è una domanda che ogni runner si pone: è meglio correre con una scarpa zero drop o una con drop alto? La risposta è: la scarpa ideale è la scarpa che permette al nostro piede di assecondare il movimento naturale con l’impatto sul terreno!

E’ meglio correre con una scarpa zero drop o una scarpa con drop? questo è uno degli eterni dilemmi dei runner.

Diciamo che la scarpa zero drop o con drop basso è la scarpa ideale per chi ha una corsa su mesopiede, dove lo zero drop permette di assecondare l’impatto del piede sul terreno con un movimento più natural.

Il drop alto invece permette a tutti quei runner che appoggiano il tallone di ridurre l’impatto secco dell’appoggio sul tallone con il terreno, dove il “tacco” permette di fare una rullata più naturale riducendo quelle che sono le forze d’impatto sul ginocchio e sulla schiena.

Quindi è meglio una zero drop o un drop un po’ più alto?

Dipende dalla vostra tecnica di corsa e dalla vostra efficienza. Molti runner esperti ormai si stanno avvicinando sempre di più a drop bassi perché questa forma della scarpa permette di avere una dinamica più naturale nell’appoggio e nella spinta del piede.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Scarpe: consigli per gli acquisti

Ogni tanto esce sul mercato una nuova marca di scarpe che promette MIRACOLI su velocità, reattività, protezione, miglioramenti sessuali, vincite al grattaevinci, e minchiate varie, perché si differenziano dalle altre per suola, drop, pianta, forma, etc.

DIFFIDATE SEMPRE

Queste aziende partono sempre con budget per il marketing a millemila zeri, producendo campagne pubblicitarie martellanti sui social, riviste specializzate, sponsorizzando gare, eventi, e via dicendo. Solo che ad un buon (fortunato) modello se ne accompagnano altri 10 che fanno pena, che non vanno bene manco per la passeggiata nel parco.
A me piace molto sperimentare, spesso ho l’acquisto compulsivo verso la novità, ma negli anni ho potuto toccare con mano quanto detto sopra.
Provate a pensare ad aziende come La Sportiva, che fa scarpe da 90 anni, può essere messa a confronto con aziende che esistono sul mercato da qualche anno? No.
Oppure Asics, che ha modelli che hanno avuto oltre 20 anni di evoluzione.

FATE ATTENZIONE

Non è sempre tutto oro quel che luccica. Spesso l’idea geniale della start-up migliora un aspetto ma ne peggiora 1000.
Non siate “fan boy”, scegliete sempre le vostre scarpe con spirito critico. Studiatele, toccatele con mano, fate sempre tesoro dell’esperienza dei modelli che avete già utilizzato.
Una scarpa che non fa per voi vi può creare grossi problemi alle articolazioni, anche se avete una tecnica di corsa perfetta (in questo caso meglio scalzi). Quando acquistate un modello “sconosciuto” mettete sempre a budget la possibilità di doverne acquistare un altro paio per tornare sul modello meno di moda ma con cui vi trovate meglio.

Quindi occhio e buoni allenamenti!

Scarpe da Trail in 12 passi

Come scegliere la prima scarpa da trail?

Sul mercato esistono ormai milioni di modelli scarpe diversi per tutti i gusti. Vediamo alcuni consigli che possono essere utili nella scelta:

  1. Per chi è al primo paio consiglio di rimanere sulla marca che usa già per la strada, così ritroverà una calzata “amica” che non stravolgerà le sensazioni che già conosce.
  2. La suola: meglio se Vibram megagrip. Secondo me è la migliore sul mercato per rapporto aderenza e durata.
  3. Tomaia: il goretex può andar bene per il trekking e per la neve (associando alla scarpe due nelle ghette che arrivino al ginocchio). Per il trail lo sconsiglio vivamente perché l’acqua deve poter entrare ed uscire dalla scarpa con facilità visto che non è raro dover guadare corsi d’acqua o zompare nelle pozzanghere.
  4. Misura: consiglio sempre 1 o 2 numeri in più rispetto alla calzata perfetta perché nelle ultra il piede si gonfia. Inoltre in discesa il piede scivola un po’ in avanti ed ha bisogno di spazio.
  5. Calzata: la scarpa deve vestire il piede senza comprimerlo. A chi ha la pianta larga sconsiglio le Salomon mentre a chi ha una pianta stretta sconsiglio le New Balance. Occhio anche a cuciture e punti di rinforzo che non dovrebbero mai trovarsi sopra a parti dure del piede.
  6. Tipo di scarpa: per le ultra servono scarpe da ultra, per le 20km vanno bene scarpe leggere e dinamiche. Per gare su terreno molto roccioso e tecnico è bene andare su una scarpa robusta, con buona protezione sulla punta e sui lati. Se avete una pianta del piede sensibile meglio una suola morbida ed ammortizza.
  7. Negozi: Spesso cercano di vendere quello che hanno e non quello che vi serve.
  8. Marche: sono molto buone le La Sportiva, Scarpa, Salomon, Inov8, New Balance, Saucony, Dynaflyte, Altra, Hoka One one,Però non tutti i modelli sono buoni.
  9. La scarpa da trail si adatta al piede non prima di aver fatto circa 60km.
  10. Le scarpe si provano da vivo, provarle al computer non è efficace.
  11. Le scarpe si sbagliano, può capitare ed a volte non sono nemmeno buone per andarci a passeggio.
  12. A differenza della strada il trail non ha bisogno del plantare perfetto. La bio meccanica della corsa in natura è diversa da quella da strada ed è fatta di molti appoggi instabili, quindi la misurazione baropodometrica non è sempre efficace.

Spero di avervi dato qualche spunto utile!

SCARPA® ALPINE RUNNING COLLEZIONE SPRING SUMMER 2018: A PROVA DI ATLETA!

Tecnologie innovative per rendere i nuovi modelli sempre più leggeri e adatti a performance di altissimo livello!

SCARPA® SPIN RS

Drop 8 mm, compound Vibram Megagrip, la nuovissima tecnologia Vibram Litebase e super cushioning sono le parole chiave di SCARPA® Spin RS. Ispirata al pluripremiato modello Spin, la versione RS rappresenta la scelta ideale per le competizioni di ultra trail e allenamenti di lunghe distanze.
Questo modello SCARPA® conferisce grande stabilità e ottimo controllo su tutte le superfici, grazie all’esoscheletro con pellicola in TPU protettivo termosaldata e al sistema costruttivo SockFit LW che permette un completo avvolgimento del piede. Progettata per vincere, SCARPA® Spin RS vanta la più recente e innovativa tecnologia Vibram Litebase che, in combinazione alla mescola Vibram Megagrip, consente di ridurre drasticamente il peso della suola (fino al 30% meno sul peso complessivo della suola) e, al contempo, ne incrementa le performance di cushioning e grip.
Con SCARPA® Spin RS, il podio ti aspetta.
SPIN RS-BlackFluoorange

Tomaia: Fabric + Film
Fodera: Stretch Textile
Suola: Vibram Velox LBT
Taglie: 36-48 (comprese mezze taglie)
Peso: 265 g (mezzo paio tg. 42)
Drop: 8 mm

SCARPA® SPIN RS WMN

Le colorazioni della SPIN RS WMN sono dedicate alle runner donne così come i volumi interni, studiati sulla morfologia del piede femminile.
SPIN RS WMN-DazzilingbluePunchfluo - Donna

Taglie: 36-42 (comprese mezze taglie)
Peso: 245 g (mezzo paio tg. 38)
Prezzo al pubblico consigliato SCARPA® Spin RS: euro 155

SCARPA® NEUTRON 2

Se i nuovi colori e le nuove grafiche di SCARPA® Neutron 2 saltano subito agli occhi, i veri benefit derivano dalla forma più comoda e versatile che assicura eccezionale comfort a qualsiasi tipologia di piede e dall’innovativa tecnologia XRS (Extra Rebound System) che permette un risparmio energetico dell’atleta e ne aumenta la potenza in fase di spinta del piede. Performante, agile e reattiva, SCARPA® Neutron 2 è una calzatura adatta a ogni competizione di trail running e skyrunning.
Grazie alla sua leggerezza e all’innovativa struttura della tomaia con sistema costruttivo SockFit LW, questo modello è perfetto per qualsiasi tipo di percorso nel quale sono necessari cushioning, controllo laterale e stabilità del piede. La suola in Vibram Megagrip è perfetta per superfici sia asciutte che bagnate.
NEUTRON 2_BlackFluoOrange

Tomaia: Fabric + Microfiber Water-Resistant + TPU
Fodera: Stretch Textile
Suola: Vibram Genetic II
Taglie: 36-48 (comprese mezze taglie)
Peso: 335 g (mezzo paio tg. 42)
Drop: 6 mm

SCARPA® NEUTRON 2 WMN

Colori e grafiche completamente rivisti e dedicati al mondo deltrail femminile. Performante, agile e reattiva, SCARPA® Neutron 2 Wmn è una calzatura adatta alle atlete che si mettono alla prova in competizioni di trail running e skyrunning.
NEUTRON 2 WMN_BlackPinkGlow

Taglie: 36-42 (comprese mezze taglie)
Peso: 290 g (mezzo paio tg. 38)
Prezzo al pubblico consigliato SCARPA® Neutron 2: euro 149
S.C.A.R.P.A. SCARPA® , acronimo di Società Calzaturieri Asolani Riuniti Pedemontana Anonima, è azienda leader nella produzione di calzature per la montagna a 360°, con alle spalle 80 anni di storia. Con 450 dipendenti diretti nelle due sedi di Asolo e più di 900 indiretti, operativi nei distretti produttivi e commerciali in tutto il mondo, SCARPA® conta una produzione totale pari a 1.000.000 di paia all’anno nelle linee Mountaineering, Climbing, Alpine Running, Trekking, Hiking, Lifestyle, Sci alpinismo, Freeride e Telemark. www.scarpa.net

ASICS RoadHawk FF

Sto usando da qualche decina di chilometri le nuove Asics RoadHawk FF per gli allenamenti veloci. Vi riporto di seguito le mie sensazioni ed un po’ po’ di informazioni tecniche.

Si tratta di scarpe abbastanza leggere (245g) con drop di 8mm, suola in FlyteFoam, reattive e studiate per la corsa veloce (appoggio in mesopiede/avampiede).

E’ una calzatura spartana se confrontata con l’ammiraglia Nimbus (che pesa pure 60g in più), ma nella tradizione Asics si tratta di una scarpa di pari livello delle top di gamma di altre case. Il confronto mi viene naturale con le Altra Torin, che sono molto simili come ammortizzazione, peso e reattività, ma le RoadHawk le trovi a 60 euro mentre le Torin non sotto i 100. E comunque tra le due devo dire che preferisco le Asics.

La tomaia è in rete Jaquard elastica, molto morbida ed avvolgente. All’interno è rivestita da un tessuto senza cuciture simile ad una calza. Il piede risulta ben saldo senza spazi vuoti, tutt’uno con la scarpa. Le prime volte che si indossano risulteranno strette ed un po’ costrittive, ma è normale per scarpe nuove. Nel giro di una ventina di chilometri si saranno adattate perfettamente al piede.

La suola in FlyteFoam è interessante: non troppo secca, molto reattiva e leggera. Il battistrada, giustamente, solo dove serve e con un ottimo grip su bagnato e strisce pedonali 🙂

Visto il prezzo le consiglio vivamente per tutti gli allenamenti veloci su strada, compresi i medi e gare fino alla mezza maratona (probabilmente ci si può fare anche una maratona ma non le ho provate su quella distanza).

La valutazione generale è molto positiva, consigliatissime!

Drop, quale scegliere?

Negli ultimi mesi il parametro “drop” è diventato il discriminante principale nella scelta delle scarpe da corsa.
Cos’è
Il drop è il differenziale tacco-punta e influenza l’appoggio relativamente alla rullata del piede, favorendo la transizione tacco-punta in caso di drop elevato, o l’appoggio naturale nel caso di drop minimo.
La moda del momento è l’uso di drop minimali, per seguire la tendenza di usare – appunto – calzature minimaliste orientante al natural running.

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