Garmin Fenix 8 vs Suunto Vertical 2: Quale Sportwatch Scegliere?

Il dilemma Garmin vs Suunto entra nella fase AMOLED. Per gli amanti del trail running la sfida tra Garmin e Suunto si fa sempre più serrata. Da un lato Garmin con il suo solido e pervasivo ecosistema, dall’altro lo spirito spartano ed un’anima fortemente orientata all’outdoor di Suunto.
Dopo un disallineamento sul lato display di circa un anno tra i due dispositivi, ci ritroviamo con due display AMOLED. Ma ora non si tratta più di scegliere display AMOLED sì/no, ma come viene usato.

Premium totale vs outdoor razionale

Garmin Fenix 8: multisport + smartwatch avanzato

Il Fenix 8 è diventato uno smartwatch avanzato a tutti gli effetti. Ora integra un microfono ed un altoparlante (pessimo) per telefonare (sempre tramite collegamento allo smartphone), ascoltare musica, impartire comandi vocali elaborati direttamente all’interno dell’orologio (funzionalità molto comoda ma non sempre precisa), o impartire comandi vocali all’assistente telefonico (Siri/Google).

Suunto Vertical 2: outdoor/endurance con AMOLED LTPO

Il Vertical 2 è uno sportwatch. Ha una durata della batteria TOP, ampio display brillante ed a basso consumo. Ha funzionalità smart, ma limitate alle notifiche ed abbastanza “grezze”. Non vengono riportate le icone delle applicazioni e la grafica è molto minimalista.

Costruzione e dimensioni

Robustezza e portabilità

Il Garmin Fenix 8 51 mm è sempre stato uno sportwatch ingombrante, spigoloso, non adatto a tutti. È piuttosto robusto, con alcuni “ma”. Ne esistono varie versioni: con cristallo Gorilla Glass o Sapphire, con ghiera in titanio o acciaio o in titanio DLC.
Con tanti anni di esperienza sul campo, l’unico Fenix che effettivamente si può definire “robusto” è quello con cristallo in zaffiro (Sapphire) e ghiera rivestita DLC (Diamond Like Carbon). Il Gorilla Glass si riga molto più facilmente di quanto dichiarato, la ghiera in titanio normale si riga solo a guardarla, mentre quella in acciaio è appena più resistente ma nel giro di un anno mostra chiaramente tutti i segni di utilizzo.
I materiali outdoor di eccellenza per avere un Fenix sempre perfetto sono: cristallo in zaffiro e titanio con rivestimento DLC.

Un problema che aveva il Fenix 7X Pro era la tenuta stagna dei pulsanti, che nel nuoto “pesante” potevano avere problemi di infiltrazioni. Mi è capitato di dover mandare il mio in assistenza due volte. Il Fenix 8 ha introdotto un nuovo tipo di pulsanti, non meccanici ma induttivi: reagiscono tramite un sensore magnetico alla pressione. In questo modo riescono ad essere completamente ermetici.

Il Suunto Vertical 2 è leggermente più compatto (49 mm), dalle forme più discrete e lineari, orientato al multi-day e, per me, molto più bello esteticamente del Fenix. Tutti i Vertical 2 hanno un cristallo in zaffiro, con la possibilità di scegliere la ghiera in titanio o acciaio (consiglio vivamente il titanio per la leggerezza). Ha i tipici tre pulsanti sul lato destro senza corona (come invece ha il Race 2). È studiato per essere pratico e comodo da utilizzare in tutte le condizioni.

Entrambi integrano una torcia LED. Quella del Fenix è leggermente più luminosa, ma più semplice da attivare e disattivare.

Display

AMOLED vs AMOLED LTPO

Il Fenix 8 51 mm ha una cassa grande, ma il display è quello del 47 mm (1,4”). Questo lo rende (secondo me) brutto. C’è troppo spazio vuoto tra il display ed il bordo della ghiera. Inoltre utilizza un display AMOLED tradizionale (non LTPO) e questo lo rende estremamente energivoro. Scordatevi l’autonomia a cui vi ha abituato il Fenix e non credete alle falsissime specifiche tecniche riportate sul sito Garmin.
Per risparmiare batteria Garmin ha impostato una regolazione automatica della luminosità non modificabile e questo a volte rende il display illeggibile.
Dal display AMOLED, una volta provato, non si torna più indietro, ma nel Fenix non è tutto oro quel che luccica.

Il Suunto Vertical 2 ha un display AMOLED LTPO molto più efficiente e luminoso di quello Garmin, oltre ad essere più grande (1,5”). Il display LTPO permette di adattare la frequenza di refresh in base alle reali condizioni di utilizzo, risparmiando molta batteria. I colori sono molto brillanti e la qualità del display è visivamente superiore.
Non ha una luminosità automatica, ma è possibile scegliere tra tre modalità: bassa, media, alta. La modalità “media” è adatta a tutti gli utilizzi. Per ottimizzare ulteriormente la durata della batteria è possibile disabilitare l’AOD (Always On Display) anche durante le attività, impostando l’attivazione del display con il gesto (rotazione del polso) o la pressione di un pulsante.

Autonomia reale

Il vero punto di rottura

Il Fenix 8 AMOLED 51 mm è troppo energivoro. Chi viene dai modelli precedenti rimarrà molto deluso. Ti ritroverai presto a fare attenzione ad attivare il display solo per leggere le informazioni, per non consumare batteria.
L’attivazione del LiveTrack inoltre dà il colpo di grazia all’autonomia dello sportwatch. Ne sconsiglio l’uso. Utilizzate un InReach separato.

Il Suunto Vertical 2 si dimostra ancora una volta al top come ottimizzazione dei consumi anche con il display AMOLED. Ha la possibilità di disattivare il display durante le attività, utilizzare il “risveglio” a basso consumo con la rotazione del polso, non ha speaker e microfoni da alimentare e, a massima precisione GPS in modalità multiband, si comporta come un Fenix con display MIP.

GPS e navigazione

Precisione simile, esperienza diversa

Sono entrambi GNSS multibanda.

Il Garmin Fenix 8 51 mm ha le mappe già precaricate, ma è necessario effettuare un aggiornamento (che impiega qualche ora). Le mappe TopoActive sono molto dettagliate, con nomi dei sentieri, delle vie e linee di livello. Tuttavia sono lente, lentissime da scorrere, nulla a che vedere con i modelli precedenti con display MIP. Inoltre non visualizzano i laghi a certi livelli di zoom utili alla navigazione, cosa che trovo abbastanza senza senso.
Garmin offre però una funzione di navigazione molto avanzata che permette di creare e ricalcolare percorsi in tempo reale come Google Maps direttamente sull’orologio, in base al tipo di tracciato (piedi, bici, auto, ecc.). Una funzionalità molto comoda che migliora la sicurezza.
L’utilizzo costante di mappa e navigazione non incide molto sul consumo di batteria, già elevato di base. Il GPS è sempre molto preciso.

Il Suunto Vertical 2 ha una navigazione essenziale ma affidabile, con GPS molto preciso. Le mappe sono chiare e, anche se meno dettagliate delle TopoActive, risultano più leggibili. Sono inoltre velocissime da scorrere, senza lag o blocchi del display.
Non sono presenti i nomi delle vie e dei sentieri, ma c’è il turn-by-turn (come su Garmin) e la possibilità di impostare viewpoint sul percorso.
Non permette il ricalcolo dei percorsi direttamente dall’orologio: per farlo è necessario utilizzare l’app Suunto, fatta molto bene e che uso anche per creare i tracciati poi caricati sul Fenix.

Sensori e affidabilità

Dati vs solidità

Garmin Fenix è sempre stato al top nella sensoristica per il monitoraggio della salute: sonno, recupero HRV, RHR, training readiness, ecc. I sensori HR sono molto precisi nel monitoraggio h24, leggermente meno durante l’attività sportiva, ma è normale.
Garmin ha una piena integrazione con TrainingPeaks per i dati di salute, rendendolo perfetto per il coaching su quella piattaforma. Con un unico device controlli allenamenti, recupero e stato di salute.

Suunto Vertical 2 integra tutti i sistemi di monitoraggio della salute più comuni: qualità del sonno, HRV, ossigenazione del sangue, RHR, ecc. I dati sono riportati in modo chiaro sulla sua app per un’analisi precisa del recupero e delle condizioni di salute.
Il sensore HR è molto valido e preciso, anche se il primo Vertical 2 che ho avuto ho dovuto mandarlo in assistenza per un problema hardware. Confrontando i dati di salute di Suunto Vertical 2 con Whoop 5 e Fenix 8, trovo una corrispondenza molto allineata tra Suunto e Whoop, mentre il Fenix presenta spesso dati molto diversi dagli altri due.
Suunto però non esporta i dati di salute su TrainingPeaks, quindi come coach si dispone di un dato parziale se non si utilizza un altro strumento come Whoop.

Allenamento e carico

Coach-centrico vs atleta-centrico

Garmin inonda l’utente di dati: training readiness, endurance score, hill score, VO2max per ciclismo, corsa e trail, body battery, ecc. Spesso difficili da interpretare per il runner medio, ma interessantissimi per il runner nerd. Una frase riassume bene il concetto: “Garmin si prende cura di te”.
Il punto di forza del Fenix è la personalizzazione estrema dei campi dati durante l’allenamento, anche a sessione in corso direttamente dall’orologio. È possibile visualizzare dati numerici, grafici a linea e a barre. È il top della personalizzazione.
La gestione degli allenamenti è semplice e intuitiva, sia con Garmin Coach che con TrainingPeaks.

Suunto utilizza di base le metriche di TrainingPeaks (CTL, TSS, TSB, ecc.). Il monitoraggio degli allenamenti e del miglioramento dello stato di fitness è semplice e chiaro. Permette un accurato controllo del recupero con i parametri classici di carico, qualità del sonno, battiti a riposo, body battery, ecc.
Ha molti meno dati di Garmin, ma sono facilmente leggibili e interpretabili anche da utenti meno esperti. Per un atleta che vuole monitorare progressi e stato generale di salute è più che sufficiente.
La gestione degli allenamenti è però ancora troppo spartana: personalizzazione limitata delle schermate, impossibilità di modificare i campi dati direttamente dall’orologio, e incoerenze tra sport (ad esempio la potenza di corsa visibile nella corsa normale ma non nella corsa indoor). Questo è da sempre un limite inspiegabile di Suunto.

Ecosistema software

Connect vs Suunto App

Garmin Connect offre una quantità enorme di informazioni con un livello di dettaglio elevatissimo, con il rischio di over-analysis. Inutile per il runner medio, estremamente completa per l’utente avanzato. L’app è un po’ macchinosa e non integra tutte le funzioni disponibili nella versione web.
Permette di collegare infiniti dispositivi: nel mio caso Fenix 8, Edge 540, bilancia Index Smart e altri dispositivi in prova. I dati non vengono duplicati e la gestione dell’ecosistema è solida.

Suunto App è semplice, lineare ed essenziale. Non manca nulla. Il punto di forza è la gestione e creazione dei percorsi, che utilizzo anche per Garmin. Tuttavia non permette di collegare più dispositivi contemporaneamente. Probabilmente perché Suunto non ha un ecosistema ampio come Garmin, ma trovo questa limitazione anacronistica.

A chi sono destinati

Scelta guidata dal contesto

Il Fenix 8 51 mm AMOLED è rivolto ad atleti nerd, “Garmin addicted”, che non vogliono rinunciare alla continuità delle statistiche del proprio ecosistema. Racchiude in un solo device sportwatch, smartwatch, activity tracker completo, monitoraggio della salute e piena compatibilità con i software di coaching.

Il Suunto Vertical 2 è lo strumento ideale per il runner puro, che non ha bisogno di orpelli e cerca uno strumento affidabile, reattivo, bello, robusto, con informazioni chiare su allenamento, recupero e salute. È uno sportwatch, non uno smartwatch.

Il dilemma non è la qualità

Il Fenix 8 è un orologio completo e molto costoso. Rappresenta il top dello sviluppo nel campo degli sportwatch evoluti, ma è complesso e con una batteria inefficiente. Un punto di forza rimane la rilevazione degli incidenti con invio di messaggi di emergenza e traccia del percorso di recupero (che funziona molto bene perché ho avuto la sfortuna di doverlo utilizzare).

Il Suunto Vertical 2 è uno sportwatch completo con un prezzo circa la metà di un Fenix 8 51 mm AMOLED, consumi super efficienti e un bellissimo pannello AMOLED grande, luminoso ed efficiente.

Se utilizzi altri dispositivi Garmin (ad esempio per la bici) puoi allineare i dati delle attività con app come RunGap per avere i tuoi allenamenti sia su Garmin Connect che su Suunto App, ma non puoi allineare i dati di salute tra i due dispositivi.

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Questo è un articolo della Sport Academy

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Garmin, Whoop, Oura e altri: guida pratica al monitoraggio del recupero

Quando ti alleni per il trail, triathlon, discipline di endurance ed ultra endurance, il recupero diventa un elemento determinante quanto la qualità delle tue sedute. Non riguarda soltanto ciò che fai durante gli allenamenti, ma tutto ciò che accade nelle ventiquattro ore: stress lavorativo, qualità del sonno, alimentazione, piccoli imprevisti quotidiani. Avere un dispositivo che registra in modo continuo ciò che accade nel tuo corpo permette di interpretare questi segnali con precisione.

Gli strumenti disponibili oggi sono molti: Garmin, Suunto, Whoop, Oura Ring, Amazfit, Apple Watch, etc. Ognuno offre vantaggi specifici, ma la scelta corretta dipende dal tuo comportamento quotidiano e dal modo in cui ti piace gestire dati e sensazioni.

Perché il monitoraggio h24 è così utile

Indossare un dispositivo per tutta la giornata permette di osservare come il tuo equilibrio interno reagisce ai vari stimoli. Lo stress non arriva soltanto in salita o durante una ripetuta. Si accumula durante una riunione difficile, dopo una notte agitata, se la digestione è lenta o se recuperi in modo incompleto.
Il monitoraggio continuo rileva variazioni che a livello soggettivo spesso non percepisci. La differenza tra “mi sento stanco” e “il mio corpo mostra segni di stress cumulato” è enorme, soprattutto per chi segue una programmazione strutturata. Comprendere i trend fisiologici ti permette di distinguere un calo momentaneo da una reale necessità di modulare i carichi.

Perché la misurazione dell’HRV notturna è più affidabile

La notte rappresenta il momento più stabile per analizzare il sistema nervoso autonomo. L’attività mentale si riduce, i movimenti si attenuano e le influenze esterne sono minime.
La misurazione dell’HRV durante il sonno risulta quindi più pulita e coerente. Le fasi di sonno profondo, dominate dall’attività parasimpatica, mostrano con chiarezza il livello di recupero. Durante il giorno, invece, l’HRV può variare rapidamente per motivi molto banali come una preoccupazione, una breve salita o, banalmente, consumo di caffeina.
Una misurazione notturna precisa permette di valutare il tuo trend reale, senza interferenze esterne.

Perché l’HRV è una metrica fondamentale

La frequenza cardiaca a riposo racconta solo una parte della storia. Due atleti possono avere la stessa FC mattutina ma trovarsi in condizioni fisiologiche molto diverse.
L’HRV misura il bilanciamento tra la componente simpatica (attivazione) e parasimpatica (recupero) del sistema nervoso autonomo. Un valore in calo indica una prevalenza dello stress e una ridotta capacità di risposta agli stimoli allenanti. Un valore in crescita segnala una fase di buona adattabilità, ideale per lavori di qualità o volumi più impegnativi.
L’obiettivo delle letture, non è inseguire numeri assoluti, ma osservare il comportamento della tua HRV nel tempo. La coerenza del trend è la vera informazione utile per l’atleta e per il coach.

Come viene calcolata la readiness ed il recupero

Le diverse piattaforme utilizzano algoritmi specifici, ma seguono tutte una logica simile.
Il sistema combina parametri relativi alla notte (HRV media, HRV minima, frequenza cardiaca media e minima, durata del sonno, quantità di sonno profondo e REM, continuità del riposo) e li confronta con i tuoi valori abituali.
A questi dati si aggiunge il carico dei giorni precedenti: quello interno, rilevato attraverso la risposta cardiaca allo sforzo, e quello esterno, calcolato tramite TSS, intensità e durata degli allenamenti.
Il risultato è un punteggio che rappresenta il livello di preparazione del tuo organsmo a un nuovo stimolo. Una readiness elevata indica disponibilità allo sforzo. Una readiness bassa suggerisce di privilegiare intensità moderate o recupero attivo. Un trend stabile dimostra una gestione efficace della stagione.

Ok ma quali dispositivi posso usare?

Garmin: ancora la scelta più lineare per chi usa TrainingPeaks

Se porti l’orologio anche durante la notte, Garmin offre un ecosistema completo. Registra HRV, sonno, stress e propone metriche come Body Battery che rendono la lettura dei trend intuitiva.
L’integrazione nativa con TrainingPeaks è il vantaggio principale. I dati arrivano in automatico nella piattaforma tramite Garmin Health e permettendo al coach di seguire la tua readiness quotidiana con precisione. Per chi segue una preparazione strutturata, questa continuità è un vero punto di forza: dai la possibilità al tuo coach di avere un monitoraggio accurato del tuo stato di salute oltre ai risultati degli allenamenti.

Whoop: leggero, preciso, costoso

Whoop è un braccialetto molto comodo, pensato per essere indossato sempre. Non avendo un display, non interferisce con l’uso quotidiano e non distrae durante gli allenamanti.
Le metriche di recupero e di carico interno sono chiare e utili. L’integrazione con TrainingPeaks lo rende particolarmente adatto agli atleti che lavorano con un coach ed il loro sportwatch non esporta i dati sulla piattaforma di training. Per chi fatica a dormire con uno sportwatch pesante, rappresenta una soluzione pratica. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.

Oura Ring: massimo comfort, ma integrazione limitata

Oura Ring è probabilmente la soluzione più confortevole per la notte e discreta per l’utilizzo quotidiano. La qualità della misurazione di HRV e sonno, nelle recensioni viene considerata eccellente. Tuttavia posso dirvi che i dati non sono molto lontani da quelli moniotrati dal mio Fenix.
Il limite principale riguarda l’assenza di integrazione con TrainingPeaks. La lettura dei dati risulta comunque utile, ma richiede passaggi manuali o una consultazione separata, meno comoda nel contesto di un percorso guidato da un coach. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.

Suunto, Amazfit e Apple Watch: opzioni valide con compromessi

Suunto offre un buon bilanciamento tra precisione e funzionalità. I nuovi modelli come il Race ed il Vertical hanno tutte le funzionalità di monitoraggio, molto accurate, che riportano nella loro app proprietaria (molto ben fatta). Tuttavia non esporta i dati su TrainingPeaks, e l’utilizzo di app di terze parti come FitnessSyncer non funziona sempre. L’integrazione con TrainingPeaks è comunque molto avanzata, tra l’altro Suunto nella sua app utilizza proprio le metriche TrainingPeaks per il monitoraggio dell’allenamento. L’accoppiata Suunto Vertical 2 e Whoop è perfetta per il monitoraggio accurato su TrainingPeaks.

Amazfit sorprende per rapporto qualità-prezzo. Le metriche HRV e la profondità delle analisi sono inferiori con dati non sempre attendibili. Tuttavia, essendo implementazioni sw, mi aspetto che la qualità migliori con il tempo. Però.. anche qui niente TrainingPeaks. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.

Apple Watch rimane eccellente come smartwatch, con sensori precisi e grande usabilità, la misurazione dell’HRV è buona, la valutazione del monitoraggio del sonno non precisissima, ma l’autonomia ridotta è davvero limitante. Integrazione con TrainingPeaks limitata. Può essere usato come orologio sportivo principale? No..

Come scegliere il dispositivo più adatto

La tecnologia è importante, ma la scelta dipende soprattutto dalle abitudini personali.
Se dormi senza problemi con lo sportwatch, Garmin è la soluzione più completa. Se preferisci un sensore leggero, Whoop rappresenta l’opzione più comoda. Se desideri il massimo comfort notturno, Oura Ring è ideale, anche se meno efficace per la gestione dei dati in TrainingPeaks.

L’obiettivo non è avere più strumenti, ma avere lo strumento che riesci a usare ogni giorno in modo coerente. La continuità della raccolta dati è ciò che permette una vera lettura dei trend fisiologici.

ATTENZIONE

Se usi Garmin con l’invio automatico dei dati di recupero come HRV, RHR, sonno tramite Garmin Health su TrainingPeaks contemporaneamente ad altri strumenti come Whoop, otterrai errori significativi nella visualizzazione ed interpretazione dei dati. TrainingPeaks non è in grado di differenziare le fonti, quindi leggerà i valori di tutti gli strumenti rendendo impossibile valutare i trend in modo accurato.

Dovrai scegliere quale sarà il tuo sistema sorgente, e dovrai considerare che nei giorni successivi al cambio, i trend saranno falsati.

ATTENZIONE 2: dovrai selezionare anche lo strumento sorgente di caricamento degli allenamenti se non vuoi avere un allenamento duplicato da Whoop su TrainingPeaks oltre a quello Garmin.

Se vuoi WHOOP come sorgente HRV/RHR

  • In Garmin Connect → App connesse – TrainingPeaks: disattiva “Daily health metrics” / “Statistiche salute giornaliera
  • Lascia attive solo le attività e gli allenamenti scaricati da TrainingPeaks..

Se vuoi Garmin come sorgente HRV / RHR

  • In Whoop -> Impostazioni App -> Integrazioni: scollega TrainingPeaks.

In questo modo su TrainingPeaks visualizzerai solo le metriche Garmin mentre le metriche del Whoop le vedrai solo nell’app dedicata.


Tabella riassuntiva

DispositivoProControPrezzo indicativo
GarminIntegrazione TrainingPeaks; HRV e monitoraggio notturno preciso; ecosistema completo. Rende inutile qualsiasi altro strumento esterno.Alcuni modelli (come le versioni 51mm) risultano scomodi per la notte250–1.000 €
WhoopMolto leggero; forte orientamento al wellness; integrazione TrainingPeaksRichiede abbonamento; non sostituisce un orologio sportivo200€-300€/anno (fascia inclusa nell’abbonamento)
Oura RingComfort elevato; HRV e sonno molto accuratiNessuna integrazione con TrainingPeaks.
Scomodo da utilizzare se si usano le mani (palestra, bici, etc). Non sostituisce un orologio sportivo.
350–450 €
SuuntoBuona precisione; prodotti robusti; monitoraggio completo allo stesso livello di Garmin.Non carica su TrainingPeaks sui dati di Health. Associalo ad un Whoop per avere la combo perfetta.300–800 €
AmazfitPrezzo contenuto; buona autonomiaHRV meno coerente; analisi ridotte. Non sostituisce un orologio sportivo.100–250 €
Apple WatchOttimo come smartwatch; sensori precisiInutilizzabile come sportwatch; autonomia limitata450–1.000 €

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Suunto Vertical vs Garmin Fenix: la sfida degli orologi sportivi per il running e outdoor

Nell’ambito degli orologi sportivi per il running e l’outdoor, due marchi di punta si contendono l’attenzione degli appassionati: Suunto Vertical e Garmin Fenix. Dopo un rigoroso test della durata di quasi tre settimane, siamo pronti a fornire una valutazione dettagliata delle caratteristiche e delle prestazioni di entrambi i modelli, al fine di aiutare i runner e gli amanti delle attività all’aperto a fare la scelta giusta.

Mappe: Suunto Vertical all’altezza dei concorrenti

Una delle novità più interessanti introdotte da Suunto Vertical è la presenza delle mappe cartografiche, una caratteristica imprescindibile per un orologio sportivo dedicato all’outdoor. Sebbene non siano precaricate e richiedano il download tramite l’app e la connessione Wi-Fi, le mappe si sono rivelate dettagliate e offrono diverse opzioni di visualizzazione, comprese le linee di quota. L’aspetto visivo è molto gradevole e soddisfacente.

Navigazione: qualche limite rispetto a Garmin

La navigazione e la creazione degli itinerari su Suunto Vertical devono essere impostate tramite l’app e non prevedono ricalcoli automatici come quelli offerti dai navigatori Garmin. Durante il test, si sono verificati alcuni crash del sistema, che hanno richiesto la reimpostazione delle impostazioni da zero. Inoltre, l’anteprima dell’itinerario riguarda solo la traccia senza sovrapporla alla mappa cartografica.

Funzionalità SuuntoPlus: estensioni utili ma con alcune limitazioni

Le app SuuntoPlus consentono di ampliare le funzionalità dell’orologio, ma durante il test si sono rivelate utili principalmente per i campi dati e gli allenamenti su TrainingPeaks. Purtroppo, la funzionalità SuuntoPlus CLIMB, che ci si aspettava fosse simile a ClimbPro di Garmin, si è rivelata deludente, fornendo solo informazioni di base sulla salita senza indicare quanto ne rimane. Inoltre, è possibile utilizzare solo due funzionalità SuuntoPlus contemporaneamente.

Display ed interfaccia: buona qualità ma con alcune pecche

Suunto Vertical offre un display di dimensioni generose e ottima risoluzione, tuttavia, mancano le emoji e le librerie grafiche per visualizzare le icone nelle funzionalità smartwatch. Durante il test, si sono verificati alcuni blocchi e riavvii, rendendo l’interfaccia un po’ pesante da utilizzare.

Sensore cardio: un aspetto da migliorare

La precisione della lettura del sensore cardio su Suunto Vertical si è rivelata imprecisa durante le attività sportive e nel monitoraggio continuo. Al contrario, il Garmin Fenix si è dimostrato molto preciso nel monitoraggio continuo della frequenza cardiaca. Tuttavia, va notato che la lettura della saturazione notturna su Suunto Vertical è risultata precisa, a differenza del Garmin.

Funzionalità sportive: analisi dettagliata delle modalità

Modalità nuoto: acque libere e piscina

Durante il test, il GPS in acque libere su Suunto Vertical ha deluso le aspettative, con difficoltà a creare una traccia precisa. La guida dice di attendere qualche minuto prima di iniziare a nuotare per completare il fix dei satelliti ma nella mia prova non è servito a molto.

Il GPS non prende in acqua quindi viene presa la posizione solo quando il polso è in emersione durante la bracciata. Il garmin, con difficoltà, riesce a creare una traccia discesa. Il suunto no.

La lettura della frequenza cardiaca in acqua è stata anch’essa scarsa. Tuttavia, l’utilizzo nella modalità piscina è stato soddisfacente, sebbene manchi la visualizzazione del tempo di recupero e la pausa automatica quando ci si ferma possa risultare fastidiosa. Per la visualizzazione del tempo di recupero si può usare una SuuntoApp specifica per il nuoto.

È importante notare che il tasto LAP viene utilizzato solo per distinguere i lavori, ad esempio quando si eseguono serie di allenamenti diversi.

Corsa: trail e su strada

Nelle modalità trail e corsa su strada, il GPS di Suunto Vertical si è comportato bene, fornendo una tracciatura accurata del percorso. Tuttavia, la lettura della frequenza cardiaca al polso è risultata inutilizzabile durante l’attività sportiva. Per quanto riguarda la misurazione della potenza, Suunto Vertical si è dimostrato molto simile alle letture del sensore Stryd, con un valore leggermente più alto ma comunque affidabile.

Sul Suunto Vertical a potenza è nativa e non è necessario utilizzare le app dedicate Stryd. Per usare Stryd si deve utilizzare l’accoppiamento “Power POD”.

Bici da strada e MTB

Suunto Vertical ha offerto una buona precisione del GPS sia per le bici da strada che per le MTB. È interessante notare che, durante il test, si è ottenuta una lettura abbastanza precisa della frequenza cardiaca al polso.

È importante tenere presente che la funzionalità di controllo dello Smart Trainer, presente su Garmin, manca su Suunto Vertical, poiché non è focalizzato sulle attività indoor.

Triathlon: funzionalità standard e limitazioni

La funzionalità standard del triathlon su Suunto Vertical si è rivelata semplice e comoda. Tuttavia, la visualizzazione dei campi e delle schermate è rigida e non può essere personalizzata. È possibile scegliere se visualizzare la potenza o la semplice velocità nella schermata dedicata alla bici, ma non è possibile apportare ulteriori modifiche.

Integrazione con TrainingPeaks

Suunto Vertical offre un’ottima integrazione con TrainingPeaks, consentendo di caricare e seguire gli allenamenti pianificati. Tuttavia, durante il test, si sono verificati alcuni problemi quando c’erano più allenamenti pianificati in una singola disciplina, con l’orologio che riconosceva solo un allenamento. È stato necessario utilizzare le funzionalità “SuuntoPlus” sull’orologio per selezionare l’allenamento corretto tra quelli pianificati. Inoltre, l’orologio non notifica con un allarme (suono o vibrazione) se si supera la zona di allenamento prevista, richiedendo un’attenta supervisione del display.

Batteria

Suunto Vertical si è dimostrato all’altezza delle aspettative per quanto riguarda la durata della batteria, offrendo un’autonomia eccellente. Il cavo di ricarica è stato apprezzato per la sua intelligenza.

Monitoraggio quotidiano: passi, recupero e sonno

Suunto Vertical offre un obiettivo fisso per il conteggio dei passi giornalieri, senza adattarsi dinamicamente. Non tiene traccia dei piani saliti durante la giornata. Tuttavia, il grafico del recupero è ben realizzato e attendibile. Il monitoraggio del sonno è accurato, e al risveglio vengono forniti un riepilogo dei dati e un’analisi dettagliata.

App Suunto

Per quanto riguarda l’app dedicata, sebbene abbia una completezza di funzionalità, il design risulta poco ordinato e la navigazione dei dati può risultare difficile. È importante notare che i dati dell’app non vengono aggiornati in tempo reale, ma presentano un ritardo di circa 10 minuti rispetto alle misurazioni effettuate dall’orologio stesso.

Conclusioni

La scelta tra Suunto Vertical e Garmin Fenix dipenderà dalle esigenze individuali del runner. Entrambi i modelli offrono caratteristiche interessanti, ma è importante valutare attentamente le proprie priorità e preferenze prima di prendere una decisione visti i prezzi.

Il Suunto è molto semplice e spartano nelle funzionalità offerte. Tuttavia continua ad essere 10 passi avanti in termini di design rispetto a garmin.

Nonostante il mio giudizio generale di Suunto Vertical sia positivo, avrei preferito trovare un sensore cardio più preciso ed una maggior flessibilità nel gestire le schermate dati nelle attività.

Avendo uno Smart Trainer interattivo avrei preferito che l’orologio fosse in grado di comandarlo senza dover per forza attivare un abbonamento come Zwift.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Perché non prenderò il nuovo Suunto Vertical

Quanto è bello! Il nuovo Suunto Vertical è davvero bello! Linea pulita, il fascino della progettazione, sviluppo e realizzazione finlandese, qualità dei materiali di livello superiore. Ogni volta Suunto esce con uno strumento che fonde tecnologia e design ai massimi livelli.

Vi riporto alcune caratteristiche chiave:

  • Mappe cartografiche (finalmente!) dettagliate
  • Ricarica solare
  • Durata della batteria di livello superiore (85 ore di monitoraggio dell’attività, 500 ore in modalità Tour, 60 giorni con uso giornaliero (1 anno nella versione solare in titanio).
  • Integrazione con TrainingPeaks con importazione automatica degli allenamenti strutturati.
TrainingPeaks e Suunto Vertical

Ma soprattutto, questo sportwatch, è bello! Davvero.

Suunto Vertical

Caratteristiche tecniche:

  • dimensioni: 49x49x13,6mm
  • ghiera: titanio grado 5
  • cristallo: cristallo zaffiro
  • cassa: poliammide rinforzata con fibra di vetro
  • cinturino: silicone 22mm
  • display: 1,4″ a matrice, 280×280
  • connettività: Bluetooth
  • mappe: outdoor offline gratuite
  • pianificazione percorsi: con mappe di calore
  • batteria: autonomia fino a 85 ore con massimo livello di precisione, 500 ore in modalità Tour e 60 giorni con uso quotidiano
  • ricarica solare: +30% di energia durante le giornate di Sole
  • sistema GNSS a doppia banda
  • previsioni del tempo, altitudine, allarmi per temporali
  • materiale: vetro zaffiro, acciaio inossidabile e quattro modelli in titanio grado 5
  • resistenza: MIL-STD-810H
  • attività: passi, battito cardiaco, sonno, calorie, stress
  • impermeabilità: fino a 100 metri di profondità
  • modalità sportive: 95

Se vuoi approfondire, sul sito Suunto trovi tutta la scheda tecnica, puoi cliccare qui per aprire il link diretto

Qui invece trovi la recensione completa:

Ma se ti piace così tanto perché scrivi che non lo comprerai?

Ottima domanda.

Uso Garmin da tanti anni, ho avuto tanti dispositivi diversi dal Forerunner 610 ai moderni Fenix X Pro, passando per le bilance Smart.

La quantità di dati, metriche, informazioni che Garmin è in grado di rilevare e memorizzare e visualizzare in un’unica app è enorme, decisamente superiore a qualsiasi altro sportwatch, oltre a garantire una autorevolezza ed affidabilità che non ha eguali.

Il tanto chiacchierato Apple Watch Ultra a confronto dei Garmin Fenix/Enduro è l’orologio di Peppa Pig delle patatine …

Cambiare tecnologia ed ecosistema mi toglierebbe qualcosa, limiterebbe la mia sete di dati e statistiche, che suunto ha iniziato ad avere ma ancora non a livello del garmin. Certo, i dati garmin non sono tutto nella vita, però privarmene mi da un senso di abbandono, vorrei ma non posso, che mi da ai nervi.

Ecco perché non prenderò il Suunto Vertical, per quella dipendenza tossica che ho acquisito nei confronti dei prodotti Garmin.

Ma con questo prodotto potrei davvero disintossicarmi.

Tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti !

Questo è un articolo della Sport Academy

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Suunto Vs Garmin: l’eterno dilemma

Negli ultimi anni ho utilizzato esclusivamente dispositivi GPS Garmin per le mie attività sportive. Prima il Garmin Forerunner 610, poi Edge 810 (per la bici), infine il Fenix 3.

L’esperienza con i dispositivi della casa americana è stata ampiamente positiva, soprattutto con il Fenix 3 che oltre ad essere un ottimo sportwatch e ActivityTracker integra le moderne funzionalità smartwatch.

Garmin Fenix 3

Il Fenix è un ottimo strumento per gli allenamenti, dalla pianificazione al monitoraggio. Tramite Garmin Connect (GC) è possibile definire allenamenti complessi basati su tempi, distanze, passo, frequenza cardiaca, con combinazioni in grado di soddisfare l’atleta più esigente. Durante l’allenamento il grande display permette di avere tutti i dati sotto controllo con le info relative all’esercizio, alla fase corrente e relativi obiettivi.

Nel post-workout, sempre tramite GC (su App o sul WEB), è possibile analizzare i dettagli dell’allenamento con abbondanza di informazioni che spaziano da quelle tradizionali dei tempi per frazione a quelle delle dinamiche di corsa, frequenza cardiaca, VO2Max, temperatura, quota, etc..

Tuttavia nell’outdoor perde diversi punti su aspetti che ritengo fondamentali:

  • Durata della batteria
  • Facilità nella creazione e importazione di percorsi
  • Precisione nel seguire i percorsi precaricati

Aggiornamento 7 dicembre 2017:

La precisione nel seguire i percorsi precaricati è notevolmente migliorata, come la gestione ed il caricamento degli stessi. Non è piò necessario fare complicati passaggi su Garmin BaseCamp e aggiornamenti con Garmin Express. Si fa tutto on-line, o tramite Garmin Connect su PC o tramite l’App dello SmartPhone e la sincronizzazione avviene via bluetooth. Un enorme passo in avanti!

Suunto Ambit3 Peak

E’ uno sportwatch “ignorante”, di quelli basici che sanno fare 3 cose ma le fanno bene. Rispetto al Fenix può sembrare un dispositivo a carbonella: schermo a matrice monocromatico, funzionalità smart paragonabili a quelle della calcolatrice CASIO degli anni 80, pianificazione e monitoraggio degli allenamenti meno performante rispetto all’uso di fettuccia, cronometro analogico, carta e penna. Activity tracker che, ActivitiChe???

Le schermate delle attività sono di facile lettura ma impostabili solamente tramite movescount (da smatrphone o web).

Però ha dei punti forti che non sono affatto da trascurare:

  • una batteria con una durata da paura (da scheda tecnica stimata a 30 ore con GPS a basso consumo, testato da me fino a 20 ore con 30% di batteria rimanente) con un’ottima accuratezza della posizione.
  • La creazione e l’import dei tracciati è semplicissimo, tramite Movescount su web e tramite l’app per il trasferimento sul dispositivo.
  • La precisione e semplicità nel seguire i percorsi precaricati è eccezionale.
  • Possibilità di creare APP embedded personalizzate senza dover usare ambienti di sviluppo particolari.

Queste qualità ben concentrate mi hanno spinto a preferire l’Ambit3 Peak in gara e nell’allenamento di trail running rispetto al Garmin Fenix3 e, visto che l’ultima fase di stagione (fine stagione) non prevedeva allenamenti specifici sulla velocità, ho letteralmente abbandonato il Fenix nel cassetto.

Aggiornamento 7 dicembre 2017:

La durata della batteria del Suunto Ambit3 Peak si riduce considerevolmente se si utilizza la modalità “Navigazione” (anche senza usare il track GPS). Si riduce così tanto da non arrivare alle 16 ore, quindi uguale al Garmin Fenix 3 (questo con navigazione e GPS tracking attivi).

Analisi dell’allenamento

Uno dei vari motivi per cui dopo l’EDGE 810 sono rimasto su Garmin è per la possibilità di avere un unico repository degli allenamenti.

Devo dire che Garmin Connect è una piattaforma eccellente. Difficile trovarne di così affidabili e complete. Movescount è decisamente meno professionale, fornisce informazioni parziali, c’è una grandissima differenza tra l’app ed il sito web, non permette di tenere traccia di info utili come l’uso dell’attrezzatura. Strava sopperisce un po’ di mancanze ma la compatibilità tra la traccia suunto e gli algoritmi Strava lasciano un po’ a desiderare: altitudini sballate, lap a 1km che si fermano a 900 metri, tempi in movimento interpretati a caso. Sto iniziando a mandare segnalazioni su segnalazioni, sperando che prendano in considerazione almeno l’analisi di queste anomalie.

Considerazioni

Ora, viste le uscite sul mercato dei nuovi gioielli e Suunto e Garmin, ed essendo io molto sensibile a questo tipo di oggettini tecnologici, mi sono messo a studiare per individuare il papabile nuovo feticcio hi-tech che possa andar bene per la vita di tutti i giorni/allenamenti/gare.

Fenix 5 e 5X sono molto belli e andrebbero in continuità con il mio della 3a generazione. Ma, oltre a costare una esagerazione, continuano ad avere il limite della durata della batteria. Molto bello anche il 935 ma con lo stesso problema dell’autonomia.

Il Suunto Spartan ha partorito diverse versioni molto sfiziose con lettore cardio al polso, ma nessuna di queste con una batteria della stessa autonomia del Ambit3 Peak a parte la versione Ultra (senza rilevamento cardio al polso) che sembra essere suo vero successore super HI-TECH.

Inoltre, nei recenti aggiornamenti software, SUUNTO ha incluso la gestione avanzata degli allenamenti e l’activity tracking sullo stesso modello di Garmin. Ma alla casa finlandese mancano ancora un paio di cose che ho trovato molto utili nel garmin: l’analisi del bilanciamento tra piede destro e sinistro, la frequenza del passo, il rapporto tra elevazione e lunghezza del passo, il metronomo, la possibilità di impostare n sveglie, diversi alert con relativa etichetta durante la corsa (come “mangiare”, “bere”, “gel”, “BCAA”, etc. ). Tutte funzioni non indispensabili ma molto utili, sopratutto le dinamiche di corsa durante gli allenamenti veloci in piano e durante la riabilitazione da piccoli infortuni.

Tuttavia, nonostante tutte le qualità Garmin, sto pensando di spostarmi verso il top di gamma Suunto. Sono attratto dall’autonomia, dalla semplice e precisa gestione dei percorsi, dal nuovo motore di pianificazione degli allenamenti. E non ultimo dal prezzo che vede lo Spartan Ultra molto più accessibile del Fenix5X.

Mi prenderò ancora un po’ di tempo per scegliere, continuate a seguirmi!

Nota: mi si fa notare che la durata della batteria si potrebbe superare con il powerbank, ma è uno di quegli oggetti che preferirei non portarmi appresso e gestire in gara.

Nota2: una interessante fonte di info sulle funzionalità dello Spartan Ultra è il log degli aggiornamenti software che trovate QUI

 

Gare Trail da 10 Km? Si, Grazie!

E’ difficile resistere alle belle gare di paese da 10Km, ancora di più se in formato Trail!

A tanti potrà sembrare una distanza troppo corta, poco divertente, facile. Probabilmente questi “tanti” si sono scordati cosa significa correre una competizione da 10’000 metri: potenza allo stato puro. Si perché i 10’000 metri sono quella distanza che non ti permette di definire tante strategie di ritmo, devi correre e basta, e forte! Se poi a metà gara trovi uno strappo in salita di 500 metri di dislivello in 2 km… beh, allora diventa una esperienza mistica.

Trovo queste gare molto divertenti ed una buona occasione per testare la potenza del motore anaerobico, la resistenza al lattato, la concentrazione mentale per resistere allo sforzo intenso.

Altro aspetto molto importante è che spesso ci si ritrova con tanti amici e la giornata passa via in modo piacevole!

Trail del Monte Soratte XVII Edizione – Sant’Oreste

In questa gara ho usato:

  • Scarpe: New Balance Hierro V2
  • GPS: Suunto Ambit3 Peak
  • Outfit: Mizuno, Kipsta

La gara su Strava: qui

Le foto su Instagram: qui

Il Relive: qui

Ciao e buone corse!

#MyRoad2UTMB