Farro con Crema di Piselli, Tofu Dorato e Salsa Tahina-Lime: Ricetta Vegan Pre-Gara

Colorful Buddha bowl with avocado-lime dressing center, roasted tofu, kale, spinach, cucumbers, tomatoes, cabbage, quinoa, and almonds in a ceramic bowl.

Farro con Crema di Piselli, Tofu Dorato e Salsa Tahina-Lime

In ultra trail l’alimentazione non si improvvisa: ogni pasto pre-gara deve garantire un rilascio prolungato di energia senza appesantire la digestione. Questa combinazione di farro perlato, piselli freschi e tofu risponde esattamente a questa esigenza. Carboidrati complessi a basso indice glicemico, proteine vegetali complete e una componente lipidica di qualità da tahina e mandorle compongono un piatto nutrizionalmente bilanciato, digeribile e adatto a chi segue un’alimentazione 100% vegetale.

Perché Funziona

Il farro perlato è un cereale antico con indice glicemico sensibilmente inferiore a riso bianco e pasta raffinata: questo si traduce in un rilascio graduale di glucosio nel sangue, caratteristica essenziale nelle 12-24 ore che precedono una competizione ultra-endurance dove le riserve di glicogeno devono essere saturate senza picchi insulinici. Studi consolidati confermano che il timing dei carboidrati e la scelta di fonti a basso IG nelle ore pre-gara influenzano positivamente la performance prolungata (Thomas et al., 2016, Medicine & Science in Sports & Exercise).

I piselli freschi, protagonisti della crema di base, apportano polifenoli con documentata attività anti-infiammatoria e fibre prebiotiche che nutrono il microbiota intestinale, un fattore sempre più centrale nella ricerca sulla performance di endurance. La combinazione farro-tofu garantisce un profilo aminoacidico completo con circa 31 grammi di proteine per porzione, quantità sufficiente a stimolare la sintesi proteica muscolare post-allenamento secondo la dose soglia di 0.25-0.30 g/kg identificata nella letteratura (Moore et al., 2015).

Ingredienti

  • 240 g farro perlato
  • 200 g tofu compatto (sgocciolato e pressato)
  • 200 g piselli freschi (sgranati)
  • 10 g tahina chiara
  • 10 g mandorle in scaglie
  • 1 lime (succo + scorza)
  • 1 cipollotto fresco
  • 1 cucchiaio di tamari
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • Basilico fresco q.b.
  • Sale marino integrale q.b.
  • Pepe bianco q.b.

Preparazione

  1. Cuocere il farro in acqua bollente salata per 20-22 minuti. Scolare e tenere da parte.
  2. Nel frattempo, scottare i piselli freschi in acqua bollente per 3 minuti. Scolare e trasferire in acqua ghiacciata per fissare il colore.
  3. Frullare 150 g di piselli con 5 g di tahina, sale, pepe e un goccio di acqua di cottura del farro fino a ottenere una crema liscia.
  4. Tagliare il tofu a cubetti di circa 2 cm. Scaldare una padella antiaderente, aggiungere l’olio e rosolare il tofu a fuoco medio-alto per 6-8 minuti, girandolo su tutti i lati fino a doratura uniforme.
  5. A fuoco spento, aggiungere il tamari nella padella con il tofu e mescolare per glassare.
  6. In una ciotola piccola, preparare la salsa: mescolare la tahina rimanente (5 g) con il succo di lime e la scorza grattugiata.
  7. Comporre il piatto: crema di piselli sul fondo, farro al centro, tofu dorato ai lati. Guarnire con i piselli interi rimasti, scaglie di mandorle tostate, basilico spezzettato e cipollotto affettato sottile.
  8. Completare con la salsa tahina-lime a filo e una macinata di pepe bianco.

Valori Nutrizionali

Per porzione: circa 650 kcal | 31 g proteine | 104 g carboidrati | 14 g grassi. Il rapporto tra macronutrienti rispecchia le raccomandazioni per l’alimentazione pre-gara nell’ultra-endurance: carboidrati dominanti (circa 64% dell’energia), proteine vegetali adeguate alla sintesi proteica post-esercizio, grassi insaturi da fonti di qualità. Il piatto è naturalmente ricco di ferro non-eme (farro, tofu), magnesio, zinco e vitamine del gruppo B, micronutrienti particolarmente richiesti negli sport di endurance.

Come alimentarsi nella settimana prima della gara?

Prima di una gara sia il neofita che l’atleta esperto iniziano a chiedersi come alimentarsi al meglio per accumulare più energia possibile da sfruttare durante la competizione.

Spesso vengono intraprese strategie estemporanee, magari con chili e chili di pasta durante la settimana oppure con carichi e scarichi di carboidrati in modo del tutto improvvisato.

Anche i fisiologi dello sport si sono posti questa domanda elaborando diversi protocolli sulla “supercompensazione del glicogeno“. Tra i più famosi è possibile annoverare il metodo Astrand ed il metodo di Sherman & Costill.

Perché è importante la supercompensazione del glicogeno?

Il glicogeno riveste un ruolo fondamentale nella performance degli sport di resistenza per il suo alto rendimento nella produzione di energia a parità di ossigeno. E siccome la quantità di O2 che riusciamo ad introdurre è limitata, più glucidi riusciamo ad ossidare e più lavoro riusciamo a compiere.

Le scorte di glicogeno nel nostro organismo sono di circa 25g di per ogni kg di massa magra. Quindi un uomo di 70kg con un valore di BF sotto il 12% avrà al massimo: 70×25=1750 kcal, ovvero 440g circa di glicogeno (vi ricordo che 1g di glicogeno produce 4kcal) ditribuiti tra muscoli (circa 350g) e fegato (circa 90g).

La velocità di risisntesi è di circa il 5% l’ora, quindi in 20 ore l’organismo è in grado di ricreare tutto il glicogeno consumato, sempre se gli abbiamo fornito la giusta quota di ricarica.

Con opportuni metodi è possibile incrementare temporaneamente le scorte, aumentando il glicogeno che può essere immagazzinato dalle fibre muscolari fino anche a 30-37g contro i 25g normalmente presenti.

Metodo Astrand

Si compone in due fasi: scarico e carico di carboidrati. La prima inizia a sette giorni dalla gara e viene portata avanti per quattro, dove l’atleta si allenerà ad alta intensità (attorno all’85% della FCMax) riducendo fortemente i glucidi a non oltre il 10% delle calorie giornaliere. Gli ultimi giorni dovrà essere fatta una forte ricarica glucidica, con forte riduzione del carico di allenamento per stimolare la supercompensazione.

Nonostante questo metodo abbia prodotto altissimi livelli di supercompensazione (37g per kg di muscolo), ha dimostrato di essere poco efficiente per diversi fattori.

Nella settimana prima della gara si deve favorire il massimo recupero muscolare per indurre la supercompensazione di tutto il sistema in ottica della competizione, mentre l’allenamento intenso e l’eliminazione dei carboidrati portano in direzione del tutto opposta:

  • consumo di massa magra aumento della stanchezza muscolare
  • accumulo di grasso
  • aumento repentino del peso a ridosso della gara (1g di glicogeno si lega a 2,7g d’acqua)

Metodo di Sherman & Costill

Si tratta di un metodo più soft, che tra l’altro è quello da me utilizzato, e prevede che nella settimana prima della gara i carboidrati siano al 60-70% delle calorie con una parallela riduzione del carico di allenamento fino al completo riposo nel giorno prima della gara.

Lasciando inalterata l’alimentazione e lavorando solo sul dispendio energetico sarà come se i carboidrati aumentassero senza però stressare l’organismo.

Considerazioni

Ad oggi non c’è una strategia unica e vincente, ed i consigli sulla preparazione prima della gara che mi sento di condividere sono quelli dettati dal buon senso:

  • Nella settimana pre gara conviene ridurre il volume di allenamento per abbassare la fatica sistemica (tapering)
  • L’apporto di carboidrati deve essere adeguato per permettere di arrivare al giorno della gara con le scorte piene senza stressare troppo l’organismo.
  • Il pasto pre gara deve essere provato prima della competizione: abituatevi al pasto prima dell’allenamento per trovare il giusto equilibrio che utilizzerete nell’ultimo pasto prima della gara
  • Assumere zuccheri a veloce assimilazione prima della gara rallenta la glicolisi quindi la produzione di ATP. Evitate il miele e le famose bustine di zucchero” sulla linea di partenza. ​