Recupero post allenamento: la strategia nutrizionale efficace

Strategia alimentare recupero

Quando termini un allenamento impegnativo o una gara, il recupero non è un concetto astratto né qualcosa che “succede da solo”. È una fase attiva, guidata da scelte precise. Quello che fai nelle ore immediatamente successive allo sforzo condiziona in modo diretto come ti sentirai nei giorni seguenti e quanto riuscirai ad allenarti bene.

Dopo uno sforzo prolungato il corpo è temporaneamente più efficiente nel ricostruire ciò che ha consumato. Ignorare questa finestra significa rallentare il recupero senza alcun vantaggio.

Durante un lungo, una gara o un allenamento di qualità, il consumo principale riguarda il glicogeno, cioè le scorte di carboidrati presenti nei muscoli e nel fegato. Più la durata e l’intensità sono elevate, più queste riserve si svuotano. Se non vengono ripristinate in tempi ragionevoli, l’organismo resta in deficit energetico, aumenta lo stress sistemico e l’allenamento successivo perde qualità.

Nelle prime due ore dopo la fine della corsa, i muscoli sono particolarmente sensibili all’assorbimento dei carboidrati. Questo non è un concetto teorico: è una risposta fisiologica ben documentata. In questa fase il corpo riesce a ricostituire il glicogeno più rapidamente rispetto a qualsiasi altro momento della giornata.

Qui entra il primo punto chiave della tua strategia di recupero: non rimandare l’assunzione di nutrienti.

Il secondo punto è altrettanto importante. L’assunzione di carboidrati funziona, ma l’associazione carboidrati + proteine funziona meglio. Le proteine stimolano una risposta insulinica più efficace e forniscono amminoacidi utili alla riparazione delle micro-lesioni muscolari indotte dall’allenamento. Non si tratta di “costruire muscolo”, ma di permettere al tessuto già esistente di recuperare in modo efficiente.

La routine che seguo e propongo ai miei atleti è molto semplice da mettere in pratica: dopo un allenamento che ha inciso sulle riserve energetiche, l’obiettivo è assumere circa 2 grammi di carboidrati per kg di peso corporeo nelle prime due ore, accompagnati da proteine in un rapporto approssimativo di 4:1.

Un esempio chiarisce meglio.

Un atleta di 70 kg avrà come riferimento:

  • circa 140 g di carboidrati
  • circa 35 g di proteine

Non vanno assunti tutti insieme. La distribuzione è parte della strategia.

Nei primi 30 minuti, l’ideale è coprire circa metà del fabbisogno, preferibilmente in forma liquida. Uno shake o uno smoothie permettono un’assimilazione rapida e non interferiscono con l’appetito del pasto successivo. In questa fase non serve “mangiare bene”, serve ripartire il prima possibile.

Nella ora e mezza successiva, completi il resto con un pasto solido. Carboidrati semplici o complessi, abbinati a una fonte proteica digeribile. Riso, pasta, patate, pane, frutta, uova, tofu, seitan, etc. Non esiste un pasto perfetto: esiste un pasto sufficiente, tempestivo e sostenibile.

Il senso di questa routine non è nutrizionale in senso astratto, ma pratico.

Questo approccio diventa ancora più rilevante negli sport di endurance e ultra endurance. Più lunga è la durata dello sforzo, maggiore è il costo metabolico e più alto è il prezzo di un recupero approssimativo.

La sequenza ideale è sempre la stessa:

  • termina l’allenamento
  • entro 30 minuti assumi carboidrati e proteine
  • entro 2 ore completi con un pasto solido
  • continui a idratarti nelle ore successive

Non è una regola da applicare a ogni corsa facile. È uno strumento da usare quando l’allenamento è impegnativo e con un costo metabolico elevato.

Strategia alimentare recupero

Allenarsi meglio non significa solo accumulare chilometri o intensità. Significa anche chiudere correttamente ogni seduta. Una corretta gestione dell’alimentazione del recupero non aggiunge stress, lo riduce. E nel lungo periodo, è questo che permette continuità, adattamento e prestazione.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Beta Alanina: Un alleato per migliorare l’endurance

La corsa è uno sport che richiede un’elevata resistenza e capacità di sostenere uno sforzo prolungato nel tempo. Gli atleti alla ricerca di un vantaggio competitivo potrebbero trovare nella beta alanina un alleato prezioso. Questo amminoacido non essenziale offre benefici significativi nell’ambito dell’endurance sportivo, aiutando gli atleti a superare i loro limiti e migliorare le prestazioni. In questo articolo, esploreremo i benefici della beta alanina per i corridori e il suo ruolo nell’aumentare l’endurance.

La beta alanina e la carnosina

La beta alanina è un amminoacido che il corpo converte in carnosina, un composto chiave per migliorare le prestazioni nell’endurance sportivo. La carnosina agisce come un tampone dell’acido lattico, svolgendo un ruolo cruciale nella regolazione dell’acidità muscolare durante l’esercizio intenso. Un accumulo eccessivo di acido lattico può portare alla fatica muscolare e alla riduzione delle prestazioni. La beta alanina aiuta a ritardare l’accumulo di acido lattico, consentendo ai corridori di mantenere un ritmo più elevato per periodi più lunghi.

Benefici della beta alanina

  1. Miglioramento dell’endurance: L’assunzione di beta alanina aumenta la capacità di sostenere l’attività ad alta intensità per periodi più lunghi. I runner possono mantenere un ritmo costante e resistere alla fatica muscolare per una distanza maggiore, portando a prestazioni complessivamente migliori.
  2. Ritardo della fatica muscolare: La beta alanina ritarda l’insorgenza della fatica muscolare, consentendo agli atleti di affrontare allenamenti e gare più impegnative. Questo significa che i runner possono spingere i propri limiti senza raggiungere rapidamente la stanchezza muscolare.
  3. Miglioramento della potenza anaerobica: La beta alanina può migliorare la potenza anaerobica, che è cruciale durante gli sprint o le accelerazioni durante una gara.
  4. Recupero più rapido: La supplementazione di beta alanina può anche favorire un recupero più rapido tra gli allenamenti intensi. I corridori possono riprendersi più velocemente da sessioni di allenamento impegnative, consentendo loro di allenarsi con una maggiore frequenza e intensità.

Considerazioni e dosaggio

Prima di iniziare la supplementazione di beta alanina, è importante consultare un medico o un dietologo per valutare la sua appropriazione individuale. La dose raccomandata solitamente varia tra i 4-6 grammi al giorno, divisi in dosi più piccole durante la giornata. È necessario seguire un protocollo di supplementazione regolare per diverse settimane per raggiungere livelli ottimali di carnosina muscolare.

Studi scientifici

Ci sono diversi studi scientifici che supportano l’efficacia della beta alanina nell’endurance sportivo. Di seguito ti fornisco alcuni esempi di studi rilevanti:

  1. Artioli GG, et al. Role of beta-alanine supplementation on muscle carnosine and exercise performance. Med Sci Sports Exerc. 2010 Jun;42(6):1162-73. Questo studio ha esaminato l’effetto della supplementazione di beta alanina sulla concentrazione di carnosina muscolare e sulle prestazioni fisiche. I ricercatori hanno concluso che la supplementazione di beta alanina aumenta significativamente i livelli di carnosina muscolare, migliorando l’endurance e la potenza anaerobica.
  2. Baguet A, et al. Important role of muscle carnosine in rowing performance. J Appl Physiol (1985). 2010 Jun;109(1):109-12. Questo studio ha esaminato l’effetto della carnosina muscolare sulla performance di canottaggio. I risultati hanno mostrato che i canottieri con livelli più elevati di carnosina muscolare avevano prestazioni migliori, suggerendo che la beta alanina potrebbe migliorare l’endurance sportivo attraverso l’aumento dei livelli di carnosina muscolare.
  3. Hobson RM, et al. Effects of beta-alanine supplementation on exercise performance: a meta-analysis. Amino Acids. 2012 Jul;43(1):25-37. Questa meta-analisi ha esaminato i risultati di diversi studi sull’effetto della beta alanina sulle prestazioni fisiche. I ricercatori hanno concluso che la supplementazione di beta alanina può migliorare l’endurance e la potenza anaerobica, e che gli effetti sono più evidenti durante gli esercizi ad alta intensità e di durata da 1 a 4 minuti.
  4. Saunders B, et al. Beta-alanine supplementation to improve exercise capacity and performance: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 2017 Mar;51(5):658-669. Questa revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato gli effetti della beta alanina sull’endurance sportivo. I risultati hanno mostrato che la supplementazione di beta alanina può migliorare l’endurance e le prestazioni durante esercizi ad alta intensità di durata compresa tra 60 secondi e 10 minuti.

Questi sono solo alcuni degli studi disponibili sull’argomento. È importante notare che l’efficacia della beta alanina può variare in base alle caratteristiche individuali e al protocollo di supplementazione utilizzato.

Conclusioni

La beta alanina rappresenta una promettente strategia per migliorare l’endurance nel running. Gli effetti della beta alanina sulla carnosina muscolare possono portare a un aumento della resistenza, al ritardo della fatica muscolare, al miglioramento della potenza anaerobica e a un recupero più rapido. Integrare la beta alanina in un regime di allenamento mirato può offrire un vantaggio significativo ai corridori che desiderano migliorare le proprie prestazioni e superare i propri limiti nell’endurance sportivo. Tuttavia, è fondamentale seguire una corretta supervisione da parte di professionisti del settore e individuare la dose appropriata in base alle esigenze individuali.

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Gestire il gonfiore alle gambe dopo la corsa: consigli per un recupero ottimale

La corsa è un’attività fisica stimolante e gratificante che porta numerosi benefici per la salute. Tuttavia, molti corridori si trovano a dover affrontare il fastidioso problema del gonfiore alle gambe dopo l’allenamento. Il gonfiore può essere causato da diversi fattori, tra cui l’accumulo di liquidi, l’infiammazione e la mancanza di recupero adeguato. In questo articolo, esploreremo le cause del gonfiore alle gambe e forniremo preziosi consigli su come evitarlo, consentendo ai runner di ottimizzare il loro recupero e godersi appieno la loro passione per la corsa.

  1. Comprendere le cause del gonfiore:
    Il gonfiore alle gambe può essere il risultato di diversi fattori, come l’accumulo di liquidi a causa dell’aumento del flusso sanguigno durante la corsa o l’infiammazione causata dall’attività fisica intensa. È importante capire queste cause per adottare le giuste strategie di prevenzione.
  2. Prevenire il gonfiore con le seguenti misure:
    a. Raffreddamento post-allenamento: Dopo la corsa, prenditi il tempo necessario per raffreddare il corpo gradualmente. Camminare o fare stretching leggero può aiutare a ridurre l’accumulo di liquidi nelle gambe.
    b. Recupero attivo: Include nella tua routine di recupero attività a basso impatto come il nuoto o il ciclismo leggero. Queste attività possono favorire la circolazione e aiutare a ridurre il gonfiore.
    c. Compressione: Indossa calze o gambali a compressione durante la corsa. La compressione graduata favorisce il flusso sanguigno e riduce l’accumulo di liquidi nelle gambe.
    d. Elevazione delle gambe: Dopo l’allenamento, solleva le gambe in posizione sopraelevata per favorire il drenaggio dei liquidi. Questa semplice pratica può ridurre il gonfiore e accelerare il processo di recupero.
  3. Gestire l’infiammazione:
    L’infiammazione può contribuire al gonfiore alle gambe dopo la corsa. Utilizza metodi di recupero post-allenamento come il ghiaccio o il massaggio per ridurre l’infiammazione e alleviare il gonfiore. Inoltre, una dieta ricca di alimenti antinfiammatori come frutta, verdura e alimenti ricchi di antiossidanti può aiutare a prevenire l’infiammazione e promuovere il recupero.
  4. Ascoltare il proprio corpo:
    Ogni corridore è unico, quindi è essenziale ascoltare attentamente il proprio corpo. Se il gonfiore persiste nonostante le misure preventive, potrebbe essere necessario ridurre l’intensità o la durata degli allenamenti e concedersi più tempo di recupero. Ricorda che il recupero è parte integrante dell’allenamento.
  5. Idratazione e alimentazione adeguata:
    Mantenere un adeguato equilibrio idrico è fondamentale per prevenire il gonfiore alle gambe. Assicurati di idratarti prima, durante e dopo la corsa. L’acqua aiuta a mantenere una corretta circolazione e a ridurre l’accumulo di liquidi. Inoltre, una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali come carboidrati, proteine e grassi sani favorisce il recupero muscolare e può contribuire a ridurre l’infiammazione.
  6. Riposo e recupero adeguati:
    Il riposo è una componente essenziale per prevenire il gonfiore alle gambe. Concediti giorni di riposo adeguati tra gli allenamenti intensi per permettere al tuo corpo di recuperare completamente. Il sonno di qualità è anche cruciale per il recupero muscolare. Assicurati di dormire abbastanza ore per consentire al tuo corpo di rigenerarsi e recuperare.
  7. Monitorare e adattare l’allenamento:
    Tieni traccia del tuo allenamento e dei sintomi di gonfiore alle gambe. Se noti che il gonfiore è costante o persistente, potrebbe essere necessario ridurre l’intensità o la durata degli allenamenti. Lavora con un allenatore o un esperto per adattare il tuo programma di allenamento in base alle tue esigenze individuali.
  8. Consulta un professionista:
    Se il gonfiore alle gambe persiste nonostante l’adozione di misure preventive, è consigliabile consultare un medico o uno specialista dello sport. Possono esaminare attentamente la tua situazione e fornire consigli specifici per affrontare il problema.

Il gonfiore alle gambe dopo la corsa può essere fastidioso, ma con le giuste strategie di prevenzione e recupero, puoi gestirlo efficacemente. Presta attenzione al tuo corpo, ascoltando i segnali e adottando le misure preventive adeguate come raffreddamento post-allenamento, compressione, elevazione delle gambe e recupero attivo. Ricorda che ogni corridore è diverso, quindi adatta le strategie alle tue esigenze personali. Mantieni una buona idratazione, segui una dieta equilibrata e consulta un professionista se il gonfiore persiste. Con una corretta gestione , potrai goderti al massimo la tua passione per la corsa e ottimizzare i tuoi risultati.

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La Settimana di Scarico Pregara: Come Ottimizzare la Tua Preparazione per la Gara di Triathlon

La settimana di scarico pregara rappresenta un momento cruciale, poiché offre l’opportunità di recuperare, rigenerarsi e arrivare alla gara con energia e freschezza. In questo articolo, esploreremo alcuni consigli fondamentali su come gestire al meglio la settimana di scarico per ottimizzare la tua preparazione e massimizzare le tue performance. Con una pianificazione oculata e un equilibrio tra riposo attivo, nutrizione adeguata e gestione dello stress, sarai pronto a spiccare il volo verso il tuo obiettivo.

1. Riduci gradualmente l’intensità e la durata degli allenamenti

Durante questa settimana, è importante ridurre progressivamente l’intensità e la durata degli allenamenti. Questo permette ai muscoli di recuperare dagli allenamenti precedenti e di rigenerarsi in vista della gara. Riduci il volume complessivo degli allenamenti mantenendo però una buona qualità delle sessioni rimanenti.

2. Mantieni un allenamento attivo

Sebbene stai riducendo l’intensità degli allenamenti, non dovresti eliminare completamente l’attività fisica. Mantieni l’allenamento attivo per stimolare il flusso sanguigno e mantenere il corpo in movimento. Puoi optare per sessioni leggere di nuoto, ciclismo o corsa, concentrandoti sulla tecnica e sulla fluidità dei movimenti.

3. Concentrati sulla qualità degli allenamenti

Nonostante la riduzione del volume, cerca di mantenere la qualità degli allenamenti durante la settimana di scarico. Focalizzati su esercizi di tecnica, lavori di velocità o intervalli brevi e intensi. Questo ti permetterà di attivare il sistema nervoso e migliorare la sensazione del ritmo di gara.

4. Lavora sulla mobilità e il recupero

La settimana di scarico è il momento ideale per dedicarsi alla mobilità e al recupero. Dedica del tempo per esercizi di mobilità articolare, allungamenti e pratiche di recupero come lo yoga o il foam rolling. Queste attività aiuteranno a rilassare i muscoli e a prevenire l’accumulo di tensione.

5. Riposo e alimentazione equilibrata

Il riposo e l’alimentazione adeguata sono fattori cruciali per una settimana di scarico efficace. Assicurati di dormire a sufficienza, mantenendo un sonno di qualità. Durante il giorno, mantieni un’alimentazione equilibrata con un adeguato apporto di carboidrati, proteine, frutta, verdura e grassi sani. Evita cibi pesanti o elaborati che potrebbero causare problemi digestivi.

6. Gestione dello stress e relax

Per affrontare la settimana di scarico in modo ottimale, è essenziale gestire lo stress e trovare momenti di relax. Evita situazioni stressanti e cerca di dedicare del tempo a te stesso per rilassarti e rigenerarti. Sperimenta tecniche di gestione dello stress, come la respirazione profonda, la meditazione o la visualizzazione positiva. Mantieni una mentalità positiva e focalizzati sul tuo obiettivo, creando uno stato mentale ottimale per la gara.

7. Affina la tua strategia di gara

Durante la settimana di scarico, approfitta del tempo libero per riflettere sulla tua strategia di gara. Studia attentamente il percorso, le transizioni e le tue priorità in ogni disciplina. Visualizza mentalmente la tua gara ideale, immaginando come vorresti affrontarla e superarla. Questo ti aiuterà ad affinare la tua pianificazione e ad aumentare la fiducia nella tua capacità di ottenere il successo.

8. Sii attento ai segnali del tuo corpo

Durante la settimana di scarico, ascolta attentamente il tuo corpo e rispondi ai suoi segnali. Se avverti dolore o stanchezza eccessiva, prendi il tempo necessario per recuperare e consultare un professionista medico se necessario. Non forzare gli allenamenti o tentare di superare i limiti fisici, poiché ciò potrebbe compromettere la tua prestazione in gara.

9. Mantieni una routine rilassante prima della gara

La sera prima della gara, crea una routine rilassante che ti permetta di riposare bene e svegliarti fresco e pronto per l’evento. Evita attività intense o stressanti e opta per attività tranquille come leggere un libro, ascoltare musica rilassante o fare una breve meditazione. Prepara l’equipaggiamento necessario per la gara in anticipo, in modo da evitare lo stress dell’ultimo minuto.

Conclusioni

La settimana di scarico pregara è un periodo cruciale per la preparazione al triathlon. Mantenendo un equilibrio tra riposo attivo, nutrizione adeguata, gestione dello stress e concentrazione mentale, puoi massimizzare la tua preparazione per la gara. Seguendo i consigli forniti in questo articolo, sarai pronto ad affrontare la competizione con fiducia e determinazione. Ricorda di ascoltare il tuo corpo, seguire la tua strategia di gara e goderti l’esperienza unica che il triathlon ti offre. Buona gara!

Questo è un articolo della Sport Academy

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Alimentazione ed integrazione sportiva

Questo articolo nasce dalla necessità di definire una strategia di massima, efficace, per l’integrazione in gara.

Più volte ho provato (ingenuamente) ad affidarmi ai ristori ma – tranne qualche raro caso – si sono rivelati inadeguati per chi segue una alimentazione vegan, ma sopratutto per chi cerca la prestazione.

Innanzitutto, per capire perché assumere cibi invece di altri, sarà necessario fornire delle informazioni tecniche di base.

Il corpo ha bisogno di energia

A riposo, la fonte di energia utilizzata dal nostro organismo è rappresentata dagli acidi grassi presenti nel sangue, nei tessuti muscolari e nel tessuto adiposo.

Ma durante l’esercizio è l’intensità dello sforzo a determinare la fonte di energia da utilizzare.

Per l’endurance, ed in particolare per l’ultra trail, il fabbisogno energetico è garantito da un mix di glucosio e acidi grassi: il primo ottenuto dai carboidrati, il secondo dai lipidi.

Entriamo un po’ più nel dettaglio

Carboidrati

I carboidrati, comunemente chiamati “zuccheri”, sono la benzina del nostro sistema energetico. Il glucosio, che è uno dei carboidrati più semplici (monosaccaridi), è immagazzinato nei muscoli e nel fegato sotto forma di glicogeno e viene utilizzato dalle cellule per la produzione di energia.

I carboidrati costituiscono la principale fonte di energia immediata per l’organismo e sono indispensabili per le funzioni energetiche dei globuli rossi e per il tessuto nervoso.

Per chi pratica sport la quantità giornaliera può variare dai 6 ai 10 g/kg di peso corporeo rispetto al proprio peso forma. Quindi per un atleta di 70kg la dose indicativa andrà da 420g a 700g (in calorie: 1’680kcal – 2’800kcal).

La quantità corretta è in relazione al TDEE ed in particolare al modello di allenamento che si sta seguendo. Ad esempio, per massimizzare i risultati su allenamenti aerobici ad alta intensità ci sposteremo più verso un’alta dose rispetto a lavori di fondo lento che sfruttano in buona parte il metabolismo energetico degli acidi grassi.

I carboidrati hanno due principali funzioni:

  • energetica: forniscono energia alle cellule di pronto utilizzo.
  • strutturale: contribuiscono alla struttura delle cellule.

La loro presenza nella dieta, sia nella forma semplice che in quella complessa, assicura all’organismo un rifornimento di energia costante e prolungato nel tempo.

Proteine

Le proteine svolgono molteplici funzioni all’interno del nostro organismo: costituiscono la struttuta delle cellule; formano gli anticorpi; compongono molti enzimi ed ormoni; trasportano nutrienti ed altre sostanze nel sangue; sono importanti per la conduzione degli impulsi nervosi e la contrazione muscolare; in particolari casi possono essere utilizzate per produrre energia

La dose di proteine per gli atleti oscilla tra 1,0/1,2 e 1,5/1,7 g/kg di peso e generalmente può essere assicurata con la normale alimentazione senza ricorrere a integrazione.

Quindi, ad esempio:

Un atleta di 70Kg necessiterà di 70/84g – 105/119g di proteine, che in calorie si traduce rispettivamente in 280/336 kcal – 420/476 kcal.

La quantità, anche qui, viene dosata in base al tipo di allenamento. Se in programma abbiamo lavori molto lunghi, che rischiano di catabolizzare le fibre muscolari a scopo energetico, andremo ad assumere una quantità maggiore di proteine per tamponare la “scomposizione” delle fibre muscolari.

Il loro assorbimento parte dallo stomaco con meccanismi complessi e dispendiosi. Possono essere utilizzate a scopo energetico ma sono molto meno efficienti dei carboidrati.

Lipidi (grassi e oli)

Sono essenziali dal punto di vista nutrizionale perché contengono alcuni acidi grassi che il corpo umano non è in grado di sintetizzare.

Le funzioni principali dei lipidi sono:

  • energetica: rappresentano l’energia di riserva dell’organismo;
  • strutturale: entrano nella costtruzione delle membane cellulari e delle guaine nervose.
  • regolatrice: sono precursori di ormoni, acidi biliari, vitamina D ed altri composti bioregolatori.
  • trasporto: fungono da carrier delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) che vengono assorbite solo in presenza di questi.

Sono molto importanti negli sport di endurance perché vengono utilizzati come fonte di energia insieme ai carboidrati ed infatti, nei lavori aerobici di lunga durata vengono utilizzati dall’organismo per risparmiare i glicidi e le proteine.

Integrazione per la gara

Dopo aver visto cosa sono ed a cosa servono carboidrati, proteine e lipidi, vediamo come utilizzarli al meglio prima, durante e dopo la gara.

Il modello di prestazione del trail running su lunghe distanze dice che il carburante principale è dato da un mix di carboidrati e lipidi.

Mentre i lipidi sono un serbatoio pressoché infinito di energia, i carboidrati finiscono relativamente in fretta e senza di loro vanno in tilt tutti i meccanismi di produzione dell’ATP (la molecola che attiva la contrazione muscolare).

La dose di carboidrati da assumere in gara si aggira indicativamante sui 30-60g/ora e serve a mantere elevato il livello di glucosio nel flusso sanguigno. Si stima che un carico di circa 70g (1 grammo per kg di peso) possa permettere una buona attività per 90 minuti assicurando normali livelli glicemici sin dai primi minuti dello sforzo.

Molto a spanne è possibile calcolare il consumo di energia in gara (kcal totali) con la formula:

0,9 X peso atleta X distanza in km

Per un atleta di 70 kg serviranno circa 3150 kcal per completare una 50 km con una andatura costante.

Nel trail però, visto che è impossibile mantenere un’andatura costante per le continue variazioni di pendenza, quindi di sforzo, quindi di sistema energetico utilizzato, la formula riportata sopra perde di efficacia e si usa applicare una correzione usando i “km equivalenti” consideranto il dislivello come chilometri in più da percorrere nella proporzione +100m = 1km.

Quindi una gara di 50km con +2500m di dislivello si userà la formula:

km equivalenti = distanza in km + (dislivello positivo in m/100)

0,9 X peso atleta in kg X km equivalenti

Ad un atleta di 70 kg serviranno dunque circa 4725 kcal.

Ripartizione Carboidrati – Grassi nell’impegno fisico

Visto che la quantità di glicogeno immagazzinata da muscoli e fegato si aggira attorno alle 1800-2200 kcal, dovremmo fare in modo di integrare quello consumato nello sforzo prima che finisca.

La ripartizione energetica in una maratona è stimata in 80% glicogeno/glucosio 20% trigliceridi ma la ripartizione può arrivare a 70% – 30% in una ultra. Attenzione, questi valori sono indicativi per atleti evoluti che corrono per tutta la gara (nei professionisti queste percentuali sono ancora diverse). Amatori che in gara camminano per la metà del percorso avranno consumi energetici inferiori ed una ripartizione glicogeno/trigliceridi ancora diversa.

Una attività a bassa intensità attorno al 40-50% della VO2 Max si avrà una ripartizione 50% glicidi e 50% lipidi. Una attività moderata attorno al 60% della VO2 Max porterà ad avere una produzione energetica ripartita al 70% da glicidi e 30% circa da lipidi, mentre già attorno al 90% della VO2 Max saremo attorno al 100% di energia prodotta dai glucidi.

Come abbiamo visto sopra, il coefficiente usato nella corsa per il calcolo del consumo energetico è 0.9, ma quello per la camminata è 0.5.

Per cui nella gara di 50km con +2500m di dislivello, camminata per il 50%, faremo il seguente calcolo:

km equivalenti = distanza in km + (dislivello positivo in m/100) = 75

Consumo calorico per la frazione di corsa:

0,9 X (peso atleta in kg X km equivalenti)/2 = 0.9 x (70kg x 75/2 = 2362,5 kcal (1653,4 kcal [413g] da glucidi e 709,1 kcal [78g] kcal da lipidi)

Consumo calorico per la frazione di camminata:

0,5 X (peso atleta in kg X km equivalenti)/2 = 0.5 x (70kg x 75)/2 = 1312,5 kcal (656,25 kcal [164g] da glucidi e 656,25 kcal [72g] kcal da lipidi)

Le calorie totali necessarie saranno circa 4725 kcal ripartite – teoricamente – in 2309,65 kcal da glucidi e 1365,35 kcal da lipidi. Il realtà ci sarebbero anche qualche centinaio di kcal prodotte dalle proteine, ma è già complicato così!

Recupero

Dopo la gara, o un allenamento molto intenso, un apporto di carboidrati di 1 – 1,5 g/kg di peso corporeo durante i 30 minuti seguenti, e ancora ogni 2 ore per 4-6 ore, garantisce un adeguato recupero delle scorte di glicogeno.

Caso pratico: TEST

I carboidrati sono la fonte principale di energia per gli sportivi, ma quelli complessi provenienti dagli alimenti hanno tempi di digestiine troppo lunghi e spesso la loro asssimilazione è incompatibile con i tempi dell’attività fisica. Quelli semplici invece sono di più rapida assimilazione ma non garantiscono la fornitura di energia protratta nel tempo. Per questi motivi l’interesse degli sportivi si è rivolto alle maltodestrine, che rappresentano un buon compromesso tra i tempi di assimilazione e quelli di disponibilità di energia. Sono prodotte dal processo di degrazione degli amidi e per questo ne esistono di vari tipi caratterizzati da catene con numero variabile di molecole di glucosio.

I vantaggi dell’uso di destrine è quello di avere a disposizione bevande non troppo dolci, che quindi non risultano sgradevioli e troppo nauseanti, e nella maggior parte di casi non danno origine a disturbi intestinali.

“Studi molto approfonditi compiuti negli ultimi anni hanno dimostrato che l’assunzione di queste sostanze durante l’attività fisica permette di «bruciare» fino a 1 grammo di carboidrati esogeni al minuto, risparmiando così un’uguale quantità di glicogeno. Non si può andare oltre tali livelli, poiché questa è la quantità massima di glucosio che può essere assorbita. Il trasporto attraverso la parete intestinale (ossia il passaggio dall’interno dell’intestino al sangue), infatti, si realizza grazie a specifiche molecole trasportatrici – i già citati carrier – che arrivano a saturazione quando appunto si prende per bocca questa quantità di glucosio o di maltodestrine. Si può sfruttare, però, il fatto che l’assorbimento del fruttosio avviene con una differente molecola trasportatrice; quando, dunque, i carrier del glucosio raggiungono la saturazione, quelli del fruttosio possono essere ancora attivi e possono lavorare parallelamente, permettendo l’assimilazione di una certa quantità di tale zucchero, quantità che, sebbene inferiore a quella veicolata dal carrier del glucosio, va in ogni caso a sommarsi a questa. Pertanto, se si prendono contemporaneamente le maltodestrine e il fruttosio, è possibile ottenere un’aumentata ossidazione dei carboidrati assunti durante la gara, arrivando a un assorbimento e a un utilizzo fino a 1,75 grammi al minuto.”

E. Arcelli

Ho eseguito il test sul CNP, dal X miglio dell’Appia Antica fino a Capranica Prenestina (RM) per un totale di 60km e +2128m di dislivello.

Il consumo teorico di energia calcolato è di 5832 kcal.

Ho utilizzato gli integratori della marca EthicSport (comprati in negozio) perché tra tutti quelli che ho provato (Enervit, Named, Action, Overstim, Aptonia, Prozis, SiS, Cliff, Gu, KeForma, EthicSport) sono quelli con cui mi sono trovato meglio, che danno meno problemi di adattamento all’intestino, e che mi permettono di coprire tutta l’integrazione pre-durante-dopo gara e negli allenamenti.

Integrazione liquida:

  • Energia Rapida Professional (50ml): 120kcal / 30g carbo
  • SuperDextrin Gel (58ml): 108kcal / 27g carbo
  • MaltoShot Endurance (50ml): 103kcal / 25g carbo
  • Sport Caffè: (25ml): 75,3 kcal / 18,7 carbo /

Integrazione solida:

  • Barretta Linea Tecnica Energy Gold (35g): 132kcal/ 2,8 grassi /24,1 carbo
  • Barretta Linea Tecnica Energy Special dolce-salato (35g): 177kcal/ 9,9 grassi /15,7 carbo

Per i momenti di particolare affaticamento fisico:

  • Magnesio Liquido (25ml): 225mg Mg

Per i momenti di particolare affaticamento mentale e fisico

  • Energia Rapida+ (25ml): 59kcal / 14,7g carbo

È consigliabile alternare integrazione liquida con quella solida più per ragioni psicologiche che fisiologiche, per questo ho inserito le barrette al posto dei gel con destrine a lunga catena.

Ho distribuito l’integrazione in questo modo:

  • 20′ prima di partire: 1x Barretta Linea Tecnica Energy Gold
  • 6 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 19 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 28 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 30 km: 1x Barretta Linea Tecnica Energy Special
  • 39 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 42 km: 1x Magnesio Liquido
  • 50 km: 1x Barretta Linea Tecnica Energy Gold
  • 52 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 56 km: 1x Energia Rapida+

Questi intervalli sono a circa 1 ora tra uno e l’altro e sono in relazione alla morfologia del tracciato.

Riepilogo integrazione:

  • 10 x Energia Rapida Professional (1200kcal)
  • 2 x Barretta Linea Tecnica Energy Gold (264kcal)
  • 1 x Barretta Linea Tecnica Energy Special (177kcal)
  • 1x Magnesio Liquido
  • 1x Energia Rapida+ (59kcal)

Totale: 1700 kcal (circa 60g x ora)

5 ore prima avevo fatto un pasto ricco di amidi e proteine (pasta, ceci, tofu), un po’ di zuccheri semplici (marmellata) e tanta acqua. Poi ho dormito 3 ore.

Avevo le scorte di glicogeno belle piene, quindi:

Consumo teorico di energia calcolato: 5832 kcal.

Stimando un impegno medio al 60% della VO2 Max la ripartizione energetica sarà: 60% carboidrati e 40% lipidi:

  • 3499 kcal carboidrati
  • 2233 kcal lipidi

Glicogeno endogeno: 2200 kcal

Integrazione: 1700 kcal

Carbo totali a disposizione (teorici): 3900 kcal

Conclusioni del TEST

Durante la prova non ho mai accusato cali di energia, e le gambe hanno sempre girato bene in ogni condizione (salita, discesa, in piano).

Non ho mai avvertito sensazione di fame e nemmeno di pesantezza muscolare.

Dopo la prova il recupero è stato molto veloce, non ho mai provato affaticamento, se non quello della stanchezza dovuta alle mancanza di sonno (il test è stato fatto di notte).

Quindi, dalla teoria alla pratica con una buona corrispondenza.

Le prove sono ancora in corso, i prossimi step saranno un allenamento di 100km ed una gara trail di 90km e +6000m.

Ciao e buone corse!

Allenamenti lunghi sul Cammino Naturale dei Parchi

L’altro giorno avevo voglia di fare un bel Lungo, avventuroso e con una componente tecnica.

Detto-Fatto.

Scarico la tratta Roma a Subiaco del Cammino Naturale dei Parchi, analizzo il tracciato nelle sue variazioni altimetriche, definisco sulla base delle mie caratteristiche l’andatura media da tenere, adatto il piano di integrazione generale (che ho definito dopo l’UTMB) al percorso.

Il programma prevede di partire dal X miglio dell’Appia Antica e tornare a casa verso le 16, quindi metto la sveglia alle 2 di notte in modo da mettermi in marcia per le 0230.

Solo che … mi sveglierò alle 0230 e partirò alle 0350… vabbè.

Avevo proprio voglia di fare un allenamento lungo avventuroso, ed il CNP è percorso giusto perché in questo tratto, a parte qualche pezzo tecnico, si riesce a viaggiare ad una buona andatura.

Partenza

Fino a Castelgandolfo il percorso è su asfalto, ma su vie molto periferiche dove non trovo anima viva.

All’altezza di Albano (alle Fratte Ignoranti) si entra – finalmente – nel bosco.

Qui la sorpresa: ho portato con me la torcia scarica. Poco male – penso – perché ho la batteria di ricambio. Mi fermo per sostituirla e scopro che tra le 4 che avevo a disposizione ho preso l’unica completamente scarica.

Bene… farò senza. Per qualche km userò la luce di emergenza ma dovrò poi affidarmi alla flebile luce del cellulare, almeno fino a quando non arriverà l’alba.

Questo mi rallenta un po’, anzi molto perché avevo in programma di non scendere sotto gli 8’ al chilometro invece mi ritrovo a 9’40” di media nei primi 15km.

Fortunatamente l’alba arriva in fretta, e con le prime luci inizio ad accelerare sensibilmente (riesco a vedere dove vado!). In più l’integrazione sta andando bene, dal “pre” al “durante”, con una energia sempre costante.

Lascio velocemente il comune di Rocca di Papa e vado verso Rocca Priora. Finalmente riuscirò (alla quarta volta che faccio il CNP) a prendere il percorso giusto …

In poco tempo sono a Colle di Fuori, ed ancora più velocemente mi impegno ad arrivare a Palestrina perché il raccordo tra Parco dei Castelli Romani ed i Monti Prenestini non è un gran che come paesaggio.

In compenso recupererò quasi tutto il ritardo accumulato nella parte al buio.

Si riprende a salire fino a Castel San Pietro Romano da dove si gode un panorama da lasciarmi incantato ogni volta.

Un paio di foto di rito e via verso Valle delle Cannuccete, che di valle ha ben poco. È una zona abbastanza impervia, con sentiero a tratti molto sassoso e poco visibile da rendere indispensabile l’uso del GPS. Ma è proprio da qui che si entra nel selvaggio territorio del Cammino Naturale dei Parchi.

Sfortunatamente essere partito con 1 ora e mezza di ritardo mi impedisce di proseguire almeno fino a Guadagnolo. Dovrò fermarmi a Capranica Prenestina per prendere l’autobus delle 13 che mi riporterà prima a Palestrina per prendere l’autobus verso Roma, ed infine quello per casa. Riuscire a tornare fa parte dell’allenamento!

Come dicevo all’inizio ho approfittato dell’allenamento per testare sul campo un piano di integrazione che mi permettesse la completa autosufficiente in gare trail fino 10-12 ore.

Il test è andato molto bene, quasi oltre le aspettative, e mi permetterà di passare allo step successivo nel verificare la strategia sulle 20 ore.

Condividerò le mie considerazioni tecniche sull’integrazione nel prossimo articolo.

Buone corse !

Qui la traccia strava:

https://strava.app.link/484PbAGYn0