Perché non prenderò il nuovo Suunto Vertical

Quanto è bello! Il nuovo Suunto Vertical è davvero bello! Linea pulita, il fascino della progettazione, sviluppo e realizzazione finlandese, qualità dei materiali di livello superiore. Ogni volta Suunto esce con uno strumento che fonde tecnologia e design ai massimi livelli.

Vi riporto alcune caratteristiche chiave:

  • Mappe cartografiche (finalmente!) dettagliate
  • Ricarica solare
  • Durata della batteria di livello superiore (85 ore di monitoraggio dell’attività, 500 ore in modalità Tour, 60 giorni con uso giornaliero (1 anno nella versione solare in titanio).
  • Integrazione con TrainingPeaks con importazione automatica degli allenamenti strutturati.
TrainingPeaks e Suunto Vertical

Ma soprattutto, questo sportwatch, è bello! Davvero.

Suunto Vertical

Caratteristiche tecniche:

  • dimensioni: 49x49x13,6mm
  • ghiera: titanio grado 5
  • cristallo: cristallo zaffiro
  • cassa: poliammide rinforzata con fibra di vetro
  • cinturino: silicone 22mm
  • display: 1,4″ a matrice, 280×280
  • connettività: Bluetooth
  • mappe: outdoor offline gratuite
  • pianificazione percorsi: con mappe di calore
  • batteria: autonomia fino a 85 ore con massimo livello di precisione, 500 ore in modalità Tour e 60 giorni con uso quotidiano
  • ricarica solare: +30% di energia durante le giornate di Sole
  • sistema GNSS a doppia banda
  • previsioni del tempo, altitudine, allarmi per temporali
  • materiale: vetro zaffiro, acciaio inossidabile e quattro modelli in titanio grado 5
  • resistenza: MIL-STD-810H
  • attività: passi, battito cardiaco, sonno, calorie, stress
  • impermeabilità: fino a 100 metri di profondità
  • modalità sportive: 95

Se vuoi approfondire, sul sito Suunto trovi tutta la scheda tecnica, puoi cliccare qui per aprire il link diretto

Qui invece trovi la recensione completa:

Ma se ti piace così tanto perché scrivi che non lo comprerai?

Ottima domanda.

Uso Garmin da tanti anni, ho avuto tanti dispositivi diversi dal Forerunner 610 ai moderni Fenix X Pro, passando per le bilance Smart.

La quantità di dati, metriche, informazioni che Garmin è in grado di rilevare e memorizzare e visualizzare in un’unica app è enorme, decisamente superiore a qualsiasi altro sportwatch, oltre a garantire una autorevolezza ed affidabilità che non ha eguali.

Il tanto chiacchierato Apple Watch Ultra a confronto dei Garmin Fenix/Enduro è l’orologio di Peppa Pig delle patatine …

Cambiare tecnologia ed ecosistema mi toglierebbe qualcosa, limiterebbe la mia sete di dati e statistiche, che suunto ha iniziato ad avere ma ancora non a livello del garmin. Certo, i dati garmin non sono tutto nella vita, però privarmene mi da un senso di abbandono, vorrei ma non posso, che mi da ai nervi.

Ecco perché non prenderò il Suunto Vertical, per quella dipendenza tossica che ho acquisito nei confronti dei prodotti Garmin.

Ma con questo prodotto potrei davvero disintossicarmi.

Tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti !

Questo è un articolo della Sport Academy

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Correre per Monti e Foreste: scoprire il Trail Running

La corsa esplorativa in natura è quanto di più bello ed emozionante si può trovare nel trail running, soprattutto per chi è alle prime esperienze ed inizia a scoprire questo mondo. 

Il fascino del selvaggio, il silenzio interrotto solo dal calpestio delle foglie e dai suoni degli uccelli porta velocemente in uno stato di estasi che rapisce tutti i sensi.  

Tuttavia fare trail running in posti sconosciuti può nascondere alcune insidie: 

  1. percorso non adeguato per la corsa; 
  2. livello di difficoltà sottostimato 
  3. tracciato poco visibile o mal segnalato
  4. scarsa presenza di punti di riferimento o uniformità di paesaggio (come ad esempio in un bosco)
  5. condizioni atmosferiche non favorevoli, come nebbia, presenza di neve, oppure al contrario molto caldo con scarsità di punti d’ombra
  6. scarsità di acqua lungo il percorso

Esplorare nuovi percorsi all’avventura è molto emozionante, ma se volete anche tornare a casa è importante pianificare l’itinerario e studiare il territorio. 

Di seguito vi riporto un elenco di consigli che possono aiutarvi a godere al massimo della vostra corsa esplorativa. 

Verificare su una mappa la presenza di sentieri numerati

I sentieri in Italia sono abbondanti e tutti più o meno segnalati. Può essere utile appuntarsi la numerazione CAI ed punti di riferimento per non perdere il percorso agli incroci. 

Controllare le altimetrie e la presenza di pendii ripidi o burroni 

Può capitare che il punto A ed il punto B apparentemente vicini siano invece separati da un impervio burrone che impone un aggiramento di svariati chilometri. 

Le mappe escursionistiche danno evidenza di questi elementi e danno la possibilità di avere una vista accurata del terreno. 

Controllare la presenza di fonti d’acqua o centri abitati

Sempre le mappe escursionistiche offrono importanti informazioni anche relativamente alla presenza di acqua, rifugi, e bivacchi.

Controllare la presenza di strade nelle vicinanze e l’effettiva raggiungibilità

Se pensate di approcciare un percorso molto lungo ed impegnativo, verificate la presenza di vie di fuga come strade o sentieri maggiori che possono portarvi velocemente verso centri abitati o rifugi per potervi riposare o fare rifornimento di acqua e cibo.

Controllare l’altitudine massima raggiungibile sul percorso

Se siete in ambiente alpino potreste trovarvi ad affrontare percorsi impegnativi che arrivano a 3000 metri. Non sottovalutate l’altitudine sotto sforzo perché potrebbe darvi problemi anche gravi se siete particolarmente sensibili alle variazioni di pressione e % di ossigeno.  

Controllare il meteo

Il meteo variabile in collina non ha la stessa variabilità che si ha a 2000m. In alta montagna potreste arrivare ad escursioni termiche di 15-20 gradi (in meno) con rovesci violenti e impraticabilità dei sentieri. Uscite con il bel tempo. Se è previsto sole non scordate una protezione solare ed un copricapo.  

Cercare eventuali tracce GPX del posto

C’è pieno di trail runner ed escursionisti in giro in tutto il mondo che amano scorrazzare in natura con un GPS al polso. 

Se la pianificazione del percorso non è il vostro forte, ci sono tantissimi siti dove è possibile trovare tracce GPX che potete scaricare sul vostro GPS portatile. 

Acqua e provviste

Portate con voi un scorta adeguata di acqua e cibo per avere una autonomia sufficiente per l’attività. Non vi sopravvalutate!

Abbigliamento

Un altro aspetto fondamentale per affrontare in sicurezza una uscita in natura riguarda l’abbigliamento. Deve essere adeguato alla temperatura e protettivo.

Consiglio un colore chiaro e cappello per le giornate estive soleggiate. 

Una giacca antivento da infilare nello zaino potrebbe essere una scelta intelligente se prevedete di salire molto di altitudine o se prevedete di stare fuori molte ore. 

Torcia

Se prevedete di uscire la sera, portate con voi una torcia con una buona luminosità (da 100 a 300 lumen) ed una autonomia sufficiente a superare le ore di buio previste. 

Non è molto piacevole aggirarsi di notte al buio nei boschi, si rischia di inciampare, volare giù da qualche dirupo o comunque farsi male. Quando devo passare una intera notte all’aperto porto con me sempre 2 torce e 2 batterie di ricambio.

Coltello

In natura un coltello è sempre utile. Che sia per sbucciare una mela, tagliare una sagola o sentirsi molto Indiana Jones, un coltello leggero e versatile tipo un Opinel può rivelarsi un ottimo compagno di viaggio. Io lo porto sempre anche in gara,

Telefono e strumenti di comunicazione 

Anche se non è detto che il telefono abbia una adeguata copertura in tutte le zone, è bene che disponga sempre una quantità di carica sufficiente per chiamare o inviare un messaggio.

A meno di non avere un telefono studiato apposta per l’outdoor (tipo i Crosscall) ricordatevi di proteggerlo al meglio da acqua, polvere ed urti che possono comprometterne il funzionamento.

Per i più ricchi: lo strumento della Garmin InReach permette la comunicazione satellitare nelle zone a zero copertura radiomobile, con l’eventuale allerta di una sala operativa di emergenza, ed il tracking continuo della posizione.

GPS Cartografico

Al giorno d’oggi i moderni sportwatch dispongono di GPS cartografici che permettono di visualizzare, con buona precisione di dettaglio, la mappa ed i sentieri di tutto il mondo. 

Caricare la traccia che si intende seguire, oppure i viewpoint di riferimento, può indubbiamente aiutare a rendere più sicura l’esplorazione.

Spero di avervi dato informazioni utili per affrontare in sicurezza le vostre uscite su nuovi percorsi avventurosi!

E se volete provare l’ebrezza di correre in posto nuovi con il supporto di una persona esperta che possa darvi tutto il supporto e permettervi di divertirvi in sicurezza, date una occhiata al mio servizio di Personal Coach :

Il programma MR2G Personal Coach offre la possibilità di allenarti con uncoach personale per migliorare la tua tecnica di corsa ed ottimizzare la preparazione specifica per la tua gara.

Il programma base comprende:

  • Ottimizzazione della corsa in salita, su varie pendenze, con e senza bastoni.
  • Come correre in discesa in sicurezza, linee guida sulle tecniche e strategie di approccio.
  • Indicazioni sul miglioramento della tecnica di corsa in piano su fondi diversi, da semplice sterrato a fondi molto tecnici.
  • Supporto al test delle strategie di alimentazione ed idratazione su lunghe distanze
  • Supporto nell’allenamento dei lunghissimi trail (fino 50km o 7h)

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Suunto Vs Garmin: l’eterno dilemma

Negli ultimi anni ho utilizzato esclusivamente dispositivi GPS Garmin per le mie attività sportive. Prima il Garmin Forerunner 610, poi Edge 810 (per la bici), infine il Fenix 3.

L’esperienza con i dispositivi della casa americana è stata ampiamente positiva, soprattutto con il Fenix 3 che oltre ad essere un ottimo sportwatch e ActivityTracker integra le moderne funzionalità smartwatch.

Garmin Fenix 3

Il Fenix è un ottimo strumento per gli allenamenti, dalla pianificazione al monitoraggio. Tramite Garmin Connect (GC) è possibile definire allenamenti complessi basati su tempi, distanze, passo, frequenza cardiaca, con combinazioni in grado di soddisfare l’atleta più esigente. Durante l’allenamento il grande display permette di avere tutti i dati sotto controllo con le info relative all’esercizio, alla fase corrente e relativi obiettivi.

Nel post-workout, sempre tramite GC (su App o sul WEB), è possibile analizzare i dettagli dell’allenamento con abbondanza di informazioni che spaziano da quelle tradizionali dei tempi per frazione a quelle delle dinamiche di corsa, frequenza cardiaca, VO2Max, temperatura, quota, etc..

Tuttavia nell’outdoor perde diversi punti su aspetti che ritengo fondamentali:

  • Durata della batteria
  • Facilità nella creazione e importazione di percorsi
  • Precisione nel seguire i percorsi precaricati

Aggiornamento 7 dicembre 2017:

La precisione nel seguire i percorsi precaricati è notevolmente migliorata, come la gestione ed il caricamento degli stessi. Non è piò necessario fare complicati passaggi su Garmin BaseCamp e aggiornamenti con Garmin Express. Si fa tutto on-line, o tramite Garmin Connect su PC o tramite l’App dello SmartPhone e la sincronizzazione avviene via bluetooth. Un enorme passo in avanti!

Suunto Ambit3 Peak

E’ uno sportwatch “ignorante”, di quelli basici che sanno fare 3 cose ma le fanno bene. Rispetto al Fenix può sembrare un dispositivo a carbonella: schermo a matrice monocromatico, funzionalità smart paragonabili a quelle della calcolatrice CASIO degli anni 80, pianificazione e monitoraggio degli allenamenti meno performante rispetto all’uso di fettuccia, cronometro analogico, carta e penna. Activity tracker che, ActivitiChe???

Le schermate delle attività sono di facile lettura ma impostabili solamente tramite movescount (da smatrphone o web).

Però ha dei punti forti che non sono affatto da trascurare:

  • una batteria con una durata da paura (da scheda tecnica stimata a 30 ore con GPS a basso consumo, testato da me fino a 20 ore con 30% di batteria rimanente) con un’ottima accuratezza della posizione.
  • La creazione e l’import dei tracciati è semplicissimo, tramite Movescount su web e tramite l’app per il trasferimento sul dispositivo.
  • La precisione e semplicità nel seguire i percorsi precaricati è eccezionale.
  • Possibilità di creare APP embedded personalizzate senza dover usare ambienti di sviluppo particolari.

Queste qualità ben concentrate mi hanno spinto a preferire l’Ambit3 Peak in gara e nell’allenamento di trail running rispetto al Garmin Fenix3 e, visto che l’ultima fase di stagione (fine stagione) non prevedeva allenamenti specifici sulla velocità, ho letteralmente abbandonato il Fenix nel cassetto.

Aggiornamento 7 dicembre 2017:

La durata della batteria del Suunto Ambit3 Peak si riduce considerevolmente se si utilizza la modalità “Navigazione” (anche senza usare il track GPS). Si riduce così tanto da non arrivare alle 16 ore, quindi uguale al Garmin Fenix 3 (questo con navigazione e GPS tracking attivi).

Analisi dell’allenamento

Uno dei vari motivi per cui dopo l’EDGE 810 sono rimasto su Garmin è per la possibilità di avere un unico repository degli allenamenti.

Devo dire che Garmin Connect è una piattaforma eccellente. Difficile trovarne di così affidabili e complete. Movescount è decisamente meno professionale, fornisce informazioni parziali, c’è una grandissima differenza tra l’app ed il sito web, non permette di tenere traccia di info utili come l’uso dell’attrezzatura. Strava sopperisce un po’ di mancanze ma la compatibilità tra la traccia suunto e gli algoritmi Strava lasciano un po’ a desiderare: altitudini sballate, lap a 1km che si fermano a 900 metri, tempi in movimento interpretati a caso. Sto iniziando a mandare segnalazioni su segnalazioni, sperando che prendano in considerazione almeno l’analisi di queste anomalie.

Considerazioni

Ora, viste le uscite sul mercato dei nuovi gioielli e Suunto e Garmin, ed essendo io molto sensibile a questo tipo di oggettini tecnologici, mi sono messo a studiare per individuare il papabile nuovo feticcio hi-tech che possa andar bene per la vita di tutti i giorni/allenamenti/gare.

Fenix 5 e 5X sono molto belli e andrebbero in continuità con il mio della 3a generazione. Ma, oltre a costare una esagerazione, continuano ad avere il limite della durata della batteria. Molto bello anche il 935 ma con lo stesso problema dell’autonomia.

Il Suunto Spartan ha partorito diverse versioni molto sfiziose con lettore cardio al polso, ma nessuna di queste con una batteria della stessa autonomia del Ambit3 Peak a parte la versione Ultra (senza rilevamento cardio al polso) che sembra essere suo vero successore super HI-TECH.

Inoltre, nei recenti aggiornamenti software, SUUNTO ha incluso la gestione avanzata degli allenamenti e l’activity tracking sullo stesso modello di Garmin. Ma alla casa finlandese mancano ancora un paio di cose che ho trovato molto utili nel garmin: l’analisi del bilanciamento tra piede destro e sinistro, la frequenza del passo, il rapporto tra elevazione e lunghezza del passo, il metronomo, la possibilità di impostare n sveglie, diversi alert con relativa etichetta durante la corsa (come “mangiare”, “bere”, “gel”, “BCAA”, etc. ). Tutte funzioni non indispensabili ma molto utili, sopratutto le dinamiche di corsa durante gli allenamenti veloci in piano e durante la riabilitazione da piccoli infortuni.

Tuttavia, nonostante tutte le qualità Garmin, sto pensando di spostarmi verso il top di gamma Suunto. Sono attratto dall’autonomia, dalla semplice e precisa gestione dei percorsi, dal nuovo motore di pianificazione degli allenamenti. E non ultimo dal prezzo che vede lo Spartan Ultra molto più accessibile del Fenix5X.

Mi prenderò ancora un po’ di tempo per scegliere, continuate a seguirmi!

Nota: mi si fa notare che la durata della batteria si potrebbe superare con il powerbank, ma è uno di quegli oggetti che preferirei non portarmi appresso e gestire in gara.

Nota2: una interessante fonte di info sulle funzionalità dello Spartan Ultra è il log degli aggiornamenti software che trovate QUI