Integrazione proteica durante la corsa: l’importanza di scegliere alimenti facilmente assimilabili

L’assunzione di proteine ed amminoacidi durante la corsa non è generalmente necessaria né raccomandata. Nella corsa, l’obiettivo principale dell’alimentazione è fornire energia immediata e idratazione per mantenere le prestazioni e prevenire la disidratazione.

Le proteine sono nutrienti essenziali per il recupero e la ricostruzione muscolare, ma durante l’attività fisica intensa, il corpo attinge principalmente ai carboidrati e ai grassi come fonti di energia.

Tuttavia, ci possono essere situazioni specifiche in cui l’assunzione di proteine può essere considerata. Queste situazioni includono:

  1. Ultradistanze: Durante gare di endurance estreme,, in cui l’atleta può correre per molte ore o addirittura giorni, l’assunzione di proteine può essere considerata per ridurre il catabolismo muscolare e fornire un apporto di nutrienti costante. In questo caso, è consigliabile l’assunzione di integratori proteici specifici per lo sport, come gel o barrette proteiche appositamente formulati per l’assimilazione rapida.
  2. Sport di resistenza prolungata con sessioni di allenamento ripetute: Se l’atleta svolge più sessioni di allenamento intense in una singola giornata, come durante un training camp o gare a tappe, l’assunzione di proteine o amminoacidi tra le sessioni può favorire il recupero muscolare e migliorare le prestazioni successive.
  3. Integrazione post-allenamento: Dopo una sessione intensa, l’assunzione di proteine può essere utile per favorire il recupero muscolare. Un’opzione comune è assumere una fonte di proteine ad alta qualità, come un frullato proteico.

Durante una gara

L’integrazione delle proteine sotto forma di cibo solido può rappresentare una sfida per il sistema digestivo. Capire il processo di digestione delle proteine è essenziale per scegliere l’alimentazione più adatta alle esigenze dell’atleta.

La digestione inizia già in bocca, dove gli enzimi salivari iniziano a scomporre i carboidrati presenti nel cibo. La digestione proteica vera e propria avviene principalmente nello stomaco. Qui, le cellule dello stomaco producono acido cloridrico (HCl) e enzimi come la pepsinaogeno, che, grazie all’ambiente acido creato dall’HCl, si converte in pepsina attiva. Questo ambiente acido denatura le proteine, rompendo i legami deboli tra gli amminoacidi e consentendo all’enzima pepsina di scomporle in peptidi più piccoli.

Le pareti muscolari dello stomaco si contraggono mescolando il cibo, gli enzimi digestivi e gli acidi presenti al suo interno. Questo aiuta a scomporre ulteriormente le proteine e a mescolarle con gli altri contenuti dello stomaco, formando il “chimo”.

Il chimo viene poi spinto verso l’intestino tenue, dove avviene la completa scomposizione dei peptidi in amminoacidi liberi grazie all’azione di enzimi specifici.

Durante la corsa, l’aumento del flusso sanguigno verso i muscoli locomotori riduce temporaneamente il flusso sanguigno verso l’apparato digerente, compromettendo l’efficacia del processo digestivo delle proteine. Inoltre, lo stress fisico intenso della gara può aumentare la sensibilità gastrointestinale, causando disturbi come pesantezza e bruciore di stomaco.

Pertanto, è fortemente sconsigliato assumere proteine che non siano preparati tecnici studiati appositamente per l’integrazione sportiva, facilmente assimilabili che richiedano poco sforzo digestivo, come integratori proteici in forma liquida o gel. Questi forniscono una fonte rapida di amminoacidi, che possono essere facilmente assorbiti attraverso le pareti dell’intestino tenue e trasportati al flusso sanguigno.

La scelta di alimenti facilmente assimilabili è fondamentale per evitare disturbi gastrointestinali e garantire una corretta integrazione per il recupero muscolare.

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Beta Alanina: Un alleato per migliorare l’endurance

La corsa è uno sport che richiede un’elevata resistenza e capacità di sostenere uno sforzo prolungato nel tempo. Gli atleti alla ricerca di un vantaggio competitivo potrebbero trovare nella beta alanina un alleato prezioso. Questo amminoacido non essenziale offre benefici significativi nell’ambito dell’endurance sportivo, aiutando gli atleti a superare i loro limiti e migliorare le prestazioni. In questo articolo, esploreremo i benefici della beta alanina per i corridori e il suo ruolo nell’aumentare l’endurance.

La beta alanina e la carnosina

La beta alanina è un amminoacido che il corpo converte in carnosina, un composto chiave per migliorare le prestazioni nell’endurance sportivo. La carnosina agisce come un tampone dell’acido lattico, svolgendo un ruolo cruciale nella regolazione dell’acidità muscolare durante l’esercizio intenso. Un accumulo eccessivo di acido lattico può portare alla fatica muscolare e alla riduzione delle prestazioni. La beta alanina aiuta a ritardare l’accumulo di acido lattico, consentendo ai corridori di mantenere un ritmo più elevato per periodi più lunghi.

Benefici della beta alanina

  1. Miglioramento dell’endurance: L’assunzione di beta alanina aumenta la capacità di sostenere l’attività ad alta intensità per periodi più lunghi. I runner possono mantenere un ritmo costante e resistere alla fatica muscolare per una distanza maggiore, portando a prestazioni complessivamente migliori.
  2. Ritardo della fatica muscolare: La beta alanina ritarda l’insorgenza della fatica muscolare, consentendo agli atleti di affrontare allenamenti e gare più impegnative. Questo significa che i runner possono spingere i propri limiti senza raggiungere rapidamente la stanchezza muscolare.
  3. Miglioramento della potenza anaerobica: La beta alanina può migliorare la potenza anaerobica, che è cruciale durante gli sprint o le accelerazioni durante una gara.
  4. Recupero più rapido: La supplementazione di beta alanina può anche favorire un recupero più rapido tra gli allenamenti intensi. I corridori possono riprendersi più velocemente da sessioni di allenamento impegnative, consentendo loro di allenarsi con una maggiore frequenza e intensità.

Considerazioni e dosaggio

Prima di iniziare la supplementazione di beta alanina, è importante consultare un medico o un dietologo per valutare la sua appropriazione individuale. La dose raccomandata solitamente varia tra i 4-6 grammi al giorno, divisi in dosi più piccole durante la giornata. È necessario seguire un protocollo di supplementazione regolare per diverse settimane per raggiungere livelli ottimali di carnosina muscolare.

Studi scientifici

Ci sono diversi studi scientifici che supportano l’efficacia della beta alanina nell’endurance sportivo. Di seguito ti fornisco alcuni esempi di studi rilevanti:

  1. Artioli GG, et al. Role of beta-alanine supplementation on muscle carnosine and exercise performance. Med Sci Sports Exerc. 2010 Jun;42(6):1162-73. Questo studio ha esaminato l’effetto della supplementazione di beta alanina sulla concentrazione di carnosina muscolare e sulle prestazioni fisiche. I ricercatori hanno concluso che la supplementazione di beta alanina aumenta significativamente i livelli di carnosina muscolare, migliorando l’endurance e la potenza anaerobica.
  2. Baguet A, et al. Important role of muscle carnosine in rowing performance. J Appl Physiol (1985). 2010 Jun;109(1):109-12. Questo studio ha esaminato l’effetto della carnosina muscolare sulla performance di canottaggio. I risultati hanno mostrato che i canottieri con livelli più elevati di carnosina muscolare avevano prestazioni migliori, suggerendo che la beta alanina potrebbe migliorare l’endurance sportivo attraverso l’aumento dei livelli di carnosina muscolare.
  3. Hobson RM, et al. Effects of beta-alanine supplementation on exercise performance: a meta-analysis. Amino Acids. 2012 Jul;43(1):25-37. Questa meta-analisi ha esaminato i risultati di diversi studi sull’effetto della beta alanina sulle prestazioni fisiche. I ricercatori hanno concluso che la supplementazione di beta alanina può migliorare l’endurance e la potenza anaerobica, e che gli effetti sono più evidenti durante gli esercizi ad alta intensità e di durata da 1 a 4 minuti.
  4. Saunders B, et al. Beta-alanine supplementation to improve exercise capacity and performance: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 2017 Mar;51(5):658-669. Questa revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato gli effetti della beta alanina sull’endurance sportivo. I risultati hanno mostrato che la supplementazione di beta alanina può migliorare l’endurance e le prestazioni durante esercizi ad alta intensità di durata compresa tra 60 secondi e 10 minuti.

Questi sono solo alcuni degli studi disponibili sull’argomento. È importante notare che l’efficacia della beta alanina può variare in base alle caratteristiche individuali e al protocollo di supplementazione utilizzato.

Conclusioni

La beta alanina rappresenta una promettente strategia per migliorare l’endurance nel running. Gli effetti della beta alanina sulla carnosina muscolare possono portare a un aumento della resistenza, al ritardo della fatica muscolare, al miglioramento della potenza anaerobica e a un recupero più rapido. Integrare la beta alanina in un regime di allenamento mirato può offrire un vantaggio significativo ai corridori che desiderano migliorare le proprie prestazioni e superare i propri limiti nell’endurance sportivo. Tuttavia, è fondamentale seguire una corretta supervisione da parte di professionisti del settore e individuare la dose appropriata in base alle esigenze individuali.

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Elettroliti in Movimento: Il Ruolo Cruciale di Sodio, Potassio e Magnesio nell’Attività Sportiva

Durante l’attività fisica, in particolare quando si corre in condizioni di caldo intenso, il corpo suda per raffreddarsi. Questo processo di termoregolazione è vitale per mantenere la temperatura corporea sotto controllo, ma comporta anche la perdita di acqua e sali minerali essenziali, come sodio, potassio e magnesio. Questi sali minerali sono fondamentali per il corretto funzionamento muscolare, l’equilibrio idrico e il supporto delle funzioni fisiologiche.

La carenza di sali minerali può portare a una serie di problemi, come disidratazione, affaticamento, crampi muscolari e squilibri elettrolitici. Pertanto, l’integrazione diventa cruciale per i corridori durante i mesi estivi.

I sali minerali come il sodio, il potassio e il magnesio svolgono ruoli cruciali nell’attività sportiva. Ecco a cosa servono:

1. Sodio

Il sodio ha un ruolo chiave nel mantenimento dell’equilibrio idrico nel corpo, contribuendo a regolare la quantità di acqua nelle cellule e nel plasma.

  • Equilibrio idrico: Il sodio è coinvolto nel mantenimento dell’equilibrio idrico nel corpo. Durante l’attività sportiva, il sudore elimina il sodio, che può portare a una perdita di fluidi e squilibri elettrolitici.
  • Funzionamento muscolare: Il sodio è essenziale per la contrazione muscolare, garantendo una corretta funzione muscolare durante l’esercizio fisico.
  • Trasmissione nervosa: Il sodio è coinvolto nella trasmissione degli impulsi nervosi, consentendo una comunicazione efficace tra il cervello e i muscoli.

2. Potassio

Funziona in simbiosi con il sodio per mantenere l’equilibrio idrico all’interno delle cellule, favorendo l’idratazione.

  • Contrazione muscolare: Il potassio è necessario per la contrazione muscolare.
  • Equilibrio idrico: Il potassio aiuta a mantenere l’equilibrio idrico nelle cellule, favorendo l’idratazione e prevenendo crampi muscolari e affaticamento.
  • Funzione cardiaca: Il potassio è coinvolto nella regolazione del ritmo cardiaco, contribuendo a un corretto funzionamento del cuore durante l’esercizio fisico.

3. Magnesio

Produzione di energia: Il magnesio è necessario per la produzione di energia nel corpo, inclusa la sintesi dell’ATP (adenosina trifosfato), la principale fonte di energia per le contrazioni muscolari.

  • Contrazione muscolare: Il magnesio è coinvolto nel rilassamento muscolare dopo la contrazione, aiutando i muscoli a recuperare e a prevenire crampi e tensioni muscolari.
  • Funzione cardiovascolare: Il magnesio supporta la funzione cardiaca sana, favorendo una regolare contrazione del cuore e contribuendo alla circolazione sanguigna durante l’attività fisica.
  • Importante menzionare anche il ruolo del magnesio nella sintesi delle proteine, processo fondamentale per la crescita e la riparazione dei tessuti muscolari.

In generale, l’equilibrio di questi sali minerali è fondamentale per il corretto funzionamento muscolare, l’equilibrio idrico e il mantenimento dell’energia durante l’attività sportiva.

Le dosi esatte di sodio, potassio e magnesio da assumere durante l’attività sportiva dipendono da diversi fattori individuali, come l’intensità e la durata dell’allenamento, la sudorazione personale e le esigenze nutrizionali specifiche di ciascun individuo. Di seguito ti fornisco alcune linee guida generali per l’assunzione di questi sali minerali durante l’attività sportiva:

Sodio

L’American College of Sports Medicine (ACSM) raccomanda un’assunzione di sodio di circa 500-700 mg per litro di sudore perso durante l’esercizio fisico intenso. Se sei un corridore che suda molto, potresti dover integrare con bevande sportive contenenti sodio o con cibi ricchi di sodio per mantenere un adeguato equilibrio.

Potassio

L’assunzione di potassio raccomandata per gli adulti è di circa 2.500-3.000 mg al giorno. Tuttavia, le linee guida generali suggeriscono che durante l’attività fisica intensa o in condizioni di sudorazione profusa, si può considerare l’assunzione di circa 20-30 milligrammi di potassio per ogni litro di sudore perso.

Magnesio

L’assunzione giornaliera raccomandata di magnesio per gli adulti varia tra 300 e 400 mg.

Ricorda che queste sono solo indicazioni generali e che le dosi specifiche possono variare a seconda delle tue esigenze individuali.

Un’integrazione adeguata di sodio, potassio e magnesio può contribuire a migliorare le prestazioni, ridurre il rischio di crampi muscolari, favorire il recupero e mantenere un equilibrio elettrolitico ottimale durante l’esercizio fisico.

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Integratori sportivi per l’endurance: tutto ciò che gli atleti devono sapere sulle proprietà dei loro componenti

Nella comunità degli sportivi, l’attenzione verso le sostanze in grado di fornire energia durante lo sforzo fisico è sempre molto alta. Tra queste, gli integratori sportivi a base di destrosio, maltodestrine, fruttosio e ciclodestrine sono tra le più utilizzate per supportare l’energia durante l’esercizio fisico di endurance.

Il destrosio è un monosaccaride, un carboidrato semplice composto da una singola molecola di zucchero. Questa sostanza è spesso utilizzata negli integratori sportivi, grazie alla sua rapida capacità di assorbimento da parte dell’organismo. Il destrosio può infatti essere assorbito direttamente dal sangue, senza la necessità di essere convertito in altre sostanze.

Le maltodestrine sono un altro ingrediente comune. Sono carboidrati complessi costituiti da catene di glucosio, che forniscono un rilascio di energia più graduale rispetto al glucosio. Le maltodestrine possono aiutare a mantenere costante il livello di zucchero nel sangue durante l’attività fisica, evitando picchi di glicemici che potrebbero causare affaticamento.

Il fruttosio, invece, è un altro tipo di zucchero che viene metabolizzato dal nostro corpo in modo diverso rispetto al glucosio. Dopo essere stato assorbito nell’intestino, viene trasportato al fegato attraverso la vena porta, dove viene convertito in glucosio. Il glucosio così prodotto viene quindi rilasciato nel flusso sanguigno e utilizzato come fonte di energia dal corpo.

In aggiunta, un’altra sostanza che è stata oggetto di attenzione nella comunità scientifica degli sportivi è la ciclodestrina. Le ciclodestrine sono composti di zucchero ciclico che possono essere utilizzati come additivi alimentari e ingredienti per gli integratori sportivi.

Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Applied Physiology ha esaminato gli effetti di un integratore contenente ciclodestrina su un gruppo di ciclisti di endurance. I risultati dello studio hanno dimostrato che gli atleti che hanno assunto l’integratore hanno sperimentato una maggiore resistenza e una minore produzione di acido lattico durante l’esercizio fisico prolungato.

Le ciclodestrine sono in grado di formare complessi stabili con molecole di grassi e altre sostanze idrofobe, migliorando la solubilità e la biodisponibilità di queste molecole. Ciò significa che gli integratori contenenti ciclodestrina possono aumentare l’assorbimento di sostanze come i grassi e le vitamine liposolubili, fornendo una fonte di energia più completa per gli atleti di endurance.

Ci sono diversi studi che hanno confrontato l’efficacia delle varie sostanze utilizzate come integratori per migliorare la performance anche esaminando l’efficacia delle loro combinazioni.

Uno studio pubblicato sulla rivista “Medicine and Science in Sports and Exercise” ha esaminato gli effetti di diverse combinazioni di carboidrati, tra cui destrosio, fruttosio e maltodestrine, durante un esercizio di endurance di 3 ore. I risultati hanno mostrato che la combinazione di maltodestrine e fruttosio in una proporzione del 3:1 ha prodotto una maggiore performance rispetto alla proporzione del 2:1, in termini di tempo di pedalata fino all’esaurimento e di utilizzo di carboidrati durante l’esercizio (Cox et al., 2010).

Un altro studio pubblicato sulla rivista “Journal of the International Society of Sports Nutrition” ha esaminato gli effetti dell’assunzione di una combinazione di ciclodestrine e maltodestrine sulla performance durante un esercizio di endurance di 2 ore. I risultati hanno mostrato che l’assunzione di ciclodestrine e maltodestrine in una proporzione 2:1 ha migliorato significativamente la performance degli atleti rispetto all’assunzione di maltodestrine da sola (Murphy et al., 2013).

Un altro pubblicato sulla rivista “Journal of Sports Sciences” ha esaminato gli effetti dell’assunzione di una combinazione di destrosio, fruttosio e maltodestrine in diverse proporzioni sulla performance durante un esercizio di endurance di 2 ore. I risultati hanno mostrato la combinazione di destrosio, fruttosio e maltodestrine in una proporzione 0,8:0,8:1,2 ha migliorato significativamente la performance degli atleti rispetto all’assunzione di maltodestrine da sola (Currell et al., 2011).

In generale, questi studi suggeriscono che le combinazioni di carboidrati che includono destrosio, fruttosio, maltodestrine e ciclodestrine possono migliorare significativamente la performance degli atleti durante l’endurance, soprattutto se utilizzate in proporzioni specifiche. Tuttavia, è importante notare che gli effetti delle combinazioni di carboidrati possono variare da individuo a individuo e dipendono anche dalla dose e dalla modalità di assunzione. 

Pertanto, è sempre importante consultare un professionista qualificato e testare a fondo l’integrazione in allenamento per evitare brutte sorprese in gara.

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Integrazione in Gara: Perché è Importante?

L’integrazione in gara è di fondamentale importanza: non è una teoria da abbracciare o scartare, bensì una parte del normale funzionamento del corpo umano. Immaginate un’auto che scegliete di non rifornire di carburante: alla fine si fermerà. Stessa cosa succede al nostro organismo se non integriamo la giusta dose di energia per le nostre attività.

Quanto è importante l’integrazione in gara? L’integrazione in gara è fondamentale.

Abbiamo bisogno di circa 30-60 grammi di carboidrati l’ora. Alcuni atleti con forte specializzazione glicolitica riescono a consumare anche 100-120 grammi l’ora. Quindi non sottovalutate mai l’aspetto integrazione.

È molto importante l’integrazione ed è molto importante anche differenziare il tipo di carboidrati come destrosio, maltodestrine o ciclodestrine. in base ai nostri obiettivi. In una 10 km potrebbe anche essere superfluo assumere gli integratori durante la gara. Ma può essere fondamentale assumerli poco prima. In una 20 km invece durante la gara potrebbe essere utile assumere carboidrati, Invece diventa indispensabile durante una maratona.

È necessario allenarsi all’integrazione. Non pensate di non integrare mai durante gli allenamenti e trovarvi in gara ad assumere gel che non avete mai provato perché potreste irritare il vostro intestino e avere degli effetti collaterali indesiderati.

Quindi anche l’assunzione di integratori di carboidrati va allenata.

Fatelo durante i vostri allenamenti lunghi. Prendete nota delle quantità. Verificate anche le composizioni e allenatevi sempre con criterio.

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Integrazione di creatina nel trail running ed endurance

La creatina è un composto sintetizzato nel fegato, nei reni e nel pancreas, dall’unione di Glicina (contenuta, ad esempio, nella soia), Metionina (cereali integrali) e Arginina (riso, avena, mais, arachidi, etc), e stoccata nei muscoli dove viene utilizzata per la contrazione muscolare, in particolare per attività di forza (metabolismo anaerobico).

Si è dimostrata utile anche nell’endurace per quanto riguarda la potenza ed il recupero muscolare. Tuttavia, l’assunzione di creatina porta ad un accumulo di acqua nel muscolo (ipertrofia sarcoplasmatica) che influisce negativamente sul peso (aumento di peso dovuto all’aumento della massa muscolare). 

È utile integrare creatina?

Certamente in cronico (3-5g al giorno distribuita fino a 4 assunzioni) nella fase off-season di potenziamento muscolare, per poi ridurla alla sola fase di recupero dopo allenamenti molto intensi o di elevato volume e post-gara (3g circa insieme a carboidrati) nel periodo agonistico.

Può essere utile la sua integrazione per chi segue una dieta vegana o vegetariana.

Quale acquistare?

Ci sono decine di marche, ma prendete come riferimento la Creatina Monoidrato Creapure©, indipendentemente dalla marca. Il mio consiglio: link amazon.

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Trail running: l’allenamento Lungo nel periodo di preparazione ad una gara

Il “lungo” è un allenamento che dal podista amatore viene spesso interpretato come “allenamento lungo lento”. In realtà il “lungo” o “lunghissimo” prende varie forme a seconda del periodo di preparazione, in particolare in preparazione alle gare diventa un allenamento specifico fondamentale per la preparazione atletica.

Volume

Il volume (o durata) dell’allenamento lungo è in funzione della gara, ma non ha una definizione chilometrica precisa. Deve essere riproporzionato al volume ed al carico settimanale per simulare l’affaticamento in gara.

Intensità

Termine spesso sconosciuto dal podista amatoriale. Secondo il metodo dell’allenamento polarizzato il 20% del volume deve essere ad intensità elevata (uguale/superiore alla potenza/velocità/FC di soglia) per ottenere miglioramenti nelle prestazioni di endurance.

Nel “Lungo” dobbiamo abituarci all’intensità di gara quindi sarà necessario abbandonare la formula della corsa in Z2 del periodo di preparazione di base e settare il mindset (prima ancora del fisico) a lavorare attivamente tra l’84% ed il 105% della FC di soglia (Z3 e Z4) con recupero in discesa.

Salite

Se avete lavorato bene sulle ripetute lunghe, il suggerimento è di fare le salite tra il 90% ed il 100% della FC di soglia, che sia camminata o corsa. Le variazioni naturali della  pendenza favoriscono il defluire dell’acido lattico che si accumula nei quadricipiti ed il suo smaltimento.

Se non avete mai fatto un 3×3000 con recupero attivo vi conviene restare ad intensità più basse per non ritrovarvi con le gambe inchiodate.

Le salite ad intensità elevata in allenamento vi permettono di non averne paura in gara.

Pianura

In piano cercate di mantenere una frequenza cardiaca tra l’84% ed il 94% della FC di soglia. Questa zona è detta “endurance pace” ed a livello metabolico favorisce un buon bilanciamento dei sistemi energetici relativo a zuccheri e grassi.

Dominare questo ritmo è fondamentale per essere veloci nelle lunghe distanze. Non vi fossilizzate sulla bassa intensità in Z2. Se non vi abituate a spingere un pò più forte del classico fondo lento, quest’ultimo non vi verrà in aiuto nel recupero quando in gara sentirete le gambe “urlare”.

Discesa

Approfittate della discesa per migliorare la vostra tecnica ma date un occhio anche al recupero. Di solito la frequenza cardiaca scende molto ma aumenta il carico muscolare. L’intensità deve essere un buon compromesso che vi permetta di andare veloci recuperando.

TIPS

Allenarsi ad alta intensità brucia tantissima energia: fate attenzione all’integrazione!

La pizza con la mortadella non è adatta a questo tipo di allenamenti. 

Serve energia pronta ad essere utilizzata dai muscoli, quindi sono necessari i prodotti tecnologici studiati per l’endurance come gel, bevande energetiche, barrette. 

Dopo l’allenamento

E’ necessario iniziare il recupero con l’alimentazione. Iniziando dall’idratazione e ripristino dei sali minerali, continuando con carboidrati complessi e proteine. Non  sovraccaricate l’organismo con abbuffate, ma distribuite l’assunzione di cibo durante le giornata.

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Sviluppare un piano di idratazione nelle gare di endurance

L’idratazione durante la prestazione sportiva è un argomento che è stato ampiamente trattato nella ricerca scientifica e nel campo dell’integrazione sportiva.  Lo scopo di questo articolo è fornire le indicazioni pratiche per definire un piano personale di idratazione per massimizzare le prestazioni nelle gare lunghe.

Sebbene la sensazione di sete sia generalmente una buona guida, è da tener presente che percezione di sete si abbassa con l’età già sopra i 35 anni. Gli atleti che partecipano a eventi di ultra endurance possono senza dubbio trarre vantaggio dalla definizione di una strategia di idratazione personalizzata. 

I piani di idratazione richiedono un po’ di prove per essere efficaci e devono essere specifici per la condizione di gara, ma de hai intenzione di partecipare a un evento di ultra endurance come un Ironman o un ultratrail  di 100 miglia, un piano di idratazione ben congegnato può fare la differenza tra un ritiro ed un personal best.

ATTENZIONE: Non è consigliabile improvvisare un piano in gara perché gli effetti collaterali di una errata strategia possono compromettere la prestazione fino al ritiro.

DA DOVE INIZIARE? 

Un buon piano dovrebbe garantire un’idratazione adeguata, prima, durante e dopo (reidratazione) un evento. Questo articolo tratta l’idratazione durante l’evento con il presupposto che l’atleta inizi l’evento già ben idratato. Per quanto riguarda l’assunzione di liquidi prima della gara, si è dimostrato vantaggioso bere 500ml di una bevanda ad alto contenuto di sodio (circa 1.500-3.000 mg / L di sodio) nei 45’-90’ precedenti 

Per sviluppare un piano personalizzato sono necessarie due misurazioni:

  1. determinare il tasso di perdita di liquidi dell’individuo durante l’attività (quanto devo bere?), 
  2. determinare la composizione elettrolitica del sudore (che tipo di bevanda è ottimale per me?).
Durata dell’eventoIdratazione ottimale
< 60’Bevi acqua secondo necessità (1)
60’ – 150’Sportdrink ogni 10’-20’ secondo necessità 
150’ – 300’Considera un piano di  idratazione che includa il reintegro di sodio oppure utilizza sportdrink per il reintegro di sali minerali
> 300’Considera la possibilità di sviluppare un piano di reidratazione personalizzato

QUANTO BERE

Non troppo, non troppo poco. Già un riduzione del 2% della massa corporea a causa della perdita di sudore correlata all’esercizio fisico porta ad una riduzione della lucidità e della coordinazione, della produzione di energia e della resistenza complessiva. 

Al contrario, l’iperidratazione, che si verifica quando consumano più liquidi di quanti se ne perdono, può portare a prestazioni ridotte. Gli effetti collaterali dell’iperidratazione sono: continuo bisogno di urinare (un modo sicuro per perdere tempo), aumento di peso durante l’evento, disturbi di stomaco e, in casi estremi, iponatriemia associata all’esercizio fisico (Exercise-Associated Hyponatremia, EAH). È difficile imbattersi nel EAH tranne nei casi in cui un individuo stia gareggiando in un evento di ultra resistenza e consumi bevande ipotoniche in eccesso rispetto alle perdite di sudore.

La chiave per un buon piano di idratazione è consumare abbastanza liquidi, elettroliti ed energia per sostenere l’intensità evitando disturbi di stomaco, crampi, aumento di peso, colpi di calore e molti altri problemi associati a uno stato di idratazione non ottimale.

Come determinare il proprio Sweat Rate (cioè, la tua perdita di liquidi)?

  1. Scegli una sessione di allenamento da moderata a dura e relativamente lunga, idealmente eseguita in condizioni simili a quelle della competizione. La sessione dovrebbe preferibilmente durare almeno 75 minuti ma essere logisticamente compatibile per il completamento degli altri passaggi di questo protocollo.
  2. È necessario annotare la quantità (grammi) di liquidi consumati durante la sessione di allenamento. Per misurazioni accurate, non ingerire cibi solidi. Utilizza contenitori premisurati (flash o bottiglie da 500ml) contenenti la bevanda che preferisci. Non espellere o sputare alcun liquido durante la sessione di allenamento.
  3. Immediatamente prima del test, svuota la vescica e registra il tuo peso nudo. Annota anche il clima, così come l’orario in cui inizi il test, poiché la percentuale di sudorazione può variare fino a tre volte con temperature più basse (meno di 4,5 °C)  e clima più caldo (32 °C o superiore), quindi svolgi la sessione di test.
  4. Dopo aver completato la sessione di test, registra la durata, svuotare la vescica, asciugati con un asciugamano, e prendi il peso peso nudo. Inoltre, registra la quantità di liquidi che hai consumato durante la sessione sottraendo i liquidi rimasti nelle borracce dalla quantità con cui hai iniziato.
  5. Calcola la perdita di liquidi utilizzando i numeri precedentemente registrati (peso pre-test, peso post-test, volume dei liquidi nelle borracce pre-allenamento e volume rimanente nel post-allenamento). 

ESEMPIO PRATICO SU UNA CORSA DI 2 ORE

Prendiamo ad esempio una corsa di 2 ore con una temperatura di 28°C ed umidità del 55%.

Il peso nudo prima del test era 80kg

Durante la corsa sono stati bevuti 250g di acqua 

Il peso nudo dopo il test era di 78,25kg

Calcolo della perdita di liquidi:

80-78,25 = 1,75kg

Si aggiungono 250g di acqua bevuta durante il test:

1,75kg + 0,250 = 2 kg di liquidi totali persi durante il test

Che equivale a 16,66g di liquidi persi al minuto

Poiché è consigliabile assumere liquidi ogni 10-20 minuti durante attività prolungate, prendendo come riferimento 15’, la perdita di liquidi sarà stata di 250g ogni 15’.

Consumare 250g di liquidi ogni 15’ durante una gara potrebbe essere poco pratico se non impossibile (1/2 borraccia da 500ml). Pertanto può essere utilizzato un metodo più pratico.

Supponendo di fare il controtest, bevendo 250g di liquido ogni 15’, alla fine delle 2 ore il peso iniziale dovrebbe rimanere pressoché invariato. 

Ma a noi interessa non rendere sotto la soglia del 2% del peso corporeo, ovvero:

80 x 0,02= 1,6kg (ossia il limite massimo di liquidi persi)

Poiché nel test è stata rilevata una perdita di 2 Kg la quantità di liquidi da reintegrare sarà:

2  – 1,6 = 0,4kg nelle 2 ore. Ciò equivale a 50g ogni 15’.

Per essere ancora più pratici, invece di regolarsi con i grammi si possono utilizzare i sorsi. Visto che indicativamente un sorso d’acqua è di circa 25g, 2 sorsi d’acqua ogni 15’ copriranno il fabbisogno minimo necessario. 10 sorsi  ogni 15’ copriranno il fabbisogno massimo rilevato dal test.

ATTENZIONE: Non è consigliabile improvvisare un piano in gara perché gli effetti collaterali di una errata strategia possono compromettere la prestazione fino al ritiro.

CHE TIPO DI BEVANDA BERE

La prima considerazione da fare sul tipo di bevanda è sulla quantità di elettroliti necessari a compensare la perdita durante la sudorazione.

Oltre all’acqua, il sudore è costituito da tracce di minerali (principalmente cloruro di sodio, cioè il sale da cucina], ma anche piccole quantità di potassio, calcio e magnesio).

Ci sono diversi vantaggi nell’includere il sodio in una bevanda sportiva nelle attività di endurance: 

  • mantenimento delle concentrazioni sieriche di elettroliti (che a sua volta può aiutare a preservare la coordinazione neuromuscolare e la produzione di potenza) 
  • aumento della sensazione di sete e riduzione della produzione di urina (che a sua volta aiuta a mantenere l’equilibrio dei liquidi dell’intero corpo)
  • più efficienza nell’assorbimento del glucosio dall’intestino (più a lungo il glucosio rimane nell’intestino e più sono probabili problemi gastrointestinali come crampi e diarrea)

Il test del sodio disperso nel sudore è un test che può essere fatto in ospedale (viene utilizzato come analisi per la fibrosi cistica) e serve, appunto, per determinare quanto sodio è presente nel sudore. La cosa positiva è che i livelli di sodio sono determinati geneticamente, il che significa che “un test è per sempre”.

Gli studi hanno dimostrato una forchetta molto ampia nella popolazione sulla quantità che si può perdere con la sudorazione: da 200 a 2000 mg/L. Utilizzando questo dato, visto che gli atleti maschi e femmine perdono, in media, da 1 a 1,5L di liquidi l’ora (in condizioni di temperatura compresa tra 15 °C e 37 °C) con umidità del 50% ), un atleta che gareggia in un evento di resistenza di 5 ore potrebbe perdere fino a 15.000 mg di sodio.

Chiaramente, ci sono problemi con un approccio unico per l’idratazione. Molte bevande sportive sono “povere di sodio” e, quindi, non sono ideali per le persone con esigenze di allenamento intenso. 

Studi recenti che hanno esaminato le perdite di sodio nel sudore negli atleti hanno individuato ch la quantità di sale persa con il sudore da molti atleti è superiore a quella che sarebbe stata sostituita da una comune bevanda sportiva.

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E’ consigliabile scegliere bevande sportive (o mix da disciogliere in acqua) destinate alla prestazione di endurance, che contengono quantità di sodio solitamente da 800 a 1.500 mg / L. Tuttavia è necessario ricordare quanto detto sopra: il fabbisogno di sodio è altamente variabile da persona a persona. 

Se decidi di aggiungere sale ad una bevanda, considera che 1g di sale da cucina contiene circa 400 mg di sodio.

FONTI

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2. Baker LB, Barnes KA, Anderson ML, Passe DH, Stofan JR. Normative data for regional sweat sodium concentration and whole-body sweating rate in athletes. J Sports Sci. 2016;34(4):358–68. | PubMed | CrossRef

3. Sawka MN, Burke LM, Eichner ER, Maughan RJ, Montain SJ, Stachenfeld NS. American College of Sports Medicine Position Stand: exercise and fluid replacement. Med Sci Sports Exerc. 2007;39(2):377–90.  View Full Text | PubMed | CrossRef

4. Hew-Butler T, Rosner MH, Fowkes-Godek S, et al. Statement of the Third International Exercise-Associated Hyponatremia Consensus Development Conference, Carlsbad, California, 2015. Clin J Sport Med. 2015;25(4):303–20. View Full Text | PubMed | CrossRef

5. Jeukendrup A, Carter J, Maughan R. Competition fluid and fuel. In: Burke L, Deakin V, editors. Clinical Sports Nutrition. Australia: McGraw-Hill Education Pty Ltd.; 2015. p. 377–419.

6. Del Coso J, González-Millán C, Salinero JJ, et al. Effects of oral salt supplementation on physical performance during a half-ironman: a randomized controlled trial. Scand J Med Sci Sports. 2016;26(2):156–64.| View Full Text | PubMed | CrossRef

7. Coso JD, Estevez E, Baquero RA, Mora-Rodriguez R. Anaerobic performance when rehydrating with water or commercially available sports drinks during prolonged exercise in the heat. Appl Physiol Nutr Metab. 2008;33(2):290–8.

8. Shirreffs SM, Maughan RJ. Volume repletion after exercise-induced volume depletion in humans: replacement of water and sodium losses. Am J Physiol. 1998;274(5 Pt 2):F868–75 PubMed | CrossRef

9. Brown MB, Haack KK, Pollack BP, Millard-Stafford M, McCarty NA. Low abundance of sweat duct Cl- channel CFTR in both healthy and cystic fibrosis athletes with exceptionally salty sweat during exercise. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol. 2011;300(3):R605–15. PubMed | CrossRef

10. Lara B, Salinero JJ, Areces F, et al. Sweat sodium loss influences serum sodium concentration in a marathon. Scand J Med Sci Sports. 2017;27(2):152–60. View Full Text | PubMed | CrossRef 

Questo è un articolo della Sport Academy

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Alimentazione ed integrazione sportiva

Questo articolo nasce dalla necessità di definire una strategia di massima, efficace, per l’integrazione in gara.

Più volte ho provato (ingenuamente) ad affidarmi ai ristori ma – tranne qualche raro caso – si sono rivelati inadeguati per chi segue una alimentazione vegan, ma sopratutto per chi cerca la prestazione.

Innanzitutto, per capire perché assumere cibi invece di altri, sarà necessario fornire delle informazioni tecniche di base.

Il corpo ha bisogno di energia

A riposo, la fonte di energia utilizzata dal nostro organismo è rappresentata dagli acidi grassi presenti nel sangue, nei tessuti muscolari e nel tessuto adiposo.

Ma durante l’esercizio è l’intensità dello sforzo a determinare la fonte di energia da utilizzare.

Per l’endurance, ed in particolare per l’ultra trail, il fabbisogno energetico è garantito da un mix di glucosio e acidi grassi: il primo ottenuto dai carboidrati, il secondo dai lipidi.

Entriamo un po’ più nel dettaglio

Carboidrati

I carboidrati, comunemente chiamati “zuccheri”, sono la benzina del nostro sistema energetico. Il glucosio, che è uno dei carboidrati più semplici (monosaccaridi), è immagazzinato nei muscoli e nel fegato sotto forma di glicogeno e viene utilizzato dalle cellule per la produzione di energia.

I carboidrati costituiscono la principale fonte di energia immediata per l’organismo e sono indispensabili per le funzioni energetiche dei globuli rossi e per il tessuto nervoso.

Per chi pratica sport la quantità giornaliera può variare dai 6 ai 10 g/kg di peso corporeo rispetto al proprio peso forma. Quindi per un atleta di 70kg la dose indicativa andrà da 420g a 700g (in calorie: 1’680kcal – 2’800kcal).

La quantità corretta è in relazione al TDEE ed in particolare al modello di allenamento che si sta seguendo. Ad esempio, per massimizzare i risultati su allenamenti aerobici ad alta intensità ci sposteremo più verso un’alta dose rispetto a lavori di fondo lento che sfruttano in buona parte il metabolismo energetico degli acidi grassi.

I carboidrati hanno due principali funzioni:

  • energetica: forniscono energia alle cellule di pronto utilizzo.
  • strutturale: contribuiscono alla struttura delle cellule.

La loro presenza nella dieta, sia nella forma semplice che in quella complessa, assicura all’organismo un rifornimento di energia costante e prolungato nel tempo.

Proteine

Le proteine svolgono molteplici funzioni all’interno del nostro organismo: costituiscono la struttuta delle cellule; formano gli anticorpi; compongono molti enzimi ed ormoni; trasportano nutrienti ed altre sostanze nel sangue; sono importanti per la conduzione degli impulsi nervosi e la contrazione muscolare; in particolari casi possono essere utilizzate per produrre energia

La dose di proteine per gli atleti oscilla tra 1,0/1,2 e 1,5/1,7 g/kg di peso e generalmente può essere assicurata con la normale alimentazione senza ricorrere a integrazione.

Quindi, ad esempio:

Un atleta di 70Kg necessiterà di 70/84g – 105/119g di proteine, che in calorie si traduce rispettivamente in 280/336 kcal – 420/476 kcal.

La quantità, anche qui, viene dosata in base al tipo di allenamento. Se in programma abbiamo lavori molto lunghi, che rischiano di catabolizzare le fibre muscolari a scopo energetico, andremo ad assumere una quantità maggiore di proteine per tamponare la “scomposizione” delle fibre muscolari.

Il loro assorbimento parte dallo stomaco con meccanismi complessi e dispendiosi. Possono essere utilizzate a scopo energetico ma sono molto meno efficienti dei carboidrati.

Lipidi (grassi e oli)

Sono essenziali dal punto di vista nutrizionale perché contengono alcuni acidi grassi che il corpo umano non è in grado di sintetizzare.

Le funzioni principali dei lipidi sono:

  • energetica: rappresentano l’energia di riserva dell’organismo;
  • strutturale: entrano nella costtruzione delle membane cellulari e delle guaine nervose.
  • regolatrice: sono precursori di ormoni, acidi biliari, vitamina D ed altri composti bioregolatori.
  • trasporto: fungono da carrier delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) che vengono assorbite solo in presenza di questi.

Sono molto importanti negli sport di endurance perché vengono utilizzati come fonte di energia insieme ai carboidrati ed infatti, nei lavori aerobici di lunga durata vengono utilizzati dall’organismo per risparmiare i glicidi e le proteine.

Integrazione per la gara

Dopo aver visto cosa sono ed a cosa servono carboidrati, proteine e lipidi, vediamo come utilizzarli al meglio prima, durante e dopo la gara.

Il modello di prestazione del trail running su lunghe distanze dice che il carburante principale è dato da un mix di carboidrati e lipidi.

Mentre i lipidi sono un serbatoio pressoché infinito di energia, i carboidrati finiscono relativamente in fretta e senza di loro vanno in tilt tutti i meccanismi di produzione dell’ATP (la molecola che attiva la contrazione muscolare).

La dose di carboidrati da assumere in gara si aggira indicativamante sui 30-60g/ora e serve a mantere elevato il livello di glucosio nel flusso sanguigno. Si stima che un carico di circa 70g (1 grammo per kg di peso) possa permettere una buona attività per 90 minuti assicurando normali livelli glicemici sin dai primi minuti dello sforzo.

Molto a spanne è possibile calcolare il consumo di energia in gara (kcal totali) con la formula:

0,9 X peso atleta X distanza in km

Per un atleta di 70 kg serviranno circa 3150 kcal per completare una 50 km con una andatura costante.

Nel trail però, visto che è impossibile mantenere un’andatura costante per le continue variazioni di pendenza, quindi di sforzo, quindi di sistema energetico utilizzato, la formula riportata sopra perde di efficacia e si usa applicare una correzione usando i “km equivalenti” consideranto il dislivello come chilometri in più da percorrere nella proporzione +100m = 1km.

Quindi una gara di 50km con +2500m di dislivello si userà la formula:

km equivalenti = distanza in km + (dislivello positivo in m/100)

0,9 X peso atleta in kg X km equivalenti

Ad un atleta di 70 kg serviranno dunque circa 4725 kcal.

Ripartizione Carboidrati – Grassi nell’impegno fisico

Visto che la quantità di glicogeno immagazzinata da muscoli e fegato si aggira attorno alle 1800-2200 kcal, dovremmo fare in modo di integrare quello consumato nello sforzo prima che finisca.

La ripartizione energetica in una maratona è stimata in 80% glicogeno/glucosio 20% trigliceridi ma la ripartizione può arrivare a 70% – 30% in una ultra. Attenzione, questi valori sono indicativi per atleti evoluti che corrono per tutta la gara (nei professionisti queste percentuali sono ancora diverse). Amatori che in gara camminano per la metà del percorso avranno consumi energetici inferiori ed una ripartizione glicogeno/trigliceridi ancora diversa.

Una attività a bassa intensità attorno al 40-50% della VO2 Max si avrà una ripartizione 50% glicidi e 50% lipidi. Una attività moderata attorno al 60% della VO2 Max porterà ad avere una produzione energetica ripartita al 70% da glicidi e 30% circa da lipidi, mentre già attorno al 90% della VO2 Max saremo attorno al 100% di energia prodotta dai glucidi.

Come abbiamo visto sopra, il coefficiente usato nella corsa per il calcolo del consumo energetico è 0.9, ma quello per la camminata è 0.5.

Per cui nella gara di 50km con +2500m di dislivello, camminata per il 50%, faremo il seguente calcolo:

km equivalenti = distanza in km + (dislivello positivo in m/100) = 75

Consumo calorico per la frazione di corsa:

0,9 X (peso atleta in kg X km equivalenti)/2 = 0.9 x (70kg x 75/2 = 2362,5 kcal (1653,4 kcal [413g] da glucidi e 709,1 kcal [78g] kcal da lipidi)

Consumo calorico per la frazione di camminata:

0,5 X (peso atleta in kg X km equivalenti)/2 = 0.5 x (70kg x 75)/2 = 1312,5 kcal (656,25 kcal [164g] da glucidi e 656,25 kcal [72g] kcal da lipidi)

Le calorie totali necessarie saranno circa 4725 kcal ripartite – teoricamente – in 2309,65 kcal da glucidi e 1365,35 kcal da lipidi. Il realtà ci sarebbero anche qualche centinaio di kcal prodotte dalle proteine, ma è già complicato così!

Recupero

Dopo la gara, o un allenamento molto intenso, un apporto di carboidrati di 1 – 1,5 g/kg di peso corporeo durante i 30 minuti seguenti, e ancora ogni 2 ore per 4-6 ore, garantisce un adeguato recupero delle scorte di glicogeno.

Caso pratico: TEST

I carboidrati sono la fonte principale di energia per gli sportivi, ma quelli complessi provenienti dagli alimenti hanno tempi di digestiine troppo lunghi e spesso la loro asssimilazione è incompatibile con i tempi dell’attività fisica. Quelli semplici invece sono di più rapida assimilazione ma non garantiscono la fornitura di energia protratta nel tempo. Per questi motivi l’interesse degli sportivi si è rivolto alle maltodestrine, che rappresentano un buon compromesso tra i tempi di assimilazione e quelli di disponibilità di energia. Sono prodotte dal processo di degrazione degli amidi e per questo ne esistono di vari tipi caratterizzati da catene con numero variabile di molecole di glucosio.

I vantaggi dell’uso di destrine è quello di avere a disposizione bevande non troppo dolci, che quindi non risultano sgradevioli e troppo nauseanti, e nella maggior parte di casi non danno origine a disturbi intestinali.

“Studi molto approfonditi compiuti negli ultimi anni hanno dimostrato che l’assunzione di queste sostanze durante l’attività fisica permette di «bruciare» fino a 1 grammo di carboidrati esogeni al minuto, risparmiando così un’uguale quantità di glicogeno. Non si può andare oltre tali livelli, poiché questa è la quantità massima di glucosio che può essere assorbita. Il trasporto attraverso la parete intestinale (ossia il passaggio dall’interno dell’intestino al sangue), infatti, si realizza grazie a specifiche molecole trasportatrici – i già citati carrier – che arrivano a saturazione quando appunto si prende per bocca questa quantità di glucosio o di maltodestrine. Si può sfruttare, però, il fatto che l’assorbimento del fruttosio avviene con una differente molecola trasportatrice; quando, dunque, i carrier del glucosio raggiungono la saturazione, quelli del fruttosio possono essere ancora attivi e possono lavorare parallelamente, permettendo l’assimilazione di una certa quantità di tale zucchero, quantità che, sebbene inferiore a quella veicolata dal carrier del glucosio, va in ogni caso a sommarsi a questa. Pertanto, se si prendono contemporaneamente le maltodestrine e il fruttosio, è possibile ottenere un’aumentata ossidazione dei carboidrati assunti durante la gara, arrivando a un assorbimento e a un utilizzo fino a 1,75 grammi al minuto.”

E. Arcelli

Ho eseguito il test sul CNP, dal X miglio dell’Appia Antica fino a Capranica Prenestina (RM) per un totale di 60km e +2128m di dislivello.

Il consumo teorico di energia calcolato è di 5832 kcal.

Ho utilizzato gli integratori della marca EthicSport (comprati in negozio) perché tra tutti quelli che ho provato (Enervit, Named, Action, Overstim, Aptonia, Prozis, SiS, Cliff, Gu, KeForma, EthicSport) sono quelli con cui mi sono trovato meglio, che danno meno problemi di adattamento all’intestino, e che mi permettono di coprire tutta l’integrazione pre-durante-dopo gara e negli allenamenti.

Integrazione liquida:

  • Energia Rapida Professional (50ml): 120kcal / 30g carbo
  • SuperDextrin Gel (58ml): 108kcal / 27g carbo
  • MaltoShot Endurance (50ml): 103kcal / 25g carbo
  • Sport Caffè: (25ml): 75,3 kcal / 18,7 carbo /

Integrazione solida:

  • Barretta Linea Tecnica Energy Gold (35g): 132kcal/ 2,8 grassi /24,1 carbo
  • Barretta Linea Tecnica Energy Special dolce-salato (35g): 177kcal/ 9,9 grassi /15,7 carbo

Per i momenti di particolare affaticamento fisico:

  • Magnesio Liquido (25ml): 225mg Mg

Per i momenti di particolare affaticamento mentale e fisico

  • Energia Rapida+ (25ml): 59kcal / 14,7g carbo

È consigliabile alternare integrazione liquida con quella solida più per ragioni psicologiche che fisiologiche, per questo ho inserito le barrette al posto dei gel con destrine a lunga catena.

Ho distribuito l’integrazione in questo modo:

  • 20′ prima di partire: 1x Barretta Linea Tecnica Energy Gold
  • 6 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 19 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 28 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 30 km: 1x Barretta Linea Tecnica Energy Special
  • 39 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 42 km: 1x Magnesio Liquido
  • 50 km: 1x Barretta Linea Tecnica Energy Gold
  • 52 km: 2x Energia Rapida Professional
  • 56 km: 1x Energia Rapida+

Questi intervalli sono a circa 1 ora tra uno e l’altro e sono in relazione alla morfologia del tracciato.

Riepilogo integrazione:

  • 10 x Energia Rapida Professional (1200kcal)
  • 2 x Barretta Linea Tecnica Energy Gold (264kcal)
  • 1 x Barretta Linea Tecnica Energy Special (177kcal)
  • 1x Magnesio Liquido
  • 1x Energia Rapida+ (59kcal)

Totale: 1700 kcal (circa 60g x ora)

5 ore prima avevo fatto un pasto ricco di amidi e proteine (pasta, ceci, tofu), un po’ di zuccheri semplici (marmellata) e tanta acqua. Poi ho dormito 3 ore.

Avevo le scorte di glicogeno belle piene, quindi:

Consumo teorico di energia calcolato: 5832 kcal.

Stimando un impegno medio al 60% della VO2 Max la ripartizione energetica sarà: 60% carboidrati e 40% lipidi:

  • 3499 kcal carboidrati
  • 2233 kcal lipidi

Glicogeno endogeno: 2200 kcal

Integrazione: 1700 kcal

Carbo totali a disposizione (teorici): 3900 kcal

Conclusioni del TEST

Durante la prova non ho mai accusato cali di energia, e le gambe hanno sempre girato bene in ogni condizione (salita, discesa, in piano).

Non ho mai avvertito sensazione di fame e nemmeno di pesantezza muscolare.

Dopo la prova il recupero è stato molto veloce, non ho mai provato affaticamento, se non quello della stanchezza dovuta alle mancanza di sonno (il test è stato fatto di notte).

Quindi, dalla teoria alla pratica con una buona corrispondenza.

Le prove sono ancora in corso, i prossimi step saranno un allenamento di 100km ed una gara trail di 90km e +6000m.

Ciao e buone corse!

Allenamenti lunghi sul Cammino Naturale dei Parchi

L’altro giorno avevo voglia di fare un bel Lungo, avventuroso e con una componente tecnica.

Detto-Fatto.

Scarico la tratta Roma a Subiaco del Cammino Naturale dei Parchi, analizzo il tracciato nelle sue variazioni altimetriche, definisco sulla base delle mie caratteristiche l’andatura media da tenere, adatto il piano di integrazione generale (che ho definito dopo l’UTMB) al percorso.

Il programma prevede di partire dal X miglio dell’Appia Antica e tornare a casa verso le 16, quindi metto la sveglia alle 2 di notte in modo da mettermi in marcia per le 0230.

Solo che … mi sveglierò alle 0230 e partirò alle 0350… vabbè.

Avevo proprio voglia di fare un allenamento lungo avventuroso, ed il CNP è percorso giusto perché in questo tratto, a parte qualche pezzo tecnico, si riesce a viaggiare ad una buona andatura.

Partenza

Fino a Castelgandolfo il percorso è su asfalto, ma su vie molto periferiche dove non trovo anima viva.

All’altezza di Albano (alle Fratte Ignoranti) si entra – finalmente – nel bosco.

Qui la sorpresa: ho portato con me la torcia scarica. Poco male – penso – perché ho la batteria di ricambio. Mi fermo per sostituirla e scopro che tra le 4 che avevo a disposizione ho preso l’unica completamente scarica.

Bene… farò senza. Per qualche km userò la luce di emergenza ma dovrò poi affidarmi alla flebile luce del cellulare, almeno fino a quando non arriverà l’alba.

Questo mi rallenta un po’, anzi molto perché avevo in programma di non scendere sotto gli 8’ al chilometro invece mi ritrovo a 9’40” di media nei primi 15km.

Fortunatamente l’alba arriva in fretta, e con le prime luci inizio ad accelerare sensibilmente (riesco a vedere dove vado!). In più l’integrazione sta andando bene, dal “pre” al “durante”, con una energia sempre costante.

Lascio velocemente il comune di Rocca di Papa e vado verso Rocca Priora. Finalmente riuscirò (alla quarta volta che faccio il CNP) a prendere il percorso giusto …

In poco tempo sono a Colle di Fuori, ed ancora più velocemente mi impegno ad arrivare a Palestrina perché il raccordo tra Parco dei Castelli Romani ed i Monti Prenestini non è un gran che come paesaggio.

In compenso recupererò quasi tutto il ritardo accumulato nella parte al buio.

Si riprende a salire fino a Castel San Pietro Romano da dove si gode un panorama da lasciarmi incantato ogni volta.

Un paio di foto di rito e via verso Valle delle Cannuccete, che di valle ha ben poco. È una zona abbastanza impervia, con sentiero a tratti molto sassoso e poco visibile da rendere indispensabile l’uso del GPS. Ma è proprio da qui che si entra nel selvaggio territorio del Cammino Naturale dei Parchi.

Sfortunatamente essere partito con 1 ora e mezza di ritardo mi impedisce di proseguire almeno fino a Guadagnolo. Dovrò fermarmi a Capranica Prenestina per prendere l’autobus delle 13 che mi riporterà prima a Palestrina per prendere l’autobus verso Roma, ed infine quello per casa. Riuscire a tornare fa parte dell’allenamento!

Come dicevo all’inizio ho approfittato dell’allenamento per testare sul campo un piano di integrazione che mi permettesse la completa autosufficiente in gare trail fino 10-12 ore.

Il test è andato molto bene, quasi oltre le aspettative, e mi permetterà di passare allo step successivo nel verificare la strategia sulle 20 ore.

Condividerò le mie considerazioni tecniche sull’integrazione nel prossimo articolo.

Buone corse !

Qui la traccia strava:

https://strava.app.link/484PbAGYn0