CTL e TSS: Strumenti Essenziali per la Pianificazione degli Allenamenti nel Running

Nella pianificazione degli allenamenti nel running, strumenti e metriche accurate sono diventati fondamentali per valutare e gestire il carico di allenamento. Tra questi, il CTL (Carico di Allenamento Cronico) e il TSS (Training Stress Score) svolgono un ruolo chiave.

CTL (Carico di Allenamento Cronico)

Il CTL rappresenta la somma del carico di allenamento sperimentato da un atleta nel tempo. Calcolato considerando la durata e l’intensità degli allenamenti, il CTL fornisce una stima dell’adattamento fisiologico generale dell’atleta. Un CTL più alto indica un carico di allenamento maggiore, mentre un valore inferiore indica un carico più ridotto. Il CTL permette di valutare l’efficacia del programma di allenamento nel tempo.

TSS (Training Stress Score)

Il TSS è una metrica che valuta il carico di allenamento di una singola sessione. Attraverso un punteggio numerico basato sulla durata e l’intensità dell’allenamento, il TSS permette di confrontare e valutare l’effetto dello stress fisiologico generato da diverse sessioni. Questo aiuta a bilanciare l’efforto e il recupero adeguatamente.

Utilizzo del CTL e del TSS nella pianificazione degli allenamenti

Il CTL e il TSS lavorano in sinergia per la pianificazione degli allenamenti nel running. Il CTL fornisce una visione d’insieme del carico di allenamento cronico, mentre il TSS offre una valutazione dettagliata delle singole sessioni. Entrambi sono essenziali per equilibrare lo stress e il recupero, evitando il sovrallenamento e massimizzando le prestazioni.

Durante la pianificazione, si consiglia una progressione graduale del CTL e del TSS. Aumentando gradualmente il carico di allenamento nel tempo, considerando la capacità individuale di adattamento e recupero, Un’importante strategia è l’inclusione di periodi di scarico o recupero regolari. Ad esempio, pianificare una settimana di scarico ogni 3 settimane consente al corpo di recuperare e adattarsi in modo ottimale.

Con l’utilizzo combinato di CTL e TSS, è possibile monitorare attentamente il carico di allenamento, adattando il programma alle risposte individuali. Questo riduce il rischio di sovrallenamento e infortuni, massimizzando il potenziale di miglioramento.

Conclusioni

In conclusione, il CTL e il TSS sono strumenti essenziali nella pianificazione degli allenamenti nel running. Mentre il CTL fornisce una visione d’insieme del carico di allenamento cronico nel tempo, il TSS valuta il carico di singole sessioni. Utilizzati in combinazione, consentono agli allenatori di ottimizzare l’adattamento fisiologico, prevenire il sovrallenamento e massimizzare le prestazioni. La progressione graduale del CTL e del TSS permette di gestire il carico di allenamento in modo controllato, tenendo conto delle capacità individuali di adattamento e recupero.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Ultratrail: come allenarsi in modo efficace e sostenibile distribuendo gli allenamenti su più giorni consecutivi

Nell’ultratrail e ultramaratona si affrontano sfide fisiche e mentali enormi. Le gare a lunga distanza possono richiedere sforzi continuativi di molte ore e allenarsi per questo tipo di competizioni richiede una pianificazione attenta e una buona preparazione fisica.

Una delle sfide maggiori che gli atleti devono affrontare è la necessità di prepararsi per coprire distanze molto lunghe. Spesso, gli allenamenti possono durare ore, e in alcuni casi anche giorni.

Una strategia comune per affrontare questi lunghi è quella di distribuirli su più giorni consecutivi. Questa tecnica permette di mantenere una buona quantità di volume di allenamento mentre si riduce lo stress fisico e mentale di affrontare uno sforzo continuo di molte ore.

Ad esempio, un atleta che si prepara per una gara di 100 chilometri potrebbe pianificare un fine settimana di allenamento di tre giorni. Il primo giorno, l’atleta potrebbe correre per 50 chilometri, il secondo giorno potrebbe fare una corsa di 30 chilometri e il terzo giorno un’altra corsa di 20 chilometri.

Questo tipo di pianificazione consente all’atleta di accumulare la stessa quantità di chilometri che coprirebbe in un lungo allenamento continuo, ma con una riduzione dello stress fisico e mentale.

Un altro esempio potrebbe essere quello di distribuire gli allenamenti lunghi su tre o quattro giorni a settimana. In questo caso, l’atleta potrebbe correre per 20-30 chilometri per tre giorni consecutivi, e poi prendere un giorno di riposo prima di ripetere il ciclo.

In ogni caso, è importante pianificare con attenzione gli allenamenti per garantire di avere abbastanza tempo per recuperare e ripararsi tra le sessioni.

In generale, distribuire gli allenamenti lunghi di ultratrail su più giorni consecutivi può essere una strategia efficace per chi desidera accumulare grandi volumi di chilometri senza mettere troppo stress sul loro corpo e sulla mente. Tuttavia, è importante pianificare con attenzione l’allenamento per garantire un recupero adeguato tra le sessioni e per evitare l’eccessivo accumulo di stress.

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Impatto della pratica sportiva di endurance sulla salute sessuale: effetti positivi e negativi

Gli impatti sulla prestazione sessuale nello sport di endurance possono essere sia positivi che negativi. Da un lato, l’attività fisica può migliorare la salute sessuale attraverso il miglioramento del flusso sanguigno, della funzione cardiovascolare e dell’umore. D’altra parte, l’allenamento estensivo ad alta intensità e la competizione possono portare a stress fisico e psicologico, che possono influire negativamente sulla prestazione sessuale.

Uno studio condotto su atleti di resistenza ha rilevato che la prestazione sessuale maschile migliorava con l’aumento del livello di attività fisica. Inoltre, gli uomini che si impegnano in un’attività fisica regolare hanno un minor rischio di sviluppare disfunzione erettile rispetto a quelli sedentari (Esposito et al., 2006).

D’altra parte, un altro studio ha dimostrato che gli atleti di endurance di sesso maschile possono sperimentare una riduzione temporanea dei livelli di testosterone durante l’allenamento estensivo intenso, il che può influire negativamente sulla prestazione sessuale (Hackney et al., 2013). Le atlete di sesso femminile possono sperimentare problemi mestruali e una riduzione temporanea dei livelli di estrogeni, che possono influire sulla salute sessuale (Hackney et al., 2013).

In conclusione, la pratica sportiva di endurance può avere sia effetti positivi che negativi sulla salute sessuale. Mentre l’attività fisica regolare può migliorare la funzione sessuale attraverso il miglioramento del flusso sanguigno, della funzione cardiovascolare e dell’umore, l’allenamento estensivo intenso e la tensione competitiva possono portare a stress fisico e psicologico, che possono influire negativamente.

Pertanto, è importante per gli atleti di endurance trovare un equilibrio tra l’allenamento e la salute sessuale, con un approccio equilibrato, che tenga conto degli effetti sia positivi che negativi descritti.

Peace & Love

Riferimenti:

  • Esposito K, Giugliano F, Di Palo C, Giugliano G, Marfella R, D’Andrea F, … & Giugliano D. (2006). Effect of lifestyle changes on erectile dysfunction in obese men: a randomized controlled trial. Jama, 296(21), 2590-2598.
  • Hackney, A. C., Hosick, K. P., Myer, A., Rubin, D. A., & Battaglini, C. L. (2013). Testosterone responses to intensive interval versus steady-state endurance exercise. Journal of endocrinological investigation, 36(11), 873-879.

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Muscoli principali coinvolti nella corsa: scopri il loro ruolo nella generazione della propulsione

La corsa è un’attività molto popolare e ampiamente praticata in tutto il mondo. Tuttavia, molti non sanno quali siano i muscoli principali coinvolti e quale sia il loro ruolo nella generazione della propulsione del corpo.

In questo articolo, esploreremo la ricerca scientifica sul ruolo dei muscoli di estensione dell’anca, del ginocchio e della caviglia, analizzando la percentuale di attivazione muscolare e il tempo di attivazione durante la fase di spinta., fornendo informazioni utili per comprendere il meccanismo della corsa stessa e migliorare la tecnica

La corsa è un’attività fisica che coinvolge una serie di muscoli del nostro corpo, ma i principali sono quelli che permettono l’avanzamento del corpo. In particolare: i muscoli di estensione dell’anca, del ginocchio e della caviglia.

I principali muscoli di estensione dell’anca sono il grande gluteo, il medio gluteo e il piccolo gluteo, ma anche i muscoli ischio-crurali e il tensore della fascia lata sono coinvolti. I principali muscoli di estensione del ginocchio sono il quadricipite femorale, mentre i principali muscoli di estensione della caviglia sono il muscolo gastrocnemio e il soleo. Questi muscoli sono fondamentali per la spinta e il movimento in avanti durante la corsa.

Secondo uno studio condotto da Novacheck et al. (1998), i muscoli di estensione dell’anca sono i più attivi durante la fase di spinta della corsa, con un’attivazione media del 62,5% del loro massimo potenziale di contrazione. Seguono i muscoli di estensione del ginocchio, con un’attivazione media del 51,3%, e infine i muscoli di estensione della caviglia, con un’attivazione media del 39,8%.

Un altro studio condotto da Schache et al. (2014) ha rilevato che durante la corsa su terreno pianeggiante, i muscoli di estensione dell’anca sono quelli che contribuiscono maggiormente alla propulsione del corpo, con una forza muscolare media del 80% del loro massimo potenziale di contrazione. I muscoli di estensione del ginocchio hanno contribuito alla propulsione del corpo con una forza muscolare media del 15%, mentre i muscoli di estensione della caviglia hanno contribuito solo per il 5%.

In termini di tempo di attivazione, uno studio condotto da Lai et al. (2018) ha rilevato che i muscoli di estensione dell’anca sono i primi a essere attivati durante la fase di spinta della corsa, seguiti dai muscoli di estensione del ginocchio e della caviglia. In particolare, l’attivazione dei muscoli di estensione dell’anca ha inizio circa 200 millisecondi prima dell’attivazione dei muscoli di estensione del ginocchio e circa 300 millisecondi prima dell’attivazione dei muscoli di estensione della caviglia.

In sintesi, i muscoli di estensione dell’anca sono i più attivi e quelli che contribuiscono maggiormente alla propulsione del corpo durante la corsa. I muscoli di estensione del ginocchio e della caviglia, sebbene meno attivi, sono comunque importanti per garantire la corretta spinta del corpo durante la corsa stessa.

Ci sono molti esercizi di potenziamento che possono aiutare a migliorare la forza dei muscoli coinvolto nella corsa. Qui di seguito ne elenco alcuni tra i più efficaci:

  1. Squat: Lo squat è un esercizio molto efficace per potenziare i muscoli delle gambe e dell’anca, in particolare il grande gluteo. Si può eseguire con il peso del corpo, con i pesi liberi o con la macchine.
  2. Affondi: Gli affondi sono un altro esercizio che coinvolge i muscoli delle gambe e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con sovraccarico .
  3. Ponte a una gamba: Il ponte a una gamba è un esercizio che si concentra specificamente sui muscoli dei glutei e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con l’aggiunta di pesi.
  4. Stacchi da terra: Gli stacchi da terra sono un esercizio che coinvolge principalmente i muscoli dell’anca e delle gambe. Si può eseguire con i pesi liberi o con le macchine.
  5. Good morning: Il good morning è un esercizio che coinvolge principalmente i muscoli dei glutei e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con i pesi liberi.

E’ importante sottolineare che gli esercizi di potenziamento dovrebbero essere eseguiti in modo corretto per evitare lesioni e per massimizzare i benefici.

Riferimenti:

  • Novacheck, T. F., Smith, L. K., & Trost, J. P. (1998). Biomechanical analysis of running gait. Physical Therapy, 78(2), 186-197.
  • Schache, A. G., Blanch, P. D., Rath, D. A., Wrigley, T. V., Starr, R., & Bennell, K. L. (2014). A comparison of overground and treadmill running for measuring the three-dimensional kinematics of the lumbo-pelvic-hip complex. Clinical Biomechanics, 29(3), 288-292.
  • Lai, A. K., Arnold, A. S., & Wakeling, J. M. (2018). Coordination of limb joints in running: the role of musculotendon length differences. Journal of Experimental Biology

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Allenare la VO2 Max per la Corsa: Come Fare

Come posso allenare la mia VO2Max per la corsa?

Prima di tutto è necessario conoscere la velocità di vo2max per non andare troppo piano e per opposto non entrare nel metabolismo anaerobico.

Per trovare la velocità corretta potete fare il test dei 6 minuti.

È necessario che le ripetute non siano troppo lunghe per non accumulare troppo acido lattico che che ci farebbe interrompere troppo presto l’allenamento.

Dovrebbero essere strutturate per mantenere più a lungo possibile il tempo di lavoro nella massima potenza aerobica prima di raggiungere l’esaurimento.

Il metodo billat 30-30 è uno dei metodi più conosciuti ed applicati per l’allenamento della VO2Max : 30” di lavoro e 30” di recupero per 20-30 volte. Che porta ad ottenere un lavoro di ben 15’ alla massima potenza aerobica: il doppio del tempo che si riuscirebbe ad ottenere con uno sforzo continuo senza intervalli.

Per altre informazioni tecniche sull’allenamento di corsa TRAIL e su strada, visitate il mio sito: www.manuelcavalieri.coach

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Allenarsi 7 giorni su 7: vantaggi e svantaggi

Èvpossibile allenarsi 7 giorni su 7?

Dipende. Se i vostri allenamenti sono tutti al massimo delle vostre capacità sicuramente andrete presto incontro a quello che si chiama overtraining, dove il vostro fisico non riuscirà più a recuperare in modo adeguato e la qualità degli allenamenti diventerà sempre più scarsa arrivando ad un livello di fatica sistemica che influirà negativamente nel quotidiano. Perderete probabilmente il sonno, avrete difficoltà nell’alimentazione, nel mantenere l’attenzione, irritabilità, quindi non solo fatica muscolare ma stress del sistema nervoso centrale che vi renderà difficoltosa la vita ancora al di fuori dello sport.

Se invece vi allenate tutti i giorni andando ad inserire allenamenti di recupero a bassa intensità tra un allenamento di qualità e un altro, concedendo al vostro corpo un adeguato recupero e riposo, allora sì, l’allenamento quotidiano a 7 giorni su 7 può diventare un allenamento produttivo.

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Impostare il nuovo piano di allenamento

In questo periodo dell’anno si analizza la stagione appena conclusa facendo il bilancio tra allenamento, risultati attesi e risultati ottenuti.

Vediamo come impostare in modo corretto il proprio piano di allenamento.

Prendete carta e penna e scrivete le vostre considerazioni su:

    Aspetti della vita privata che più hanno influenzato la vostra preparazione, sia dal punto di fisico sia sul aspetto mentale.
    Aspetti del quotidiano che hanno influito positivamente e negativamente sulle vostre energie e pianificazione degli allenamenti
    Modelli di allenamento utilizzati per le vostre gare obiettivo
    Modelli alimentari utilizzati e impatto sullo stato di energia e gestione del peso
    Errori commessi in gara (per ogni gara)
    Infortuni e problemi fisici
    Aspetti da migliorare identificati in gara ed in allenamento

Cercate di tracciare tutto quello che più ha caratterizzato la passata stagione di gare.

Dovete cercare di essere molto analitici e sinceri. State facendo questo bilancio per voi, non è un confronto con “gli altri”.

Una volta identificati tutti gli errori ed i punti deboli, come anche i punti forti, usate le informazioni per rivedere il modello di allenamento così da ottimizzarne l’efficacia.

Ad esempio:

    Se durante le gare vi siete trovati senza forze e con un estremo affaticamento significa che non avete allenato i km necessari a passo gara.
    Se vi siete accorti che vi trovate sempre spompati dopo una partenza in grande forma significa che non gestite in modo corretto il ritmo nelle prime fasi.
    Se nella discesa vi sentite insicuri, prendete in considerazione di programmare sessioni specifiche di potenziamento muscolare e di tecnica.

L’analisi dell’esperienza è il primo passo da compiere nel mantenere positiva la curva di miglioramento della prestazione.

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: Settimane 3 e 4

Eccoci ad un nuovo appuntamento per la preparazione della Ronda Ghibellina 2019. Continueremo a lavorare sulla RESISTENZA di base aggiungeremo esercizi per abituarci ad impegni “muscolari” prolungati come possono essere le salite nel trail running.

A differenza della corsa in piano, nel trail ci troveremo a spingere con ritmi medi al chilometro più bassi e la famosa velocità di soglia anaerobica non sarà un parametro indicativo per tarare le nostre prestazioni. Tuttavia sarà indispensabile allenare il sistema energetico anaerobico-lattacido per riuscire a recuperare velocemente dopo un salita impegnativa.

Settimana 3

Giorno Tipologia allenamento Allenamento
1 Lipidico 10Km a ritmo facile non oltre il 75% FCMax
2 Riposo Riposo – stretching completo
3 Capacià anaerobica RISCALDAMENTO

2x(500m – 800m – 1000m – 800m – 500m al 95% – 100% FCMAX con recupero di 60 sec al 75% FCMax tra le singole prove)

DEFATICAMENTO

4 Lipidico 10Km a ritmo facile non oltre il 75% FCMax
5 FL RISCALDAMENTO

18 Km 80% FC Max

DEFATICAMENTO

6 Riposo Riposo
7 Trail 22 Km Trail su percorso corribile

Settimana 4

Giorno Tipologia allenamento Allenamento
1 Lipidico 10Km a ritmo facile non oltre il 75% FCMax
2 Riposo Riposo – stretching completo
3 Potenziamento Muscolare RISCALDAMENTO
20x(1′ in salita 15% recupero in discesa)

1000m alla FCMax

DEFATICAMENTO
4 Lipidico 10Km a ritmo facile non oltre il 75% FCMax
5 FL RISCALDAMENTO

18 Km 80% FC Max

DEFATICAMENTO

6 Riposo Riposo
7 Trail 22 Km Trail su percorso corribile

Per chi si allena 4 volte la settimana

Come promesso, da questa settimana, inserirò una tabella più semplice dedicata a chi ha pochi giorni liberi alla settimana (e non è interessato a chissà quale prestazione) ma vuole godersi e finire la gara senza portare a casa gravi infiammazioni o problemi articolari.

Ribadisco che un trail da 45km non si improvvisa e non si può pensare di allenarlo con 4 sedute la settimana da 10 chilometri di corsa leggera “da pisciatina canina serale”, ma non vi darò complesse sessioni con ripetute in iperacidosi, bi-giornalieri, camminamenti sul fuoco o circuiti da super eroi, state tranquilli.

Istruzioni per l’uso

L’allenamento proposto si basa sulla frequenza cardiaca, quindi sarà necessario usare un cardiofrequenzimetro.

Cercate di svolgere gli allenamenti su percorsi ondulati, meglio ancora su fondo sterrato.

Vedo persone fare allunghi di 25 metri ad una velocità prossima a quella di un inciampo… Cercate di fare allunghi da 100m con una progressione che arrivi al 80-85% della velocità massima. Il recupero sarà di corsa leggera di pari distanza.

La numerazione delle settimane manterrà quella dell’allenamento già iniziato.

Settimana 4

Giorno Allenamento
1 Riposo
2 10 km 80% FCMax + 6 Allunghi + 5’ Defaticamento
3 Riposo
4 15 km 78-80% FCMax
5 10 km 80% FCMax + 6 Allunghi + 5’ Defaticamento
6 Riposo
7 15 km trail su percorso corribile

Settimana 5

Giorno Allenamento
1 Riposo
2 10 km 80% FCMax + 8 Allunghi + 5’ Defaticamento
3 Riposo
4 15 km 78-80% FCMax
5 10 km 80% FCMax + 8 Allunghi + 5’ Defaticamento
6 Riposo
7 18 km trail su percorso corribile

Se avete domande inseritele nei commenti!

Ci vediamo tra due settimane!!

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: introduzione all’allenamento

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: Settimane 1 e 2

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: allenarsi 3/4 volte a settimana

 

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: allenarsi 3/4 volte a settimana

Aggiungerò all’allenamento una scheda per gli atleti che possono allenarsi solamente 3/4 volte alla settimana ma che desiderano finire la gara senza portare a casa gravi infiammazioni o problemi articolari.

Diverse persone mi hanno chiesto se è possibile preparare la Ronda Ghibellina con 3/4 allenamenti a settimana. A questa domanda non si può dare una risposta perentoria “si” o “no” ma si può rispondere con un “dipende”, dipende da quali sono i nostri obiettivi.
Come ho scritto nel primo articolo un’allenamento adeguato deve prevedere almeno cinque uscite in modo da poter includere le sedute di lungo, le sedute di scarico e le sedute di potenziamento, mantenendo quindi un certo equilibrio tra volume e intensità. Diminuendo le sessioni di allenamento a quattro, o addirittura a tre, volte la settimana sarà necessario lavorare sugli aspetti fondamentali che riguardano una corsa di endurance ossia l’allenamento dovrà essere prevalentemente di resistenza, più che di forza o velocità, cercando di ottimizzare il più possibile la singola seduta, ad esempio con corse lunghe che abbiano al loro interno fartlek, variazioni o salite da percorrere più volte.

Il programma alternativo che aggiungerò alla preparazione sarà per tutti quegli atleti che desiderano approcciare alla Ronda Ghibellina da 45 km con l’obiettivo di arrivare alla fine camminando ancora con le proprie gambe, godendosi al meglio il viaggio facendo un bel tour nel territorio di Castiglion Fiorentino.

Attenzione: un allenamento più soft non significa ”meno impegnativo”. Chi si allena con poche sedute settimanali di solito non fa allenamenti oltre 1h-1h30’ (che è un tempo insufficiente per preparare un trail da 45km) quindi l’aumento del volume richiederà – per forza di cose – un maggior impegno muscolare e mentale.

Quindi non vi resta che aspettare il prossimo articolo con le ultime tabelle di allenamento!

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: introduzione all’allenamento

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: Settimane 1 e 2

Alleniamoci per la Ronda Ghibellina: introduzione all’allenamento

Abbiamo a disposizione 14 settimane per ottenere il picco di forma che ci permetterà di correre al meglio i 45km di gara.

Come ho specificato nell’articolo introduttivo non sarà un percorso tipo “sofa-to-race” ma sarà necessario avere già una preparazione di base nel trail e nelle gare di lunga durata perché i condizionamenti necessari a sopportare uno sforzo prolungato in ambiente naturale hanno bisogno di un adeguato periodo di costruzione che non tratteremo in questa serie di articoli.
Le 14 settimane che mancano alla gara saranno così articolate

  1. 6 settimane di preparazione generale su resistenza e potenziamento
  2. 6 settimane con allenamenti specifici per la gara
  3. 2 settimane tapering

Il microciclo settimanale prevede 5 allenamenti con due giorni di riposo (solitamente il martedì ed il sabato) in modo di avere tempo adeguato per il recupero.
Esempio:

  1. Fondo
  2. Riposo
  3. Progressivo
  4. Ripetute
  5. Progressivo
  6. Riposo
  7. Trail

Le indicazioni sull’intensità saranno basati sulla frequenza cardiaca quindi sarà fondamentale l’uso di un cardio cardiofrequenzimetro.
La terminologia che utilizzerò sarà quella standard abbreviata, che per vostra comodità riporto come promemoria:

  • FL: FONDO LENTO
  • FP: FONDO PROGRESSIVO
  • FC: FREQUENZA CARDIACA
  • FCMAX: FREQUENZA CARDIACA MASSIMA
  • FCSA: FREQUENZA CARDIACA SOGLIA ANAEROBICA

Guida all’allenamento:

  • FL e FP dovrebbero essere sempre svolti su percorsi vallonati.
  • Prima della sessione di allenamento, anche se previsto FL, fare 15’ di riscaldamento
  • Dopo la sessione di allenamento del FL e FP fare sempre 5 allunghi e qualche minuto di corsa defaticante
  • Dopo gli allenamenti intensi fare sempre qualche minuto di corsa defaticante per scaricare l’acido lattico
  • Il FL non è la passeggiata con il cane. Perché sia efficace deve essere attorno al 80% della FCMax
  • ll FP > 10km è, come dice il nome, una progressione e deve partire con il FL e negli ultimi 4-3km accelerare fino a raggiungere il 90% della FCMAX.
  • Nel FP 10km cercare la progressione già dal secondo km
  • L’allenamento TRAIL deve essere il momento per familiarizzare con la gara, testando scarpe, integrazione, attrezzatura come bastoni, zaino, booster, etc. Inoltre dovrà essere fatto su percorso simile a quello di gara quindi con salite di 200-300m d+ che si sviluppano in 2-3km e relative discese.
  • Dopo un allenamento pesante non vi dovete sfondare di cibo. Cercate di moderare le calorie che buttare giù perché una giornata da 3000kcal non deve diventare l’alibi per mangiarvi anche la porta di casa.
  • Con una preparazione intensa c’è parecchia produzione di cortisolo e radicali liberi. Integrate la vostra dieta con Mg, Vit. C.e olio di lino.

Se avete qualche dubbio e desiderate qualche info in più scrivete un commento qui sotto!