Allenamento Masters nel Trail Running: Come Adattarsi e Continuare a Performare

Trail runner in a blue and black outfit sprinting along a rocky mountain path at sunset with snow-capped peaks in the background.

Allenamento Masters nel Trail Running: Forza, Recupero, Densita

Superati i 45, i 50 o i 60 anni, il trail running cambia. Non cambia la passione per i sentieri, non cambia la voglia di misurarsi con la distanza e il dislivello: cambia il corpo. E chi ignora questo cambiamento paga il prezzo in infortuni, stanchezza cronica e calo prestazionale. Chi invece lo accoglie e adatta l’allenamento, puo continuare a performare ad alto livello molto piu a lungo di quanto si creda.

Cosa Cambia Dopo i 40 Anni

La fisiologia e chiara. Dopo i 40 anni il VO2max cala dello 0.5-1% all’anno nella popolazione generale. Negli atleti che si allenano con continuita il declino si dimezza, ma non si azzera. Parallelamente si manifesta la sarcopenia: la progressiva perdita di massa muscolare che interessa in modo particolare le fibre di tipo II (quelle rapide, quelle che servono in salita e nei cambi di ritmo).

Un altro cambiamento cruciale riguarda i tempi di recupero. Il tessuto connettivo di un atleta master si ripara piu lentamente: tendini, legamenti e fascia plantare richiedono 48-96 ore dopo uno stimolo intenso, contro le 24-48 ore di un trentenne. Ignorare questo allungamento dei tempi di recupero e la causa principale degli infortuni da sovraccarico nel master.

Le Tre Priorita: Forza, Recupero, Densita

Forza

L’allenamento della forza non e accessorio: e il pilastro su cui si regge la longevita sportiva del master. Due sessioni settimanali di forza funzionale, con esercizi multiarticolari (squat, affondi, stacchi) e pliometria leggera, rallentano la sarcopenia, mantengono la densita ossea e proteggono le articolazioni dall’impatto ripetuto della corsa in discesa.

Recupero

Il recupero va programmato, non improvvisato. Tra due sessioni ad alta intensita devono passare almeno 48-72 ore, non 24. Il sonno diventa il principale alleato: meno di 7 ore per notte compromettono la sintesi proteica e la clearance del lattato. La nutrizione post-allenamento, con un apporto proteico di 0.4 g/kg entro 30 minuti dal termine, accelera il ripristino muscolare.

Densita

La densita degli stimoli va ridotta, non il volume totale. Il master puo e deve mantenere volumi significativi di chilometri, ma distribuiti diversamente nel microciclo. La struttura 3:1 (tre settimane di carico crescente, una di scarico pieno) e il gold standard. I back-to-back (due sessioni lunghe in 24 ore) possono funzionare ma con una settimana di recupero tra un B2B e il successivo.

Il Vantaggio del Master

C’e un aspetto in cui l’atleta master ha un vantaggio netto sul giovane: l’efficienza metabolica. Decenni di chilometri sulle gambe hanno costruito un patrimonio mitocondriale e una capacita di ossidazione dei grassi che il venticinquenne semplicemente non possiede. E proprio nelle gare di ultra-endurance, dove la gestione dello sforzo conta quanto la potenza assoluta, che il master puo esprimere il meglio di se.

Questo patrimonio va preservato con sessioni lunghe a bassa intensita, sotto la soglia aerobica, che e il vero “grattacielo” su cui si regge la prestazione endurance. L’alta intensita va centellinata: una sessione alla settimana nel mesociclo di carico, mai consecutiva a un’altra sessione intensa.

La Piramide Rovesciata

Molti master, soprattutto quelli con un passato da atleti competitivi, commettono l’errore di mantenere una distribuzione dell’intensita sbilanciata verso l’alto: troppo HIIT, troppo poco volume a bassa intensita. Questo porta nel tempo alla sindrome da deficit aerobico (ADS), con soglia aerobica bassa, dipendenza cronica dai carboidrati e fatica precoce in gara.

La distribuzione corretta per un master che corre trail e gare lunghe e:

  • 85-90% del volume sotto la soglia aerobica (zona Z1-Z2)
  • 8-12% tra soglia aerobica e anaerobica (zona Z3-Z4)
  • 2-3% sopra la soglia anaerobica (VO2max, solo in fase di carico)

Allenarsi come se si avesse ancora trent’anni e la via piu rapida verso l’infortunio e il plateau. Allenarsi meglio, con la consapevolezza di cosa il corpo master richiede, e la via per continuare a correre sentieri a qualsiasi eta.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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