Il doppio allenamento non è un extra
Si parla spesso di doppia seduta come di un lusso da atleti di alto livello o di un metodo per accumulare volume a tutti i costi. La lettura più pigra è che fare due allenamenti nello stesso giorno serva a correre di più. La realtà, supportata dalla fisiologia, è molto diversa: il doppio allenamento è una riorganizzazione del carico, non un suo aumento. L’obiettivo non è il volume, ma la durability, la capacità di mantenere l’efficienza di corsa quando le riserve di glicogeno iniziano a scarseggiare.
La prova scientifica: lo studio di Hansen
Nel 2005 Hansen e colleghi hanno pubblicato un esperimento che è diventato un punto di riferimento. Sette uomini sani non allenati hanno seguito per dieci settimane un protocollo a gamba singola: una gamba si allenava con un programma a basso glicogeno (due sedute ravvicinate ogni due giorni), l’altra con un programma a glicogeno pieno (una seduta al giorno). Il carico totale di lavoro era identico per entrambe le gambe.
Il risultato? Il carico massimo è aumentato nella stessa misura. Ma il tempo fino all’esaurimento al 90% del massimale è cresciuto in modo nettamente superiore nella gamba “low”, insieme a un incremento significativo del glicogeno muscolare a riposo e dell’attività dell’enzima HAD, responsabile dell’ossidazione degli acidi grassi. Anche la citrato sintasi, marcatore della capacità mitocondriale, è aumentata di più in quella gamba.
La conclusione è netta: allenarsi due volte ogni due giorni può essere superiore all’allenamento quotidiano, non perché si lavora di più, ma perché la seconda seduta viene affrontata con i muscoli parzialmente svuotati.
Il meccanismo: allenarsi a basso glicogeno
Quando inizi una sessione con le scorte di glicogeno ridotte, l’AMPK – un sensore energetico cellulare – viene attivato in modo più marcato. Questo amplifica la trascrizione dei geni legati alla biogenesi mitocondriale e all’ossidazione dei lipidi. In pratica, il muscolo riceve un segnale potente per diventare più efficiente nell’usare i grassi e più resistente alla fatica. Non alleni la potenza, alleni la capacità di durare.
Come applicarlo nella preparazione trail e maratona
Il back‑to‑back non è un’aggiunta all’ultimo minuto. Devi prendere il volume settimanale che hai già programmato e redistribuirlo in due sedute ravvicinate. Esempio classico: un lungo al mattino e una corsa media al pomeriggio, oppure due uscite consecutive in due giorni, con la seconda svolta a digiuno o a intensità molto bassa. Il carico totale non cambia.
Alcune regole pratiche:
- Riserva questa strategia ai blocchi aerobici, mai alle sedute di qualità o agli allenamenti ad alta intensità.
- La seconda sessione deve rimanere in zona facile (Z1‑Z2), senza forzare il ritmo.
- Usala con parsimonia: una volta ogni 7‑14 giorni è sufficiente per atleti evoluti; i principianti possono trarre vantaggio anche da una semplice camminata a digiuno dopo il lungo del sabato.
- Monitora il recupero: se la frequenza cardiaca a riposo resta alta o le gambe sono pesanti per due giorni, hai superato la tua capacità di assorbire lo stimolo.
Il doppio allenamento e il potenziamento
Il concetto di basso glicogeno si sposa bene con il metodo statico‑dinamico per la resistenza muscolare locale. Esercizi come lo squat monopodalico lento (7 secondi in discesa, 3 in salita) o il deadlift a gamba singola, eseguiti senza mai raggiungere il bruciore, stimolano selettivamente le fibre lente e la capillarizzazione. Inserire una breve sessione di questo tipo al termine di una corsa a basso glicogeno può amplificare gli adattamenti periferici, sempre a patto di non generare affaticamento eccessivo.
L’errore da evitare
Il doppio allenamento non serve a compensare settimane di inattività né a infilare qualità extra in un programma già denso. Se aggiungi una seconda seduta senza togliere nulla, stai solo aumentando il rischio di overreaching. La regola è: stesso volume, diversa distribuzione. Il guadagno non è nella quantità di chilometri, ma nella capacità del tuo motore di restare acceso quando il carburante scarseggia.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
Vuoi raggiungere un obiettivo agonistico che sia FINISHER o il PODIO, o più semplicemente iniziare a correre? Guarda i miei programmi di Preparazione Atletica e contattami per un colloquio preliminare.
