Intensità o volume? La scelta che decide la tua stagione
Si parla molto di progressione del carico, ma quasi sempre a sproposito. L’idea che allenarsi di più significhi automaticamente spingere più forte è il primo passo verso lo stallo o l’infortunio. La progressione è un equilibrio tra due leve: intensità e volume. Sapere quale muovere e quando è la competenza che separa un atleta che cresce da uno che si brucia.
Le due leve del carico
Ogni stimolo allenante può essere modificato agendo su intensità (quanto corri veloce, quanta potenza esprimi) o volume (quanto a lungo, quante ripetute). Aumentarle insieme è raramente sostenibile. La scelta dipende dal tipo di lavoro e dal periodo della stagione.
La lezione del 4×8
Lo studio di Sailer ha confrontato tre protocolli massimali: 4×4 minuti, 4×8 e 4×16. Il protocollo intermedio, 4×8, ha prodotto i migliori risultati sia fisiologici sia prestativi. Il motivo è semplice: per ottenere un adattamento servono un’intensità minima efficace (circa il 90% del VO2max per i lavori intensivi) e un volume minimo. Troppa intensità impedisce di accumulare volume sufficiente; troppo volume costringe a ridurre l’intensità sotto la soglia utile. Il 4×8 centra il compromesso.
Regola pratica: estensivo vs intensivo
Lavori estensivi (soglia, ritmo medio-basso): la priorità è aumentare il volume. Mantieni l’intensità costante e allunghi le ripetute o il tempo totale. Un esempio classico:
- 3×10′ (30′ totali)
- 3×12′ (36′)
- 2×20′ (40′)
- 3×15′ (45′)
Solo quando hai raggiunto il volume desiderato, puoi pensare di alzare leggermente l’intensità.
Lavori intensivi (VO2max, ripetute brevi ad alta intensità): la leva primaria è l’intensità. Parti con un volume prudente (es. 5×3′ a watt controllati). Se completi la seduta senza eccessiva fatica, nella successiva alzi la potenza mantenendo lo stesso volume. Solo quando la fatica è adeguata, puoi aumentare il volume (es. passare a 4×4′ o 6×3′).
Periodizzazione: quando muovere quale leva
In preparazione generale, il focus è sul volume: costruisci la base aerobica e la durability. Nel periodo specifico, sposti la priorità sull’intensità, avvicinandoti ai ritmi gara. In prossimità delle competizioni, cerchi un equilibrio, modulando il carico in funzione del recupero.
Consolidamento e carico cronico
Progressione non significa aumentare ogni settimana. Lo stimolo va consolidato: spesso servono due o tre settimane di stabilizzazione prima di progredire ulteriormente. Il carico cronico, costruito gradualmente, protegge dagli infortuni; i picchi acuti senza una base solida sono il principale fattore di rischio. Ascolta i segnali: se fatichi a completare un lavoro o arrivi al limite, non aumentare il carico. Aspetta l’adattamento.
Niente protocolli magici
Non esiste la ripetuta perfetta per tutti. La progressione va individualizzata: atleti più aerobici rispondono meglio all’aumento di volume; atleti più glicolitici all’aumento di intensità. Monitora la risposta, scegli la leva giusta e ricorda: la minima dose efficace è quasi sempre la scelta più intelligente.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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