Indicazioni su come usare il tapis roulant per allenamento trail

Ci sono alcuni aspetti da considerare: il tapis roulant non piace a nessuno, ma a volte è il male necessario quando tempo e logistica non permettono alternative.

Va però inquadrato per quello che è: uno strumento parziale.

La maggior parte dei modelli non ha pendenza negativa, quindi manca completamente il lavoro eccentrico della discesa. Per questo non può essere considerato un allenamento completo per il trail.

La logica da mantenere è una: replicare il carico, non il terreno.

Per farlo uso l’indice di verticalità della gara, ad esempio, una gara da 50 km con +2500 m ha un indice di 2500 / 50 = 50 m/km.
Questo numero diventa il riferimento per gli allenamenti. Non è un dettaglio, è la struttura del carico.

Se voglio adattare il dislivello alla distanza, uso la formula inversa:

Dislivello (m) = distanza (km) × indice di verticalità (m/km)

Ad esempio:

10 km -> 10 x 50 = 500 m D+

A questo punto devo tradurre il dislivello sul tapis roulant.

La pendenza percentuale indica quanti metri si salgono ogni 100 metri percorsi:

10% = +10 m ogni 100 m -> +100 m ogni km

Quindi, per ottenere 500 m di dislivello: servono 5 km al 10%

Ma qui si gioca la qualità dell’allenamento.

Il trail non è salita continua. È variazione.

Se fai 10 km tutti al 10%, stai facendo un lavoro specifico di salita. Non stai simulando il trail.

Su un allenamento da 10 km, quei 5 km al 10% vanno distribuiti.

Ad esempio: alternanza tra tratti in piano più veloci e tratti al 10% più controllati. Oppure blocchi progressivi con variazioni di pendenza e ritmo.

L’obiettivo non è copiare il percorso reale, ma mantenere la stessa richiesta fisiologica e meccanica.

Se usi questa logica, il tapis diventa uno strumento utile.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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Il potenziamento nella stagione invernale per il trail running

Ho chiesto alla mia AI Sport Academy di suggerirmi un piano di potenziamento nella stagione invernale per il trail running. Il risultato è da 10 e lode, nessuna modifica richiesta. Non troverai nulla di tutto questo in chatGPT.

Ragionamento

Passo 1: Analisi della richiesta

L’utente chiede informazioni sul potenziamento specifico per la stagione invernale nel trail running. Devo fornire una risposta tecnica ma comprensibile che copra:

  • Obiettivi del potenziamento invernale
  • Esercizi specifici con parametri precisi
  • Razionale fisiologico
  • Periodizzazione
  • Differenze rispetto al periodo estivo

Passo 2: Contestualizzazione

Il trail running richiede:

  • Forza eccentrica per le discese
  • Forza concentrica per le salite
  • Stabilità articolare (caviglia, ginocchio, anca)
  • Core stability per terreni irregolari
  • Resistenza muscolare locale

Passo 3: Struttura della risposta

Organizzerò la risposta in:

  1. Obiettivi del potenziamento invernale
  2. Esercizi fondamentali con parametri
  3. Periodizzazione
  4. Integrazione con allenamenti di corsa
  5. Considerazioni specifiche

Passo 4: Parametri tecnici

  • Frequenza cardiaca: userò le zone di Friel
  • Intensità: %FC soglia, RPE
  • Forza: serie, ripetizioni, carico, recupero
  • Non userò LTPace per gli allenamenti in salita

Passo 5: Verifica guardrail

  • Risposta solo in italiano ✓
  • Non uso altre lingue ✓
  • Risposta tecnica ma comprensibile ✓
  • Spiego il “perché” fisiologico ✓
  • Non cito fonti specifiche ✓
  • Non prometto risultati specifici ✓

POTENZIAMENTO INVERNALE PER TRAIL RUNNING

OBIETTIVI DELLA FASE

Il potenziamento invernale mira a:

  • Incrementare la forza massima (soprattutto eccentrica per le discese)
  • Migliorare la resistenza muscolare locale specifica per salite prolungate
  • Rafforzare stabilizzatori di caviglia, ginocchio e anca
  • Aumentare la stiffness muscolo-tendinea per economia di corsa
  • Prevenire infortuni da sovraccarico tipici del trail (tendinopatie, lesioni muscolari)

Razionale fisiologico: l’inverno permette di lavorare su qualità neuromuscolari (forza, potenza) che nel periodo estivo vengono mantenute con volumi ridotti. Il trail running richiede capacità di produrre forza in posizioni biomeccanicamente sfavorevoli (discese ripide, terreni instabili).


PERIODIZZAZIONE E INTEGRAZIONE

Collocazione nel macrociclo

  • Fase di Preparazione Generale (novembre-gennaio)
  • Fase di Transizione tra mesocicli di base e specifici
  • Complemento alla fase di forza massima (se prevista)

Frequenza settimanale

  • 2-3 sessioni/settimana per atleti intermedi/avanzati
  • 1-2 sessioni/settimana per principianti
  • Mai in giorni consecutivi con allenamenti intensi di corsa

Integrazione con allenamenti di corsa

  • Sessioni di forza dopo corse facili o in giorni separati
  • Evitare di sovrapporre sessioni intense di corsa e forza nella stessa giornata
  • Non eseguire potenziamento prima di allenamenti di qualità (ripetute, lungo)

ESERCIZI FONDAMENTALI E PARAMETRI

1. FORZA MASSIMA E RESISTENZA MUSCOLARE

A) Squat Bulgaro (Unilateral)

  • Obiettivo: Forza unilaterale, stabilità ginocchio-anca, simulazione salita
  • Esecuzione: Piede posteriore su rialzo, discesa controllata fino a 90° ginocchio anteriore
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 6-8 ripetizioni
    • Carico: 70-80% 1RM o 30-40% peso corporeo (manubri/kettlebell)
    • Recupero: 2-3 minuti
    • RPE: 7-8/10
  • Frequenza: 1-2 volte/settimana

B) Stacco Rumeno (Romanian Deadlift)

  • Obiettivo: Forza catena posteriore, prevenzione infortuni, controllo eccentrico
  • Esecuzione: Mantenere schiena neutra, flessione busto con bastone
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 8-10 ripetizioni
    • Carico: 70-75% 1RM
    • Recupero: 2-2.5 minuti
    • RPE: 7-8/10
  • Frequenza: 1 volta/settimana

C) Affondi Camminati con Sovraccarico

  • Obiettivo: Forza funzionale, stabilità dinamica, resistenza locale
  • Esecuzione: Affondo alternato con passo lungo, discesa controllata
  • Parametri:
    • 3 serie × 10-12 ripetizioni per gamba
    • Carico: 20-30% peso corporeo (manubri/kettlebell)
    • Recupero: 90-120 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 1 volta/settimana

2. FORZA ECCENTRICA SPECIFICA (DISCESA)

D) Step-Down Eccentrico

  • Obiettivo: Adattamento eccentrico quadricipite, prevenzione tendinopatie rotulee
  • Esecuzione: Discesa lenta (3-4 secondi) da rialzo, controllo completo
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 8-10 ripetizioni per gamba
    • Altezza rialzo: 20-30 cm
    • Recupero: 90 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 1-2 volte/settimana

E) Nordic Hamstring Curl (Progressione)

  • Obiettivo: Forza eccentrica ischio-crurali, prevenzione lesioni
  • Esecuzione: Discesa controllata in avanti, arresto con mani
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 4-6 ripetizioni
    • Progressione: iniziare con assistenza mani → ridurre assistenza → senza assistenza
    • Recupero: 2-3 minuti
    • RPE: 8-9/10 (molto impegnativo)
  • Frequenza: 1 volta/settimana (solo atleti con base di forza)

3. STABILITÀ E PROPRIOCEZIONE

F) Single Leg Deadlift

  • Obiettivo: Stabilità caviglia-ginocchio-anca, propriocezione
  • Esecuzione: Monopodalico, flessione busto con controllo
  • Parametri:
    • 3 serie × 8-10 ripetizioni per gamba
    • Carico: 15-25% peso corporeo
    • Recupero: 60-90 secondi
    • RPE: 5-6/10
  • Frequenza: 1-2 volte/settimana

G) Calf Raise Eccentrico (Monopodalico)

  • Obiettivo: Forza polpacci, prevenzione tendinopatie achillee
  • Esecuzione: Salita bipodalica, discesa monopodalica lenta (4-5 secondi)
  • Parametri:
    • 3-4 serie × 12-15 ripetizioni per gamba
    • Carico: peso corporeo + 10-20 kg
    • Recupero: 60 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 2-3 volte/settimana

4. CORE E ANTI-ROTAZIONE

H) Pallof Press

  • Obiettivo: Stabilità tronco, controllo rotazionale
  • Esecuzione: Anti-rotazione contro resistenza elastica
  • Parametri:
    • 3 serie × 10-12 ripetizioni per lato
    • Resistenza: elastico medio-pesante
    • Recupero: 45-60 secondi
    • RPE: 6/10
  • Frequenza: 2 volte/settimana

I) Plank Varianti (Frontale, Laterale, Dinamico)

  • Obiettivo: Endurance core, stabilità multiplanare
  • Parametri:
    • 3 serie × 30-60 secondi per variante
    • Recupero: 30-45 secondi
    • RPE: 6-7/10
  • Frequenza: 2-3 volte/settimana

PROGRESSIONE NEL MESOCICLO

Settimane 1-3: Adattamento Anatomico

  • Volume: 3 serie × 10-12 ripetizioni
  • Intensità: 50-60% 1RM
  • Focus: Tecnica esecutiva, apprendimento schemi motori

Settimane 4-6: Forza Massima

  • Volume: 4 serie × 6-8 ripetizioni
  • Intensità: 70-75% 1RM
  • Focus: Incremento carico, mantenimento tecnica

Settimane 7-9: Forza Resistente

  • Volume: 3-4 serie × 8-12 ripetizioni
  • Intensità: 60-70% 1RM
  • Focus: Resistenza muscolare locale, transizione verso specificità

Settimane 10-12: Mantenimento + Specificità

  • Volume: 3 serie × 6-10 ripetizioni
  • Intensità: 70-80% 1RM
  • Focus: Mantenimento acquisizioni + esercizi pliometrici specifici

CONSIDERAZIONI SPECIFICHE

Gestione del carico

  • Incremento settimanale: Non superare +10% carico o volume totale
  • Settimana di scarico: Ogni 3-4 settimane ridurre volume del 40-50%
  • Monitoraggio: Valutare DOMS (indolenzimento muscolare), qualità sonno, HRV (Heart Rate Variability) se disponibile

Integrazione con allenamenti di corsa

  • Post-corsa facile: Sessioni forza bassa intensità (RPE 5-6)
  • Giorno dedicato: Sessioni ad alta intensità (RPE 7-9)
  • Mai prima di: Ripetute, lungo, salite intense

Nutrizione e recupero

  • Proteine: 1.6-2.2 g/kg/die distribuite in 4-5 pasti
  • Carboidrati: 4-7 g/kg/die in base a volume allenamento
  • Idratazione: Minimo 35 ml/kg/die
  • Sonno: 7-9 ore/notte per ottimizzare sintesi proteica

Segnali di sovrallenamento

  • Aumento FC a riposo >5 bpm
  • Riduzione HRV >10%
  • Peggioramento qualità sonno
  • Perdita appetito
  • Irritabilità, ansia
  • Azione: Ridurre immediatamente volume/intensità potenziamento, aumentare giorni recupero

TRANSIZIONE VERSO FASE SPECIFICA

Nella fase di Preparazione Specifica (febbraio-marzo):

  • Ridurre volume potenziamento del 30-40%
  • Mantenere 1 sessione/settimana di forza massima
  • Introdurre esercizi pliometrici specifici (balzi in salita, drop jump da 20-30 cm)
  • Incrementare gradualmente allenamenti specifici trail (salite ripetute, discese tecniche)

SINTESI OPERATIVA

Per atleta INTERMEDIO/AVANZATO (2-3 sessioni/settimana):

  • Lunedì: Forza massima (A, B, D)
  • Mercoledì: Core + Stabilità (F, G, H, I)
  • Sabato: Forza resistente + Propriocezione (C, E, F)

Per atleta PRINCIANTE (1-2 sessioni/settimana):

  • Martedì: Adattamento anatomico (E, F, I)
  • Venerdì: Consolidamento (C, G, H)

Regola d’oro: Il potenziamento invernale è un investimento per la stagione estiva, non un sostituto. Non eccedere mai nel volume totale settimanale di allenamento (corsa + potenziamento) oltre il 15-20% rispetto al periodo estivo di picco

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Muscoli principali coinvolti nella corsa: scopri il loro ruolo nella generazione della propulsione

La corsa è un’attività molto popolare e ampiamente praticata in tutto il mondo. Tuttavia, molti non sanno quali siano i muscoli principali coinvolti e quale sia il loro ruolo nella generazione della propulsione del corpo.

In questo articolo, esploreremo la ricerca scientifica sul ruolo dei muscoli di estensione dell’anca, del ginocchio e della caviglia, analizzando la percentuale di attivazione muscolare e il tempo di attivazione durante la fase di spinta., fornendo informazioni utili per comprendere il meccanismo della corsa stessa e migliorare la tecnica

La corsa è un’attività fisica che coinvolge una serie di muscoli del nostro corpo, ma i principali sono quelli che permettono l’avanzamento del corpo. In particolare: i muscoli di estensione dell’anca, del ginocchio e della caviglia.

I principali muscoli di estensione dell’anca sono il grande gluteo, il medio gluteo e il piccolo gluteo, ma anche i muscoli ischio-crurali e il tensore della fascia lata sono coinvolti. I principali muscoli di estensione del ginocchio sono il quadricipite femorale, mentre i principali muscoli di estensione della caviglia sono il muscolo gastrocnemio e il soleo. Questi muscoli sono fondamentali per la spinta e il movimento in avanti durante la corsa.

Secondo uno studio condotto da Novacheck et al. (1998), i muscoli di estensione dell’anca sono i più attivi durante la fase di spinta della corsa, con un’attivazione media del 62,5% del loro massimo potenziale di contrazione. Seguono i muscoli di estensione del ginocchio, con un’attivazione media del 51,3%, e infine i muscoli di estensione della caviglia, con un’attivazione media del 39,8%.

Un altro studio condotto da Schache et al. (2014) ha rilevato che durante la corsa su terreno pianeggiante, i muscoli di estensione dell’anca sono quelli che contribuiscono maggiormente alla propulsione del corpo, con una forza muscolare media del 80% del loro massimo potenziale di contrazione. I muscoli di estensione del ginocchio hanno contribuito alla propulsione del corpo con una forza muscolare media del 15%, mentre i muscoli di estensione della caviglia hanno contribuito solo per il 5%.

In termini di tempo di attivazione, uno studio condotto da Lai et al. (2018) ha rilevato che i muscoli di estensione dell’anca sono i primi a essere attivati durante la fase di spinta della corsa, seguiti dai muscoli di estensione del ginocchio e della caviglia. In particolare, l’attivazione dei muscoli di estensione dell’anca ha inizio circa 200 millisecondi prima dell’attivazione dei muscoli di estensione del ginocchio e circa 300 millisecondi prima dell’attivazione dei muscoli di estensione della caviglia.

In sintesi, i muscoli di estensione dell’anca sono i più attivi e quelli che contribuiscono maggiormente alla propulsione del corpo durante la corsa. I muscoli di estensione del ginocchio e della caviglia, sebbene meno attivi, sono comunque importanti per garantire la corretta spinta del corpo durante la corsa stessa.

Ci sono molti esercizi di potenziamento che possono aiutare a migliorare la forza dei muscoli coinvolto nella corsa. Qui di seguito ne elenco alcuni tra i più efficaci:

  1. Squat: Lo squat è un esercizio molto efficace per potenziare i muscoli delle gambe e dell’anca, in particolare il grande gluteo. Si può eseguire con il peso del corpo, con i pesi liberi o con la macchine.
  2. Affondi: Gli affondi sono un altro esercizio che coinvolge i muscoli delle gambe e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con sovraccarico .
  3. Ponte a una gamba: Il ponte a una gamba è un esercizio che si concentra specificamente sui muscoli dei glutei e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con l’aggiunta di pesi.
  4. Stacchi da terra: Gli stacchi da terra sono un esercizio che coinvolge principalmente i muscoli dell’anca e delle gambe. Si può eseguire con i pesi liberi o con le macchine.
  5. Good morning: Il good morning è un esercizio che coinvolge principalmente i muscoli dei glutei e dell’anca. Si può eseguire con il peso del corpo o con i pesi liberi.

E’ importante sottolineare che gli esercizi di potenziamento dovrebbero essere eseguiti in modo corretto per evitare lesioni e per massimizzare i benefici.

Riferimenti:

  • Novacheck, T. F., Smith, L. K., & Trost, J. P. (1998). Biomechanical analysis of running gait. Physical Therapy, 78(2), 186-197.
  • Schache, A. G., Blanch, P. D., Rath, D. A., Wrigley, T. V., Starr, R., & Bennell, K. L. (2014). A comparison of overground and treadmill running for measuring the three-dimensional kinematics of the lumbo-pelvic-hip complex. Clinical Biomechanics, 29(3), 288-292.
  • Lai, A. K., Arnold, A. S., & Wakeling, J. M. (2018). Coordination of limb joints in running: the role of musculotendon length differences. Journal of Experimental Biology

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Allenarsi 7 giorni su 7: vantaggi e svantaggi

Èvpossibile allenarsi 7 giorni su 7?

Dipende. Se i vostri allenamenti sono tutti al massimo delle vostre capacità sicuramente andrete presto incontro a quello che si chiama overtraining, dove il vostro fisico non riuscirà più a recuperare in modo adeguato e la qualità degli allenamenti diventerà sempre più scarsa arrivando ad un livello di fatica sistemica che influirà negativamente nel quotidiano. Perderete probabilmente il sonno, avrete difficoltà nell’alimentazione, nel mantenere l’attenzione, irritabilità, quindi non solo fatica muscolare ma stress del sistema nervoso centrale che vi renderà difficoltosa la vita ancora al di fuori dello sport.

Se invece vi allenate tutti i giorni andando ad inserire allenamenti di recupero a bassa intensità tra un allenamento di qualità e un altro, concedendo al vostro corpo un adeguato recupero e riposo, allora sì, l’allenamento quotidiano a 7 giorni su 7 può diventare un allenamento produttivo.

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Esercizi per liberarsi dal “dolore alle ginocchia” e “bandelletta”

Se soffrite di dolore alle ginocchia ecco una routine che vi permetterà di risolvere questo problema.

Nel video trovate alcuni esercizi interessanti che potete fare a casa oppure in palestra.

Ve li elenco di seguito:

  • Squat con l’elastico alle ginocchia
  • Squat bulgaro con il peso al lato opposto alla gamba con cui fate l’esercizio
  • Squat in isometria sempre con l’elastico
  • Sedia romana (Sit Wall)
  • Ponte glutei con una gamba
  • Adduzioni delle cosce
  • Plank laterale con twist

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Prevenire gli infortuni nella corsa con l’allenamento di Forza

Gli allenamenti di endurance non sottopongono gli atleti a stimoli sufficienti per una preparazione atletica completa ed efficace. L’allenamento contro resistenza (di forza) è essenziale, ed in questo articolo ti riporto gli studi più recenti ed i suggerimenti che ti aiuteranno a migliorare la forza, la potenza e la resistenza muscolare ed a proteggere ossa, legamenti e tendini dagli infortuni.

Il dolori che caratterizzano il runner come l’infiammazione del rotuleo, fascite plantare, infiammazione “della bandelletta”, tendiniti, sono spesso attribuiti ad un carico di lavoro troppo elevato. Invece tutti i recenti studi hanno individuato che se le ossa, muscoli e i tessuti connettivi non vengono allenati con carichi elevati abbastanza spesso, saranno più suscettibili a lesioni acute e croniche. In poche parole, la sola corsa non fornisce gli stimoli sufficienti per rinforzare la struttura muscolare del runner per proteggerlo da usura ed infortuni.

Costruire ossa più forti e più dense

Si potrebbe pensare che i muscoli siano le uniche cose che si sviluppano attraverso l’allenamento con i pesi, ma decenni di ricerche scientifiche dimostrano altro. L’esposizione agli elevati carichi acuti, tipici dell’allenamento della forza, della pliometria e di altri tipi di lavoro che richiedono lo spostamento del carico e del peso corporeo, modifica anche la struttura dei tessuti connettivi (che esamineremo tra breve) e delle ossa.

Alla fine del 1800, l’anatomista e chirurgo tedesco Julius Wolff sperimentò l’ipotesi che l’applicazione di un carico meccanico sulle ossa ne cambiasse la funzione, la struttura e la densità. Nel 1892 concluse che era davvero così, creando quella che da allora è stata conosciuta come la legge di Wolff. Oxford Reference lo ha riassunto in questo modo : “Wolff (1836-1902) ha proposto che i cambiamenti nella forma e nella funzione delle ossa o della sola funzione siano seguiti da cambiamenti nella struttura interna e nella forma dell’osso in conformità con le leggi matematiche”. Ciò indica che quando un osso è esposto a un carico esterno sufficiente, inizia a funzionare meglio e ha un aspetto diverso esternamente, quindi anche la sua composizione interna inizia a cambiare. Confronti successivi hanno dimostrato che puoi guardare due ossa che inizialmente sembrano identiche all’esterno, ma quando vengono tagliate, la sezione trasversale di quella sana esposta a carichi maggiori è molto più densa e, quindi, più resistente.

In un articolo pubblicato su Joint Replacement Technology , un duo di ricercatori ha scritto: “L’osso è in uno stato di cambiamento costante. Questo processo di rimodellamento consente all’osso di reagire al suo ambiente e ai fattori di stress. Secondo la legge di Wolff, l’osso si forma e si rafforza lungo le linee dello stress meccanico. L’osso privo di stress porta atrofia all’atrofia (come la maggior parte dei tessuti del corpo).” La seconda parte di questa affermazione spiega perché alcuni atleti potrebbero avere a che fare con fratture da stress. 

La corsa e molti altri lavori di endurance forniscono uno stress che promuove particolari adattamenti delle ossa, ma il carico in acuto non è abbastanza alto da provocare la maggior parte dei cambiamenti positivi nella struttura ossea osservati da Wolff. Quindi, quando il carico cronico di un atleta (ovvero la combinazione di volume, intensità, densità e frequenza) su ossa mal preparate è sufficientemente alto, il sistema scheletrico si rompe. 

La prevenzione al problema è l’allenamento frequente con sovraccarichi.

Migliorare la durata dei tessuti connettivi

Il carico meccanico fornito dal normale allenamento con i pesi non solo aumenta la resilienza, la qualità e la densità delle ossa, ma provoca anche cambiamenti positivi nei legamenti, tendini, fascia, cartilagine e altri tessuti connettivi. 

Quando gli atleti pensano ai benefici delle loro sessioni in palestra, di solito pensano che i loro muscoli diventino più magri o più grandi e che diventino più forti e più veloci. Questi sono punti validi, ma quello che non riescono a vedere è il beneficio che ottengono le strutture che sostengono ogni parte del corpo.

I legamenti sono un buon esempio. Una revisione completa pubblicata dalla National Strength and Conditioning Association tramite NSCA Coach ha affermato che, “Sebbene l’eradicazione completa degli infortuni sportivi sia impossibile, la ricerca esistente mostra chiaramente che il rischio di lesioni LCA (Legamento Crociato Anteriore) può essere ridotto quando gli atleti sono esposti e si impegnano in , programmi di allenamento neuromuscolare”.  Questo perché, come le ossa, i legamenti come l’LCA e, come vedremo più avanti in questo articolo, i tendini rispondono al carico meccanico fornito dall’allenamento di resistenza diventando più spessi, più forti e più robusti. Questa forza applicata rende meno probabile che un atleta si infortuni.

Vale la pena notare che tendini, legamenti e altri tessuti connettivi impiegano più tempo per cambiare e adattarsi agli stimoli forniti dall’allenamento con i pesi rispetto alle alterazioni più visibili che si verificano nei muscoli. Lo stesso vale per gli aumenti della densità ossea e della forza che risultano dal carico meccanico, secondo la legge di Wolff. Tuttavia, l’utilizzo di un piano di preparazione costante e coerente, creerà un sistema muscolo-scheletrico più duraturo che consentirà di trascorrere meno tempo fermi con lesioni acute e croniche.

Gestire e prevenire tendiniti e il ginocchio del corridore

Nella sezione precedente, abbiamo visto come l’allenamento di con i pesi costruisce tendini più forti. 

Due dei problemi cronici più comuni tra gli atleti sono probabilmente le tendiniti (al tendine d’Achille) e la tendinopatia rotulea (ovvero il ginocchio del corridore), che sii presentino come un costante fastidio oppure una condizione debilitante che tiene l’atleta fermo dall’allenamento e lontano dalle gare.

Mentre il riposo ed il ghiaccio possono fornire un sollievo temporaneo, e gli esercizi di mobilità possano aiutare ad allentare i tessuti eccessivamente tesi che circondano il complesso caviglia/piede e il ginocchio, è probabile che nessuno dei due problemi si risolva a meno che i tendini non siano rafforzati e non aumentino la loro capacità di carico.

Un team di ricercatori del dipartimento di salute e scienze mediche dell’Università di Copenaghen ha confrontato due gruppi di partecipanti che soffrivano di tendinite da almeno tre mesi. Il primo gruppo ha eseguito movimenti di allenamento eccentrico (abbreviato in ECC). Allo stesso tempo, il secondo ha eseguito sollevamenti a resistenza lenta e pesante (HSR) che presentavano componenti sia concentrici che eccentrici (cioè, contrazione e allungamento dei muscoli sotto carico). “I risultati di questo studio mostrano che sia l’ECC tradizionale che l’HSR producono risultati clinici positivi, ugualmente buoni e duraturi nei pazienti con tendinopatia di Achille”, hanno scritto i coautori , notando miglioramenti nel dolore tendineo durante l’attività, crescita e neovascolarizzazione del tendine, soddisfazione del trattamento. 

Alcuni scienziati dello stesso esercizio hanno esaminato l’impatto di un allenamento di potenziamento con i pesi su soggetti affetti da tendinopatia rotulea. Pubblicando i loro risultati sull’American Journal of Sports Medicine , hanno concluso che dopo 12 settimane, “un allenamento pesante e lento di forza ha migliorato l’esito clinico della tendinopatia rotulea e questi miglioramenti erano associati alla normalizzazione della morfologia delle fibrille, molto probabilmente a causa di una produzione di nuove fibrille”.  In altre parole, i partecipanti hanno avuto meno dolore e una funzione più significativa dopo l’intervento perché l’allenamento con i pesi ha spinto i loro tendini rotulei a diventare più spessi e più durevoli.

Inserire l’allenamento di forza nella preparazione

Quindi, ora che abbiamo individuato in che modo l’allenamento di forza protegge da lesioni acute alle ossa, ai legamenti ed ai tendini e può aiutare a superare problemi cronici come la tendinite e il ginocchio del corridore, quali esercizi e modalità dovrebbero essere usate? 

I risultati del team di ricerca danese mostrano che le variazioni eccentriche degli esercizi di allenamento della forza, (in cui gli atleti abbassano lentamente il peso), sono molto efficaci. Questi dovrebbero in genere essere eseguiti con carichi più leggeri rispetto agli esercizi che richiedono fasi di contrazione concentrica ed eccentrica a ritmo uniforme, poiché il tempo prolungato sotto tensione potrebbe essere troppo pesante . Quindi, per esempio, un goblet squat con una discesa di 5 o più secondi dovrebbe essere eseguito con un carico che sia inferiore del 50% rispetto al carico che si utilizzerebbe in una ripetizione con tempo normale.

Nel NSCA Coach paper, gli autori raccomandano di “sviluppare modelli di movimento in semplici compiti atletici come saltare e atterrare, accovacciarsi e affondi”. I movimenti incentrati sulla potenza come la pliometria vengono eseguiti all’inizio di un allenamento, poiché il rendimento diminuirà se eseguiti dopo esercizi basati sulla forza o sulla resistenza. In alternativa, possono essere accoppiati un movimento  lento (come uno squat o uno stacco da terra) con uno più veloce, come i box jump. L’aggiunta di due o tre sessioni di allenamento di resistenza nella routine settimanale aiuterà a migliorare la forza, la potenza e la resistenza muscolare ed a proteggere ossa, legamenti e tendini dagli infortuni.

RIFERIMENTI

[1] Oxford Reference, “Wolff’s Law”,
Estratto da https://www.oxfordreference.com/view/10.1093/oi/authority.20110803124341929.

[2] M Burke e S Goodman, “Failure Mechanisms in Joint Replacement”, Joint Replacement Technology, 2008,
Estratto da https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/B9781845692452500123.

[3] Rhodri Lloyd et al, “Reducing the Risk of ACL Injuries in American Football Players— Early Investment for Long-Term Gains”, NSCA Coach , marzo 2019,
Estratto da https://www.researchgate.net/publication/338717717_REDUCING_THE_RISK_OF_ACL_INJURIES_IN_AMERICAN_FOOTBALL_PLAYERS -_EARLY_INVESTMENT_FOR_LONG-TERM_GAINS. 

[4] Rikke Beyer et al, “Heavy Slow Resistance Versus Eccentric Training as Treatment for Achilles Tendinopathy: A Randomized Controlled Trial”, The American Journal of Sports Medicine, luglio 2015,
Estratto da https://pubmed.ncbi.nlm.nih .gov/26018970.

[5] Mads Kongsgaard et al, “Fibril Morphology and Tendon Mechanical Properties in Patellar Tendinopathy: Effects of Heavy Slow Resistance Training”, The American Journal of Sports Medicine, 12 febbraio 2010,
Estratto da https://journals.sagepub.com /doi/10.1177/0363546509350915.

Questo è un articolo della Sport Academy

Vuoi raggiungere un obiettivo agonistico che sia FINISHER o il PODIO, o più semplicemente iniziare a correre? Guarda i miei programmi di Preparazione Atletica e contattami per un colloquio preliminare.

Integrazione di creatina nel trail running ed endurance

La creatina è un composto sintetizzato nel fegato, nei reni e nel pancreas, dall’unione di Glicina (contenuta, ad esempio, nella soia), Metionina (cereali integrali) e Arginina (riso, avena, mais, arachidi, etc), e stoccata nei muscoli dove viene utilizzata per la contrazione muscolare, in particolare per attività di forza (metabolismo anaerobico).

Si è dimostrata utile anche nell’endurace per quanto riguarda la potenza ed il recupero muscolare. Tuttavia, l’assunzione di creatina porta ad un accumulo di acqua nel muscolo (ipertrofia sarcoplasmatica) che influisce negativamente sul peso (aumento di peso dovuto all’aumento della massa muscolare). 

È utile integrare creatina?

Certamente in cronico (3-5g al giorno distribuita fino a 4 assunzioni) nella fase off-season di potenziamento muscolare, per poi ridurla alla sola fase di recupero dopo allenamenti molto intensi o di elevato volume e post-gara (3g circa insieme a carboidrati) nel periodo agonistico.

Può essere utile la sua integrazione per chi segue una dieta vegana o vegetariana.

Quale acquistare?

Ci sono decine di marche, ma prendete come riferimento la Creatina Monoidrato Creapure©, indipendentemente dalla marca. Il mio consiglio: link amazon.

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Potenziamento in palestra: Scheda per la riattivazione muscolare

Questa scheda di “riattivazione muscolare” è la prima scheda di allenamento da utilizzare per le prime 6 settimane al fine di prendere confidenza con i carichi ed i movimenti.

Dopo queste prime 6 settimane avrai un importante aumento della forza come conseguenza di una maggior coordinazione intra ed intermuscolare, dovuta al miglioramento dell’attivazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC).

Gli allenamenti in palestra non hanno intensità e volume elevato e si recuperano abbastanza velocemente. E’ anche possibile fare doppia sessione di allenamento in un solo giorno. La mia routine prevede 3 allenamenti di forza fullbody e 2 allenamenti metabolici per core (ed esercizi complementari), corsa di fondo lento tutti i giorni da 40-60 minuti, più i lunghi-lunghissimi nel we.

Per avere un buon recupero dopo gli allenamenti puoi prendere carbo e proteine in modo che il catabolismo muscolare sia sempre compensato dalla nuova sintesi proteica. L’aumento della forza va di pari passo ad un aumento della massa e densità muscolare, ma il body building è un’altra cosa rispetto al potenziamento per la corsa.

Non preoccuparti del peso funzionale “in più” acquisito con l’allenamento, piuttosto preoccupati del peso inutile che si accumula con l’alimentazione sregolata.

Scheda di preparazione per la palestra

Il programma si sviluppa su 3 giorni:

  • Lunedì
  • Mercoledì
  • Venerdì

I giorni sono impostati in questo modo per permettere l’inserimento di lavori specifici per quanto riguarda la corsa, con un lavoro ad alta intensità il martedì ed il lungo sabato/domenica.

Se ti alleni in palestra, puoi anche utilizzare le macchine a carico libero:

  • pull up -> pull down machine
  • back squat -> incline squat machine/smith machine/hack squat
  • Rematore -> low row machine
  • Military press -> shoulder press machine

Ovviamente i carichi massimali variano utilizzando il bilanciere/manubri o la macchina, dovranno quindi essere individuati in modo specifico.

Indicazioni sulla scheda:

  • Esercizio alternativo: ogni 2 volte che eseguite lo stesso esercizio, variatelo con l’esercizio alternativo indicato in tabella
  • MR(4): Max Reps(ripetizioni target)

Calcolo dei carichi

Non è necessario arrivare al massimo carico per determinare il massimale, soprattuto se ti alleni a casa e se sei alle prime armi.

Questa tabella ti da la possibilità di individuare il tuo massimale sull’intensità in modo indiretto. Ad esempio, se sei un runner di endurance (quindi con muscoli abituati alla resistenza) e riesci a fare 10 ripetizioni (e non una di più senza sporcare il movimento di esecuzione)  con 50kg allo squat, molto probabilmente il tuo 1RM sarà approssimativamente di 63kg, vedi tabella:

Come ottimizzare il tempo a disposizione

Ci sono 3 metodi che possono essere usati per lo svolgimento dell’allenamento giornaliero:

  • sequenza orizzontale
  • sequenza verticale
  • jump set

Prendiamo come esempio la scheda di attivazione muscolare:

  • bench press 3x MR @90% rec. 2’45”
  • pull-up 3x MR @90% rec. 2’45”
  • rematore 3x MR @85% rec. 2’30”
  • back squat 3x MR @85% rec. 2’30”
  • overhead press 3x MR @80% rec. 2′
  • stacco da terra 3x MR @80% rec. 2′

Sequenza orizzontale

Si segue l’ordine degli esercizi così come sono scritti nel programma, dall’alto verso il basso.

Sequenza verticale

La sequenza verticale è detta anche circuito di forza. Si eseguono tutti gli esercizi, uno di seguito all’altro, una serie per volta. Quindi la scheda diventerà:

Circuito da eseguire x 3 volte:

  • bench press xMR @90% rec. 1’30”
  • pull-up xMR @90% rec. 1’30”
  • rematore xMR @85% rec. 1’30”
  • back squat xMR @85% rec. 1’30”
  • overhead press xMR @80% rec. 1’30”
  • stacco da terra xMR @80% rec. 1’30”

Con questo metodo si avrà un maggior recupero tra le serie: nel momento in cui un esercizio è eseguito nuovamente, i muscoli hanno recuperato completamente. 

Jump set

Un’ulteriore alternativa è accoppiare gli esercizi per i gruppi muscolari antagonisti ed eseguire una serie ciascuno alternandole; questo metodo è un ibrido tra la sequenza verticale e quella orizzontale. Dimezza la durata della sessione e raddoppia il tempo di recupero tra le serie di uno stesso esercizio:

Jump set: 3 serie

  • bench press xMR @90% rec. 1’30”
  • pull-up xMR @90% rec. 1’30”

Jump set: 3 serie

  • rematore xMR @85%
  • back squat xMR @85%

Jump set: 3 serie

  • overhead press xMR @80%
  • stacco da terra xMR @80%

Note

In palestra non è sempre possibile riuscire a fare la sequenza verticale ed il jump set perché si andrebbero ad occupare più macchinari contemporaneamente. Si può scegliere il metodo in base alla giornata. Per gli atleti con più esperienza con i pesi è possibile svolgere gli esercizi anche solo con manubri, bilanciere e corpo libero in modo da non aver bisogno dei macchinari.

Esercizi complementari e CORE

In un allenamento che si rispetti non va mai dimenticato il potenziamento del CORE, per questo nella routine settimanale ho inserito 2 allenamenti nei giorni leggeri, da eseguire in circuito.

L’intensità non viene regolata sulla percentuale del 1RM ma sull’intensità percepita: RPE.

RPE è l’acronimo di Rate of Perceived Exertion, ovvero Scala di Percezione dello Sforzo.

Viene misurata su una scala da 1 a 10 dove 1 è il minimo sforzo e 10 il massimo sforzo sostenibile. Una intensità tra il 6 e 7 è circa il 60%1RM, ma varia a seconda della percezione di fatica della giornata.

Per maggiori informazioni sulle intensità di allenamento leggi questo articolo: Allenamento ed intensità: passo velocità, frequenza cardiaca, potenza, RPE

I due circuiti si possono fare il martedì e giovedì, come raccordo tra le 3 sessioni principali. Inoltre, vista la bassa intensità, possono essere fatti dopo un allenamento di qualità per la corsa, ad esempio: ripetute brevi per la VO2Max la mattina e circuito il pomeriggio (dopo 4-6 ore)

E’ importante ricordare che siamo nel periodo della preparazione di base.

Quando gli allenamenti diventeranno più specifici questa programmazione non potrà essere sostenuta a lungo senza portare affaticamento eccessivo.

Allegati

Nel file qui di seguito puoi trovare il programma di allenamento con il calcolo dei carichi e le tre tipologie di schede:

Controllare il movimento per essere padroni del nostro corpo

Il mantra che ripeto continuamente nei “personal” e nelle lezioni private è “controlla il movimento”.

Il controllo del movimento è tutto, nella pratica sportiva come nella vita di tutti i giorni. Avere il controllo di se permette di capire la posizione del corpo nello spazio e come interagisce con esso.

Il movimento umano non è solo un buttare qua e la gli arti, la corsa non è solo muovere le gambe, lo squat non solo accovacciarsi a terra e lo stacco non è solo il movimento di raccogliere qualcosa.

Il corpo umano è come una tensostruttura biologica, fatta di ossa, muscoli e tendini. Ogni articolazione è funzionale ad uno o più movimenti.

La struttura, se in equilibrio è in grado di cose straordinarie senza rompersi o danneggiarsi.

Muovere il nostro corpo in modo efficiente permette davvero di fare cose incredibili, come le evoluzioni della ginnastica artistica, oppure correre per centinaia di km, oppure sollevare pesi 3 o 4 volte il nostro peso corporeo.

Per controllare il movimento è necessario studiare e capire come funziona il corpo, come viene attivato un particolare gesto, come interagiscono tra loro le componenti motorie.

Essere padroni del movimento ci permette di essere più efficienti nella vita di tutti i giorni, essere più economici e prestanti nel gesto sportivo, e soprattutto, ci permette di tenerci lontano dagli infortuni o al peggio porvi rimedio prima che diventino gravi patologie.

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Iniziare la preparazione atletica: la FASE PREPARATORIA

La fase preparatoria nella preparazione atletica, detta anche adattamento anatomico, è quella che per un principiante richiede più tempo ed impegno. In questa fase ci si concentra sull’allenamento generale cercando di coinvolgere più muscoli possibile per costruire la base atletica su cui si svilupperà la preparazione con carichi crescenti nei successivi cicli di allenamento.

Nel corpo umano abbiamo ben 656 muscoli che lavorano in sinergia per produrre lavoro, che chiamiamo comunemente “movimento”. Un atleta che vuole migliorare la tecnica e la prestazione deve concentrarsi sull’allenamento dei muscoli che eseguono la sua azione sportiva.

Attenzione: per la prestazione sportiva non dobbiamo considerare l’aumento della forza come un obiettivo, ma un’abilità da perfezionare per sviluppare la nostra forza specifica.

Per capire perché è importante il potenziamento devo introdurre il concetto di transfer.

Transfer: di cosa si tratta?

Il transfer è il processo di trasposizione degli effetti dell’allenamento sulla prestazione sportiva. Un recente studio eseguito su corridori e ciclisti ha trovato un miglioramento sia nell’economia di corsa, sia nell’economia della pedalata, nonché nell’espressione di potenza, attraverso la combinazione dell’allenamento di resistenza con l’allenamento di forza con sovraccarichi elevati (Ronnestad e Mujika 2013).  L’utilizzo combinato dell’allenamento della forza e della resistenza con parametri di carico sport-specifici riesce a produrre un transfer positivo che migliora sia la potenza aerobica sia forza muscolare.

Ovviamente il metodo d’allenamento deve essere adeguato per permettere la conversione della forza massima in resistenza muscolare ed ottenere il transfer positivo. Ad esempio, una metodologia tipica del bodybuilding dove 3×8 ripetizioni sono considerate ottimali, non aiuterà il trail runner che fa 100 mila passi in una gara di ultra trail. Tuttavia non deve nemmeno essere preso come riferimento assoluto il carico in gara per strutturare l’allenamento, in quanto il carico sarà distribuito ed ottimizzato nella programmazione.

Strutturare l’allenamento

Come descritto nel paragrafo precedente, in questa fase l’allenamento ha come obiettivo la costruzione muscolare di base. Si lavora con tutte le strutture muscolari con particolare attenzione all’esecuzione corretta dei movimenti utilizzando un basso carico.

Vediamo come strutturare il periodo :

DurataPrincipiante 8-10 settimaneAtleta esperto 2-4 settimane
CaricoPrincipiante: 1 – 2 ripetizioni prima del cedimento tecnicoAtleta esperto: 1 ripetizioni prima del cedimento tecnico
Numero di eserciziPrincipiante: 10-15 Atleta esperto: 6-9
Numero di serie per sessionePrincipiante: 2-3Atleta esperto: 3-4
Durata della seriePrincipiante: da 20 a 8 ripetizioni a scendere (in funzione del carico)
Tempo di recuperoPrincipiante: 30-90” tra gli esercizi / 2-3’ tra le serieAtleta esperto: 30-120” tra gli esercizi / 1-2’ tra le serie
Frequenza settimanalePrincipiante: 2-3Atleta esperto: 3-4
Durata della sessione di allenamento (escluso riscaldamento e defaticamentio)Principiante: 30-90’Atleta esperto: 90-120’

Una lista di esempio (non completa) degli esercizi che posso fatti in questa fase:

Esercizi di potenzaEsercizi di baseEsercizi per il coreVariazioni
KB SwingSquatLeg riseFront squat
KB SnatchPanca pianaRenegade plank Spinte con manubri
Box jumpStacco da terraPlank lateraleStacco a una gamba
Box jump lateralePull upCross crunchTrazioni verticali 
Squat in divaricataSpiderman plankAffondi all’indietro 
RematoreRoll on con la ruotaRematore inverso al TRX
Stacco a gambe teseReverse crunch Leg curl su fit ball 
Spinte verso l’altoReverse crunch al TRXSpinte verso l’alto con manubri
Squat sumoSquat bulgaro
Dip paralleleSpinte orizzontali con manubri alternate

Oltre agli esercizi “facili” bilaterali che possono essere fatti nelle prime settimane, è consigliabile passare agli esercizi unilaterali a range completo non appena si ha preso confidenza con i movimenti corporei.

Esempio di programmazione settimanale.

Giorno 1Giorno 2Giorno 3
Preparazione Foam rollerFoam rollerFoam roller
AttivazioneMobilità articolare completaMobilità articolare completaMobilità articolare completa
RiscaldamentoEsercizi di riscaldamento propedeutici agli esercizi della giornataEsercizi di riscaldamento propedeutici agli esercizi della giornataEsercizi di riscaldamento propedeutici agli esercizi della giornata
Esercizio di potenzaKB SwingKB SnatchBox jump
Tri set x3SquatStacco da terraFront squat
Panca pianaPull upPush up
Leg riseCrunch inversoCrunch
Tri set x3Stacco a gambe teseSquat sumoSquat bulgaro
Dip paralleleSpinte verso l’alto con manubriSpinte orizzontali con manubri alternate
Renegade rowPlank laterale dinamicoBending laterale con manubrio
Tri set x2Squat in divaricataAffondo all’indietroOverhead squat
RematoreRow con manubrioRow inverso al TRX
Plank lateraleLancio laterale della palla medicaL-sit a terra
DefaticamantoFoam roller – stretchingFoam roller – stretchingFoam roller – stretching

Se potete allenarvi solo 2 volte a settimana alternate il giorno 1 ed il giorno 2 ad ogni settimana.

Ma quante ripetizioni?

Una delle domande più comuni è “ma quante ripetizioni devo fare”? Le ripetizioni dipendono dall’obiettivo che si vuole raggiungere. In questa fase l’obiettivo è il condizionamento generale. Non serve alzare carichi disumani e nemmeno fare centinaia di ripetizioni. L’obiettivo primario è insegnare al proprio corpo a muoversi, attivando il sistema neuromuscolare. Subito dopo l’obiettivo diventa imparare l’esercizio alla perfezione: padroneggiare l’esercizio, eliminare i compensi, migliorare la mobilità. Infine, la costruzione muscolare con il rinforzo di tendini ed articolazioni.

Il peso da utilizzare deve essere tale da permetterti di fare 15-20 ripetizioni per ogni serie. Se non arrivi al numero di ripetizioni diminuisci il peso oppure esegui le progressioni.

Una volta che arrivi a fare 20 ripetizioni corrette, senza cedimento tecnico, aumenta il peso (non avere vergogna di aumentare di 2,5kg alla volta nello squat o nella panca piana).

La riserva di forza

La riserva di forza è la differenza tra la forza massima e la forza richiesta per eseguire un gesto motorio in condizioni di gara. Per esempio, uno studio ha misurato la forza media per colpo di remo dei canottieri durante una gara, che è risultata essere di 56 kg (Bompa, Hebbelinck e Van Gheluwe 1978). Gli stessi soggetti avevano una forza assoluta nella girata di 90 kg. Sottraendo la forza media nella gara (56 kg) da quella assoluta (90 kg), si arriva a una riserva di forza pari a 34 kg. Il rapporto tra forza media e forza assoluta è 1/1,6. Utilizzando tecniche di misura simili, si è scoperto che altri atleti disponevano di una riserva di forza maggiore, espressa dal rapporto 1/1,85. Ovviamente questi ultimi ottenevano prestazioni migliori nelle gare di canottaggio. Ne deriva che l’aumento della riserva di forza comporta un miglioramento della prestazione sportiva. Un preparatore atletico, dunque, deve puntare a far raggiungere ai propri atleti il più alto livello possibile di forza massimale, considerando il tempo a disposizione per settimana, in un rapporto razionale con le sessioni sport-specifiche, in modo da prevenire un transfer negativo.

Tudor Bompa. Periodizzazione dell’allenamento sportivo

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