Garmin InReach: Iridium vs Skylo. Differenze tecniche, operative e di abbonamento

Il controllo di un dispositivo inReach Iridium tramite Fenix 8 è possibile ed è tecnicamente superiore rispetto all’uso di Fenix 8 Pro con connettività satellitare Skylo integrata.

Il Fenix 8 si associa all’inReach via BT come sensore esterno, come fosse una fascia cardio.

Differenze di rete satellitare

Iridium (inReach esterno)

  • Costellazione LEO globale: copertura 100% del pianeta, poli inclusi.
  • Satelliti dinamici e alti sull’orizzonte: maggiore affidabilità in boschi, valli, canyon e mare aperto.
  • Comunicazione bidirezionale stabile: SOS, messaggi, tracking continuo.
  • Nessuna dipendenza dall’orientamento verso sud o sud-ovest.

Skylo (integrato in Fenix 8 Pro)

  • Satelliti geostazionari: copertura regionale (USA continentali, parte del Canada, gran parte dell’Europa).
  • Satellite basso sull’orizzonte alle alte latitudini: segnale facilmente schermato da ostacoli.
  • Richiede visuale libera verso il satellite per funzionare correttamente.
  • Copertura fino a 50 miglia dalla costa nei paesi supportati.

Differenze di affidabilità operativa

  • Ambienti complessi (montagna, foresta, spedizioni, ultra endurance): Iridium nettamente superiore.
  • Aree aperte e pianeggianti: Skylo utilizzabile, con limiti geografici.
  • Sicurezza/SOS critico: Iridium resta lo standard di riferimento.

Differenze di abbonamento (punto chiave)

Iridium e Skylo richiedono abbonamenti distinti e non intercambiabili.

Abbonamento inReach Iridium

  • Piano Garmin inReach dedicato.
  • Validità globale.
  • Costi generalmente più elevati, giustificati da copertura e affidabilità.
  • Necessario anche se il Fenix è già associato all’inReach.

Abbonamento Skylo

  • Piano separato, specifico per la connettività satellitare integrata nel Fenix 8 Pro.
  • Valido solo nelle aree coperte Skylo.
  • Costi inferiori, con limitazioni operative e geografiche.

Un abbonamento Skylo non abilita Iridium e viceversa.

Implicazioni pratiche di scelta

  • Atleti endurance, guide, spedizioni, sicurezza personale: Fenix 8 + inReach Iridium.
  • Uso occasionale in aree coperte: Fenix 8 Pro con Skylo può essere sufficiente.
  • Affidabilità > costo: Iridium.

Sintesi tecnica

  • Iridium = copertura globale, affidabilità, abbonamento dedicato.
  • Skylo = copertura regionale, maggiore dipendenza dal contesto, abbonamento separato.
  • L’integrazione non elimina la necessità di scegliere rete + piano in base allo scenario reale d’uso.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Garmin Fenix 8 vs Suunto Vertical 2: Quale Sportwatch Scegliere?

Il dilemma Garmin vs Suunto entra nella fase AMOLED. Per gli amanti del trail running la sfida tra Garmin e Suunto si fa sempre più serrata. Da un lato Garmin con il suo solido e pervasivo ecosistema, dall’altro lo spirito spartano ed un’anima fortemente orientata all’outdoor di Suunto.
Dopo un disallineamento sul lato display di circa un anno tra i due dispositivi, ci ritroviamo con due display AMOLED. Ma ora non si tratta più di scegliere display AMOLED sì/no, ma come viene usato.

Premium totale vs outdoor razionale

Garmin Fenix 8: multisport + smartwatch avanzato

Il Fenix 8 è diventato uno smartwatch avanzato a tutti gli effetti. Ora integra un microfono ed un altoparlante (pessimo) per telefonare (sempre tramite collegamento allo smartphone), ascoltare musica, impartire comandi vocali elaborati direttamente all’interno dell’orologio (funzionalità molto comoda ma non sempre precisa), o impartire comandi vocali all’assistente telefonico (Siri/Google).

Suunto Vertical 2: outdoor/endurance con AMOLED LTPO

Il Vertical 2 è uno sportwatch. Ha una durata della batteria TOP, ampio display brillante ed a basso consumo. Ha funzionalità smart, ma limitate alle notifiche ed abbastanza “grezze”. Non vengono riportate le icone delle applicazioni e la grafica è molto minimalista.

Costruzione e dimensioni

Robustezza e portabilità

Il Garmin Fenix 8 51 mm è sempre stato uno sportwatch ingombrante, spigoloso, non adatto a tutti. È piuttosto robusto, con alcuni “ma”. Ne esistono varie versioni: con cristallo Gorilla Glass o Sapphire, con ghiera in titanio o acciaio o in titanio DLC.
Con tanti anni di esperienza sul campo, l’unico Fenix che effettivamente si può definire “robusto” è quello con cristallo in zaffiro (Sapphire) e ghiera rivestita DLC (Diamond Like Carbon). Il Gorilla Glass si riga molto più facilmente di quanto dichiarato, la ghiera in titanio normale si riga solo a guardarla, mentre quella in acciaio è appena più resistente ma nel giro di un anno mostra chiaramente tutti i segni di utilizzo.
I materiali outdoor di eccellenza per avere un Fenix sempre perfetto sono: cristallo in zaffiro e titanio con rivestimento DLC.

Un problema che aveva il Fenix 7X Pro era la tenuta stagna dei pulsanti, che nel nuoto “pesante” potevano avere problemi di infiltrazioni. Mi è capitato di dover mandare il mio in assistenza due volte. Il Fenix 8 ha introdotto un nuovo tipo di pulsanti, non meccanici ma induttivi: reagiscono tramite un sensore magnetico alla pressione. In questo modo riescono ad essere completamente ermetici.

Il Suunto Vertical 2 è leggermente più compatto (49 mm), dalle forme più discrete e lineari, orientato al multi-day e, per me, molto più bello esteticamente del Fenix. Tutti i Vertical 2 hanno un cristallo in zaffiro, con la possibilità di scegliere la ghiera in titanio o acciaio (consiglio vivamente il titanio per la leggerezza). Ha i tipici tre pulsanti sul lato destro senza corona (come invece ha il Race 2). È studiato per essere pratico e comodo da utilizzare in tutte le condizioni.

Entrambi integrano una torcia LED. Quella del Fenix è leggermente più luminosa, ma più semplice da attivare e disattivare.

Display

AMOLED vs AMOLED LTPO

Il Fenix 8 51 mm ha una cassa grande, ma il display è quello del 47 mm (1,4”). Questo lo rende (secondo me) brutto. C’è troppo spazio vuoto tra il display ed il bordo della ghiera. Inoltre utilizza un display AMOLED tradizionale (non LTPO) e questo lo rende estremamente energivoro. Scordatevi l’autonomia a cui vi ha abituato il Fenix e non credete alle falsissime specifiche tecniche riportate sul sito Garmin.
Per risparmiare batteria Garmin ha impostato una regolazione automatica della luminosità non modificabile e questo a volte rende il display illeggibile.
Dal display AMOLED, una volta provato, non si torna più indietro, ma nel Fenix non è tutto oro quel che luccica.

Il Suunto Vertical 2 ha un display AMOLED LTPO molto più efficiente e luminoso di quello Garmin, oltre ad essere più grande (1,5”). Il display LTPO permette di adattare la frequenza di refresh in base alle reali condizioni di utilizzo, risparmiando molta batteria. I colori sono molto brillanti e la qualità del display è visivamente superiore.
Non ha una luminosità automatica, ma è possibile scegliere tra tre modalità: bassa, media, alta. La modalità “media” è adatta a tutti gli utilizzi. Per ottimizzare ulteriormente la durata della batteria è possibile disabilitare l’AOD (Always On Display) anche durante le attività, impostando l’attivazione del display con il gesto (rotazione del polso) o la pressione di un pulsante.

Autonomia reale

Il vero punto di rottura

Il Fenix 8 AMOLED 51 mm è troppo energivoro. Chi viene dai modelli precedenti rimarrà molto deluso. Ti ritroverai presto a fare attenzione ad attivare il display solo per leggere le informazioni, per non consumare batteria.
L’attivazione del LiveTrack inoltre dà il colpo di grazia all’autonomia dello sportwatch. Ne sconsiglio l’uso. Utilizzate un InReach separato.

Il Suunto Vertical 2 si dimostra ancora una volta al top come ottimizzazione dei consumi anche con il display AMOLED. Ha la possibilità di disattivare il display durante le attività, utilizzare il “risveglio” a basso consumo con la rotazione del polso, non ha speaker e microfoni da alimentare e, a massima precisione GPS in modalità multiband, si comporta come un Fenix con display MIP.

GPS e navigazione

Precisione simile, esperienza diversa

Sono entrambi GNSS multibanda.

Il Garmin Fenix 8 51 mm ha le mappe già precaricate, ma è necessario effettuare un aggiornamento (che impiega qualche ora). Le mappe TopoActive sono molto dettagliate, con nomi dei sentieri, delle vie e linee di livello. Tuttavia sono lente, lentissime da scorrere, nulla a che vedere con i modelli precedenti con display MIP. Inoltre non visualizzano i laghi a certi livelli di zoom utili alla navigazione, cosa che trovo abbastanza senza senso.
Garmin offre però una funzione di navigazione molto avanzata che permette di creare e ricalcolare percorsi in tempo reale come Google Maps direttamente sull’orologio, in base al tipo di tracciato (piedi, bici, auto, ecc.). Una funzionalità molto comoda che migliora la sicurezza.
L’utilizzo costante di mappa e navigazione non incide molto sul consumo di batteria, già elevato di base. Il GPS è sempre molto preciso.

Il Suunto Vertical 2 ha una navigazione essenziale ma affidabile, con GPS molto preciso. Le mappe sono chiare e, anche se meno dettagliate delle TopoActive, risultano più leggibili. Sono inoltre velocissime da scorrere, senza lag o blocchi del display.
Non sono presenti i nomi delle vie e dei sentieri, ma c’è il turn-by-turn (come su Garmin) e la possibilità di impostare viewpoint sul percorso.
Non permette il ricalcolo dei percorsi direttamente dall’orologio: per farlo è necessario utilizzare l’app Suunto, fatta molto bene e che uso anche per creare i tracciati poi caricati sul Fenix.

Sensori e affidabilità

Dati vs solidità

Garmin Fenix è sempre stato al top nella sensoristica per il monitoraggio della salute: sonno, recupero HRV, RHR, training readiness, ecc. I sensori HR sono molto precisi nel monitoraggio h24, leggermente meno durante l’attività sportiva, ma è normale.
Garmin ha una piena integrazione con TrainingPeaks per i dati di salute, rendendolo perfetto per il coaching su quella piattaforma. Con un unico device controlli allenamenti, recupero e stato di salute.

Suunto Vertical 2 integra tutti i sistemi di monitoraggio della salute più comuni: qualità del sonno, HRV, ossigenazione del sangue, RHR, ecc. I dati sono riportati in modo chiaro sulla sua app per un’analisi precisa del recupero e delle condizioni di salute.
Il sensore HR è molto valido e preciso, anche se il primo Vertical 2 che ho avuto ho dovuto mandarlo in assistenza per un problema hardware. Confrontando i dati di salute di Suunto Vertical 2 con Whoop 5 e Fenix 8, trovo una corrispondenza molto allineata tra Suunto e Whoop, mentre il Fenix presenta spesso dati molto diversi dagli altri due.
Suunto però non esporta i dati di salute su TrainingPeaks, quindi come coach si dispone di un dato parziale se non si utilizza un altro strumento come Whoop.

Allenamento e carico

Coach-centrico vs atleta-centrico

Garmin inonda l’utente di dati: training readiness, endurance score, hill score, VO2max per ciclismo, corsa e trail, body battery, ecc. Spesso difficili da interpretare per il runner medio, ma interessantissimi per il runner nerd. Una frase riassume bene il concetto: “Garmin si prende cura di te”.
Il punto di forza del Fenix è la personalizzazione estrema dei campi dati durante l’allenamento, anche a sessione in corso direttamente dall’orologio. È possibile visualizzare dati numerici, grafici a linea e a barre. È il top della personalizzazione.
La gestione degli allenamenti è semplice e intuitiva, sia con Garmin Coach che con TrainingPeaks.

Suunto utilizza di base le metriche di TrainingPeaks (CTL, TSS, TSB, ecc.). Il monitoraggio degli allenamenti e del miglioramento dello stato di fitness è semplice e chiaro. Permette un accurato controllo del recupero con i parametri classici di carico, qualità del sonno, battiti a riposo, body battery, ecc.
Ha molti meno dati di Garmin, ma sono facilmente leggibili e interpretabili anche da utenti meno esperti. Per un atleta che vuole monitorare progressi e stato generale di salute è più che sufficiente.
La gestione degli allenamenti è però ancora troppo spartana: personalizzazione limitata delle schermate, impossibilità di modificare i campi dati direttamente dall’orologio, e incoerenze tra sport (ad esempio la potenza di corsa visibile nella corsa normale ma non nella corsa indoor). Questo è da sempre un limite inspiegabile di Suunto.

Ecosistema software

Connect vs Suunto App

Garmin Connect offre una quantità enorme di informazioni con un livello di dettaglio elevatissimo, con il rischio di over-analysis. Inutile per il runner medio, estremamente completa per l’utente avanzato. L’app è un po’ macchinosa e non integra tutte le funzioni disponibili nella versione web.
Permette di collegare infiniti dispositivi: nel mio caso Fenix 8, Edge 540, bilancia Index Smart e altri dispositivi in prova. I dati non vengono duplicati e la gestione dell’ecosistema è solida.

Suunto App è semplice, lineare ed essenziale. Non manca nulla. Il punto di forza è la gestione e creazione dei percorsi, che utilizzo anche per Garmin. Tuttavia non permette di collegare più dispositivi contemporaneamente. Probabilmente perché Suunto non ha un ecosistema ampio come Garmin, ma trovo questa limitazione anacronistica.

A chi sono destinati

Scelta guidata dal contesto

Il Fenix 8 51 mm AMOLED è rivolto ad atleti nerd, “Garmin addicted”, che non vogliono rinunciare alla continuità delle statistiche del proprio ecosistema. Racchiude in un solo device sportwatch, smartwatch, activity tracker completo, monitoraggio della salute e piena compatibilità con i software di coaching.

Il Suunto Vertical 2 è lo strumento ideale per il runner puro, che non ha bisogno di orpelli e cerca uno strumento affidabile, reattivo, bello, robusto, con informazioni chiare su allenamento, recupero e salute. È uno sportwatch, non uno smartwatch.

Il dilemma non è la qualità

Il Fenix 8 è un orologio completo e molto costoso. Rappresenta il top dello sviluppo nel campo degli sportwatch evoluti, ma è complesso e con una batteria inefficiente. Un punto di forza rimane la rilevazione degli incidenti con invio di messaggi di emergenza e traccia del percorso di recupero (che funziona molto bene perché ho avuto la sfortuna di doverlo utilizzare).

Il Suunto Vertical 2 è uno sportwatch completo con un prezzo circa la metà di un Fenix 8 51 mm AMOLED, consumi super efficienti e un bellissimo pannello AMOLED grande, luminoso ed efficiente.

Se utilizzi altri dispositivi Garmin (ad esempio per la bici) puoi allineare i dati delle attività con app come RunGap per avere i tuoi allenamenti sia su Garmin Connect che su Suunto App, ma non puoi allineare i dati di salute tra i due dispositivi.

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Garmin, Whoop, Oura e altri: guida pratica al monitoraggio del recupero

Quando ti alleni per il trail, triathlon, discipline di endurance ed ultra endurance, il recupero diventa un elemento determinante quanto la qualità delle tue sedute. Non riguarda soltanto ciò che fai durante gli allenamenti, ma tutto ciò che accade nelle ventiquattro ore: stress lavorativo, qualità del sonno, alimentazione, piccoli imprevisti quotidiani. Avere un dispositivo che registra in modo continuo ciò che accade nel tuo corpo permette di interpretare questi segnali con precisione.

Gli strumenti disponibili oggi sono molti: Garmin, Suunto, Whoop, Oura Ring, Amazfit, Apple Watch, etc. Ognuno offre vantaggi specifici, ma la scelta corretta dipende dal tuo comportamento quotidiano e dal modo in cui ti piace gestire dati e sensazioni.

Perché il monitoraggio h24 è così utile

Indossare un dispositivo per tutta la giornata permette di osservare come il tuo equilibrio interno reagisce ai vari stimoli. Lo stress non arriva soltanto in salita o durante una ripetuta. Si accumula durante una riunione difficile, dopo una notte agitata, se la digestione è lenta o se recuperi in modo incompleto.
Il monitoraggio continuo rileva variazioni che a livello soggettivo spesso non percepisci. La differenza tra “mi sento stanco” e “il mio corpo mostra segni di stress cumulato” è enorme, soprattutto per chi segue una programmazione strutturata. Comprendere i trend fisiologici ti permette di distinguere un calo momentaneo da una reale necessità di modulare i carichi.

Perché la misurazione dell’HRV notturna è più affidabile

La notte rappresenta il momento più stabile per analizzare il sistema nervoso autonomo. L’attività mentale si riduce, i movimenti si attenuano e le influenze esterne sono minime.
La misurazione dell’HRV durante il sonno risulta quindi più pulita e coerente. Le fasi di sonno profondo, dominate dall’attività parasimpatica, mostrano con chiarezza il livello di recupero. Durante il giorno, invece, l’HRV può variare rapidamente per motivi molto banali come una preoccupazione, una breve salita o, banalmente, consumo di caffeina.
Una misurazione notturna precisa permette di valutare il tuo trend reale, senza interferenze esterne.

Perché l’HRV è una metrica fondamentale

La frequenza cardiaca a riposo racconta solo una parte della storia. Due atleti possono avere la stessa FC mattutina ma trovarsi in condizioni fisiologiche molto diverse.
L’HRV misura il bilanciamento tra la componente simpatica (attivazione) e parasimpatica (recupero) del sistema nervoso autonomo. Un valore in calo indica una prevalenza dello stress e una ridotta capacità di risposta agli stimoli allenanti. Un valore in crescita segnala una fase di buona adattabilità, ideale per lavori di qualità o volumi più impegnativi.
L’obiettivo delle letture, non è inseguire numeri assoluti, ma osservare il comportamento della tua HRV nel tempo. La coerenza del trend è la vera informazione utile per l’atleta e per il coach.

Come viene calcolata la readiness ed il recupero

Le diverse piattaforme utilizzano algoritmi specifici, ma seguono tutte una logica simile.
Il sistema combina parametri relativi alla notte (HRV media, HRV minima, frequenza cardiaca media e minima, durata del sonno, quantità di sonno profondo e REM, continuità del riposo) e li confronta con i tuoi valori abituali.
A questi dati si aggiunge il carico dei giorni precedenti: quello interno, rilevato attraverso la risposta cardiaca allo sforzo, e quello esterno, calcolato tramite TSS, intensità e durata degli allenamenti.
Il risultato è un punteggio che rappresenta il livello di preparazione del tuo organsmo a un nuovo stimolo. Una readiness elevata indica disponibilità allo sforzo. Una readiness bassa suggerisce di privilegiare intensità moderate o recupero attivo. Un trend stabile dimostra una gestione efficace della stagione.

Ok ma quali dispositivi posso usare?

Garmin: ancora la scelta più lineare per chi usa TrainingPeaks

Se porti l’orologio anche durante la notte, Garmin offre un ecosistema completo. Registra HRV, sonno, stress e propone metriche come Body Battery che rendono la lettura dei trend intuitiva.
L’integrazione nativa con TrainingPeaks è il vantaggio principale. I dati arrivano in automatico nella piattaforma tramite Garmin Health e permettendo al coach di seguire la tua readiness quotidiana con precisione. Per chi segue una preparazione strutturata, questa continuità è un vero punto di forza: dai la possibilità al tuo coach di avere un monitoraggio accurato del tuo stato di salute oltre ai risultati degli allenamenti.

Whoop: leggero, preciso, costoso

Whoop è un braccialetto molto comodo, pensato per essere indossato sempre. Non avendo un display, non interferisce con l’uso quotidiano e non distrae durante gli allenamanti.
Le metriche di recupero e di carico interno sono chiare e utili. L’integrazione con TrainingPeaks lo rende particolarmente adatto agli atleti che lavorano con un coach ed il loro sportwatch non esporta i dati sulla piattaforma di training. Per chi fatica a dormire con uno sportwatch pesante, rappresenta una soluzione pratica. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.

Oura Ring: massimo comfort, ma integrazione limitata

Oura Ring è probabilmente la soluzione più confortevole per la notte e discreta per l’utilizzo quotidiano. La qualità della misurazione di HRV e sonno, nelle recensioni viene considerata eccellente. Tuttavia posso dirvi che i dati non sono molto lontani da quelli moniotrati dal mio Fenix.
Il limite principale riguarda l’assenza di integrazione con TrainingPeaks. La lettura dei dati risulta comunque utile, ma richiede passaggi manuali o una consultazione separata, meno comoda nel contesto di un percorso guidato da un coach. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.

Suunto, Amazfit e Apple Watch: opzioni valide con compromessi

Suunto offre un buon bilanciamento tra precisione e funzionalità. I nuovi modelli come il Race ed il Vertical hanno tutte le funzionalità di monitoraggio, molto accurate, che riportano nella loro app proprietaria (molto ben fatta). Tuttavia non esporta i dati su TrainingPeaks, e l’utilizzo di app di terze parti come FitnessSyncer non funziona sempre. L’integrazione con TrainingPeaks è comunque molto avanzata, tra l’altro Suunto nella sua app utilizza proprio le metriche TrainingPeaks per il monitoraggio dell’allenamento. L’accoppiata Suunto Vertical 2 e Whoop è perfetta per il monitoraggio accurato su TrainingPeaks.

Amazfit sorprende per rapporto qualità-prezzo. Le metriche HRV e la profondità delle analisi sono inferiori con dati non sempre attendibili. Tuttavia, essendo implementazioni sw, mi aspetto che la qualità migliori con il tempo. Però.. anche qui niente TrainingPeaks. Può essere utile senza il supporto di uno sportwatch per il monitoraggio sportivo? No.

Apple Watch rimane eccellente come smartwatch, con sensori precisi e grande usabilità, la misurazione dell’HRV è buona, la valutazione del monitoraggio del sonno non precisissima, ma l’autonomia ridotta è davvero limitante. Integrazione con TrainingPeaks limitata. Può essere usato come orologio sportivo principale? No..

Come scegliere il dispositivo più adatto

La tecnologia è importante, ma la scelta dipende soprattutto dalle abitudini personali.
Se dormi senza problemi con lo sportwatch, Garmin è la soluzione più completa. Se preferisci un sensore leggero, Whoop rappresenta l’opzione più comoda. Se desideri il massimo comfort notturno, Oura Ring è ideale, anche se meno efficace per la gestione dei dati in TrainingPeaks.

L’obiettivo non è avere più strumenti, ma avere lo strumento che riesci a usare ogni giorno in modo coerente. La continuità della raccolta dati è ciò che permette una vera lettura dei trend fisiologici.

ATTENZIONE

Se usi Garmin con l’invio automatico dei dati di recupero come HRV, RHR, sonno tramite Garmin Health su TrainingPeaks contemporaneamente ad altri strumenti come Whoop, otterrai errori significativi nella visualizzazione ed interpretazione dei dati. TrainingPeaks non è in grado di differenziare le fonti, quindi leggerà i valori di tutti gli strumenti rendendo impossibile valutare i trend in modo accurato.

Dovrai scegliere quale sarà il tuo sistema sorgente, e dovrai considerare che nei giorni successivi al cambio, i trend saranno falsati.

ATTENZIONE 2: dovrai selezionare anche lo strumento sorgente di caricamento degli allenamenti se non vuoi avere un allenamento duplicato da Whoop su TrainingPeaks oltre a quello Garmin.

Se vuoi WHOOP come sorgente HRV/RHR

  • In Garmin Connect → App connesse – TrainingPeaks: disattiva “Daily health metrics” / “Statistiche salute giornaliera
  • Lascia attive solo le attività e gli allenamenti scaricati da TrainingPeaks..

Se vuoi Garmin come sorgente HRV / RHR

  • In Whoop -> Impostazioni App -> Integrazioni: scollega TrainingPeaks.

In questo modo su TrainingPeaks visualizzerai solo le metriche Garmin mentre le metriche del Whoop le vedrai solo nell’app dedicata.


Tabella riassuntiva

DispositivoProControPrezzo indicativo
GarminIntegrazione TrainingPeaks; HRV e monitoraggio notturno preciso; ecosistema completo. Rende inutile qualsiasi altro strumento esterno.Alcuni modelli (come le versioni 51mm) risultano scomodi per la notte250–1.000 €
WhoopMolto leggero; forte orientamento al wellness; integrazione TrainingPeaksRichiede abbonamento; non sostituisce un orologio sportivo200€-300€/anno (fascia inclusa nell’abbonamento)
Oura RingComfort elevato; HRV e sonno molto accuratiNessuna integrazione con TrainingPeaks.
Scomodo da utilizzare se si usano le mani (palestra, bici, etc). Non sostituisce un orologio sportivo.
350–450 €
SuuntoBuona precisione; prodotti robusti; monitoraggio completo allo stesso livello di Garmin.Non carica su TrainingPeaks sui dati di Health. Associalo ad un Whoop per avere la combo perfetta.300–800 €
AmazfitPrezzo contenuto; buona autonomiaHRV meno coerente; analisi ridotte. Non sostituisce un orologio sportivo.100–250 €
Apple WatchOttimo come smartwatch; sensori precisiInutilizzabile come sportwatch; autonomia limitata450–1.000 €

Questo è un articolo della Sport Academy

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Come allenarsi con il Garmin: Guida al Training Status ed alla Pianificazione Personalizzata

In un panorama di allenamenti sempre più tecnologico e personalizzato, l’uso di dispositivi come i Garmin sta trasformando il modo di approcciare la preparazione atletica. Non si tratta solo di registrare i chilometri percorsi, ma di monitorare parametri avanzati come il Training Load, il VO2 max, la frequenza cardiaca e la variabilità di intensità per costruire allenamenti scientificamente fondati. Questo articolo esplora come interpretare e utilizzare questi parametri per creare un piano di allenamento efficace e sostenibile, massimizzando i progressi senza rischiare sovraccarichi o infortuni. Che tu sia un atleta professionista o un amatore ambizioso, capire come sfruttare al meglio il tuo Garmin può fare una grande differenza nella tua performance.

Iniziamo spiegando cos’è il Training Status

Il Training Status è un parametro utilizzato dai dispositivi Garmin per monitorare come il corpo risponde agli allenamenti nel tempo, fornendo indicazioni come “Produttivo,” “Mantenimento,” “Non produttivo“, etc.. Questo status riflette se l’allenamento attuale sta portando a miglioramenti, stagnazione o persino regressione. L’indicazione è basata su variabili come la frequenza cardiaca, il Training Load complessivo e il recupero.

Training StatusDescrizione
ProduttivoIl carico di allenamento è appropriato e stai facendo progressi. Il VO2max è stabile o in miglioramento, il bilancio tra ATL e CTL è ideale.
MantenimentoIl carico è sufficiente per mantenere il livello attuale di fitness. Il VO2max è stabile e non ci sono cambiamenti significativi.
Non produttivo Il carico è elevato ma la forma fisica non sta migliorando. Il VO2max potrebbe diminuire. Potrebbe indicare sovrallenamento o mancanza di recupero.
RecuperoIl carico di allenamento è ridotto rispetto alle settimane precedenti. Potrebbe essere un periodo di recupero o tapering prima di una gara.
SovrallenatoIl carico di allenamento è molto elevato rispetto al CTL, segnalando un possibile sovrallenamento. Ridurre il carico e dare priorità al recupero.
Basso caricoIl carico di allenamento è troppo basso rispetto alle settimane precedenti. Potrebbe indicare che non stai allenando a sufficienza per mantenere la forma fisica.
Picco di formaIl carico di allenamento è stato ridotto e il corpo è pronto per prestazioni di alto livello, ad esempio prima di una gara. Stato temporaneo.
Non disponibileNon ci sono dati sufficienti per determinare lo stato di allenamento. Potrebbe essere dovuto a un numero insufficiente di allenamenti o dati mancanti.

Come viene calcolato

Garmin cerca di fare un’analisi approfondita che combina diversi parametri per fornire un’indicazione dello stato attuale del tuo allenamento e dei progressi compiuti. Esamina principalmente tre fattori chiave:

  1. Andamento del VO2max: Garmin tiene traccia delle variazioni della tua stima di VO2max (un indicatore della capacità aerobica). Se questa stima aumenta insieme al Training Load, il Training Status sarà positivo (Produttivo). Al contrario, se il VO2max resta stabile o peggiora nonostante un carico elevato, potresti ricevere uno stato di “Non produttivo” o “Sovrallenamento”. Questo indica che il corpo non sta rispondendo in modo ottimale agli stimoli dell’allenamento.
  2. Carico acuto vs. cronico (ATL vs. CTL): Garmin utilizza il concetto di Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) per bilanciare il carico a breve e lungo termine. L’ATL riflette il carico degli ultimi 7 giorni, mentre il CTL considera una finestra di 42 giorni. Se l’ATL supera di molto il CTL, Garmin segnala un potenziale rischio di sovrallenamento. Se invece l’ATL è molto inferiore al CTL, potrebbe indicare un carico insufficiente per migliorare la performance, oppure un periodo di recupero.
  3. Recupero e tendenze di carico: Un altro parametro critico valutato è il recupero tra le sessioni di allenamento. Garmin osserva la quantità di recupero e la qualità delle sessioni per capire se il corpo sta avendo abbastanza tempo per adattarsi ai carichi. Se il recupero è adeguato, il Training Status risulterà Produttivo o Ottimale. Tuttavia, se mancano sufficienti periodi di recupero, il Training Status potrebbe segnalare un rischio di “Sovrallenamento” o “Non produttivo”.

Interpretazione del Training Status

Il Training Status fornisce una visione globale del tuo stato di forma, confrontando il carico di allenamento a breve e lungo termine (ATL e CTL) con la tendenza del VO2max. Questo aiuta a capire se il tuo programma di allenamento sta portando progressi, mantenimento o regressi. Un equilibrio tra carico e recupero, unito a un VO2max in crescita, indicherà che sei sulla strada giusta. Se invece il carico di allenamento è troppo intenso senza un miglioramento del VO2max, sarà necessario rivedere il programma per evitare potenziali problemi di sovrallenamento.

Interpretare correttamente questo dato è utile per comprendere se si sta progredendo verso l’obiettivo, se bisogna aumentare il carico o, al contrario, alleggerire il volume per prevenire affaticamenti.

Punti di attenzione sul Training Status

Il Training Status è determinato principalmente da:

  1. Carico di Allenamento (ATL e CTL)
  2. Variazioni del VO2Max
  3. Andamento di carico nel tempo

Tuttavia se il recupero è costantemente insufficiente (ad esempio, a causa di un HRV basso, una frequenza cardiaca a riposo elevata o una scarsa qualità del sonno), l’efficacia dell’allenamento può diminuire. Di conseguenza, il VO2max potrebbe non migliorare o addirittura peggiorare, portando il Training Status verso etichette come Non produttivo o Sovrallenamento.

Considerazioni sulle variazioni del VO2Max

Il VO2max ha un limite di miglioramento che dipende da vari fattori, tra cui il livello di fitness di partenza, l’età, la genetica e il tipo di allenamento. Per un atleta già allenato, è normale che il VO2max si stabilizzi e non aumenti più, anche se il programma di allenamento continua ad essere impegnativo e ben strutturato.

Garmin tiene conto di questa stabilizzazione del VO2max per gli atleti esperti che si trovano già a un buon livello. In questi casi, il Training Status può risultare comunque Produttivo anche con un VO2max stabile, purché il carico di allenamento sia ben bilanciato. Garmin guarda anche al bilanciamento tra Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) per determinare se l’allenamento è “produttivo” rispetto al livello di fitness attuale, non solo al miglioramento del VO2max.

Se il VO2max rimane costante ma il Training Status indica “Non produttivo”, potrebbe essere dovuto a:

  • Sbilanciamento del carico: il carico acuto (ATL) è troppo elevato rispetto al carico cronico (CTL), indicando un rischio di sovrallenamento.
  • Recupero insufficiente: se lo stato di recupero è insufficiente (es. HRV basso, frequenza cardiaca elevata a riposo), il corpo potrebbe non rispondere al carico di allenamento come previsto, generando un “Non produttivo” anche con VO2max stabile.
  • Mancanza di progressione: per Garmin, anche un VO2max costante, senza alcuna variazione, potrebbe riflettere una “stagnazione” se abbinato a un carico eccessivo o mal bilanciato.

Andiamo a vedere quali sono i parametri che determinano un Training Status Produttivo iniziando a spiegare la gerarchia dei parametri di allenamento.

La gerarchia dei parametri

Esiste una gerarchia dei parametri per l’analisi del training status e la corretta progettazione degli allenamenti ed il loro effetto:

  1. Exercise Load: il punteggio del singolo allenamento (su TrainingPeaks è paragonabile al TSS, che viene calcolato diversamente)
  2. Carico Acuto (ATL): il punteggio calcolato sul peso dei singoli allenamenti su un arco temporale di 7 giorni
  3. Carico Cronico (CTL): il punteggio calcolato sul peso dei singoli allenamenti su un arco temporale di 42 giorni.
  4. Rapporto di Carico (Load Ratio): il rapporto tra il Carico Acuto (ATL) e Carico Cronico (CTL) che fornisce la prima indicazione se gli allenamenti sono efficaci.

Vediamo ora nel dettaglio come sono utilizzati da Garmin.

Exercise Load (Carico)

L’Exercise Load, o semplicemente Carico, rappresenta l’impatto complessivo di un singolo allenamento. Questo parametro misura la fatica generata durante una sessione in base a durata e intensità, calcolando un punteggio che quantifica lo sforzo. Il Carico è utile per determinare la fatica indotta da un singolo allenamento e contribuisce a stabilire il livello di recupero necessario prima della sessione successiva.

Exercise Load
Exercise Load (carico): 84

L’Exercise Load viene calcolato utilizzando l’integrazione di:

  • Frequenza Cardiaca: maggiore è la percentuale della frequenza cardiaca rispetto alla soglia anaerobica, maggiore è l’intensità e, quindi, l’impatto della sessione.
  • Durata dell’esercizio: un’attività più lunga comporta un maggiore Exercise Load rispetto a un’attività di durata breve, a parità di intensità.
  • Potenza (se disponibile): per le discipline come il ciclismo, la potenza erogata durante l’attività aggiunge un’ulteriore misura oggettiva dell’intensità.

La combinazione di questi parametri permette di ottenere una stima complessiva dell’impatto fisiologico dell’allenamento, che rappresenta la fatica fisica e lo stress che il corpo deve affrontare per adattarsi.

I valori di Exercise Load sono poi utilizzati per calcolare parametri a lungo termine come:

  • Acute Training Load (ATL): che riflette il carico di allenamento degli ultimi 7 giorni, dando un’idea del carico a breve termine.
  • Chronic Training Load (CTL): che rappresenta il carico medio degli ultimi 42 giorni, utile per comprendere il carico a lungo termine e il livello generale di allenamento.

Come stimare l’Exercise Load del nostro allenamento?

Quando si progetta un allenamento, una strategia efficace consiste nel definire un Exercise Load target per ogni sessione, calcolato in base al tempo che si prevede di trascorrere in ciascuna zona di intensità. Garmin e altri dispositivi di monitoraggio utilizzano le zone di frequenza cardiaca (o zone di potenza per chi utilizza il ciclismo) per calcolare il carico di allenamento in modo più preciso, poiché ogni zona rappresenta un livello differente di sforzo sul sistema cardiovascolare e muscolare.

Ecco una guida per stimare l’Exercise Load basato sul tempo (un’ora) in ciascuna zona:

Zona dei allenamentoCarico stimato (punti per ora)Descrizione
Z1 – Recupero attivo30 – 50Ideale per il recupero attivo; mantiene il condizionamento senza stress eccessivo.
Z2 – Resistenza Aerobica50 – 70Sviluppa la capacità aerobica e resistenza di fondo; adatto a lunghe sessioni.
Z3 – Soglia Aerobica70 – 90Costruisce il ritmo e rafforza la capacità aerobica; intensità moderata.
Z4 – Soglia Anaerobica90 – 120Critico per la potenza e miglioramento della soglia anaerobica; richiede recupero.
Z5 – VO2 Max120 – 150Massima sfida per il sistema cardio-respiratorio; migliora il VO2 max rapidamente. Ovviamente non sarà possibile mantenere questa intensità per 60 minuti, ma il valore è indicativo per calcolare le frazioni.

Quindi: un ora di allenamento in Z2 (tra il 69% e 83% della FC di Soglia Anaerobica) avrà un “carico” tra 50 e 70. Più vicino al 50 nella zona Z2 bassa, più prossimo a 70 se l’allenamento sarà verso Z3.

L’Exercise Load tiene conto principalmente del EPOC (Excess Post-exercise Oxygen Consumption) e altri parametri fisiologici.

  • L’ Exercise Load misura l’impatto dell’esercizio sull’organismo attraverso:
    • Frequenza cardiaca (HR) e la sua variabilità.
    • VO2max (massimo consumo di ossigeno).
    • Dinamiche di corsa o ciclismo.
    • EPOC, che stima lo sforzo totale richiesto per ripristinare l’equilibrio metabolico e cardiovascolare dopo l’allenamento.

L’ Exercise Load di Garmin si ottiene calcolando il contributo cardiovascolare dell’allenamento, considerando l’intensità relativa e il tempo necessario per il recupero.

2. Acute Training Load – ATL – (Carico Acuto)

Il Carico Acuto indica il volume di allenamento recente, calcolato solitamente su base settimanale, e rappresenta il corrispondente di ATL (Acute Training Load) di TrainingPeaks. Questo parametro riflette quanto intensamente si è allenato il corpo a breve termine, permettendo di osservare l’impatto cumulativo delle sessioni più recenti. Il Carico Acuto è fondamentale per capire se si è in una fase di “peak” (picco di forma) oppure se è necessario un alleggerimento per evitare sovraccarichi.

Carico Acuto
Acute Training Load (carico acuto): 288

Come Garmin calcola l’ATL

Viene calcolato sulla base dell’Exercise Load delle ultime attività. Viene calcolato con una media esponenziale mobile su una finestra temporale di 7 giorni.

Dove:

  • Carico giornaliero è il valore di carico di allenamento di ogni giorno (la somma degli Exercise Load)
  • Giorni dal carico è il numero di giorni trascorsi dal giorno di allenamento
  • τATL​ è una costante di decadimento temporale per l’ATL, che è spesso impostata tra 5 e 7 giorni per riflettere il carico acuto e la fatica recente.

A meno di non essere smanettoni dei dati su Excel lasciamo a Garmin l’onere di calcolarlo 😀

Interpretazione dell’ATL

  • Alto ATL: Indica che hai accumulato un carico di allenamento intenso negli ultimi giorni, suggerendo che stai spingendo il corpo più del solito. Se mantenuto troppo a lungo, può portare a sovrallenamento.
  • Basso ATL: Indica un ridotto carico di allenamento nelle ultime giornate, il che può essere dovuto a un periodo di recupero o di minore intensità.

3. Chronic Training Load – CTL – (Carico Cronico)

Il Carico Cronico misura il carico di allenamento sostenuto nel tempo, di solito su un periodo di quattro settimane. È il corrispondente del CTL (Chronic Training Load) di TrainingPeaks e rappresenta la capacità del corpo di tollerare e adattarsi a un determinato livello di sforzo. Questo parametro riflette il livello di forma generale e la preparazione fisica a lungo termine, e un buon bilanciamento del carico cronico è la chiave per mantenere la condizione fisica senza incorrere in infortuni.

Attenzione a questa immagine! Garmin fa confusione con le traduzioni. Il carico cronico (CTL) viene chiamato “Costante”, ed in questa schermata il “Carico Acuto” (ATL) viene chiamato “Intenso”.

Come Garmin calcola il CTL

Garmin utilizza sempre il concetto di Exercise Load, che riflette l’impatto fisiologico di ciascun allenamento e viene calcolato sui seguenti parametri:

  • Viene calcolato come una media ponderata dell’Exercise Load su un periodo più lungo, tipicamente 42 giorni (6 settimane).
  • Come per l’ATL il peso assegnato a ciascun giorno diminuisce man mano che si va indietro nel tempo. Gli allenamenti recenti hanno un impatto maggiore sul CTL rispetto a quelli più lontani nel tempo.

La formula del CTL è quindi calcolata usando la stessa formula del ATL su una media esponenziale basata sul 42 giorni:

  • Carico giornaliero è il valore di carico di allenamento di ogni giorno (la somma degli Exercise Load)
  • Giorni dal carico è il numero di giorni trascorsi dal giorno di allenamento
  • τCTL​ è una costante di decadimento temporale per CTL, tipicamente impostata a 42 giorni..

Nota: I valori di ATL e CTL di TrainingPeaks differiscono significativamente da quelli di Garmin, nonostante entrambi utilizzino la metodologia della media esponenziale mobile. Questa discrepanza è dovuta alle diverse metodologie impiegate per determinare il carico di allenamento, con Garmin che utilizza il Training Load (basato su metriche fisiologiche come l’EPOC) e TrainingPeaks che si basa sul TSS (Training Stress Score).

L’Interpretazione del CTL:

  • Alto CTL: Significa che hai mantenuto un alto volume di allenamento nel corso delle ultime 6 settimane, suggerendo che il tuo livello di fitness è elevato.
  • Basso CTL: Un CTL basso indica che il volume e l’intensità degli allenamenti sono stati relativamente bassi nelle ultime settimane, il che può essere associato a una forma fisica ridotta.

Il CTL viene poi utilizzato insieme all’Acute Training Load (ATL) per calcolare il Load Ratio (rapporto tra carico acuto e carico cronico), che aiuta a comprendere se l’attuale carico di allenamento è equilibrato o se c’è il rischio di sovrallenamento o detraining.

4. Load Ratio (Rapporto di Carico)

Il Rapporto di Carico (Load Ratio) è il rapporto tra il Carico Acuto e il Carico Cronico, e indica il livello di rischio per il sovrallenamento o per un eventuale infortunio. A differenza dei parametri precedenti, non ha un corrispondente diretto su TrainingPeaks ed è tipicamente monitorato dal coach per valutare se l’allenamento è produttivo, oppure di mantenimento, oppure se c’è un sovraccarico oppure – al contrario – un detraining. .

Generalmente, un valore tra 0,8 e 1,3 è ottimale: se il rapporto è troppo basso, potrebbe indicare una sottostima del carico necessario per migliorare; se troppo alto, indica una fase di sovraccarico che potrebbe necessitare di un recupero adeguato.

Il rapporto di carico è visualizzatile in due schermate diverse: istantaneo e l’andamento nel tempo.

Valore del rapporto di CaricoStatoDescrizioneAzione raccomandata
NessunoNessuno statoIl rapporto di carico sarà visibile dopo 2 settimane di allenamento.Assicurati che tutti gli allenamenti siano registrati e sincronizzati per costruire dati di allenamento accurati.
Inferiore a 0,8BassoIl tuo Training Load a breve termine (ATL) è inferiore al Training Load a lungo termine (CTL).Aumenta l’intensità o il volume degli allenamenti per continuare a migliorare la forma fisica.
Tra 0,8 e 1,4Ottimale (verde)I carichi di allenamento a breve e lungo termine sono bilanciati. L’intervallo ottimale si basa sul tuo livello di fitness e sulla tua storia di allenamento.Mantieni il regime di allenamento attuale con un aumento dell’ATL (carico acuto) e un graduale aumento del CTL (carico cronico) per garantire un miglioramento continuo.
Tra 1,5 a 1,9Altol tuo carico di allenamento a breve termine è superiore al carico di allenamento a lungo termine.Pianifica periodi di recupero e riduci l’intensità o il volume degli allenamenti per prevenire il sovrallenamento.
2.0 o superioreMolto altoIl tuo carico di allenamento a breve termine è significativamente superiore al carico di allenamento a lungo termine.Può essere necessario ridurre immediatamente il carico di allenamento e dare priorità al riposo ed al recupero per evitare possibili battute d’arresto.

Esempio pratico

Immagina di aver pianificato una settimana di carico progressivo, alternando sessioni ad alta intensità e giorni di recupero attivo. Dopo ogni sessione, Garmin determina l’Exercise Load e calcola i nuovi valori di Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL), che a loro volta determinano il Load Ratio.

Esempio pratico:

  1. Inizio settimana: Dopo un weekend di allenamenti intensi, l’ATL è elevato, il CTL è stabile e il Load Ratio mostra un valore superiore a 1.5, segnalando un carico intenso. Questo ti suggerisce di programmare uno o due giorni di allenamento leggero per permettere al corpo di recuperare e far stabilizzare il Load Ratio.
  2. Metà settimana: Con una sessione di recupero attivo e una corsa moderata, l’ATL si riduce leggermente, portando il Load Ratio a un valore più bilanciato (tra 1.0 e 1.4). Questo indica che il recupero è stato sufficiente e il corpo è pronto per un altro allenamento intenso.
  3. Fine settimana: Pianifichi una corsa lunga ad alta intensità. L’Exercise Load aumenta significativamente, facendo salire anche l’ATL. Tuttavia, il Load Ratio è gestibile poiché l’ATL e il CTL sono cresciuti in modo equilibrato durante la settimana. Questo ti permette di completare la settimana di carico con un adeguato bilanciamento tra sforzo e recupero.

In questo modo, Garmin ti consente di prendere decisioni quotidiane basate sui dati, rendendo possibile un progresso continuo senza rischiare sovraccarichi o periodi di inattività forzata.

Conclusioni

Allenarsi con Garmin utilizzando il Training Status e le metriche di Exercise LoadVO2maxAcute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) consente un approccio all’allenamento basato sui dati, altamente personalizzato. La combinazione di queste metriche permette di monitorare con precisione il carico e l’intensità degli allenamenti, valutare il recupero e comprendere come il corpo sta rispondendo agli stimoli di allenamento.

La possibilità di analizzare il Rapporto di Carico e adattare l’intensità in base alla risposta fisiologica aiuta ad ottenere miglioramenti sostenibili, mantenendo un equilibrio tra performance e recupero.

Attenzione

L’efficacia del monitoraggio e dell’interpretazione di Exercise LoadATLCTL e Load Ratio dipende fortemente dalla precisione dei dati di frequenza cardiaca e dall’accurata configurazione delle zone di intensità. Per ottenere misurazioni affidabili, è fondamentale utilizzare una fascia toracica o un sensore ottico da braccio, poiché questi strumenti offrono una precisione superiore rispetto al sensore integrato nell’orologio. Inoltre, il corretto posizionamento delle zone cardio o zone di potenza rispetto alle tue capacità personali è essenziale per garantire che ogni sessione venga misurata e interpretata nel modo giusto.

Questo approccio garantisce un monitoraggio accurato, consentendo agli atleti di prendere decisioni basate su dati affidabili e di ottenere progressi tangibili. Un monitoraggio impreciso, al contrario, può portare a un’errata valutazione dei carichi e del recupero, compromettendo l’intero ciclo di allenamento. Utilizzando questi parametri in modo ottimale, il tuo Garmin diventa uno strumento potente per guidare il tuo allenamento.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Impostare l’obiettivo di allenamento con il Garmin: Come utilizzare il carico di allenamento per la tua gara obiettivo

Garmin offre una funzionalità di calcolo del carico di allenamento basata sui “minuti di intensità”. Questa caratteristica permette di monitorare e valutare l’efficacia e l’impatto degli allenamenti sulla tua salute e forma fisica. In questo articolo vediamo come utilizzare il monitoraggio del volume di allenamento efficace settimanale in vista di una gara.

Cos’è il carico di allenamento?

Il carico di allenamento è una misura dell’intensità, della quantità e della durata complessiva dell’attività fisica svolta. Misurare il carico di allenamento è un modo efficace per valutare l’adattamento e il progresso nel tempo, nonché per prevenire l’eccesso di allenamento e ridurre il rischio di infortuni.

I minuti di intensità

Garmin utilizza la funzione “minuti di intensità” come parametro chiave nel calcolo del carico di allenamento. I minuti di intensità rappresentano il tempo trascorso in attività fisica moderata o intensa, misurati utilizzando i dati sulla frequenza cardiaca.

Calcolo del carico di allenamento

Per calcolare il carico di allenamento, il Garmin somma i minuti di attività fisica moderata (Z1 e Z2 basso) e i minuti di attività fisica intensa (da Z2 in su) attribuendo un valore doppio a questi ultimi (Garmin considera “intensità moderata” la camminata ed i momenti di recupero durante l’allenamento).

Come utilizzare il valore

Prendendo come riferimento le ore MINIME necessarie per allenare un Iron Man full distance sarà necessario un volume di 12 ore di allenamento a settimana. Tradotto in “minuti di intensità” significa che dovremmo totalizzare un punteggio di circa 1440 minuti di intensità settimanale.

Modello TrainingPeaks

Non ci resta che impostare il valore su Garmin Connect ed iniziare ad allenarci, puntando a raggiungere l’obiettivo nella settimana.

Consiglio di iniziare con un valore accessibile ed aumentare settimana per settimana in modo graduale.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Climb Pro: la funzionalità Garmin che ha conquistato i trail runner

Climb Pro è una tecnologia avanzata sviluppata da Garmin specificamente per i runner di trail che amano affrontare percorsi impegnativi in montagna. Questa funzionalità offre informazioni dettagliate sulle pendenze e la lunghezza delle salite, fornendo un quadro completo e preciso del percorso che si sta affrontando.

Climb Pro

La vera magia di Climb Pro risiede nella sua capacità di analizzare in tempo reale i dati provenienti dai sensori del dispositivo, come l’altimetro barometrico e il GPS. Utilizzando queste informazioni, Climb Pro calcola con precisione le caratteristiche della salita, fornendo ai runner un profilo altimetrico dettagliato che aiuta a pianificare la strategia migliore per affrontare il percorso.

Quando un trail runner attiva Climb Pro sul proprio dispositivo Garmin, viene visualizzato un profilo altimetrico dettagliato del percorso in corso. Questa visualizzazione include informazioni come l’altitudine, la distanza e la pendenza delle salite.

Ma le caratteristiche di Climb Pro non si fermano qui. La tecnologia Garmin include anche un sistema di avvisi intelligenti che avverte in anticipo i runner quando si avvicinano a cambiamenti significativi nella pendenza del terreno. Questi avvisi anticipati consentono ai trail runner di prepararsi mentalmente e fisicamente per affrontare le sezioni più impegnative del percorso, migliorando sia la sicurezza che le prestazioni complessive.

Climb Pro è compatibile con una vasta gamma di dispositivi Garmin, tra cui gli orologi sportivi della serie Fenix, i GPS handheld e i ciclocomputer Edge. Questa versatilità consente ai trail runner di sfruttare al massimo questa funzionalità, indipendentemente dal dispositivo che utilizzano durante la loro corsa in montagna.

Da quando Garmin ha introdotto Climb Pro sul mercato, molti altri produttori hanno cercato di emulare la sua tecnologia, ma pochi sono riusciti a raggiungere lo stesso livello di precisione e affidabilità offerto dal marchio americano.

Questo è un articolo della Sport Academy

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BASTA CON IL VO2MAX del GARMIN!!!

Lancio questa provocazione perché non se ne può più dell’ accanimento a quel numerino da parte dei tanti amatori possessori di uno sportwatch.

Il VO2Max è sport specifico ed è la massima quantità di ossigeno utilizzabile dalle fibre muscolari coinvolte in un determinato esercizio aerobico. Un runner avrà una maggiore efficienza a livello degli arti inferiori, mentre un canottiere avrà una efficienza più distribuita su tutti i gruppi muscolari.

Il VO2MAX da solo non fornisce informazioni utili, ma deve essere relazionato alla potenza/velocità esprimibile a quel valore: due atleti con pari VO2MAX possono avere prestazioni molto differenti, a causa dell’efficienza del gesto atletico, della specializzazione delle fibre muscolari, dai gruppi muscolari utilizzati.

Se volete sapere la vostra massima potenza aerobica non potete prescindere da un test di laboratorio, nello sport che volete misurare, con l’ausilio di ECG e metabolimetro (per la misura della CO2 prodotta dall’organismo come sottoprodotto del consumo di O2). Oppure, se siete podisti, un test massimale (Cooper 12’) è 100 volte meglio del numerino del garmin.

Allenatevi!

Questo è un articolo della Sport Academy

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Suunto Vs Garmin: l’eterno dilemma

Negli ultimi anni ho utilizzato esclusivamente dispositivi GPS Garmin per le mie attività sportive. Prima il Garmin Forerunner 610, poi Edge 810 (per la bici), infine il Fenix 3.

L’esperienza con i dispositivi della casa americana è stata ampiamente positiva, soprattutto con il Fenix 3 che oltre ad essere un ottimo sportwatch e ActivityTracker integra le moderne funzionalità smartwatch.

Garmin Fenix 3

Il Fenix è un ottimo strumento per gli allenamenti, dalla pianificazione al monitoraggio. Tramite Garmin Connect (GC) è possibile definire allenamenti complessi basati su tempi, distanze, passo, frequenza cardiaca, con combinazioni in grado di soddisfare l’atleta più esigente. Durante l’allenamento il grande display permette di avere tutti i dati sotto controllo con le info relative all’esercizio, alla fase corrente e relativi obiettivi.

Nel post-workout, sempre tramite GC (su App o sul WEB), è possibile analizzare i dettagli dell’allenamento con abbondanza di informazioni che spaziano da quelle tradizionali dei tempi per frazione a quelle delle dinamiche di corsa, frequenza cardiaca, VO2Max, temperatura, quota, etc..

Tuttavia nell’outdoor perde diversi punti su aspetti che ritengo fondamentali:

  • Durata della batteria
  • Facilità nella creazione e importazione di percorsi
  • Precisione nel seguire i percorsi precaricati

Aggiornamento 7 dicembre 2017:

La precisione nel seguire i percorsi precaricati è notevolmente migliorata, come la gestione ed il caricamento degli stessi. Non è piò necessario fare complicati passaggi su Garmin BaseCamp e aggiornamenti con Garmin Express. Si fa tutto on-line, o tramite Garmin Connect su PC o tramite l’App dello SmartPhone e la sincronizzazione avviene via bluetooth. Un enorme passo in avanti!

Suunto Ambit3 Peak

E’ uno sportwatch “ignorante”, di quelli basici che sanno fare 3 cose ma le fanno bene. Rispetto al Fenix può sembrare un dispositivo a carbonella: schermo a matrice monocromatico, funzionalità smart paragonabili a quelle della calcolatrice CASIO degli anni 80, pianificazione e monitoraggio degli allenamenti meno performante rispetto all’uso di fettuccia, cronometro analogico, carta e penna. Activity tracker che, ActivitiChe???

Le schermate delle attività sono di facile lettura ma impostabili solamente tramite movescount (da smatrphone o web).

Però ha dei punti forti che non sono affatto da trascurare:

  • una batteria con una durata da paura (da scheda tecnica stimata a 30 ore con GPS a basso consumo, testato da me fino a 20 ore con 30% di batteria rimanente) con un’ottima accuratezza della posizione.
  • La creazione e l’import dei tracciati è semplicissimo, tramite Movescount su web e tramite l’app per il trasferimento sul dispositivo.
  • La precisione e semplicità nel seguire i percorsi precaricati è eccezionale.
  • Possibilità di creare APP embedded personalizzate senza dover usare ambienti di sviluppo particolari.

Queste qualità ben concentrate mi hanno spinto a preferire l’Ambit3 Peak in gara e nell’allenamento di trail running rispetto al Garmin Fenix3 e, visto che l’ultima fase di stagione (fine stagione) non prevedeva allenamenti specifici sulla velocità, ho letteralmente abbandonato il Fenix nel cassetto.

Aggiornamento 7 dicembre 2017:

La durata della batteria del Suunto Ambit3 Peak si riduce considerevolmente se si utilizza la modalità “Navigazione” (anche senza usare il track GPS). Si riduce così tanto da non arrivare alle 16 ore, quindi uguale al Garmin Fenix 3 (questo con navigazione e GPS tracking attivi).

Analisi dell’allenamento

Uno dei vari motivi per cui dopo l’EDGE 810 sono rimasto su Garmin è per la possibilità di avere un unico repository degli allenamenti.

Devo dire che Garmin Connect è una piattaforma eccellente. Difficile trovarne di così affidabili e complete. Movescount è decisamente meno professionale, fornisce informazioni parziali, c’è una grandissima differenza tra l’app ed il sito web, non permette di tenere traccia di info utili come l’uso dell’attrezzatura. Strava sopperisce un po’ di mancanze ma la compatibilità tra la traccia suunto e gli algoritmi Strava lasciano un po’ a desiderare: altitudini sballate, lap a 1km che si fermano a 900 metri, tempi in movimento interpretati a caso. Sto iniziando a mandare segnalazioni su segnalazioni, sperando che prendano in considerazione almeno l’analisi di queste anomalie.

Considerazioni

Ora, viste le uscite sul mercato dei nuovi gioielli e Suunto e Garmin, ed essendo io molto sensibile a questo tipo di oggettini tecnologici, mi sono messo a studiare per individuare il papabile nuovo feticcio hi-tech che possa andar bene per la vita di tutti i giorni/allenamenti/gare.

Fenix 5 e 5X sono molto belli e andrebbero in continuità con il mio della 3a generazione. Ma, oltre a costare una esagerazione, continuano ad avere il limite della durata della batteria. Molto bello anche il 935 ma con lo stesso problema dell’autonomia.

Il Suunto Spartan ha partorito diverse versioni molto sfiziose con lettore cardio al polso, ma nessuna di queste con una batteria della stessa autonomia del Ambit3 Peak a parte la versione Ultra (senza rilevamento cardio al polso) che sembra essere suo vero successore super HI-TECH.

Inoltre, nei recenti aggiornamenti software, SUUNTO ha incluso la gestione avanzata degli allenamenti e l’activity tracking sullo stesso modello di Garmin. Ma alla casa finlandese mancano ancora un paio di cose che ho trovato molto utili nel garmin: l’analisi del bilanciamento tra piede destro e sinistro, la frequenza del passo, il rapporto tra elevazione e lunghezza del passo, il metronomo, la possibilità di impostare n sveglie, diversi alert con relativa etichetta durante la corsa (come “mangiare”, “bere”, “gel”, “BCAA”, etc. ). Tutte funzioni non indispensabili ma molto utili, sopratutto le dinamiche di corsa durante gli allenamenti veloci in piano e durante la riabilitazione da piccoli infortuni.

Tuttavia, nonostante tutte le qualità Garmin, sto pensando di spostarmi verso il top di gamma Suunto. Sono attratto dall’autonomia, dalla semplice e precisa gestione dei percorsi, dal nuovo motore di pianificazione degli allenamenti. E non ultimo dal prezzo che vede lo Spartan Ultra molto più accessibile del Fenix5X.

Mi prenderò ancora un po’ di tempo per scegliere, continuate a seguirmi!

Nota: mi si fa notare che la durata della batteria si potrebbe superare con il powerbank, ma è uno di quegli oggetti che preferirei non portarmi appresso e gestire in gara.

Nota2: una interessante fonte di info sulle funzionalità dello Spartan Ultra è il log degli aggiornamenti software che trovate QUI