Recovery nutrition: carboidrati e proteine insieme, il protocollo che manca

Il timing del recupero: perché i primi 30 minuti contano

Dopo un allenamento di endurance di due ore o più, il muscolo scheletrico si trova in uno stato di bilancio proteico negativo. La sintesi proteica è stimolata dall’esercizio, ma la degradazione proteica aumenta ancora di più. Senza un intervento nutrizionale immediato, il corpo rimane in una finestra catabolica che rallenta l’adattamento e il recupero strutturale.

Il recupero non è solo riempire le scorte di glicogeno. La ricerca di Howarth et al. (2009) ha dimostrato che la co-ingestione di proteine e carboidrati subito dopo lo sforzo inverte il bilancio proteico netto e stimola la sintesi proteica muscolare, senza compromettere la risintesi del glicogeno.

Il protocollo: 1.2 g/kg/h di CHO + 0.4 g/kg/h di proteine

Lo studio ha confrontato tre strategie nutrizionali nelle prime 3 ore di recupero dopo 2 ore di ciclismo:

  • L-CHO: 1.2 g di carboidrati per kg di peso corporeo all’ora
  • PRO-CHO: 1.2 g di carboidrati + 0.4 g di proteine per kg all’ora
  • H-CHO: 1.6 g di soli carboidrati per kg all’ora (isocalorico rispetto a PRO-CHO)

I risultati sono netti. La sintesi proteica frazionata (FSR) nel vasto laterale è stata significativamente più alta solo nel gruppo PRO-CHO (0.09 ± 0.01 %/h vs 0.07 ± 0.01 in L-CHO e 0.06 ± 0.01 in H-CHO). Il bilancio proteico netto dell’intero corpo è diventato positivo solo con PRO-CHO, grazie a una riduzione marcata della degradazione proteica.

La risintesi del glicogeno, invece, non è migliorata aggiungendo proteine o carboidrati extra. La dose di 1.2 g/kg/h di carboidrati satura già i trasportatori intestinali e la via enzimatica della glicogenosintesi. Quindi, se l’obiettivo è solo il glicogeno, i carboidrati da soli bastano. Ma se vuoi riparare il muscolo, le proteine sono indispensabili.

Traduzione pratica per un atleta di 70 kg

Applicare il protocollo significa assumere ogni ora per le prime 3 ore post-esercizio:

  • 84 g di carboidrati (1.2 g x 70 kg)
  • 28 g di proteine (0.4 g x 70 kg)

In pratica, puoi usare un recovery drink con rapporto carboidrati/proteine di 3:1, oppure abbinare fonti solide come riso o pane con una fonte proteica a rapido assorbimento. L’importante è iniziare entro 30 minuti dalla fine dello sforzo e ripetere l’assunzione ogni ora per 3 ore, senza aspettare il pasto completo.

Recupero da infortunio: energia e proteine costanti

Quando un atleta è fermo per infortunio, la tentazione è tagliare le calorie per evitare aumento di peso. Ma come sottolinea Tipton (2015) nella sua review su Sports Medicine, l’immobilizzazione induce una resistenza anabolica e accelera la perdita muscolare. Un deficit energetico o proteico in questa fase peggiora il catabolismo.

La strategia vincente è garantire un apporto proteico adeguato distribuito nella giornata e un bilancio energetico almeno in pareggio. Non servono integratori specifici per guarire tendini o ossa, la cui evidenza è debole, ma un’alimentazione che non lasci mai il muscolo senza mattoni.

Takeaway

Il recupero post-endurance si gioca su due fronti: glicogeno e proteine muscolari. I carboidrati a 1.2 g/kg/h sono sufficienti per saturare la risintesi. Ma senza 0.4 g/kg/h di proteine nelle prime 3 ore, il muscolo non esce dallo stato catabolico. Se sei fermo, non ridurre l’apporto: il muscolo va difeso con energia e proteine costanti.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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