Aminoacidi ramificati: il dato che smonta il mito

Si parla molto di aminoacidi ramificati, quasi sempre a sproposito. L’errore comune è considerarli mattoni sufficienti per la sintesi proteica e il recupero. La letteratura li descrive come un segnale, non come il materiale da costruzione completo.

Quante proteine servono davvero

Il punto di partenza non è l’integratore, è l’apporto proteico totale. La posizione della International Society of Sports Nutrition indica un range di 1.4–2.0 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno per atleti che vogliono costruire o mantenere massa muscolare (Jäger et al., 2017). Per un atleta di 70 kg significa tra 98 e 140 g al giorno, distribuiti su più pasti.

Per singolo pasto, la dose che massimizza la sintesi proteica muscolare è 20–40 g di proteine di qualità, oppure circa 0.25–0.40 g/kg (Jäger et al., 2017). Dentro questa dose, la leucina svolge un ruolo chiave: attiva mTORC1, la via di segnalazione che dà il via alla sintesi proteica.

BCAA da soli: il dato che smonta il mito

Uno studio crossover randomizzato su 10 uomini allenati ha misurato l’effetto di 5.6 g di BCAA assunti subito dopo l’allenamento di forza (Jackman et al., 2017). I tre ramificati erano circa 3 g di leucina, 1.4 g di isoleucina e 1.2 g di valina.

Risultato: rispetto al placebo, i BCAA hanno aumentato la sintesi proteica miofibrillare del 22% nelle 4 ore post-esercizio. C’è anche un’aumentata fosforilazione dei target di mTORC1, segno che il segnale parte.

Ma qui sta il limite. La sintesi proteica richiede tutti i nove amminoacidi essenziali come materiale strutturale. I BCAA ne forniscono solo tre. Il +22% è reale ma subottimale: le proteine intere, come le whey, in letteratura producono incrementi superiori al 50%. Tradotto: i BCAA accendono l’interruttore, ma senza gli altri amminoacidi essenziali la risposta resta bloccata a metà.

Lo stesso lavoro riporta un secondo dato utile: il tasso di comparsa della fenilalanina è risultato inferiore di circa il 6% nel gruppo BCAA rispetto al placebo (Jackman et al., 2017). È il segnale di una riduzione del catabolismo proteico o di un maggior riciclo intracellulare. Non è la stessa cosa di una sintesi completa: è un effetto di risparmio, non di costruzione massimale.

Cosa significa per chi corre in montagna

Nel trail running e nell’endurance, il danno muscolare da contrazioni eccentriche nelle discese lunghe è una variabile reale. La sintesi proteica non si accende solo nel post-forza, ma anche dopo sessioni con forte componente eccentrica o gare di lunga durata. Il segnale leucina-mTORC1 è lo stesso, ma il materiale da costruzione deve arrivare dagli EAA completi. Non dai tre ramificati.

Un atleta endurance che limita le proteine per paura di appesantirsi riduce proprio l’adattamento che cerca: massa magra, economia di corsa, capacità di assorbire i dislivelli. I numeri sopra non sono bodybuilding, sono mantenimento e riparazione.

Come distribuire le proteine nella giornata

Non serve ossessionarsi sul timing post-workout. La posizione ISSN è chiara: l’apporto totale giornaliero conta più della finestra anabolica (Jäger et al., 2017). Per un atleta endurance che si allena al mattino, può avere senso un pasto proteico completo entro due ore, ma la priorità resta coprire il fabbisogno in 3-5 occasioni nell’arco della giornata.

Esempio pratico senza integratore: a colazione una fonte proteica completa da 20-30 g; a pranzo 30-40 g; a cena 30-40 g; spuntino post-allenamento da 20-25 g se il pasto successivo è lontano. Somma: 100-135 g, perfettamente in linea con i 1.4-1.9 g/kg per un atleta di 70 kg.

Protocollo operativo

  • Apporto giornaliero: 1.4–2.0 g/kg di proteine (Jäger et al., 2017). Calcola il tuo peso e distribuisci.
  • Dose per pasto: 20–40 g di proteine complete, o 0.25–0.40 g/kg (Jäger et al., 2017).
  • Post-allenamento: fonte proteica completa con 2–3 g di leucina, non BCAA isolati.
  • In gara: il fuelling resta basato sui carboidrati; i ramificati non sostituiscono il glicogeno.
  • Timing: meno critico dell’apporto totale giornaliero, ma la distribuzione in più pasti aiuta la sintesi (Jäger et al., 2017).

Non sprecare budget in BCAA da soli. Sposta la spesa su proteine complete e copri prima il fabbisogno totale.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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