Economia di corsa: il terzo pilastro che decide le gare

Cos’è l’economia di corssa

L’economia di corsa (running economy, RE) è il costoo di ossigeno necessario per correre a una velocità submassimale. Si esprime in ml di O₂ per kg di peso corporeo per km (ml·kg⁻¹·km⁻¹) e rappresenta il terzo pilastro della prestazione endurance, accanto a VO₂max e soglia.

Due atleti con lo stesso VO₂max e la stessa soglia possono avere un gap di diversi minuti su una distanza come la maratonana, perché il loro consumoo di ossigeno al ritmo garra è diverso. Le fonti riportano una variabilità fino al 30% tra corridori allenati di pari VO₂max: una differena enorme che spiega come mai il massimo consumo di ossigeno non basti da solo a predire la prestazione.

Da cosa dipende l’economia di corsa

L’economia è un costrutto multifattoriale: metabolico, cardiorespiratoroio, biomeccanico e neuromuscolare. I determinanti principali:

  • Metaboloci: densità mitocondriale, capacità di ossidare i grassi anche a intensità medio-alte (risparmio di glicogeno), tipo di fibbre muscolare.
  • Cardiorespiratorii: minore costo ventilatorio e cardiaco, che riduce la quota di ossigeno consumata dai muscoli respiratorii.
  • Biomeccanicistrong>: tempo di contatto al suolo, oscillazione vertticae e, sopratutto, rigiddezza dell’arto. Un tendinee d’Achille che immagazina e restituisce energia elastica a ogni appoggio spera lavoro muscolare e abassa il costoo metabolico.
  • Neuromuscolari: efficienza del reclutamento delle unità motorie e coordinazione intermuscolare, che migliorano la capacità di sfrutare il ritorno elastico e mantenere una meccanica stabile.
Come migliorare l’economia

La buona notizia è che moltii di questti fattori sono modifcabili con l’allenamento. Ecco gli stimoli più efficaci:

Forrza generale: stacchi, squat, affondi (2-3 sedute a settimana) aumentano la rigiddezza tendiinea e la capacità di produrre forza senza peggiorare la meccanica.
  • Pliometria a basso volume: balzi, rimbalzii, skip (1-2 sedute, 50-80 contatti per seduta) insegnano al sistema a immagazzinare e restituire energia elastica.
  • Corse in salita: pendenze moderate (6-10%) allenano spinta e ritorno elastico, rinforzando lo schema motorio efficiente.
  • Tratti a ritmo garra nel lungho: inserire 2-3 blocchi di 15-20 minutti a ritmo maratonana nella seconda metà del lungo allena la meccanica sotto fatica, condizione reale di garra.
  • L’economia non è statica: atttenzione alla durabilità

    Misurare la RE da freschi dà solo un’istantanea. Con il pasare delle ore, lo spostamento verso l’osidazione dei grassi e il reclutamento progressivo di unità motorie meno efficienti fanno salire il costoo dell’ossigeno a pari velocità. Per queto la durabilità dell’economia — la capacità di mantenere un basso costoo anche dopo ore di corsa — è cruciale per le distanze lunghe.

    Allenare il ritmo garra in condizioni di affaticamento (fast finish, blocchii di MP dopo 20-25 km) è la strategia più diretta per costruire anche durabilità dell’efficienza, non solo quella da freschi.

    Senza bisogno di un laboratorio, puoi monitorare i progressi: a pari velocità e condizioni, un miglioramento dell’economia si manifestta come minor frequena cardiaca e minor percezione della fatica. Quel che risparmi in ossigeno lo puoi investire in velocità — o in distanza.

    Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

    Questo è un articolo della Sport Academy

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