Bicarbonato e soglia: il tampone alcalino per spostare il limite

Perché il bicarbonato funziona sopra soglia

Quando l’intensità dello sforzo supera la soglia anaerobica, la produzione di energia attraverso la glicolisi rapida genera un eccesso di ioni idrogeno (H+). Questi abbassano il pH intracellulare e inibiscono gli enzimi glicolitici e la contrazione muscolare. È la classica crisi da acidosi: gambe bloccate, respiro affannoso, incapacità di mantenere il ritmo.

Il bicarbonato di sodio (NaHCO3) agisce come tampone extracellulare. Una volta assorbito, aumenta la concentrazione ematica di bicarbonato, che lega gli H+ che escono dal muscolo, ritardando la caduta del pH e permettendo di sostenere l’intensità più a lungo. La position stand dell’International Society of Sports Nutrition (Grgic et al., 2021) conferma che il bicarbonato migliora la performance in sforzi limitati dall’acidosi: endurance muscolare, sprint ripetuti, sport da combattimento, ciclismo, corsa e nuoto ad alta intensità.

Protocollo di assunzione: dosi, timing, gut training

La finestra di dosaggio efficace è 0.2–0.5 g/kg di massa corporea (Grgic et al., 2021). Un punto di partenza ragionevole è 0.3 g/kg, da assumere 90–120 minuti prima dell’inizio dello sforzo. L’intervallo di timing raccomandato è 60–180 minuti pre-esercizio.

Il principale effetto collaterale è il distress gastrointestinale: nausea, crampi, diarrea. Per minimizzarlo, il bicarbonato va sempre accompagnato da un pasto leggero ricco di carboidrati (1–1.5 g/kg) e da abbondante acqua (almeno 500 ml). Il gut training è indispensabile:

  • Inizia con 0.2 g/kg in sessioni di allenamento non determinanti.
  • Aumenta gradualmente di 0.05 g/kg ogni 2-3 somministrazioni, monitorando la tolleranza.
  • Testa sempre il timing: per alcuni atleti 60 minuti sono sufficienti, per altri servono 120 minuti per evitare disturbi.
  • Non usare mai in gara una dose o un timing mai provati prima.

Il bicarbonato non è per tutti: se soffri di patologie gastrointestinali croniche o non tolleri la dose minima, meglio orientarsi su altre strategie.

Beta-alanina: il tampone intracellulare

Il bicarbonato agisce nel sangue; dentro la fibra muscolare, il tampone principale è la carnosina. La beta-alanina è il precursore limitante per la sintesi di carnosina. La position stand ISSN (Trexler et al., 2015) raccomanda 4–6 g/die per almeno 2–4 settimane per aumentare significativamente le scorte di carnosina e migliorare la capacità tampone intracellulare.

L’effetto della beta-alanina è particolarmente rilevante negli sforzi di 1–4 minuti ad alta intensità, dove l’acidosi è il fattore limitante. La combinazione con il bicarbonato è sinergica: tamponi dentro e fuori la cellula. Non ci sono interazioni negative, ma la beta-alanina va caricata in cronico, mentre il bicarbonato si assume in acuto il giorno della performance.

Quando usarlo (e quando no)

Il bicarbonato è indicato per sforzi sopra soglia di durata compresa tra 1 e 7 minuti, oppure per discipline con sprint ripetuti e recuperi incompleti (Grgic et al., 2021). Nel trail running, può essere utile in gare corte con salite esplosive, nelle sessioni di interval ad alta intensità o negli sprint finali. Non ha alcuna utilità in sforzi a bassa intensità o ultra-endurance dove il fattore limitante non è l’acidosi ma l’esaurimento del glicogeno o la fatica centrale.

Il bicarbonato è uno dei pochi integratori ergogenici con evidenza solida, al pari di creatina e caffeina. Ma la sua efficacia dipende dalla corretta applicazione del protocollo. Testalo in allenamento, trova la tua dose tollerabile, e usalo solo quando la gara lo richiede.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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