Si parla molto di zone e metodi di allenamento, quasi sempre a sproposito
Correre a sensazione, fare sempre lo stesso ritmo, o peggio interpretare il “fondo lento” come una passeggiata senza criterio. L’errore che quasi tutti commettono è pensare che basti accumulare chilometri. In realtà ogni adattamento fisiologico ha un’intensità precisa, una durata minima e un costo. Se non distingui le zone, stai allenando il caso, non il motore.
Le zone di allenamento definiscono quale sistema energetico viene principalmente stimolato e quali substrati usi. I metodi (continuati o frazionati) sono gli strumenti per starci dentro. Questa guida ti dà numeri, definizioni e istruzioni operative per usarli sul serio.
Le cinque zone: cosa sono e cosa ottieni da ciascuna
Le zone si basano su frequenza cardiaca (%FCmax o %FC di soglia), concentrazione di lattato e sensazione di sforzo. Ecco la mappa pratica, tratta dal Manuale Istruttore Triathlon.
Z1 – Recupero / Fondo Lentissimo
- FC: < 70% FCmax o < 80% soglia
- Substrato: mix lipidi/carboidrati sbilanciato verso i lipidi
- Durata: 30–50 min (breve distanza); per l’ultra può prolungarsi
- Scopo: recupero attivo, defaticamento, riscaldamento iniziale. Velocità conversazionale piena: devi poter parlare a frasi intere senza affanno.
Z2 – Fondo Lento e Fondo Lungo
- FC: 70–80% FCmax o 80–90% soglia
- Substrato: lipidi predominanti, risparmio glicogeno
- Durata: 40–75 min (Fondo Lento); 90 min fino a 3 ore (Fondo Lungo)
- Scopo: capillarizzazione muscolare, adattamento lipidico (capacità lipidica: quanti grassi riesci a ossidare). Il Fondo Lungo allena la deplezione progressiva del glicogeno e spinge il corpo a usare più acidi grassi per l’ATP.
Z3 – Fondo Medio
- FC: 80–90% FCmax o 90–100% soglia
- Substrato: mix lipidi/carboidrati con massima produzione di ATP dal metabolismo aerobico a prevalenza lipidica
- Durata: 20–60 min
- Scopo: potenza lipidica, cioè la quantità massima di ATP che puoi produrre usando ancora molti grassi. Attenzione: quando superi il 93% della soglia anaerobica, può essere proposto come frazionato intercalato da Z2 per gestire il carico.
Z4 – Soglia
- FC: 90–95% FCmax o 100–105% soglia
- Lattato: attorno alla soglia (2–4 mmol/L)
- Substrato: glicogeno predominante
- Durata: 10–40 min continuati, o frazionati (es. 2×20′ con 3–5′ recupero, 3×15′ con 3′ recupero)
- Scopo: equilibrio produzione/smaltimento del lattato, potenza in soglia.
Z5 – VO2max / Interval
- FC: 95–100% FCmax
- Lattato: > 4 mmol/L
- Durata: 3–8 min per ripetuta, recupero attivo
- Scopo: stimolare la capacità aerobica massima e migliorare l’economia del gesto.
I metodi di allenamento: come si applicano le zone
I metodi continuati non hanno pause strutturate. Quelli frazionati (intervallati) prevedono recuperi tra le ripetute. La scelta del metodo dipende dall’obiettivo e dal carico che puoi tollerare quella settimana.
Metodi continuati
Recupero (FLL o Z1): 30–50 minuti di corsa molto leggera. Serve a smaltire la fatica tra sedute impegnative, non come allenamento a sé. Riscaldamento iniziale di ogni seduta: 10–15 minuti in Z1.
Fondo Lento (FL o Z2): 40–75 minuti per stimolare l’angiogenesi (nuovi capillari) e l’efficienza aerobica di base. È il pane quotidiano.
Fondo Lungo (FL o Z2): da 90 minuti a 3 ore in Z2 stabile. L’obiettivo non è la distanza ma il tempo: porti il corpo a dipendere dai lipidi mentre il glicogeno cala progressivamente. Usalo una volta a settimana in fase base.
Fondo Medio (FM o Z3): 20–60 minuti continui, oppure frazionato se superi il 93% della soglia. Allena la potenza lipidica, ma è la zona più insidiosa: fatica percepita media, costo metabolico alto, adattamenti inferiori alla Z2 per l’aerobico di base. Non farla diventare la tua comfort zone.
Metodi frazionati
Soglia: 2×20′ o 3×15′ a Z4 con recupero 3–5 minuti. Migliora la capacità di tenere intensità elevate senza accumulare lattato.
VO2max: 5×3′ o 6×4′ a Z5 con recupero 2–3 minuti. Sviluppa il motore massimo e l’economia di corsa a velocità superiori al ritmo gara.
La soglia non si allena (solo) in soglia
La lettura più pigra è: “Devo alzare la soglia, faccio ripetute a soglia”. Uno studio su 888 atleti ha mostrato che VO2max ed economia del gesto spiegano insieme il 90–95% della performance di soglia. Solo il 4% dipende dalla percentuale di utilizzo del VO2max.
I tre determinanti:
- VO2max – pesa 65–76%
- Economia del gesto – 20–24%
- % utilizzo VO2max – circa 4%
Questo significa che per alzare la tua soglia devi prima alzare il VO2max (lavori in Z5) e migliorare l’efficienza meccanica (tecnica di corsa, forza, ripetute brevi a ritmo veloce). L’economia pesa di più man mano che il livello si alza: quando il VO2max è già elevato, diventa il discriminante.
Un altro fattore chiave è la potenza glicolitica. Un atleta con potenza anaerobica più bassa produce meno lattato a tutte le intensità, spostando la soglia verso destra. Due runner con lo stesso VO₂max possono avere prestazioni molto diverse in un trail lungo perché quello con minore produzione glicolitica è più efficiente energeticamente.
Quindi, se sei un atleta di livello medio, dedica la maggior parte del lavoro al VO2max e all’economia; se sei élite, dove VO2max ed economia sono vicini al massimo, puoi lavorare più sulla percentuale di utilizzo. In ogni caso, non trascurare la potenza glicolitica: allenare la soglia con variazioni di ritmo e inserire sedute a intensità submassimali (Z3 alta) può insegnare al corpo a smaltire meglio il lattato senza produrne in eccesso.
Come integrare il tutto: dalla teoria al microciclo
Il modello fitness-fatigue ci dice che la prestazione reale = fitness – fatica. La fitness si costruisce con la somma di stimoli nel tempo (curva lenta), la fatica cala in ore o pochi giorni. Non puoi fare tutto insieme: pianifica la settimana alternando stimoli diversi e rispettando i tempi di recupero specifici (eterocronismi).
- Fibre muscolari: 24–72 ore
- Tessuto connettivo: 48–96 ore
- Glicogeno muscolare: 24–48 ore
- Sistema nervoso: recupero rapido ma sensibile all’accumulo cronico
Una settimana tipo per un trailer potrebbe essere: lunedì riposo o Z1 40′; martedì qualità (Z5 o Z4); mercoledì Z2 60′; giovedì qualità (soglia o Z3 alta); venerdì Z2 45′ o recupero; sabato fondo lungo Z2 120′; domenica Z1 o riposo. Modula le intensità in base al volume e alla stagione: in fase base, prevale Z2 con inserimenti di Z3; in fase specifica, aumentano Z4 e Z5.
Attenzione alla frequenza cardiaca: a parità di passo, può variare di 8–10 bpm per sonno, calore, idratazione, stress. Prima di ridurre il carico, verifica il contesto e annota i dati della seduta. Usa una sessione ricorrente come baseline e monitora la FC mattutina a riposo per cogliere segnali di fatica accumulata.
Errori classici e come evitarli
1. Vivere in Z3. È la zona “scomoda”: non abbastanza lenta per sviluppare l’aerobico profondo, non abbastanza veloce per generare adattamenti di soglia significativi. Il risultato? Fatica senza progressi. Tieni lo Z2 sotto l’80% della FCmax e lo Z4 sopra il 90%, evitando la terra di mezzo continua.
2. Recuperi troppo corti o troppo intensi. Nei frazionati Z5 il recupero deve essere attivo ma in Z1 reale, altrimenti il lattato non si smaltisce e la qualità delle ripetute crolla. Rispetta i recuperi previsti.
3. Ignorare l’economia del gesto. Senza un minimo di tecnica, anche un VO2max eccellente viene sprecato. Dedica 10 minuti a fine riscaldamento a esercizi di reattività, skip, calciata posteriore. E una seduta di forza generale a settimana (squat, affondi, core) migliora l’efficienza senza dover diventare un ginnasta.
4. Carichi sempre crescenti senza scarico. La supercompensazione richiede uno stimolo e poi un recupero adeguato. Dopo tre settimane di carico crescente, inserisci una settimana di scarico (volume ridotto del 30–40%, stesse intensità ma meno minuti) per riassorbire la fatica e manifestare i miglioramenti.
Numeri e strumenti: come definire le tue zone
La definizione delle zone presuppone un test. Puoi fare un test di soglia da campo (30 minuti a ritmo massimo costante, la FC media degli ultimi 20 min è la tua FC di soglia), oppure un test incrementale in laboratorio (lattato e VO2max). Da lì calcoli:
- Z1: < 70% FCmax o < 80% FC soglia
- Z2: 70–80% FCmax o 80–90% FC soglia
- Z3: 80–90% FCmax o 90–100% FC soglia
- Z4: 90–95% FCmax o 100–105% FC soglia
- Z5: 95–100% FCmax
Se usi il passo, converti le percentuali di soglia in velocità. Se disponi di un misuratore di potenza in bici, puoi stimare la Critical Power (potenza massima sostenibile per 30–60 minuti) e tarare le zone su quella.
Il cardio è uno strumento, non un fine: impara a incrociare i dati con la percezione dello sforzo. In Z2 devi poter parlare con frasi di qualche parola senza affanno; in Z4 la conversazione è impossibile oltre due parole; in Z5 riesci solo a emettere suoni.
Porta a casa il principio, non solo i numeri
Zone e metodi non sono una gabbia, ma il linguaggio comune con cui il tuo corpo ti dice cosa sta usando e cosa sta costruendo. Usa i numeri per essere preciso, ma non dimenticare che ogni seduta è un mattone: se lo posizioni nella zona sbagliata, il muro non crescerà mai dritto. Ora hai tutto per smettere di tirare a indovinare.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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