Pensare che la vacanza sia nemica dell’allenamento è l’errore più diffuso tra i trail runner. In realtà, mare e montagna offrono stimoli che la routine cittadina non può replicare: calore, altitudine, terreni instabili, pendenze severe. La chiave è metodologia: sessioni brevi, mirate, che rispettano il recupero e sfruttano l’ambiente. Ecco come strutturare una settimana tipo senza rinunciare al riposo mentale.
Obiettivo
L’obiettivo della settimana in vacanza non è costruire volume, ma mantenere gli adattamenti aerobici centrali e stimolare la forza specifica senza accumulare fatica. Si lavora su tre fronti: resistenza lipidica, potenza aerobica in salita, tolleranza al calore o all’ipossia a seconda dell’ambiente. Il volume totale si riduce del 30-40% rispetto a una settimana standard, ma la densità di stimolo resta alta grazie alla scelta del terreno.
Sessioni
La struttura è flessibile, adattabile all’arrivo e alla partenza. Ecco uno schema su 7 giorni.
- Giorno 1 – Arrivo: riposo o camminata leggera di 30-40 minuti per ambientarsi.
- Giorno 2 – Corsa lenta: 45-60 minuti in Z1-Z2 (RPE 3-4/10) su sabbia compatta o sentiero. Respirazione nasale, passo di conversazione. Adattamento al caldo o all’altitudine, stimolo lipidico.
- Giorno 3 – Forza e recupero attivo: circuito a corpo libero: 3 giri di 10 affondi alternati, 10 squat, 10 step-up su rialzo, 30″ plank laterale per lato. Recupero 2′ tra i giri. Poi, se al mare: 20′ di nuoto facile; se in montagna: 30′ di camminata in salita con bastoncini a passo alternato.
- Giorno 4 – Fartlek in salita: 10′ riscaldamento, poi 8-10 × 30″ in salita a ritmo 5 km (Z4, RPE 8/10). Recupero camminando in discesa. Al mare usa dune o gradini; in montagna sentiero ripido. 10′ defaticamento.
- Giorno 5 – Riposo: totale o escursione leggera senza correre.
- Giorno 6 – Stimolo specifico: in montagna: 4-6 × 3′ su pendenza >20% con bastoncini a spinta simultanea, recupero 3′ in discesa a passo svelto. Al mare: 60′ corsa lenta con 6-8 allunghi di 20″ su sabbia asciutta.
- Giorno 7 – Partenza: riposo.
Come eseguirle
Zone di intensità: Z1-Z2 significa poter parlare senza affanno; la frequenza cardiaca resta sotto la soglia aerobica (circa 70-75% FCmax). Il fartlek va eseguito con controllo: 30″ a sforzo intenso ma non massimale, recupero completo prima della ripetuta successiva. Nell’hiking power, la spinta simultanea impegna dorsali e tricipiti: la dragona va infilata dal basso, il peso scaricato sul polso, senza stringere l’impugnatura. Il busto resta leggermente inclinato in avanti.
Idratazione e alimentazione: bevi 500-750 ml/h, con elettroliti se la temperatura supera i 25°C. Prima della sessione, una banana o 2-3 datteri 30 minuti prima. Durante uscite oltre l’ora, integra con frutta secca o barrette di cereali.
Errori comuni
- Volume invariato: il caldo alza la frequenza cardiaca di 10-15 bpm a parità di ritmo, l’altitudine riduce la saturazione di ossigeno. Taglia durata e intensità del 30-40%.
- Ignorare l’acclimatazione: i primi 2-3 giorni servono per adattarsi. Sessioni intense precoci portano a colpi di calore o mal di montagna.
- Non sfruttare il terreno: la sabbia soffice è un sovraccarico eccentrico per polpacci e achillei, va dosata (max 20′ continui le prime volte). In montagna, correre solo in piano spreca l’opportunità di stimolare la forza in salita.
- Trascurare sonno e routine: la vacanza non è una licenza per sregolarsi. Mantieni orari di sonno regolari e pasti bilanciati.
Adattamenti
- Calore: dopo 5-7 giorni il volume plasmatico aumenta, la termoregolazione migliora, la frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo si abbassa.
- Altitudine: già dopo 24-48 ore l’EPO sale, la massa eritrocitaria cresce in 2-3 settimane. Allenarsi a quote inferiori (live high-train low) preserva l’intensità e sfrutta l’ipossia notturna.
- Terreno instabile: sabbia e sentieri tecnici migliorano la propriocezione e la forza dei muscoli stabilizzatori di caviglia e piede.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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