Il mito del digiuno pre-allenamento
Uscire di casa senza colazione e correre a stomaco vuoto. Per alcuni è il gesto che definisce il vero atleta di endurance, per altri un suicidio metabolico. La realtà è più sottile: il digiuno non è una categoria morale né una dieta, ma uno stimolo allenante periodizzabile. Come ogni stimolo, ha un momento giusto e uno sbagliato.
Cosa succede quando ti alleni a digiuno
Allenarsi con bassa disponibilità di carboidrati (low carbohydrate availability) attiva vie metaboliche specifiche. La riduzione del glicogeno muscolare e dell’insulina circolante innesca l’attivazione di AMPK e p38 MAPK, che stimolano il coattivatore PGC-1alpha. Questo pathway è il principale regolatore della biogenesi mitocondriale e dell’espressione degli enzimi della beta-ossidazione lipidica (Jeukendrup, 2017). In parole semplici: il corpo impara a usare i grassi in modo più efficiente.
Lo studio fondativo di Bergström e colleghi (1967) aveva già dimostrato che il glicogeno muscolare è il substrato limitante dell’esercizio prolungato ad alta intensità. Manipolarlo con la dieta influisce direttamente sul tempo a esaurimento. Oggi sappiamo che non serve solo caricarlo, ma anche insegnare al muscolo a risparmiarlo quando l’intensità lo consente.
Quante volte e quando usare il train low
L’errore più comune è applicare il digiuno a ogni seduta. Così facendo, si cronicizza uno stato di bassa disponibilità energetica che riduce la qualità degli allenamenti chiave e, a lungo termine, può compromettere la salute ormonale. Il protocollo corretto prevede:
- Frequenza massima: 2-3 sedute a settimana nella fase generale, esclusivamente in Z1 o Z2.
- Durata: non superare i 90-120 minuti senza integrazione. Oltre, il calo glicemico può innescare risposte cataboliche indesiderate.
- Modalità: allenamento mattutino a digiuno (acqua e caffè) oppure doppia sessione, con la seconda a glicogeno depresso dopo la prima.
- Refeed: ogni seduta low va chiusa con un pasto che combini carboidrati e proteine, per ripristinare le scorte e sostenere la sintesi proteica.
Avvicinandoti al periodo agonistico, le sedute in low carbohydrate vanno progressivamente eliminate. Nel taper, il focus si sposta sulla disponibilità glucidica alta per garantire massima readiness e saturazione delle scorte di glicogeno.
Train the gut: l’altra faccia della medaglia
La periodizzazione nutrizionale non è solo “togliere carboidrati”. È altrettanto importante allenare l’intestino ad assorbirli. Nelle 6-8 settimane prima della gara target, inserisci sessioni in cui consumi quantità simili a quelle di gara (60-90 g/h di carboidrati, con progressione graduale). Jeukendrup (2017) descrive questo processo come “train the gut”: l’esposizione ripetuta aumenta l’espressione dei trasportatori intestinali SGLT1 e GLUT5, riducendo il distress gastrointestinale e migliorando la clearance dei carboidrati.
Il paradosso dell’aderenza
Un errore da non commettere è credere che un protocollo rigido di digiuno o restrizione garantisca maggiore compliance. La ricerca recente di Da Silva e colleghi (2025) su strategie post-dieta mostra che la prescrizione dettagliata non migliora l’aderenza: i soggetti tendono a sotto-consumare le calorie assegnate per un’inerzia restrittiva che persiste anche quando le calorie aumentano. Lo stesso meccanismo si applica al train low cronico: meglio educare l’atleta a riconoscere i segnali interni che imporre schemi fissi.
Applicazione pratica
Il digiuno pre-allenamento non è uno stile di vita. È uno strumento da usare con intelligenza:
- Inseriscilo 2-3 volte a settimana in fase generale, solo su sedute lente (Z1-Z2).
- Mantieni sempre un refeed post-sessione.
- Riducilo progressivamente in fase specifica e azzeralo nel taper.
- Allena parallelamente la capacità di assorbire carboidrati (train the gut) per prepararti alla gara.
Il risultato? Un metabolismo più flessibile, che sa passare dai grassi ai carboidrati in base all’intensità, senza sacrificare la performance quando serve.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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