L’errore più comune? Ridurre il piatto dell’endurance a una questione di proteine. Il risultato? Un piatto unico asciutto, povero di carboidrati e difficile da digerire. La regola giusta è un’altra: cereale in chicchi, legumi e verdure, con una quota proteica adeguata a ogni pasto. Questo farro con cannellini e zucca arrosto va esattamente in quella direzione.
Ingredienti (per 2 porzioni)
- 160 g farro integrale
- 280 g cannellini cotti (peso scolato)
- 400 g zucca pulita
- 160 g spinaci freschi
- 20 g tahini
- 20 g olio extravergine d’oliva
- 1 limone (scorza e succo)
- 1 spicchio d’aglio
- 2 rametti di rosmarino
- sale e pepe q.b.
Preparazione
- Cuoci il farro in acqua salata per il tempo indicato sulla confezione. Se usi farro integrale non perlato, mettilo in ammollo per 8 ore e allunga la cottura di 15-20 minuti.
- Taglia la zucca a cubetti di circa 2 cm. Condiscila con metà dell’olio, il rosmarino tritato, sale e pepe. Arrosto a 200 °C per 20-25 minuti, finché i bordi non iniziano a caramellare.
- Frulla metà dei cannellini con tahini, succo di limone e due cucchiai d’acqua. Regola di sale e aggiungi altra acqua se serve: deve venire una crema liscia e vellutata.
- Scalda l’olio rimasto in una padella ampia con l’aglio schiacciato. Aggiungi gli spinaci e falli appassire per 3 minuti. Unisci il farro e i cannellini rimasti interi.
- Manteca a fuoco spento con la scorza di limone e poca acqua di cottura se serve.
- Impiatta: crema di cannellini alla base, poi il farro con le verdure e infine la zucca arrosto. Chiudi con un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe.
Valori nutrizionali
Per porzione: ~680 kcal, 27 g proteine, 96 g carboidrati, 16 g grassi. Le proteine arrivano ai 20-25 g per pasto consigliati per stimolare la sintesi proteica muscolare e coprire il recupero dopo le uscite lunghe.
Perché funziona per il trail
Il trail si corre con il glicogeno, non con l’entusiasmo. Un piatto così fornisce carboidrati complessi a lento rilascio, proteine vegetali distribuite e una buona quota di verdure per il volume. La tolleranza intestinale ai carboidrati in gara è allenabile: Costa et al. (Applied Physiology, Nutrition and Metabolism, 2017) hanno mostrato che due settimane di stimolo ripetuto con carboidrati durante l’esercizio riducono i sintomi gastrointestinali e migliorano la performance di corsa. Burke et al. (Journal of Sports Sciences, 2011) confermano che la disponibilità di carboidrati va calibrata sul carico: 3-5 g/kg nei giorni facili, 8-10 g/kg nelle fasi di lavoro intenso o prima della gara. La strategia parte dal piatto: solo dopo che la base alimentare è solida, ha senso parlare di gel e integrazione.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach
Questo è un articolo della Sport Academy
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