I tre motori del trail: come funzionano i sistemi energetici

ATP: la valuta che muove tutto

Ogni contrazione muscolare nasce da una molecola: l’adenosin-tri-fosfato, ATP. Accumula energia in un legame chimico e la rilascia quando perde un gruppo fosfato, permettendo lo scorrimento di actina e miosina. Il problema è che le scorte di ATP sono minime: durante una maratona ne consumeresti circa 60 kg. I sistemi energetici servono proprio a rigenerarla in continuazione, adattando potenza e carburante alla richiesta.

I tre sistemi: durata, potenza, substrato

Sistema del fosfagene (alattacido anaerobico)
0-10 secondi. Substrato: fosfocreatina. Massima potenza, nessun bisogno di ossigeno, capacità ridottissima. È lo scatto in partenza, la rampa tecnica di pochi metri, lo sprint finale. Non si allena con il fondo lento.

Glicolisi anaerobica (lattacida)
10 secondi – 2 minuti. Substrato: glucosio e glicogeno. Produce lattato e fatica acuta. Domina nelle ripetute brevi e intense, nei 400 metri, nelle variazioni che fanno esplodere i quadricipiti. Più la spingi, più accumuli debito di ossigeno.

Sistema aerobico (ossidativo)
Oltre i 2-3 minuti, predominante dai 5 in su. Substrati: carboidrati e lipidi, con tracce di proteine. Usa ossigeno nei mitocondri per produrre ATP in grande quantità. È il motore della tua gara lunga: più è efficiente, più risparmi glicogeno e ritardi il crollo.

Non esiste un interruttore, esiste un mix

I tre sistemi coesistono sempre. Cambia la preponderanza. Ecco la mappa reale:

  • 0-10 secondi: fosfagene, potenza massimale, fosfocreatina.
  • 10 secondi – 2 minuti: glicolisi anaerobica, glicogeno.
  • 2-5 minuti: glicolisi aerobica, glicogeno.
  • 5-30 minuti: aerobico misto, glicogeno + lipidi.
  • Oltre 30 minuti: aerobico, lipidi predominanti ma con quota glucidica sempre attiva.

L’errore più comune è credere che sotto soglia si brucino solo grassi. A Z1-Z2 i lipidi sono il carburante principale, ma il glicogeno non sparisce mai. A Z3-Z4 la quota di carboidrati sale nettamente. A Z5 è quasi tutto glicogeno.

Cosa significa per il trail running

In gara passi da salite lunghe a tratti tecnici esplosivi, da single track in souplesse a sprint finali. Devi sapere quale motore stai usando e quando rischi di svuotarlo. L’obiettivo dell’allenamento è spostare il punto di incrocio tra grassi e carboidrati, alzando la potenza lipidica: riuscire a correre più forte bruciando ancora una quota alta di lipidi, risparmiando glicogeno per i momenti chiave.

Lo costruisci con:

  • Fondo lento (Z1-Z2): stimola l’ossidazione lipidica e la biogenesi mitocondriale.
  • Fondo medio (Z3): alza la massima potenza aerobica con alta percentuale di lipidi.
  • Soglia (Z4): migliora lo smaltimento del lattato e potenzia la glicolisi aerobica.
  • VO2max (Z5): allena la capacità aerobica massima e la glicolisi anaerobica, ma va dosata.

Nutrizione e periodizzazione: allenare il motore anche a tavola

I sistemi energetici rispondono alla disponibilità di substrati. La nutrizione non è un menù: è una variabile allenante. Periodizzala.

Nella fase generale puoi inserire sedute a bassa disponibilità di carboidrati (allenamento a digiuno o doppia sessione), massimo 2-3 volte a settimana, per alzare i segnali adattativi e la flessibilità metabolica. Ma occhio: dopo 90 minuti senza rifornimento il glicogeno scende e la qualità del gesto peggiora. Serve sempre un refeed post-seduta con carboidrati e proteine.

In fase specifica riduci il training low e introduci il fueling sistematico: 30-60 g/h di carboidrati, 400-600 ml/h di liquidi. Alleni l’intestino ad assorbire mentre corri, costruendo la strategia gara. In taper alzi la disponibilità glucidica per arrivare carico e riposato.

Il risultato è una macchina che sa usare il carburante giusto al momento giusto, senza crisi. I sistemi energetici non sono teoria da manuale: sono il manuale di istruzioni del tuo motore. Impara a leggerlo.

Manuel Cavalieri è TrainingPeaks Accredited Coach

Questo è un articolo della Sport Academy

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