Proteine post allenamento nell’endurance: il segreto per il recupero muscolare ottimale!

L’assunzione di proteine post allenamento è fondamentale per la sintesi proteica muscolare nell’endurance. Combinate con carboidrati, ottimizzano il recupero muscolare e la prestazione sportiva.

Le proteine post allenamento sono un aspetto fondamentale per gli atleti di endurance, poiché aiutano a ripristinare e a ricostruire i muscoli danneggiati dall’esercizio fisico prolungato.

Prima di tutto, è importante comprendere l’effetto dell’allenamento sull’organismo. Gli atleti di endurance sottopongono il proprio corpo a uno stress fisico prolungato che può causare microlesioni muscolari. La riparazione di queste lesioni è essenziale per permettere al muscolo di crescere e di diventare più forte. Le proteine post allenamento sono essenziali per questo processo.

Gli sport di endurance, come il ciclismo, la corsa e il triathlon, richiedono una grande quantità di energia e sforzo fisico. Una corretta alimentazione è fondamentale per supportare le esigenze nutrizionali dell’atleta e per aiutare a ottimizzare la prestazione. In particolare, la scelta degli alimenti post-allenamento può avere un impatto significativo sulla capacità dell’atleta di recuperare e migliorare la propria prestazione.

La sintesi proteica muscolare è un processo chiave che si verifica nel corpo dopo l’allenamento e può durare fino a 48 ore.

La sintesi proteica muscolare è un’importante fonte di adattamento e di riparazione muscolare, che può contribuire a migliorare la prestazione sportiva. Gli studi hanno dimostrato che l’assunzione di proteine post allenamento può aumentare la sintesi proteica muscolare e migliorare il recupero muscolare e la prestazione sportiva.

Trommelen e van Loon (2019) hanno dimostrato che l’assunzione di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare durante la notte e migliorare l’adattamento muscolare. Da notare che da uno studio condotto da Hulston et al. (2011), si vede che l’assunzione di proteine durante l’esercizio non mostrato un aumento della sintesi proteica muscolare, e questo suggerisce che l’assunzione di proteine post allenamento può essere più importante per la sintesi proteica muscolare rispetto all’assunzione di proteine durante l’esercizio.

La quantità di proteine necessaria per aumentare la sintesi proteica muscolare dipende dall’intensità e dalla durata dell’allenamento, nonché dalla massa muscolare dell’atleta. Areta et al. (2013) hanno dimostrato che l’assunzione di proteine durante il recupero dopo l’allenamento può aumentare la sintesi proteica muscolare. In particolare, gli autori hanno osservato che l’assunzione di 20 grammi di proteine ogni tre ore ha portato ad un aumento significativo della sintesi proteica muscolare, rispetto all’assunzione di proteine in un unico pasto.

Inoltre, l’assunzione di proteine post allenamento può anche aiutare a ridurre il danno muscolare e a migliorare il recupero muscolare. Saunders et al. (2004) hanno dimostrato che l’assunzione di una bevanda contenente carboidrati e proteine dopo l’allenamento ha ridotto il danno muscolare e migliorato la prestazione sportiva in ciclisti.

Inoltre, è importante sottolineare che l’assunzione di proteine post allenamento dovrebbe essere combinata con carboidrati per massimizzare la sintesi proteica muscolare. Arentson-Lantz et al. (2014) hanno dimostrato che l’assunzione di proteine e carboidrati post allenamento ha portato ad un aumento maggiore della sintesi proteica muscolare rispetto all’assunzione di sole proteine o carboidrati.

In conclusione, l’assunzione di proteine post allenamento è fondamentale per ottimizzare la sintesi proteica muscolare, migliorare il recupero e la prestazione sportiva nell’endurance. La quantità di proteine necessaria dipende dall’intensità e dalla durata dell’allenamento, nonché dalla massa muscolare dell’atleta. Inoltre, la scelta delle fonti di proteine e la combinazione con carboidrati sono importanti per massimizzare i benefici della sintesi proteica muscolare post allenamento.

Riferimenti:

  • Trommelen, J., & van Loon, L. J. (2019). Pre-Sleep Protein Ingestion to Improve the Skeletal Muscle Adaptive Response to Exercise Training. Nutrients, 11(11), 2662.
  • Hulston, C. J., Wolsk, E., Grøndahl, T. S., Yfanti, C., van Hall, G., & Pedersen, B. K. (2011). Protein intake does not increase vastus lateralis muscle protein synthesis during cycling. Medicine and science in sports and exercise, 43(9), 1635-1642.
  • Areta, J. L., Burke, L. M., Ross, M. L., Camera, D. M., West, D. W., Broad, E. M., … & Phillips, S. M. (2013). Timing and distribution of protein ingestion during prolonged recovery from resistance exercise alters myofibrillar protein synthesis. The Journal of physiology, 591(9), 2319-2331.
  • Saunders, M. J., Luden, N. D., & Herrick, J. E. (2004). Consumption of an oral carbohydrate–protein gel improves cycling endurance and prevents postexercise muscle damage. Journal of strength and conditioning research, 18(4), 828-833.
  • Kanda, A., Nakayama, K., Fukasawa, T., Koga, J., & Kanegae, M. (2016). Post-exercise whey protein hydrolysate supplementation induces a greater increase in muscle protein synthesis than its constituent amino acid content. British journal of nutrition, 116(8), 1367-1373.
  • Arentson-Lantz, E., English, K. L., Paddon-Jones, D., Fry, C. S., & Urban, R. J. (2014). Feeding increases mTORC1 signaling but doesn’t alter protein synthesis in human skeletal muscle after resistance exercise. Journal of Applied Physiology, 116(11), 1394-1401.

Questo è un articolo della Sport Academy

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6 ore de Roma 2021

E succede che alla fine di 2 settimane di relax ti iscrivi ad una gara un po’ strana, dove devi fare il maggior numero di giri in 6 ore, da mezzanotte alle 6 del mattino.

Pensi che sarà una passeggiata tranquilla insieme ad amici che non vedi da tanto, e per l’occasione porti 15 bottiglie di birra 😜

Pensi che ci saranno 4 disagiati, al massimo 5, e vai a fare sta gara così un po’ per gioco. Invece arrivi alla 6 Ore de Roma con 150 partenti da tutta Italia, con Altleti di alto livello pronti a darsi battaglia, in una cornice super organizzata con percorso certificato FIDAL … e ti sale l’ansia.

Dici “vabbè parto piano con Mauro e Antonio” invece mi trovo a trottare a 5:12 per i primi 20-30 giri (ho perso il conto) in mezzo ad una bolgia di gente con una polvere che a volte mi sembrava di essere nella mia val padana.

E allora cosa faccio, non mi impegno? Ma si dai. Mi apro una birra alla terza ora per “spezzare il gusto degli integratori” e continuo a spingere con le gambe che gridano ad ogni passo.

Dalle 5 inizia ad essere quasi giorno e scatta l’emotività che mi fa quasi piangere ad ogni giro fino alle 5:45, poi … scattano i giri della morte con le gambe ululanti a cercare di recuperare più metri possibili fino alla sirena delle 6. Cotto.

Gambe a pezzi.

Ginocchia fuse.

Però mi porto a casa la coppa del 1º SM45 con un 8º posto assoluto, in una gara approcciata come per gioco.

Forse è questo lo spirito giusto 🙂

Ridurre il danno dei radicali liberi negli sport aerobici

Chi corre, ed ancor più chi pratica endurance, utilizza grandi quantità di ossigeno ed una parte (2%-5%) di questa grande massa di gas porta alla formazione di radicali liberi dotati di notevole aggressività nei confronti della membrana cellulare favorendo processi infiammatori.

L’aggressività di questi elementi è dovuta alla presenza di un elettrone libero nella loro struttura molecolare e questo li rende altamente reattivi a combinarsi con le sostanze biologiche presenti nell’organismo (carboidrati, lipidi, proteine, DNA) danneggiandole e spesso compromettendone la funzione.

Oltre al danno provocato sulle cellule, i radicali liberi riducono anche l’efficacia del sistema immunitario e l’atleta diventa più sensibile al rischio di contrarre infezioni a livello respiratorio.

Tuttavia, in condizioni normali i radicali liberi sono necessari per il supporto al sistema immunitario in quanto vengono utilizzati per attaccare parassiti troppo grandi per essere combattuti dai soli anticorpi.

Come aiutare il corpo a controllare i radicali liberi

Oltre ai metodi endogeni di autoregolazione gestiti dall’organismo è possibile controllare i livelli di radicali liberi grazie all’introduzione nella dieta di sostanze antiossidanti, ad esempio:

  • vitamina A
  • vitamina C
  • vitamina E
  • Acido Lipoico
  • Licopene
  • Selenio
  • Zinco
  • Rame
  • Cisteina
  • Coenzima Q10
  • Melatonina
  • Polifenoli

Questi elementi lavorano in sinergia tra loro per contrastare gli effetti ossidanti e ognuno ha un effetto particolare su radicali liberi specifici (ad esempio interni o esterni alla cellula) e alcuni di questi non agiscono direttamente ma potenziano i meccanismi interni di regolazione (ad esempio il selenio in sinergia con la vitamina E agisce sul funzionamento della tiroide).

In periodi di allenamento particolarmente intensi si può pensare ad una integrazione con un multivitaminico, aggiungendo eventualmente acido lipoico.

In ogni caso, nelle persone sane, mediante una dieta che comprenda abbondanti quantità di frutta e verdura fresca si riescono a raggiungere adeguate quantità di antiossidanti nelle giuste proporzioni.

Negli ultimi 30 anni, oltre 6000 studi scientifici hanno stabilito che l’attività dei radicali liberi rappresenta una delle cause principali di tutte le malattie degenerative. Gli stessi studi indicano inoltre molto chiaramente che c’è un modo efficace per controllare e, nella maggior parte dei casi, eliminare il danno prodotto dai radicali liberi: la corretta alimentazione.

Antidolorifici nelle gare di endurance ​

Ci sono tantissimi studi ed altrettante pubblicazioni che analizzano le relazioni ed implicazioni tra la prestazione sportiva e gli analgesici da banco (come gli antinfiammatori ed il paracetamolo) in quanto ampiamente utilizzati dagli atleti di tutto il mondo per aumentare la tolleranza alla fatica, o per smorzare il dolore e ridurre l’infiammazione dalle ferite.

Vi sono prove evidenti del fatto che il paracetamolo potrebbe migliorare fortemente importanti parametri di resistenza nonché aspetti delle prestazioni neuromuscolari, attraverso una maggiore tolleranza al dolore.

È stato dimostrato che sia i FANS (Farmaci Analgesici Non Steroidei) che il paracetamolo inibiscono l’attività della ciclo-ossigenasi (COX), il che potrebbe spiegare la ridotta risposta anabolica nella fase acuta dell’allenamento e gli effetti negativi sulla forza in risposta all’allenamento cronico di resistenza. Sebbene resti da stabilire se una qualsiasi di queste osservazioni si traduca anche in detrazioni nelle prestazioni specifiche dello sport o nella riduzione dell’adattamento all’addestramento negli atleti d’élite, l’uso estensivo di questi farmaci solleva certamente problemi di sicurezza pratici, etici e importanti che devono essere affrontati.

Nel complesso, una maggiore consapevolezza tra gli atleti, gli allenatori e lo staff di supporto sui potenziali effetti negativi di questi farmaci è ampiamente raccomandata prima che la medicina analgesica, per l’allenamento o la competizione, venga considerata come un normale integratore per agevolare le prestazioni.

Vi consiglio la lettura di questo studio pubblicato sulla rivista BMJ relativamente ai problemi cardiovascolari, gastrointestinali e renali dovuti all’assunzione di analgesici prima di una maratona:

E’ ripresa in italiano dal sito Pharma-Star “il giornale on-line sui Farmaci”.