LA GESTIONE DELLA OFF-SEASON NELL’ULTRA TRAIL

Ho chiesto alla AI di Sport Academy come gestire la fase di off-season nell’ultra trail. Vediamo come è andata.

La off-season, o periodo di transizione e preparazione generale, è la fase più critica per la longevità atletica di un ultra-trailer. Non deve essere interpretata come assenza di allenamento, ma come una variazione dello stimolo allenante. Dopo una stagione agonistica caratterizzata da elevati volumi chilometrici e stress meccanico, l’organismo necessita di rigenerazione sistemica (endocrina e muscolo-tendinea) parallelamente alla costruzione di nuove basi per la stagione successiva.

Questa fase si colloca nella periodizzazione annuale nel mesociclo di Preparazione Generale, solitamente nei mesi invernali (o comunque lontani dalle gare obiettivo).

OBIETTIVI FISIOLOGICI DELLA OFF-SEASON

  1. Washout della fatica cronica: Smaltimento dello stress accumulato sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e recupero delle microlesioni strutturali.
  2. Sviluppo della Forza (Strength & Conditioning): Incremento della forza massima e della forza resistente locale per migliorare l’economia di corsa (Running Economy) e proteggere le articolazioni.
  3. Efficienza Aerobica: Mantenimento delle capacità ossidative centrali (gittata cardiaca) attraverso attività a basso impatto (cross-training) e corsa a bassa intensità.
  4. Miglioramento Tecnico/Neuromuscolare: Lavoro sulla biomeccanica di corsa e sulla coordinazione senza l’affaticamento dato dai lunghi volumi.

PERIODIZZAZIONE E STRUTTURA

La durata della off-season varia in base al livello dell’atleta e all’età, ma generalmente copre un blocco di 8-12 settimane.

Differenziazione per Tipologia di Atleta

  • PRINCIPIANTE: Focus prioritario sulla tecnica di corsa, mobilità articolare e adattamento anatomico in palestra. Volume aerobico ridotto.
  • INTERMEDIO: Bilanciamento tra aumento della forza massima e mantenimento della base aerobica. Introduzione strutturata del cross-training.
  • AVANZATO / ELITE: Mantenimento di un volume di allenamento medio-alto (60-70% del picco stagionale), con grande enfasi sulla qualità del lavoro in palestra e specificità del gesto in condizioni di fatica controllata.

Differenziazione per Fascia di Età

  • < 40 anni: Recupero rapido. Focus su alta intensità neuromuscolare (sprint brevi) e volume.
  • 40 – 59 anni: Necessità imperativa di lavori di forza per contrastare la sarcopenia. Il recupero tra sessioni di qualità (es. forza gambe) deve essere esteso (minimo 48-72 ore).
  • > 60 anni: Priorità assoluta alla mobilità, forza funzionale e attività a basso impatto (bici/nuoto) per preservare la salute articolare. Intensità cardiaca monitorata strettamente.

PROTOCOLLI DI ALLENAMENTO: ESEMPI PRATICI

Di seguito vengono proposti esempi di sessioni tipiche per la fase di Preparazione Generale (Off-Season).

1. STRENGTH & CONDITIONING (Settimane 1-8)

Obiettivo: Forza Massima e Adattamento Anatomico. Fondamentale per la prevenzione infortuni e l’economia del gesto in salita.
Fase: Preparazione Generale.

  • Riscaldamento: 10′ mobilità articolare (anche e caviglie) + 5′ attivazione core (plank, dead bug).
  • Esercizi Principali (Focus Catena Cinetica Posteriore e Quadricipiti):
    1. Squat (o varianti come Goblet Squat/Hex Bar Deadlift): 4 serie x 6-8 ripetizioni @ RPE 8/10. Recupero 2-3′.
    2. Affondi Bulgari (Bulgarian Split Squat): 3 serie x 8 ripetizioni per gamba. Recupero 90″.
    3. Stacchi Rumeni Monopodalici: 3 serie x 10 ripetizioni per gamba (Stabilità e catena posteriore).
    4. Calf Raise (Polpacci) con sovraccarico: 4 serie x 12 ripetizioni (essenziale per la spinta in salita).
  • Note:
    • Eseguire movimenti lenti e controllati (tempo 3-0-1-0: 3s eccentrica, 0s pausa, 1s concentrica).
    • Non cercare il cedimento muscolare totale, ma lasciare 1-2 ripetizioni in riserva (RIR).

2. CORSA SU STRADA/STERRATO FACILE – AEROBIC BASE

Obiettivo: Sviluppo mitocondriale e capillarizzazione senza stress meccanico eccessivo.
Fase: Preparazione Generale.

  • Intensità: Rigorosamente Zone 1 Friel (<85% LTHR) a Zone 2 Friel (85-89% LTHR).
  • Passo (Riferimento LTPace): Zone 2 (77-88% LTPace).
  • Durata:
    • Principiante: 40-50 minuti.
    • Intermedio: 60-75 minuti.
    • Avanzato: 75-90 minuti.
  • Note: Se la FC deriva verso la Zone 3 a causa della fatica o dislivello, camminare immediatamente per riportarla in Zone 1/2. Questo educa il corpo a utilizzare i grassi come substrato energetico principale.

3. HILL SPRINTS NEUROMUSCOLARI (Richiamo di velocità)

Obiettivo: Reclutamento fibre veloci (IIa, IIx), miglioramento della meccanica di corsa e potenza, senza accumulo di lattato.
Fase: Preparazione Generale avanzata.
Terreno: Salita ripida (10-15%) su fondo regolare (asfalto o sterrato compatto). Basarsi su RPE e FC .

  • Riscaldamento: 20′ Corsa lenta (Zone 1-2 Friel) + Mobilità dinamica.
  • Parte Centrale:
    • Ripetizioni: 6 (Principiante) / 8-10 (Intermedio) / 12 (Avanzato).
    • Durata sprint: 10-12 secondi MASSIMO.
    • Intensità: Massimale (> Zone 5c Friel). Sforzo esplosivo.
    • Recupero: Totale (2-3 minuti camminando in discesa e in piano) fino a quando la FC torna in Zone 1.
  • Defaticamento: 15′ Corsa lenta (Zone 1 Friel).
  • Razionale: Sprint brevi non attivano significativamente la glicolisi anaerobica (produzione di lattato), rimanendo nel sistema anaerobico alattacido. Questo permette di allenare la potenza senza lo stress metabolico che si riserva alla fase specifica.

4. CROSS-TRAINING BICI (INDOOR O OUTDOOR)

Obiettivo: Volume aerobico a impatto zero.
Fase: Tutta la off-season.

  • Riferimento Potenza: % FTPw.
  • Struttura:
    • Riscaldamento: 15′ in Zone 1 (<55% FTPw).
    • Lavoro Specifico (Sweet Spot/Tempo): 3-4 blocchi da 10′ a 15′ in Zone 3 (75-89% FTPw) con cadenza moderata (85-90 RPM).
    • Recupero tra i blocchi: 5′ in Zone 1-2.
    • Defaticamento: 15′ in Zone 1.
  • Durata Totale: 60′ a 120′ in base al livello.

5. SESSIONE TECNICA DI DISCESA (OFF-SEASON MODE)

Obiettivo: Propriocezione e controllo eccentrico a bassa intensità cardiovascolare.
Fase: Preparazione Generale.

  • Terreno: Sentiero tecnico ma non estremo.
  • Esecuzione:
    • Salita camminando o corsa molto lenta (Zone 1 Friel).
    • Discesa segmentata: Scegliere un tratto di 2-3 minuti.
    • Eseguire 3-4 discese focalizzandosi su: appoggio dell’avampiede/mesopiede, frequenza di passi alta, sguardo anticipatorio.
    • Importante: L’intensità non è data dalla velocità (che può essere moderata), ma dalla precisione del movimento. RPE cognitivo alto, RPE fisico medio.

ESEMPIO SETTIMANA TIPO – ATLETA INTERMEDIO (30-49 ANNI)

Periodo: Dicembre/Gennaio (Pieno inverno).

  • LUNEDÌ: Riposo Totale o Stretching/Mobilità (30′).
  • MARTEDÌ: Corsa Aerobica. 60′ @ Zone 2 Friel (<89% LTHR). Terreno collinare facile.
  • MERCOLEDÌ: Strength & Conditioning (Palestra). Sessione Forza Massima (vedi protocollo sopra). 60′.
  • GIOVEDÌ: Cross-Training (Bici/Nuoto). 60-90′ @ Zone 1-2 Friel/Zone 2 FTPw. Recupero attivo.
  • VENERDÌ: Hill Sprints. 50′ totali inclusi riscaldamento, 8×10″ sprint salita (Recupero 2’30”), defaticamento.
  • SABATO: Riposo o Hiking leggero (Camminata in montagna) 2-3 ore @ Zone 1 Friel.
  • DOMENICA: Lungo Lento Off-Season. 90-120′ Corsa/Camminata alternata su sentiero. Mantenere FC media in Zone 2 Friel. Inserire tratti di discesa tecnica controllata.

Note finali sulla gestione:

  1. Monitoraggio del carico: In off-season il carico (TSS o Edwards) deve scendere del 20-40% rispetto al periodo agonistico.
  2. Nutrizione: Adeguare l’introito calorico al ridotto dispendio energetico per evitare aumenti di peso non funzionali (massa grassa), mantenendo però un apporto proteico elevato (1.6 – 2.0 g/kg peso corporeo) per sostenere il turnover proteico muscolare stimolato dall’allenamento di forza.
  3. Progressione: Incrementare il volume settimanale (durata o km) di non oltre il 10% ogni settimana, inserendo una settimana di scarico ogni 3 settimane di carico.

Analisi della risposta

La risposta è abbastanza completa, descrive cosa si intende per “off season” differenziando le caratteristiche per livello di atleta e fasce di età.

Tuttavia preferisco posizionare l’off-season come periodizzazione a se stante, precedente alla preparazione generale di costruzione. Dovrò istruire meglio il mio modello 😀

L’off-season deve essere davvero un periodo di Washout della fatica cronica come indicato tra gli obiettivi, in testa alla risposta. Spesso allenamenti strutturati, vincoli, ed altri obiettivi, nella prima fase è tutt’altro che “offseason”. Un paio di settimane con indicazioni generali, su come non perdere troppa forma, senza pensare all’allenamento lo vedo fondamentale come ricarica a livello psicologico, anche per uscire dalla tossicità dell’allenamento agonistico.

Poi lenta ripresa con allenamento della forza, sessioni tecniche, analisi funzionale, lavori posturali, inserendoci dolcemente nella vera fase di Costruzione e Preparazione Generale.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Trail Running: Transizione Post-Gara

Dopo una gara, non si chiude solo un ciclo di allenamento: si apre una fase cruciale per rigenerare il corpo, ritrovare l’equilibrio e gettare le basi per la prossima stagione. La fase di transizione post-competizione è spesso trascurata, ma per i trail runner alle prime armi è un tassello fondamentale per costruire continuità e prevenire infortuni.

In questo articolo trovi un programma di 4 settimane, ideale per chi ha appena concluso una competizione e vuole recuperare senza perdere condizione.


Perché la Transizione è Importante?

  • Recuperare fisicamente e mentalmente: Dopo lo stress della gara, è necessario allentare la pressione fisica e psicologica accumulata.
  • Mantenere la base aerobica: Un minimo di stimolo aerobico aiuta a evitare cali troppo marcati nella forma.
  • Prevenire infortuni e ripartire con motivazione: Una pausa attiva, ben strutturata, consente di preservare le articolazioni e la muscolatura in vista della preparazione successiva.

Linee Guida Generali

  • Durata: 4 settimane
  • Volume: 40–50% rispetto al massimo settimanale raggiunto
  • Intensità: solo Zone 1 e 2 (sotto l’89% della soglia anaerobica)
  • RPE: ≤ 4/10 (scala percezione dello sforzo)
  • Attività alternative: ciclismo e nuoto
  • Forza funzionale: esercizi a corpo libero, con attenzione a core, anche, ginocchia

Programma Settimanale

🔁 Settimana 1 – Reset Fisico e Mentale

  • Lun: Riposo o camminata 30’
  • Mar: Nuoto/ciclismo 40’ in Z1 + stretching
  • Mer: Trail run 20-25’ Z1 + foam roller
  • Gio: Attività libera o yoga leggero
  • Ven: Trail run 25-30’ Z1-Z2
  • Sab: Ciclismo 45’ Z1 + mobilità
  • Dom: Riposo

Sedute brevi e rilassate, nessuna oltre i 30 minuti.

🧱 Settimana 2 – Stabilizzazione Aerobica

  • Lun: Stretching dinamico o yoga
  • Mar: Trail run 35-40’ Z2
  • Mer: Nuoto + core stability
  • Gio: Riposo
  • Ven: Ciclismo 50’ Z2
  • Sab: Trail run 40’ Z1, tecnica in discesa
  • Dom: Camminata libera o escursione

💪 Settimana 3 – Riattivazione Funzionale

  • Lun: Mobilità + corpo libero
  • Mar: Trail run 45’ Z2, dislivello moderato
  • Mer: Ciclismo + elastici per glutei
  • Gio: Camminata o riposo
  • Ven: Nuoto + core
  • Sab: Trail run 50’ Z2 con 4-5 allunghi (20″)
  • Dom: Escursione tranquilla

🧭 Settimana 4 – Preparazione al Rientro

  • Lun: Forza leggera + mobilità
  • Mar: Trail run 50’ Z1-Z2 con ritmo variabile
  • Mer: Ciclismo 60’ Z2 + propriocettiva
  • Gio: Yoga 30’
  • Ven: Trail run 55’ Z2 con discese tecniche
  • Sab: Nuoto 30’ Z1
  • Dom: Test personale 20’ su percorso noto

Principi Chiave

  • Carico controllato: niente intensità elevate, volumi ridotti
  • Prevenzione: rinforzo funzionale e focus articolare
  • Adattamento personalizzato: modulabile secondo età e livello
  • Monitoraggio: usare sempre l’RPE come guida principale

E Dopo?

Completato il ciclo, potrai affrontare con successo:

  • Una nuova fase preparatoria generale
  • Una gara trail (es. 25–35 km) entro 8–10 settimane
  • Lavori più intensi e forza specifica (salite brevi, pliometria leggera)

Conclusione

La transizione non è una pausa passiva, ma un momento attivo e intelligente per rigenerare, prevenire stop e costruire la stagione futura. Se sei un trail runner alle prime esperienze, non saltare questa fase.

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Come allenarsi con il Garmin: Guida al Training Status ed alla Pianificazione Personalizzata

In un panorama di allenamenti sempre più tecnologico e personalizzato, l’uso di dispositivi come i Garmin sta trasformando il modo di approcciare la preparazione atletica. Non si tratta solo di registrare i chilometri percorsi, ma di monitorare parametri avanzati come il Training Load, il VO2 max, la frequenza cardiaca e la variabilità di intensità per costruire allenamenti scientificamente fondati. Questo articolo esplora come interpretare e utilizzare questi parametri per creare un piano di allenamento efficace e sostenibile, massimizzando i progressi senza rischiare sovraccarichi o infortuni. Che tu sia un atleta professionista o un amatore ambizioso, capire come sfruttare al meglio il tuo Garmin può fare una grande differenza nella tua performance.

Iniziamo spiegando cos’è il Training Status

Il Training Status è un parametro utilizzato dai dispositivi Garmin per monitorare come il corpo risponde agli allenamenti nel tempo, fornendo indicazioni come “Produttivo,” “Mantenimento,” “Non produttivo“, etc.. Questo status riflette se l’allenamento attuale sta portando a miglioramenti, stagnazione o persino regressione. L’indicazione è basata su variabili come la frequenza cardiaca, il Training Load complessivo e il recupero.

Training StatusDescrizione
ProduttivoIl carico di allenamento è appropriato e stai facendo progressi. Il VO2max è stabile o in miglioramento, il bilancio tra ATL e CTL è ideale.
MantenimentoIl carico è sufficiente per mantenere il livello attuale di fitness. Il VO2max è stabile e non ci sono cambiamenti significativi.
Non produttivo Il carico è elevato ma la forma fisica non sta migliorando. Il VO2max potrebbe diminuire. Potrebbe indicare sovrallenamento o mancanza di recupero.
RecuperoIl carico di allenamento è ridotto rispetto alle settimane precedenti. Potrebbe essere un periodo di recupero o tapering prima di una gara.
SovrallenatoIl carico di allenamento è molto elevato rispetto al CTL, segnalando un possibile sovrallenamento. Ridurre il carico e dare priorità al recupero.
Basso caricoIl carico di allenamento è troppo basso rispetto alle settimane precedenti. Potrebbe indicare che non stai allenando a sufficienza per mantenere la forma fisica.
Picco di formaIl carico di allenamento è stato ridotto e il corpo è pronto per prestazioni di alto livello, ad esempio prima di una gara. Stato temporaneo.
Non disponibileNon ci sono dati sufficienti per determinare lo stato di allenamento. Potrebbe essere dovuto a un numero insufficiente di allenamenti o dati mancanti.

Come viene calcolato

Garmin cerca di fare un’analisi approfondita che combina diversi parametri per fornire un’indicazione dello stato attuale del tuo allenamento e dei progressi compiuti. Esamina principalmente tre fattori chiave:

  1. Andamento del VO2max: Garmin tiene traccia delle variazioni della tua stima di VO2max (un indicatore della capacità aerobica). Se questa stima aumenta insieme al Training Load, il Training Status sarà positivo (Produttivo). Al contrario, se il VO2max resta stabile o peggiora nonostante un carico elevato, potresti ricevere uno stato di “Non produttivo” o “Sovrallenamento”. Questo indica che il corpo non sta rispondendo in modo ottimale agli stimoli dell’allenamento.
  2. Carico acuto vs. cronico (ATL vs. CTL): Garmin utilizza il concetto di Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) per bilanciare il carico a breve e lungo termine. L’ATL riflette il carico degli ultimi 7 giorni, mentre il CTL considera una finestra di 42 giorni. Se l’ATL supera di molto il CTL, Garmin segnala un potenziale rischio di sovrallenamento. Se invece l’ATL è molto inferiore al CTL, potrebbe indicare un carico insufficiente per migliorare la performance, oppure un periodo di recupero.
  3. Recupero e tendenze di carico: Un altro parametro critico valutato è il recupero tra le sessioni di allenamento. Garmin osserva la quantità di recupero e la qualità delle sessioni per capire se il corpo sta avendo abbastanza tempo per adattarsi ai carichi. Se il recupero è adeguato, il Training Status risulterà Produttivo o Ottimale. Tuttavia, se mancano sufficienti periodi di recupero, il Training Status potrebbe segnalare un rischio di “Sovrallenamento” o “Non produttivo”.

Interpretazione del Training Status

Il Training Status fornisce una visione globale del tuo stato di forma, confrontando il carico di allenamento a breve e lungo termine (ATL e CTL) con la tendenza del VO2max. Questo aiuta a capire se il tuo programma di allenamento sta portando progressi, mantenimento o regressi. Un equilibrio tra carico e recupero, unito a un VO2max in crescita, indicherà che sei sulla strada giusta. Se invece il carico di allenamento è troppo intenso senza un miglioramento del VO2max, sarà necessario rivedere il programma per evitare potenziali problemi di sovrallenamento.

Interpretare correttamente questo dato è utile per comprendere se si sta progredendo verso l’obiettivo, se bisogna aumentare il carico o, al contrario, alleggerire il volume per prevenire affaticamenti.

Punti di attenzione sul Training Status

Il Training Status è determinato principalmente da:

  1. Carico di Allenamento (ATL e CTL)
  2. Variazioni del VO2Max
  3. Andamento di carico nel tempo

Tuttavia se il recupero è costantemente insufficiente (ad esempio, a causa di un HRV basso, una frequenza cardiaca a riposo elevata o una scarsa qualità del sonno), l’efficacia dell’allenamento può diminuire. Di conseguenza, il VO2max potrebbe non migliorare o addirittura peggiorare, portando il Training Status verso etichette come Non produttivo o Sovrallenamento.

Considerazioni sulle variazioni del VO2Max

Il VO2max ha un limite di miglioramento che dipende da vari fattori, tra cui il livello di fitness di partenza, l’età, la genetica e il tipo di allenamento. Per un atleta già allenato, è normale che il VO2max si stabilizzi e non aumenti più, anche se il programma di allenamento continua ad essere impegnativo e ben strutturato.

Garmin tiene conto di questa stabilizzazione del VO2max per gli atleti esperti che si trovano già a un buon livello. In questi casi, il Training Status può risultare comunque Produttivo anche con un VO2max stabile, purché il carico di allenamento sia ben bilanciato. Garmin guarda anche al bilanciamento tra Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) per determinare se l’allenamento è “produttivo” rispetto al livello di fitness attuale, non solo al miglioramento del VO2max.

Se il VO2max rimane costante ma il Training Status indica “Non produttivo”, potrebbe essere dovuto a:

  • Sbilanciamento del carico: il carico acuto (ATL) è troppo elevato rispetto al carico cronico (CTL), indicando un rischio di sovrallenamento.
  • Recupero insufficiente: se lo stato di recupero è insufficiente (es. HRV basso, frequenza cardiaca elevata a riposo), il corpo potrebbe non rispondere al carico di allenamento come previsto, generando un “Non produttivo” anche con VO2max stabile.
  • Mancanza di progressione: per Garmin, anche un VO2max costante, senza alcuna variazione, potrebbe riflettere una “stagnazione” se abbinato a un carico eccessivo o mal bilanciato.

Andiamo a vedere quali sono i parametri che determinano un Training Status Produttivo iniziando a spiegare la gerarchia dei parametri di allenamento.

La gerarchia dei parametri

Esiste una gerarchia dei parametri per l’analisi del training status e la corretta progettazione degli allenamenti ed il loro effetto:

  1. Exercise Load: il punteggio del singolo allenamento (su TrainingPeaks è paragonabile al TSS, che viene calcolato diversamente)
  2. Carico Acuto (ATL): il punteggio calcolato sul peso dei singoli allenamenti su un arco temporale di 7 giorni
  3. Carico Cronico (CTL): il punteggio calcolato sul peso dei singoli allenamenti su un arco temporale di 42 giorni.
  4. Rapporto di Carico (Load Ratio): il rapporto tra il Carico Acuto (ATL) e Carico Cronico (CTL) che fornisce la prima indicazione se gli allenamenti sono efficaci.

Vediamo ora nel dettaglio come sono utilizzati da Garmin.

Exercise Load (Carico)

L’Exercise Load, o semplicemente Carico, rappresenta l’impatto complessivo di un singolo allenamento. Questo parametro misura la fatica generata durante una sessione in base a durata e intensità, calcolando un punteggio che quantifica lo sforzo. Il Carico è utile per determinare la fatica indotta da un singolo allenamento e contribuisce a stabilire il livello di recupero necessario prima della sessione successiva.

Exercise Load
Exercise Load (carico): 84

L’Exercise Load viene calcolato utilizzando l’integrazione di:

  • Frequenza Cardiaca: maggiore è la percentuale della frequenza cardiaca rispetto alla soglia anaerobica, maggiore è l’intensità e, quindi, l’impatto della sessione.
  • Durata dell’esercizio: un’attività più lunga comporta un maggiore Exercise Load rispetto a un’attività di durata breve, a parità di intensità.
  • Potenza (se disponibile): per le discipline come il ciclismo, la potenza erogata durante l’attività aggiunge un’ulteriore misura oggettiva dell’intensità.

La combinazione di questi parametri permette di ottenere una stima complessiva dell’impatto fisiologico dell’allenamento, che rappresenta la fatica fisica e lo stress che il corpo deve affrontare per adattarsi.

I valori di Exercise Load sono poi utilizzati per calcolare parametri a lungo termine come:

  • Acute Training Load (ATL): che riflette il carico di allenamento degli ultimi 7 giorni, dando un’idea del carico a breve termine.
  • Chronic Training Load (CTL): che rappresenta il carico medio degli ultimi 42 giorni, utile per comprendere il carico a lungo termine e il livello generale di allenamento.

Come stimare l’Exercise Load del nostro allenamento?

Quando si progetta un allenamento, una strategia efficace consiste nel definire un Exercise Load target per ogni sessione, calcolato in base al tempo che si prevede di trascorrere in ciascuna zona di intensità. Garmin e altri dispositivi di monitoraggio utilizzano le zone di frequenza cardiaca (o zone di potenza per chi utilizza il ciclismo) per calcolare il carico di allenamento in modo più preciso, poiché ogni zona rappresenta un livello differente di sforzo sul sistema cardiovascolare e muscolare.

Ecco una guida per stimare l’Exercise Load basato sul tempo (un’ora) in ciascuna zona:

Zona dei allenamentoCarico stimato (punti per ora)Descrizione
Z1 – Recupero attivo30 – 50Ideale per il recupero attivo; mantiene il condizionamento senza stress eccessivo.
Z2 – Resistenza Aerobica50 – 70Sviluppa la capacità aerobica e resistenza di fondo; adatto a lunghe sessioni.
Z3 – Soglia Aerobica70 – 90Costruisce il ritmo e rafforza la capacità aerobica; intensità moderata.
Z4 – Soglia Anaerobica90 – 120Critico per la potenza e miglioramento della soglia anaerobica; richiede recupero.
Z5 – VO2 Max120 – 150Massima sfida per il sistema cardio-respiratorio; migliora il VO2 max rapidamente. Ovviamente non sarà possibile mantenere questa intensità per 60 minuti, ma il valore è indicativo per calcolare le frazioni.

Quindi: un ora di allenamento in Z2 (tra il 69% e 83% della FC di Soglia Anaerobica) avrà un “carico” tra 50 e 70. Più vicino al 50 nella zona Z2 bassa, più prossimo a 70 se l’allenamento sarà verso Z3.

L’Exercise Load tiene conto principalmente del EPOC (Excess Post-exercise Oxygen Consumption) e altri parametri fisiologici.

  • L’ Exercise Load misura l’impatto dell’esercizio sull’organismo attraverso:
    • Frequenza cardiaca (HR) e la sua variabilità.
    • VO2max (massimo consumo di ossigeno).
    • Dinamiche di corsa o ciclismo.
    • EPOC, che stima lo sforzo totale richiesto per ripristinare l’equilibrio metabolico e cardiovascolare dopo l’allenamento.

L’ Exercise Load di Garmin si ottiene calcolando il contributo cardiovascolare dell’allenamento, considerando l’intensità relativa e il tempo necessario per il recupero.

2. Acute Training Load – ATL – (Carico Acuto)

Il Carico Acuto indica il volume di allenamento recente, calcolato solitamente su base settimanale, e rappresenta il corrispondente di ATL (Acute Training Load) di TrainingPeaks. Questo parametro riflette quanto intensamente si è allenato il corpo a breve termine, permettendo di osservare l’impatto cumulativo delle sessioni più recenti. Il Carico Acuto è fondamentale per capire se si è in una fase di “peak” (picco di forma) oppure se è necessario un alleggerimento per evitare sovraccarichi.

Carico Acuto
Acute Training Load (carico acuto): 288

Come Garmin calcola l’ATL

Viene calcolato sulla base dell’Exercise Load delle ultime attività. Viene calcolato con una media esponenziale mobile su una finestra temporale di 7 giorni.

Dove:

  • Carico giornaliero è il valore di carico di allenamento di ogni giorno (la somma degli Exercise Load)
  • Giorni dal carico è il numero di giorni trascorsi dal giorno di allenamento
  • τATL​ è una costante di decadimento temporale per l’ATL, che è spesso impostata tra 5 e 7 giorni per riflettere il carico acuto e la fatica recente.

A meno di non essere smanettoni dei dati su Excel lasciamo a Garmin l’onere di calcolarlo 😀

Interpretazione dell’ATL

  • Alto ATL: Indica che hai accumulato un carico di allenamento intenso negli ultimi giorni, suggerendo che stai spingendo il corpo più del solito. Se mantenuto troppo a lungo, può portare a sovrallenamento.
  • Basso ATL: Indica un ridotto carico di allenamento nelle ultime giornate, il che può essere dovuto a un periodo di recupero o di minore intensità.

3. Chronic Training Load – CTL – (Carico Cronico)

Il Carico Cronico misura il carico di allenamento sostenuto nel tempo, di solito su un periodo di quattro settimane. È il corrispondente del CTL (Chronic Training Load) di TrainingPeaks e rappresenta la capacità del corpo di tollerare e adattarsi a un determinato livello di sforzo. Questo parametro riflette il livello di forma generale e la preparazione fisica a lungo termine, e un buon bilanciamento del carico cronico è la chiave per mantenere la condizione fisica senza incorrere in infortuni.

Attenzione a questa immagine! Garmin fa confusione con le traduzioni. Il carico cronico (CTL) viene chiamato “Costante”, ed in questa schermata il “Carico Acuto” (ATL) viene chiamato “Intenso”.

Come Garmin calcola il CTL

Garmin utilizza sempre il concetto di Exercise Load, che riflette l’impatto fisiologico di ciascun allenamento e viene calcolato sui seguenti parametri:

  • Viene calcolato come una media ponderata dell’Exercise Load su un periodo più lungo, tipicamente 42 giorni (6 settimane).
  • Come per l’ATL il peso assegnato a ciascun giorno diminuisce man mano che si va indietro nel tempo. Gli allenamenti recenti hanno un impatto maggiore sul CTL rispetto a quelli più lontani nel tempo.

La formula del CTL è quindi calcolata usando la stessa formula del ATL su una media esponenziale basata sul 42 giorni:

  • Carico giornaliero è il valore di carico di allenamento di ogni giorno (la somma degli Exercise Load)
  • Giorni dal carico è il numero di giorni trascorsi dal giorno di allenamento
  • τCTL​ è una costante di decadimento temporale per CTL, tipicamente impostata a 42 giorni..

Nota: I valori di ATL e CTL di TrainingPeaks differiscono significativamente da quelli di Garmin, nonostante entrambi utilizzino la metodologia della media esponenziale mobile. Questa discrepanza è dovuta alle diverse metodologie impiegate per determinare il carico di allenamento, con Garmin che utilizza il Training Load (basato su metriche fisiologiche come l’EPOC) e TrainingPeaks che si basa sul TSS (Training Stress Score).

L’Interpretazione del CTL:

  • Alto CTL: Significa che hai mantenuto un alto volume di allenamento nel corso delle ultime 6 settimane, suggerendo che il tuo livello di fitness è elevato.
  • Basso CTL: Un CTL basso indica che il volume e l’intensità degli allenamenti sono stati relativamente bassi nelle ultime settimane, il che può essere associato a una forma fisica ridotta.

Il CTL viene poi utilizzato insieme all’Acute Training Load (ATL) per calcolare il Load Ratio (rapporto tra carico acuto e carico cronico), che aiuta a comprendere se l’attuale carico di allenamento è equilibrato o se c’è il rischio di sovrallenamento o detraining.

4. Load Ratio (Rapporto di Carico)

Il Rapporto di Carico (Load Ratio) è il rapporto tra il Carico Acuto e il Carico Cronico, e indica il livello di rischio per il sovrallenamento o per un eventuale infortunio. A differenza dei parametri precedenti, non ha un corrispondente diretto su TrainingPeaks ed è tipicamente monitorato dal coach per valutare se l’allenamento è produttivo, oppure di mantenimento, oppure se c’è un sovraccarico oppure – al contrario – un detraining. .

Generalmente, un valore tra 0,8 e 1,3 è ottimale: se il rapporto è troppo basso, potrebbe indicare una sottostima del carico necessario per migliorare; se troppo alto, indica una fase di sovraccarico che potrebbe necessitare di un recupero adeguato.

Il rapporto di carico è visualizzatile in due schermate diverse: istantaneo e l’andamento nel tempo.

Valore del rapporto di CaricoStatoDescrizioneAzione raccomandata
NessunoNessuno statoIl rapporto di carico sarà visibile dopo 2 settimane di allenamento.Assicurati che tutti gli allenamenti siano registrati e sincronizzati per costruire dati di allenamento accurati.
Inferiore a 0,8BassoIl tuo Training Load a breve termine (ATL) è inferiore al Training Load a lungo termine (CTL).Aumenta l’intensità o il volume degli allenamenti per continuare a migliorare la forma fisica.
Tra 0,8 e 1,4Ottimale (verde)I carichi di allenamento a breve e lungo termine sono bilanciati. L’intervallo ottimale si basa sul tuo livello di fitness e sulla tua storia di allenamento.Mantieni il regime di allenamento attuale con un aumento dell’ATL (carico acuto) e un graduale aumento del CTL (carico cronico) per garantire un miglioramento continuo.
Tra 1,5 a 1,9Altol tuo carico di allenamento a breve termine è superiore al carico di allenamento a lungo termine.Pianifica periodi di recupero e riduci l’intensità o il volume degli allenamenti per prevenire il sovrallenamento.
2.0 o superioreMolto altoIl tuo carico di allenamento a breve termine è significativamente superiore al carico di allenamento a lungo termine.Può essere necessario ridurre immediatamente il carico di allenamento e dare priorità al riposo ed al recupero per evitare possibili battute d’arresto.

Esempio pratico

Immagina di aver pianificato una settimana di carico progressivo, alternando sessioni ad alta intensità e giorni di recupero attivo. Dopo ogni sessione, Garmin determina l’Exercise Load e calcola i nuovi valori di Acute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL), che a loro volta determinano il Load Ratio.

Esempio pratico:

  1. Inizio settimana: Dopo un weekend di allenamenti intensi, l’ATL è elevato, il CTL è stabile e il Load Ratio mostra un valore superiore a 1.5, segnalando un carico intenso. Questo ti suggerisce di programmare uno o due giorni di allenamento leggero per permettere al corpo di recuperare e far stabilizzare il Load Ratio.
  2. Metà settimana: Con una sessione di recupero attivo e una corsa moderata, l’ATL si riduce leggermente, portando il Load Ratio a un valore più bilanciato (tra 1.0 e 1.4). Questo indica che il recupero è stato sufficiente e il corpo è pronto per un altro allenamento intenso.
  3. Fine settimana: Pianifichi una corsa lunga ad alta intensità. L’Exercise Load aumenta significativamente, facendo salire anche l’ATL. Tuttavia, il Load Ratio è gestibile poiché l’ATL e il CTL sono cresciuti in modo equilibrato durante la settimana. Questo ti permette di completare la settimana di carico con un adeguato bilanciamento tra sforzo e recupero.

In questo modo, Garmin ti consente di prendere decisioni quotidiane basate sui dati, rendendo possibile un progresso continuo senza rischiare sovraccarichi o periodi di inattività forzata.

Conclusioni

Allenarsi con Garmin utilizzando il Training Status e le metriche di Exercise LoadVO2maxAcute Training Load (ATL) e Chronic Training Load (CTL) consente un approccio all’allenamento basato sui dati, altamente personalizzato. La combinazione di queste metriche permette di monitorare con precisione il carico e l’intensità degli allenamenti, valutare il recupero e comprendere come il corpo sta rispondendo agli stimoli di allenamento.

La possibilità di analizzare il Rapporto di Carico e adattare l’intensità in base alla risposta fisiologica aiuta ad ottenere miglioramenti sostenibili, mantenendo un equilibrio tra performance e recupero.

Attenzione

L’efficacia del monitoraggio e dell’interpretazione di Exercise LoadATLCTL e Load Ratio dipende fortemente dalla precisione dei dati di frequenza cardiaca e dall’accurata configurazione delle zone di intensità. Per ottenere misurazioni affidabili, è fondamentale utilizzare una fascia toracica o un sensore ottico da braccio, poiché questi strumenti offrono una precisione superiore rispetto al sensore integrato nell’orologio. Inoltre, il corretto posizionamento delle zone cardio o zone di potenza rispetto alle tue capacità personali è essenziale per garantire che ogni sessione venga misurata e interpretata nel modo giusto.

Questo approccio garantisce un monitoraggio accurato, consentendo agli atleti di prendere decisioni basate su dati affidabili e di ottenere progressi tangibili. Un monitoraggio impreciso, al contrario, può portare a un’errata valutazione dei carichi e del recupero, compromettendo l’intero ciclo di allenamento. Utilizzando questi parametri in modo ottimale, il tuo Garmin diventa uno strumento potente per guidare il tuo allenamento.

Questo è un articolo della Sport Academy

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I 5 principi fondamentali dell’allenamento per il trail running

Il trail running è più di una semplice corsa; è un’avventura attraverso la natura che richiede forza, resistenza e un forte spirito di adattamento. Che tu sia un principiante o un veterano dei sentieri, seguire alcuni principi fondamentali nell’allenamento può fare la differenza nelle tue prestazioni e nel tuo divertimento. Ecco i 5 pilastri che ogni trail runner dovrebbe integrare nel proprio regime di allenamento.

1. Adattabilità del Percorso

Il trail running ti porta su terreni variabili, da sentieri morbidi a percorsi rocciosi. L’allenamento su diversi tipi di terreno migliora la capacità di adattamento dei tuoi piedi e delle tue caviglie, riducendo il rischio di infortuni.

2. Forza e Stabilità

Una solida base di forza, specialmente nel core e nelle gambe, ti permette di affrontare salite ripide e discese tecniche. Integrare esercizi di forza e stabilità nel tuo allenamento settimanale ti preparerà meglio alle sfide dei sentieri.

3. Resistenza Cardiovascolare e Muscolare

Il trail running spesso implica lunghe distanze con variazioni di altitudine. Lavorare sulla resistenza cardiovascolare attraverso sessioni di corsa lunghe e sulla resistenza muscolare con esercizi come squat e affondi ti aiuterà a mantenere un passo forte per tutta la durata della tua corsa.

4. Tecnica di Corsa

Una buona tecnica di corsa è essenziale per essere efficienti e prevenire infortuni. Concentrati sulla postura, sulla cadenza e sull’atterraggio del piede durante gli allenamenti per sviluppare uno stile di corsa che sia economico e sicuro.

5. Recupero e Nutrizione

La rigenerazione è cruciale per ogni atleta. Assicurati di includere giorni di riposo attivo, stretching e un’alimentazione bilanciata per supportare il recupero muscolare e la ricostruzione delle energie.

Conclusione

Incorporare questi cinque principi nel tuo regime di allenamento rafforzerà la tua capacità di affrontare ogni sentiero con fiducia e vigore. Ricorda che il trail running è un viaggio, non una destinazione, e ogni passo che fai è un passo verso la tua crescita come atleta e come amante della natura.

Questo è un articolo della Sport Academy

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EagleXMan 2023 Extreme Triathlon

Introduzione

Dalla prima gara di Triathlon (Xterra “Sprint” Lake Scanno) ho posto il mio obiettivo sulla LONG DISTANCE (l’IronMan per intenderci), ma la formula del circuito IronMan non mi attrae per nulla, per il prezzo esageratamente troppo elevato e per il tipo di percorso (tutto su strada). 

Il Cross Triathon provato a Scanno è un bella modalità di gara, con la MTB ed il Trail, ma le distanze troppo brevi, per il tipo di gare che piacciono a me, non me lo fanno piacere fino in fondo.

Tuttavia parte da lì il mio progetto di Triathlon senza sapere bene se mi sarei appassionato a questa disciplina.

Dopo il primo sprint Xterra, provo il primo sprint stradale, la distanza olimpica, per poi arrivare al mio primo triathlon medio (mezzo ironman) ai Campionati Italiani di Borgo Egnazia a soli 3 mesi dalla prima gara (ed a 4 dalla prima nuotata e dalla mia prima volta su una bici da strada).

Si, tutto molto bello, però manca ancora quella scintilla che accese subito la passione nel  trail running.

Finché non scopro l’esistenza degli Extreme. 

I Triathlon Extreme sono delle varianti di Triathlon che vanno oltre le difficoltà della distanza IronMan classica (3,8km a nuoto; 180km in bici e 42km di corsa). Possono essere caratterizzati da distanze maggiori per le singole discipline; percorsi più impegnativi per dislivello, altitudine, terreno; ultradistanze in tutte le tre specialità; eccetera.

Dopo un po’ di ricerche mi imbatto nell’EagleXMan: un Extreme Triathlon nel mio parco giochi preferito: il Gran Sasso. La gara prevede: 4km a nuoto nel lago di Campotosto, 180km di bici con 3800m di dislivello (con gran parte del percorso oltre i 1200m s.l.m.), per finire con 40km di corsa con 2000m di dislivello dove gli ultimi 1000m in un vertical di 6km.

Wow, Mi iscrivo!!

La preparazione

So tutto sulla preparazione delle ultradistanze trail ma poco su un tipo di gara come questa. Devo studiare ed adattare la mia formazione a questo nuovo mondo. Divoro libri e manuali, studio gli allenamenti di “quelli forti”, provo tante nuove metodologie per trovare quella più efficace per me. La parte teorica è stata molto interessante, ma la pratica – si sà –  riserba sempre tante sorprese. 

Nuoto

Il nuoto è, e resterà ancora per un po’, il mio punto debole (avendo fatto solo un paio di lezioni). 

E’ una disciplina molto tecnica, ma lavorerò quasi esclusivamente sugli aspetti metabolici e meccanici del gesto. Il primo per condizionarmi sull’endurance, il secondo per non giocarmi subito le spalle ancora prima di iniziare. Rimanderò l’acquaticità al 2024.

Bici

Prima di giugno 2022 non ero mai salito su una bici da strada. Scopro un mondo parecchio interessante per ciò che riguarda la tecnologia, la biomeccanica, la fisiologia dell’allenamento. Scoprirò anche che l’allenamento del triathlon per la bici è diverso dall’allenamento del ciclismo puro. 

Corsa

Fare 21km o 42km di corsa dopo 80km o 180km di bici sono un altro mondo rispetto alla sola corsa. Ricordo ancora i primissimi combinati (bici + corsa in successione) dove rimanevo inchiodato dopo i primi 100m di corsa. Il modo con cui si pedala influisce molto sulla corsa, ed il pattern motorio della bicicletta ha un transfer tutto particolare sulla percezione dello sforzo nella corsa. Non è raro trovarsi a correre a velocità di soglia appena dopo la frazione bike, senza però rendersi conto della velocità e dello sforzo, per poi scoppiare dopo pochi km.

Periodizzazione

Fino al triathlon medio non è così difficile distribuire gli allenamenti delle tre discipline nelle settimane. Altro discorso per una long distance extreme.

Nel mio primo triathlon lungo ho sofferto molto nella frazione di corsa, trascurata troppo nella preparazione, quindi decido di darle priorità. Fare 42km di corsa con 2000m di dislivello dopo 180km di bici è molto simile a 42km di corsa dopo 100km di trail. 

Decido di concentrare tutta le preparazione specifica nelle ultime 8 settimane, però prima devo costruire un’ottima endurance. Lo farò con lo sport che mi piace di più: la corsa.

Inizio la preparazione mettendo a calendario:

  1. Terre Di Siena Ultra Marathon 50km (26 Febbraio 2023)
  2. Tuscany Crossing 103km + 3700m (22 aprile 2023)
  3. IronLake  Mugello Campionati Italiani Triathlon Medio  (28 Maggio 2023)
  4. EagleXMan (22 Luglio 2023)

Divido quindi la periodizzazione in 3 fasi:

  1. Endurance di base fino alla prima gara obiettivo
  2. Endurance specifico con dislivello fino alla Tuscany
  3. Endurance specifico per il triathlon con parecchio dislivello per la bici fino al IronLake
  4. Preparazione specifica per l’EagleXMan, dove lavorerò sul condizionamento specifico necessario per questa gara.

Metodologia

Definisco 4 punti fondamentali della preparazione :

  1. Nuoto: fare sessioni anche brevi (1500-2000m) ma con una buona frequenza settimanale, anche quotidiana, per accumulare un buon volume settimanale
  2. Bici: inserire sempre del dislivello e forza resistente, aumentando progressivamente le distanze.
  3. Corsa: costruire l’endurance nelle prime 2 gare obiettivo e mantenimento fino all’Eagle.
  4. Setting mentale: mantenere al massimo la capacità di gestire la fatica. Nel Trail si ha la possibilità di “mollare” ogni tanto l’intensità per scaricare la fatica e riprendere il ritmo. Nella bici con tanto dislivello non c’è questo lusso, soprattutto per pesi massimi come il sottoscritto che se in salita devo spingere come un somaro, in discesa devo rimanere superconcentrato per non drizzare i tornanti a più di 70km/h.

L’obiettivo per il mio primo Extreme è portare a casa la gara ed imparare il più possibile da questa esperienza.

Programmazione

La preparazione vera inizia con la gara del Mugello. Arriverò al traguardo molto soddisfatto per aver gestito al meglio bici e corsa, senza cali e senza trovarmi con le gambe imballate.

Utilizzerò 3 diversi tipi di programmazione:

  1. Distribuire le tre specialità nella singola settimana con volume medio.
  2. Distribuire le tre specialità in 2 settimane con volume alto.
  3. Distribuire le tre specialità nella singola settimana con volume molto alto 

TrainingPeaks e Garmin diventano i mei inseparabili compagni di allenamento.

Il primo per il monitoraggio del CTL (Cronical Training Load), TSS settimanale (Training Stress Score), TSB (Training Stress Balance); il secondo per il monitoraggio dei parametri di salute come HRV, sonno, body battery, e calorie giornaliere. Nell’ultimo mese controllerò anche la training readiness ma il garmin ancora non sapeva con chi aveva a che fare.

TrainingPeaks

Ogni allenamento ha i suoi parametri di monitoraggio per il TSS:

  • sTSS per il nuoto
  • hrTSS per la bici
  • rTSS e hrTSS per la corsa

L’obiettivo di base è far salire costantemente il CTL fino a 130 prima dello scarico (arriverò a 124) controllando di non forzare troppo, settimana per settimana, con un progressione del TTSS che non sia mai sotto a 900 se non nelle settimane di scarico (arriverà anche a 1300).

Non sono uno a cui piace far molta fatica, quindi un monitoraggio puntuale dei parametri di allenamento sarà fondamentale per non rilassarmi troppo.

Il monitoraggio del TSB mi servirà proprio per monitorare quanto il carico di allenamento quotidiano e l’adattamento ottenuto siano bilanciati.

Garmin

Il monitoraggio dei parametri della salute avranno un ruolo fondamentale per ottimizzare il carico di allenamento, in particolare: qualità del sonno; HRV; body battery; calorie giornaliere.

Non sono una persona che va a letto presto e non posso permettermi di alzarmi tardi. Dormo in media 5 ore a notte e la qualità del sonno deve e essere buona per avere un recupero adeguato. Il monitoraggio della qualità del sonno mi permette di capire come la cena, e tutte le attività serali hanno influito sul sonno.

Del HRV ne ho parlato tante volte, è un parametro fondamentale per capire quanto il corpo sia affaticato monitorando nel tempo la variazione del battito cardiaco dovuta a come reagisce il sistema nervoso al carico di allenamento.

Il body battery è un insieme di parametri che vengono correlati dal garmin e fornisce la misura di quanta energia abbiamo recuperato durante il riposo e quanta ne abbiamo spesa.

Il tapering

Ho programmato un tapering di 2 settimane con una importante riduzione del volume a favore dell’intensità. Andrò in quota tra 1600m e 3000m s.l.m. per fare un po’ di adattamento in funzione della gara.

Ma qualcosa si rompe.

Non riesco fare la progressione di riduzione del volume che avevo programmato e questo penso abbia influito sui problemi di salute a due settimane dalla gara. Febbre alta ed altre complicazioni che mi hanno messo ko.  Ho dato troppo repentinamente al corpo l’input di rilassarsi ed il sistema immunitario è andato in tilt.

La seconda settimana di tapering andrà un po’ meglio, con tanto riposo, ma sempre non al top, con i parametri di HRV completamente sballati, sonno irrequieto, body battery sempre “in riserva”.

Problemi riscontrati nella preparazione

Il percorso è andato abbastanza liscio. Il costante monitoraggio con TrainingPeaks e Garmin mi ha permesso una certa flessibilità nel pianificare la distribuzione degli allenamenti nella settimana, soprattutto nei periodi dove il lavoro in ufficio aveva la massima priorità.

A parte l’errore nel tapering devo dire che è andato tutto liscio.

Preparazione della gara

La preparazione alla gara necessità di attenzione. Ci sono alcuni aspetti da gestire e preparare con estrema attenzione:

  1. Logistica
  2. Gestione dei materiali
  3. Gestione del supporto
  4. Integrazione

Logistica

Le transizioni tra bici e corsa sono a 30km di distanza tra loro. L’arrivo è in quota a 2100m s.l.m. molto lontano dalla zona di partenza. 

La partenza della gara è alle 5 e l’apertura della zona cambio è alle 4 del mattino.

In più la zona non è molto attrezzata per il turismo ed i posti letto sono pochi.

Troverò posto ad Amatrice, a 40 minuti di macchina dalla partenza ed a 60 minuti dall’arrivo. Quindi, sveglia alle 2:50 per essere alle 4 a Campotosto.

Sarà necessario lasciare una borsa per l’arrivo a Campo Imperatore per il fine gara con i vestiti pesanti ed una borsa tecnica per la transizione bici-corsa al T2.

Gestione dei materiali

Il Triathlon ha una componente tecnica fondamentale quanto delicata: la bici. E’ necessaria la massima cura, nei controlli pre-gara e nella gestione degli imprevisti in gara.

Il cambio deve essere registrato con cura, la catena deve essere integra e ben lubrificata, gli pneumatici devono essere in ottime condizioni, come le valvole e l’integrità delle camere d’aria. La posizione in sella deve essere quella giusta per la nostra biomeccanica, la spinta sui pedali non deve creare problemi alle articolazioni che potrebbero danneggiare la corsa.

In auto avevo lasciato per sicurezza: 2 ruote complete (anteriore e posteriore); 4 camere d’aria; kit di riparazione; pompa ad aria; attrezzi vari per evitare di rimanere a piedi con la bici.

Nelle gare extreme solitamente non si usa il body ma abbigliamento specifico, quindi userò il completo da bici con i colori della squadra.

Ma non solo di bici è fatto il triathlon.

Tralascio la parte nuoto, dove avevo la mia solita muta ed i soliti occhialini, e passo alla parte corsa.

Non sapevo bene come fosse il percorso run, quindi decido di portare 2 paia di scarpe stradali più un paio trail per il vertical finale. Anche qui abbigliamento specifico: userò i soliti pantaloncini Salomon a compressione ed una canotta x-bionic bianca, perché il caldo del pomeriggio sarà ancora abbastanza molesto. Ingenuamente partirò per la frazione run senz’acqua. Pessima scelta, dovrò farmi portare zaino e borracce lungo il percorso.

Per il vertical saranno indispensabili i bastoncini per salire senza agonizzare, oltre a tutto il materiale obbligatorio richiesto dal regolamento di gara.

Gestione del supporto

Questa tipologia di gara si porta a casa grazie al supporto. Il mio compagno di gara sarà Antonio Checchi di Subiaco. Avrà la responsabilità di fornirmi l’idratazione, l’integrazione, il supporto tecnico, la birra, le patatine, gestire i miei scleri da fatica… 

Sapere di poter contare su un supporto dedicato cambia tutto il modo di affrontare la gara, praticamente senza pensieri.

Antonio mi seguirà in tutto: la preparazione della prima zona cambio; sgombero della transizione nuoto-bici; lungo tutti i 180km di bici con cambio borracce per acqua, carboidrati, coca cola, birra, patatine; gestione della zona cambio bici-corsa; e per finire mi scorterà negli ultimi 6km fino al traguardo.

La preparazione dell’auto prevedeva:

  1. Il pieno di carburante 
  2. Frigo con acqua e tutta l’integrazione liquida
  3. 2 ruote complete di scorta per la bici
  4. Borsa tecnica con tutto il necessario per la bici (camere d’aria, kit riparazioni, utensili vari, pompa aria, etc.)
  5. Scarpe di ricambio per la frazione run
  6. Adesivo “support car” 

Integrazione

Integrazione self-made solamente liquida. Per il momento ho trovato la giusta miscela e concentrazioni di carboidrati con cui mi sto trovando abbastanza bene. Ho usato 1 litro di gel liquidi (circa 2000kcal) distribuiti tra bici e corsa, più 24g di aminoacidi essenziali in 3 dosi da 8 grammi a supportare la muscolatura.

Nei momenti di crisi il comfort food sono stati 2 pacchetti di patatine san carlo, 1 birra moretti, 1 birra corona, 1/2 pacchetto di cracker.

L’unica pecca è stato il difetto nella gestione dei sali minerali. 16 litri di liquidi si sono fatti sentire nella sudorazione e perdita di elettroliti. Tanto che sono andato ad elemosinare sali alle altre auto di supporto (finché non ho scoperto che Antonio aveva una scorta  personale).

La gara

La gara è stata una botta tremenda” Ho continuato a ripetere questa frase per due giorni.

Nulla a che vedere con il trail come tipo di impegno fisico e mentale. Un mondo a se che va provato per capirlo.

Nuoto

La parte nuoto è andata come da manuale: partenza a cannone; debito di ossigeno dopo i primi 200 metri; principio di panico per recuperare il debito di ossigeno; breve momento panico per il debito di ossigeno che fatico a recuperare; controllo del panico; ricerca e mantenimento andatura di crociera

La partenza al buio è stata molto emozionante. 

Bici

In bici mi sento abbastanza tranquillo, ho preparato bene le caratteristiche del percorso. 

Anche il condizionamento in quota ha avuto i suoi effetti positivi, che mi ha permesso di non avere il fiato corto sopra i 1500m s.l.m.

Spingo in salita, spingo in piano, spingo come un pazzo in discesa per recuperare la lentezza della salita. Le salite toste non sono state eccessivamente moleste tranne quella da Ofena a Calascio. Il caldo tremendo sommato alla pendenza mi ha spento la luce, tant’è che ho dovuto dare una pausa di 5’. 

Corsa

L’ultima frazione di gara è stata fino all’ultimo una incognita. Non sapevo come mi sarei sentito a fare 40km di corsa con 2000m di dislivello dopo 180km di bici con 3800m di dislivello.

Appena inizio a correre mi dico ad alta voce “ok, sono arrivato nella mia zona di comfort. Conosco la corsa e la fatica che si fa nelle ultra. E’ come se fossi agli ultimi 40km di una gara da 120. Sono stanco ma non esausto, devo gestire la fatica come già so fare”. 

Il percorso prevedeva 2 giri da 17km +500m, più 6km +1000m. 

Il primo giro corro in piano e discesa e cammino in salita, il tempo a disposizione per il cancello orario è abbondante. Rallento e tengo tutte le energie per i temuti ultimi 6km.

Nel secondo giro correrò solamente gli 8km di discesa prima del check per salire a Campo Imperatore.

La salita finale è un momento mistico: silenzio e testa china. Non ho detto una parola fino al 5°km, quando ho messo la la maglia termica. In quel momento ho ripreso conoscenza, ormai il traguardo era vicino! Ma non è finita finché non è finita.

Arrivo

Finalmente il traguardo! Cazzo, ero così felice che non mi sono nemmeno ricordato di fare un selfie con il telefono!

Ho raggiunto l’obiettivo, esattamente come l’avevo immaginato, preparato, cercato. 

Sono riuscito a completare il mio primo IronMan, un IronMan Extreme!!!

E per celebrare l’arrivo nel modo migliore, all’ostello c’erano 2 piatti di pasta e fagioli ad attendermi.

Il recupero

Il recupero come da manuale: carboidrati e proteine, ogni 3/4 ore per 48 ore, evitando il junk food per non aggiungere infiammazione ad infiammazione. Tanta acqua e sali minerali, riprendendo la mia integrazione standard con ZMA, B12 e Ceres.

Il lunedì ho ripreso a nuotare ed il martedì a correre.

Conclusioni

Sono soddisfazioni ragazzi! Gara conclusa con parecchio margine (probabilmente avrei potuto recuperare 1h30 sulla corsa). 

Integrazione quasi perfetta (a parte i sali), materiali azzeccati (per quanto riguarda il vestiario, le scarpe e la bici), Supporto Tecnico impeccabile (Grazie ancora Antonio!) 

Il monitoraggio di tutte le fasi della preparazione è stato impeccabile: la periodizzazione e pianificazione degli allenamenti; gli allenamenti specifici; l’integrazione; la gestione dell’overreachig  (Grazie COACH!!).

Questa gara mi ha proiettato nel mondo degli Extreme Triathlon, ed ho già fissato a calendario gli obiettivi per i prossimi anni.

Rimanete connessi!

Questo è un articolo della Sport Academy

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Integrazione proteica durante la corsa: l’importanza di scegliere alimenti facilmente assimilabili

L’assunzione di proteine ed amminoacidi durante la corsa non è generalmente necessaria né raccomandata. Nella corsa, l’obiettivo principale dell’alimentazione è fornire energia immediata e idratazione per mantenere le prestazioni e prevenire la disidratazione.

Le proteine sono nutrienti essenziali per il recupero e la ricostruzione muscolare, ma durante l’attività fisica intensa, il corpo attinge principalmente ai carboidrati e ai grassi come fonti di energia.

Tuttavia, ci possono essere situazioni specifiche in cui l’assunzione di proteine può essere considerata. Queste situazioni includono:

  1. Ultradistanze: Durante gare di endurance estreme,, in cui l’atleta può correre per molte ore o addirittura giorni, l’assunzione di proteine può essere considerata per ridurre il catabolismo muscolare e fornire un apporto di nutrienti costante. In questo caso, è consigliabile l’assunzione di integratori proteici specifici per lo sport, come gel o barrette proteiche appositamente formulati per l’assimilazione rapida.
  2. Sport di resistenza prolungata con sessioni di allenamento ripetute: Se l’atleta svolge più sessioni di allenamento intense in una singola giornata, come durante un training camp o gare a tappe, l’assunzione di proteine o amminoacidi tra le sessioni può favorire il recupero muscolare e migliorare le prestazioni successive.
  3. Integrazione post-allenamento: Dopo una sessione intensa, l’assunzione di proteine può essere utile per favorire il recupero muscolare. Un’opzione comune è assumere una fonte di proteine ad alta qualità, come un frullato proteico.

Durante una gara

L’integrazione delle proteine sotto forma di cibo solido può rappresentare una sfida per il sistema digestivo. Capire il processo di digestione delle proteine è essenziale per scegliere l’alimentazione più adatta alle esigenze dell’atleta.

La digestione inizia già in bocca, dove gli enzimi salivari iniziano a scomporre i carboidrati presenti nel cibo. La digestione proteica vera e propria avviene principalmente nello stomaco. Qui, le cellule dello stomaco producono acido cloridrico (HCl) e enzimi come la pepsinaogeno, che, grazie all’ambiente acido creato dall’HCl, si converte in pepsina attiva. Questo ambiente acido denatura le proteine, rompendo i legami deboli tra gli amminoacidi e consentendo all’enzima pepsina di scomporle in peptidi più piccoli.

Le pareti muscolari dello stomaco si contraggono mescolando il cibo, gli enzimi digestivi e gli acidi presenti al suo interno. Questo aiuta a scomporre ulteriormente le proteine e a mescolarle con gli altri contenuti dello stomaco, formando il “chimo”.

Il chimo viene poi spinto verso l’intestino tenue, dove avviene la completa scomposizione dei peptidi in amminoacidi liberi grazie all’azione di enzimi specifici.

Durante la corsa, l’aumento del flusso sanguigno verso i muscoli locomotori riduce temporaneamente il flusso sanguigno verso l’apparato digerente, compromettendo l’efficacia del processo digestivo delle proteine. Inoltre, lo stress fisico intenso della gara può aumentare la sensibilità gastrointestinale, causando disturbi come pesantezza e bruciore di stomaco.

Pertanto, è fortemente sconsigliato assumere proteine che non siano preparati tecnici studiati appositamente per l’integrazione sportiva, facilmente assimilabili che richiedano poco sforzo digestivo, come integratori proteici in forma liquida o gel. Questi forniscono una fonte rapida di amminoacidi, che possono essere facilmente assorbiti attraverso le pareti dell’intestino tenue e trasportati al flusso sanguigno.

La scelta di alimenti facilmente assimilabili è fondamentale per evitare disturbi gastrointestinali e garantire una corretta integrazione per il recupero muscolare.

Questo è un articolo della Sport Academy

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Idratazione nello sport: L’acqua come scelta primaria

L’idratazione adeguata è un elemento fondamentale per ottenere prestazioni ottimali durante l’attività sportiva. Mentre l’acqua è universalmente riconosciuta come la scelta principale per l’idratazione, il latte, semmai, può offrire vantaggi nutrizionali che possono essere utili nel post esercizio.

Vediamo le differenze tra l’acqua e il latte come bevande idratanti nello sport, con un focus sull’efficacia dell’acqua nell’idratazione rispetto al latte.

L’efficacia dell’acqua nell’idratazione

Se ancora si fosse bisogno di sottolinearlo, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’acqua è la scelta migliore per l’idratazione durante l’attività sportiva. Uno studio condotto da Maughan et al. nel 2016 [1] ha evidenziato che l’acqua viene rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale e aiuta a mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei. L’acqua non contiene calorie aggiuntive e non interferisce con l’assorbimento di altri nutrienti, rendendola ideale per idratarsi in modo efficace durante l’attività sportiva.

Il latte come fonte di nutrienti

D’altra parte, il latte offre un profilo nutrizionale che può essere vantaggioso in alcune situazioni. Il latte vaccino è ricco di proteine ad alto valore biologico, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. Una tazza di latte (240 ml) fornisce in media 8 grammi di proteine, 12 grammi di carboidrati, 8 grammi di grassi e circa il 30% dell’apporto giornaliero raccomandato di calcio [2], per un totale di circa 152kcal. Questi nutrienti possono svolgere un ruolo importante nel recupero muscolare come ALIMENTI.

Studi scientifici sull’idratazione

Alcuni studi hanno confrontato l’efficacia dell’acqua e del latte nell’idratazione durante l’esercizio. Una recente review del 2022 [3] ha rilevato che l’acqua è superiore al latte per l’idratazione, in quanto viene assorbita più rapidamente e non causa sensazioni di pesantezza nello stomaco durante l’attività sportiva intensa. L’acqua ha dimostrato di essere altamente efficace nel ripristinare l’equilibrio dei fluidi corporei e sostenere le prestazioni.

Conclusioni

L’acqua rimane la scelta preferita per l’idratazione durante lo sport, grazie alla sua rapida assorbimento e alla sua capacità di mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei. Il latte offre vantaggi nutrizionali grazie alla presenza di proteine, carboidrati, grassi e minerali. Pertanto, il latte può essere considerato come un’opzione di idratazione post-allenamento o come parte di una strategia di recupero. Attenzione: il latte non è un alimento adatto a tutti, parlane con il tuo nutrizionista e valuta con lui l’opportunità di utilizzarlo o meno nella tua dieta.

Attenzione 2: il latte idratante non è una bevanda e non è commestibile!!

Riferimenti

  1. Maughan, R. J., et al. (2016). A randomized trial to assess the potential of different beverages to affect hydration status: development of a beverage hydration index. American Journal of Clinical Nutrition, 103(3), 717-723.
  2. United States Department of Agriculture. FoodData Central. Accessed from: https://fdc.nal.usda.gov/
  3. Smith, J. D., et al. (2022). Comparison of Fluid Balance and Hydration Status Between Water and Milk Consumption During Exercise: A Systematic Review and Meta-Analysis. Journal of the International Society of Sports Nutrition, 19(1), 7.

Questo è un articolo della Sport Academy

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I 5 motivi per cui l’Allenamento Estivo richiede un maggiore sforzo fisico

L’allenamento estivo può rappresentare una sfida per molti runner. Durante questa stagione, le alte temperature e l’umidità possono rendere gli allenamenti più faticosi e influenzare negativamente le prestazioni. In questo articolo esamineremo i motivi tecnici e scientifici per cui l’allenamento estivo può essere più impegnativo, fornendo informazioni preziose per aiutare i runner a comprendere e affrontare la fatica durante questa stagione.

  1. Temperatura elevata: La principale causa di fatica durante l’estate è la temperatura elevata. Quando si fa esercizio fisico in un ambiente caldo, il corpo deve lavorare più duramente per dissipare il calore accumulato. Questo aumento dello sforzo termoregolatorio può portare a una maggiore fatica durante l’allenamento. È importante considerare l’effetto della temperatura per determinare l’orario più adatto a svolgere allenamenti particolarmente intensi.
  2. Umidità: L’umidità è un altro fattore cruciale da considerare. Durante l’estate, l’aria può diventare particolarmente umida, compromettendo la capacità del corpo di raffreddarsi efficacemente attraverso la sudorazione. La mancata evaporazione del sudore riduce l’efficienza del sistema di raffreddamento naturale del corpo, portando a un aumento della temperatura corporea e, di conseguenza, a una maggiore fatica durante l’allenamento. Presta particolare attenzione alle condizioni di umidità quando pianifichi la tua sessione di allenamento.
  3. Deplezione di liquidi ed elettroliti: L’esercizio fisico in ambienti caldi comporta una sudorazione più abbondante, con conseguente perdita di liquidi e importanti elettroliti come sodio, potassio e magnesio. Durante l’estate, con temperature più elevate, il rischio di disidratazione e squilibri elettrolitici aumenta. La disidratazione può influire negativamente sulle prestazioni e sulla capacità del corpo di dissipare il calore, contribuendo alla sensazione di fatica durante l’allenamento. Un’adeguata idratazione prima, durante e dopo l’allenamento è fondamentale per minimizzare gli effetti negativi della disidratazione.
  4. Maggiore sforzo cardiovascolare: L’allenamento in ambienti caldi richiede un maggiore sforzo cardiovascolare. Quando la temperatura corporea aumenta, il cuore deve pompare più sangue verso la pelle per aiutare nella dissipazione del calore. Ciò comporta una maggiore richiesta sul sistema cardiovascolare, che può portare a un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. L’aumento dello sforzo cardiovascolare può contribuire alla fatica percepita durante l’allenamento estivo. I runner devono tenere conto di questo aspetto nella pianificazione dell’allenamento.
  5. Ridotta tolleranza al calore: Non tutti si adattano allo stesso modo alle temperature elevate. Alcune persone possono avere una minore tolleranza al calore, il che significa che il loro corpo si surriscalda più facilmente e raggiunge la fatica più velocemente durante l’esercizio in ambienti caldi. È importante riconoscere la propria tolleranza al calore e adattare di conseguenza gli allenamenti estivi. L’ascolto del proprio corpo è fondamentale per prevenire situazioni di sovraccarico termico.

L’allenamento estivo può risultare più faticoso a causa di diversi fattori tecnici e scientifici. La temperatura elevata, l’umidità, la deplezione di liquidi ed elettroliti, lo sforzo cardiovascolare aumentato e la ridotta tolleranza al calore sono tutti elementi da considerare quando si pianifica l’allenamento estivo. Prestare attenzione all’idratazione, allenarsi nelle ore più fresche della giornata, indossare abbigliamento traspirante e regolare l’intensità dell’allenamento in base alle proprie condizioni individuali sono strategie essenziali per affrontare la fatica estiva e massimizzare i benefici dell’allenamento.

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Rivoluziona il tuo Allenamento di Running: Il Potere dell’Allenamento sulla Forza Specifica

L’allenamento di forza specifico durante la fase agonistica offre numerosi benefici per chi desidera migliorare le proprie prestazioni. Questo tipo di allenamento mira principalmente ad aumentare la forza muscolare e l’efficienza del gesto atletico, riducendo al contempo il rischio di infortuni e migliorando la resistenza.

Allenamento di potenziamento specifico

  1. riscaldamento normale
  2. riscaldamento in salita 4% (15’)
  3. corsa in discesa lunga 4% (5’-10’)
    -5x allunghi in velocità 80m
    -5x (5xFrog Jump) + scatto 20″
    -5x (5xBalzi a gamba alternata in avanti) + scatto 20*
    -5x Drop Jump + scatto 20*
  4. defaticamento

Vediamo nel dettaglio gli esercizi:

  1. Riscaldamento Normale (15 minuti): Questa fase include esercizi di mobilità articolare e stretching dinamico per preparare il corpo all’allenamento. Si potrebbe iniziare con una leggera corsa, seguita da rotazioni articolari e stretching dinamico per i principali gruppi muscolari coinvolti nella corsa.
  2. Riscaldamento in Salita 4% (15 minuti): Questa fase si concentra sulla corsa in salita, che è efficace nel migliorare la forza delle gambe e la resistenza cardiovascolare. Correre su una pendenza del 4% offre una sfida sufficiente senza essere eccessivamente impegnativo. Il ritmo dovrebbe essere sostenibile, ma non eccessivamente difficile.
  3. Corsa in Discesa lunga 4% (5-10 minuti): Correndo in discesa, i muscoli delle gambe devono lavorare in maniera eccentrica per controllare la velocità del corpo. Questo può aiutare a rafforzare i muscoli e migliorare l’equilibrio e la coordinazione.
  4. 5x Allunghi in Velocità 80m: Questi sprint brevi sono progettati per sviluppare la velocità e la potenza. È importante concentrarsi sulla forma durante questi sprint, mantenendo la postura del corpo dritta, oscillando le braccia in modo efficace e mantenendo una rapida frequenza di passo.
  5. 5x (5xFrog Jump) + Scatto 20″: Il Frog Jump è un esercizio pliometrico che sviluppa la forza delle gambe. Dopo aver completato 5 Frog Jumps, si esegue uno scatto di 20 secondi. Questa combinazione di esercizi lavora sia sulla forza che sulla velocità.
  6. 5x (5xBalzi Alternati in Avanti) + Scatto 20″: I balzi alternati in avanti sono un altro esercizio pliometrico che sviluppa la forza delle gambe e il controllo del corpo. Come prima, dopo 5 ripetizioni, si esegue uno scatto di 20 secondi.
  7. 5x Drop Jump + Scatto 20″: In questo esercizio, si eseguono prima i Drop Jump, un esercizio pliometrico avanzato che sviluppa la potenza esplosiva. Si tratta di saltare da una piattaforma, atterrare con entrambi i piedi e poi saltare in alto il più rapidamente possibile. Subito dopo i Drop Jump, si esegue uno scatto di 20 secondi. Questa combinazione di esercizi pliometrici e sprint aumenta la potenza e la velocità. L’intera serie di Drop Jump seguita dallo scatto viene ripetuta 5 volte.
  8. Defaticamento: Questa fase finale dell’allenamento è destinata a aiutare il corpo a recuperare. Potrebbe includere stretching statico per rilassare i muscoli, respirazione profonda per aiutare a ridurre la frequenza cardiaca e la tensione muscolare, e una leggera camminata o corsa lenta per aiutare a eliminare l’acido lattico accumulato durante l’allenamento.

Ricordate, la chiave per massimizzare i benefici di questo tipo di allenamento è mantenere un’alta intensità durante gli sprint e gli esercizi pliometrici, ma anche assicurarsi di prendere un adeguato riposo tra le serie per permettere un recupero sufficiente. Questo equilibrio tra lavoro ad alta intensità e recupero è ciò che rende l’allenamento di forza specifica così efficace nel migliorare la forza e la velocità di corsa.

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Come evitare le vesciche durante la corsa: consigli per evitare fastidi

Le vesciche sono un problema comune tra i runner, ma con alcune misure preventive, è possibile evitarle e godersi la corsa senza fastidi. In questo articolo, ti fornirò utili consigli su come prevenire le vesciche durante la corsa, consentendoti di concentrarti sul tuo allenamento e sul raggiungimento dei tuoi obiettivi.

1. La scelta delle scarpe giuste

Uno dei fattori più importanti nella prevenzione delle vesciche è indossare le scarpe giuste. Assicurati di utilizzare scarpe che si adattino perfettamente ai tuoi piedi ed all’uso che intendi farne. Le scarpe troppo strette o troppo larghe possono causare attrito e sfregamenti, aumentando il rischio di vesciche. Rivolgiti a un professionista dello sport o visita un negozio specializzato per ottenere una valutazione accurata delle tue esigenze di corsa e trovare le scarpe più adatte al tuo tipo di piede e al tuo stile di corsa.

2. Calze da corsa di qualità

Le calze da running svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle vesciche. Scegli calze realizzate in materiali traspiranti, come il nylon o il poliestere, che aiutano a mantenere i piedi asciutti durante la corsa. Evita le calze di cotone, che trattengono l’umidità e aumentano il rischio di vesciche. Le calze di buona qualità riducono l’attrito e forniscono un’ulteriore protezione per i tuoi piedi. Queste sono le mie preferite: https://amzn.to/3Cg0GtB

3. Utilizza creme o lubrificanti

Applicare una crema o un lubrificante anti-attrito sulle aree soggette a vesciche può fare la differenza. Concentrati sulle zone come talloni, dita dei piedi o altre aree sensibili. Questi prodotti riducono l’attrito durante la corsa e prevengono la formazione di vesciche. Assicurati di applicare il lubrificante o la crema prima di ogni corsa per massimizzare l’efficacia. Prima di una ultra spalmo su tutto il piede uno strato di pasta Fissan Alta Protezione: https://amzn.to/3NhOpLy

4. Incrementa la distanza e l’intensità gradualmente

L’aumento repentino della distanza o dell’intensità delle tue corse può aumentare il rischio di vesciche. Assicurati di costruire progressivamente i tuoi avanzamenti , consentendo al tuo corpo di adattarsi gradualmente all’attività. Questo permette alla pelle dei tuoi piedi di indurirsi e abituarsi allo stress della corsa, riducendo così la possibilità di vesciche.

5. Gestisci l’umidità e il sudore

Il sudore e l’umidità possono contribuire alla formazione di vesciche. Se noti che le tue scarpe o le tue calze sono bagnate durante la corsa, porta con te un cambio o utilizza prodotti assorbenti per piedi per mantenere la pelle asciutta.

6. Controlla la tua tecnica di corsa

Una tecnica di corsa scorretta può aumentare l’attrito e il rischio di vesciche. Mantieni una passo efficiente ed evita movimenti bruschi o torsioni eccessive dei piedi. Cerca di mantenere una falcata uniforme e naturale, che riduca l’attrito durante la corsa.

7. Prenditi cura delle aree sensibili

Monitora costantemente i tuoi piedi durante la corsa. Se noti arrossamenti, punti dolenti o aree sensibili, prendi provvedimenti immediati. Applica un cerotto o un cuscinetto adesivo preventivamente per ridurre l’attrito su quelle zone. Nelle aree del piede dove so che generalmente possono venirmi delle vesciche, applico preventivamente un compeed prima di correre: https://amzn.to/3oZYrYl Inoltre, se necessario, prenditi una pausa dalla corsa per consentire alle vesciche di guarire completamente.

Le vesciche possono essere fastidiose e influire sulla corsa e compromettere una gara. Tuttavia, seguendo questi suggerimenti, puoi ridurre notevolmente il rischio e goderti la corsa senza disagi. Scegli le scarpe e le calze giuste, utilizza lubrificanti, costruisci progressivamente le tue corse, gestisci l’umidità e presta attenzione alla tecnica di corsa. Ricorda anche di monitorare e curare eventuali aree sensibili. Con la giusta cura dei tuoi piedi, potrai goderti appieno l’esperienza della corsa e raggiungere i tuoi obiettivi senza vesciche.

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